Il Lato Oscuro
21 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Bisogna ammettere che nel cuore di ciascuno di noi si nasconde una zona oscura perché, anche se non ci piace, il male è parte sostanziale della nostra vita.
E’ facile prodursi in sofismi quando si parla di bene e male. Anche io, lo ammetto, mi sono spesso baloccato sulla impalpabile linea di confine che separa (separa?) la luce dalla tenebra. In realtà, se per un attimo si vuole smettere di essere relativisti e politicamente corretti, è possibile orientarsi, almeno a spanne, tra ciò che è giusto o che è sbagliato.
Per me è giusto non uccidere, non privare altre persone dei loro mezzi di sostentamento, non spogliarle dei loro averi o impadronirsi della loro casa. Per me è buono amare e proteggere i bambini e chi non è in grado di provvedere da solo al proprio sostentamento. Certo, lo faccio con un occhio speciale per chi mi è contiguo per sangue o per scelta, ma credo sia giusto avere trasporto anche per chi non conosco.
Per me è bene dare un’opportunità a chiunque si ponga onestamente e pacificamente a prescindere dal colore della sua pelle e dalla sua religione. Per me è bello pensare che conoscere altre persone e condividere con loro il brevissimo tratto di luce che ci è dato di percorrere sia una generosa opportunità.

Per me è sbagliato uccidere, derubare o maltrattare. Per me è ingiusto pensare che esistano razze o religioni migliori di altre. Per me è bestiale eliminare le persone perché malate mentalmente. Per me è male assoluto, totale ed incomprensibile schiacciare le teste dei bambini sotto gli stivali, raccogliere le loro scarpine ed i loro abitini e distribuirli ad altri bambini come se nulla fosse.
Eppure … eppure, tutto questo è accaduto e sicuramente accade ancora. Ciò vuol dire che il seme del male è profondamente piantato in ciascuno di noi e la sua pianta malata è pronta a svilupparsi alla prima occasione.
Io non mi sento innocente di fronte a queste gravissime colpe. Io mi sento responsabile per ciò che feci, faccio e, soprattutto, per quello che non ho fatto.
Chiamo questo il mio peccato originale. La versione solida e laica della colpa impalpabile che ha cercato di imporre la cultura cattolica.
Questa colpa, proprio perché è terribile sostanza, non è possibile lavarla con l’acqua fresca del battesimo e mi tormenta senza remissione.
Spero, col tempo, di capire infine quale è sia la mia funzione e come posso, almeno in parte, emendarmi da questa macchia. E’ un percorso duro. Dopo anni mi ha sfiancato e sto perdendo la speranza di essere utile a qualcosa. Per chi non crede la strada verso Har Megido è lunga, tortuosa e, probabilmente, finisce in un vicolo cieco.
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Probabilmente si.
E’ probabile che non esista alcun Armageddon.
La vecchiaia é veder seccare il verde dei sogni, farsi scuro il grembo che li nutrì.
Diventare vecchi è lasciarsi portare dal tempo che si ritrae senza rischiarare il prima, nè mostrare barche per navigare il dopo. Rosi dal sospetto che il prima e il dopo non siano che ombre del durante che fugge.
Si va per abitudine, senza più curarsi della bussola del bene e del male che ci tormentò da giovani, a testa bassa per non vedere.
Né premio, né castigo: i ricchi, i poveri, i cammelli, tutti allo stesso modo, per la cruna dell’ago.-
Molto bello. Quoto (se si dice così) senza riserve.:-)
sono d’accordo
Personalmente non ho simpatia per i vicoli ciechi. E se fosse, potremmo sempre armarci di piccone e darci da fare a buttar giù qualche muro.
Se una verità c’è, la troveremo, prima o poi. Se non c’è, il nostro cercarla la costruirà. A partire proprio dalle nostre domande, dai dubbi e dai tormenti più instancabili.
Complimenti per l’articolo!
grazie
Anche per chi crede alla grazia del battesimo, la vita è cammino. Mi piacciono molto le tue riflessioni, a volte si tratta di andare avanti convivendo anche con quel seme di male che c’è dentro di noi, altrimenti saremmo sempre bloccati, anche nel tentativo di amare.
La vita è cammino per tutti don Mario. Per fortuna, aggiungerei.
Mi fa piacere che tu legga quello che scrivo e ci trovi stimolo per discutere. Conferma la mia idea che la fede deve unire e non separare.
Conserva con allegra gelosia il dono che ti è stato fatto. Solo chi non lo possiede sa esattamente quanto vale.
Invece io, intelligente Comandante Nebbia, non riesco a sentirmi in colpa per tutti gli orrori dei nostri avi, ma solo per i miei e per quelli commessi contro di me. ciononostante, penso come te che vadano protette tutte le persone deboli, vicine e lontane, e che sia fondamentale coltivare la nostra umanità, così fragile e incline all’orrore (sì, anche i “buoni” sono capaci di crimini orrendi, basta ridurli allo stremo). Per tutti questi motivi, faccio partecipe te e i tuoi lettori di una preghiera laica che ho appena scovato su facebook. mi ci riconosco molto e penso che sarà lo stesso per molti, anche tra i credenti, perché no?
La mia preghiera al Sè
Innanzitutto, non mi fare mai rinunciare.
Continua a farmi sentire la solitudine come una terra fertile
e le persone belle come una città dove rinoceronti e dinosauri
bevono cappuccini, leggendo fiabe con gli occhiali storti.
Fammi sentire il fiato della notte,
mentre i mentòri del tempo
apparecchiano tante virgolette per preservare i miracoli
che non hanno tempo.
Regalami uno sguardo nuovo, ogni volta che quello vecchio
si ostina a vedere un caleidoscopio come un insieme di colori
e un cucchiaino come un coltello morbido.
Prenditi l’anima dei momenti fumo,
riportami quella dei momenti girasole.
Inverti la logica dei pensieri severi,
di quelli troppo frivoli
fanne tenerezza.
Ricordami che siamo uomini senza destino
Senza radici
Senza patria,
ma dell’errare fanne una musica certa.
Aprimi il cuore,
quando è chiuso,
muto, serrato,
storto
ma dirigilo altrove
quando il battito diventa Vuoto,
più che imperfetto.
Grazie per la generosa aggettivazione e per la preghiera che, come ogni dono fatto spontaneamente, è sempre bene accetto.
Ognuno si sceglie le colpe con le quali torturarsi. Io, come sempre, non mi accontento.
Mi ha fatto piacere leggere questo tuo articolo, vedere come altre persone interpretano questi due concetti, scoprire le opinioni e i dubbi di altre persone.
Io invece non ci credo nel bene e nel male, nel giusto e sbagliato, nella verità e nella menzogna. Io credo che tutte queste cose siano solo parole e parole inventate dall’essere umano… sin dall’inizio della sua storia, infatti, l’uomo non ha fatto altro che imporsi regole, porsi domande, cercare risposte che tutto sommato non erano poi così tanto indispensabili per la vita. Noi siamo fatti così, non accettiamo di non sapere, non accettiamo di non poter controllare, di non poter cercare… e forse la chiave per la serenità è proprio al di fuori di tutto questo.
Insomma, io credo che con i concetti di “bene” e “male”, noi cerchiamo solo di trasformare in bianco e nero tutto ciò che in realtà è di varie sfumature di grigio. Per me una cosa è giusta nel momento in cui è ritenuta giusta, e diventa sbagliata quando avviene il contrario. Secondo me non esistono concetti assoluti come “verità”, ma esiste solo ciò che noi crediamo esserlo.
Per certi versi hai ragione.
E’ evidente che si tratta di una semplificazione, quello che in ambito scientifico viene definito riduzionismo, cioè il sistema di prendere problemi difficili e dividerli in problemini più semplici.
In realtà, come ho scritto altrove, le cose non esistono mai di per sé ed andrebbero sempre valutate rispetto al contesto (approccio olistico).
In questo caso specifico, però, ho voluto per un attimo semplificare il discorso perché di fronte a certe cose come la violenza sui bambini mi sono stancato di fare il filosofo e voglio dire che è male e basta.