Il Grande Inciucio: Aspettando Qualcosa a Cui Opporsi 19


Di nome pensavo facesse Walter.
Invece no. Al momento in cui scrivo questo pezzo il principale esponente dell’opposizione al governo Berlusconi si chiama Maria Teresa.
Per la precisione Maria Teresa Fernandez de la Vega, ed è la vicepremier del Governo spagnolo, che ha pesantemente criticato i provvedimenti del ministro Maroni che inaspriscono la lotta ai clandestini.
L’opposizione ufficiale tace.
Del resto difficilmente potrebbe opporsi alla lotta all’immigrazione clandestina, sulla quale ha praticamente perso le elezioni prima in Italia e poi a Roma.

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Si dice in giro che l’opposizione non esista più.
In effetti di quella che fu la Sinistra Arcobaleno non si sente quasi più parlare: troppo forte la sberla, ci vorranno mesi per riprendersi… Se bastano.
Casini è in fase pre-ectoplasmatica e in cuor suo starà maledicendo il momento in cui ha deciso di “correre da solo”: ora sarebbe come minimo ministro degli Esteri.
Il PD è impegnatissimo a interrogarsi sul perché nel governo-ombra manchi D’Alema e che fine abbiano fatto tutte le “alte personalità” (Veronesi, ad esempio) che avrebbero dovuto costituire il contrappeso di idee e la spina nel fianco del Governo.

Sarà che è troppo presto, ma finora le maggiori critiche al Governo sono venute sulla scelta di qualche ministro o sull’accorpamento di qualche ministero. Ah sì: c’è pure qualcuno che si lamenta che nel Berlusconi IV non ci sono esponenti cattolici. Mah… Cose che fanno il solletico.

Il più fermo contro Berlusconi, al momento, è Antonio Di Pietro, ormai avviato a tenere alto il vessillo dell’antiberlusconismo “senza se e senza ma” lasciato cadere da Veltroni & C. in nome del dialogo.
Solo che – almeno finora – l’antiberlusconismo si è nutrito solo di se stesso.
Sui primi provvedimenti annunciati dal governo (abolizione dell’ICI, pacchetto sicurezza, spillare soldi da banche, petrolieri e manager…) non ho sentito neanche da Di Pietro voci di contrarietà. Io quello che ho sentito da Di Pietro è la consueta invocazione della legge sul conflitto d’interessi (ma Di Pietro non era al governo fino a un mese fa?) ed un generico “sospetto” di inciucio tra il Cavaliere e Uolter. Insomma niente di che.
Nel frattempo pare proprio che sulle riforme istituzionali si stia viaggiando d’amore e d’accordo utilizzando come base (udite udite!) la proposta Violante-Franceschini : se davvero si accorderanno sullo sbarramento alle Europee sarà un nuovo bagno di sangue per l’ultrasinistra (che infatti grida al colpo di stato).
Il fatto è che stavolta non c’è manco uno straccio di articolo 18 da abolire. Sì, insomma niente su cui un qualche Cofferati possa riempire le piazze. Anzi, la CGIL (con CISL e UIL) ha ben altro per la testa….

Bene, allora… Avanti così!
Se il Berluska nei prossimi due mesi riesce a ripulire Napoli e a sistemare alla bell’e meglio l’Alitalia lo facciamo Santo subito.
Vai Silvio, che sei tutti noi!

Berluska santo subito di diabolicoMarco


19 commenti su “Il Grande Inciucio: Aspettando Qualcosa a Cui Opporsi

  • nirnaeth

    Di Pietro non ha mai smesso di sostenere che la legge sul conflitto di interessi andava fatta, e’ solo che – non rompendo i coglioni come Mastella, ma essendo una persona responsabile – non ha avuto modo di far valere le sue ragioni.

    Per come l’ho percepito io, Di Pietro e’ proprio l’ultimo da biasimare perche’ la legge non e’ stata varata. Non sara’ l’uomo o il politico perfetto, ma e’ uno dei pochi che non fa parte dei “meno peggio”. Il problema e’ che quando sei immerso nella fanga, come simpaticamente la chiamavano Lillo&Greg, inevitabilmente degli schizzi ti arrivano.

    Sempre per puntualizzare su Di Pietro… il problema non e’ l’antiberlusconismo, perche’ la legge sul conflitto di interessi non e’ contra personam, ma e’ una legge fondamentale per evitare che si arrivi ai livelli attuali. Ricordiamo Casini in Caltagirone o i Mastella. Berlusconi e’ solo la punta di diamante di questa nuova moda.
    In realta’, quello su cui batte dall’inizio Di Pietro e’ la legalita’ PUNTO
    Certezza della pena, certezza del diritto e cultura della legalita’.

    Non ci si puo’ lamentare che i politici fanno i loro interessi e poi ci compriamo le macchine con le agevolazioni fiscali per gli invalidi intestandola alla nonna che non deambula e parcheggiamo nelle strisce gialle anche se non trasportiamo l’assistito (piccolo esempio reale, a.k.a. il mio ragazzo)

  • lupoalburnino

    E’ stato fatto il PD! Tutti a dire: “Bravo Veltroni!”. Compreso Di Pietro che senza il PD non avrebbe preso uno straccio di senatore. Il PD viene sconfitto. “Che coglione quel Veltroni!” Non ha saputo fare neppure la campagna elettorale. L’estrema sinistra fuori, che peccato! Come se avesse qualche volta aiutato Prodi a governare senza intralci. La destra anche e qui sta bene. Che dovrebbe fare adesso il PD? Io non lo so. Se voi siete così bravi da saperlo, ditemelo. Cari saluti.

  • Comandante Nebbia

    Secondo me il PD dovrebbe eliminare le ambiguità nel proprio comportamento.
    Schierarsi apertamente per le libertà civili e per la trasparenza nella gestione del paese.

    Non si può tenere radicali e cattolici nello stesso calderone.
    La roba agrodolce, in politica, fa schifo.
    Sempre secondo me.

  • lupoalburnino

    E’ una proposta! Però mi domando? Berlusconi su che cosa e con che cosa ha vinto? Eliminando le ambiguità al suo interno? Più ambiguità dellla destra dove sono? Tu pensi che gli italiani si preoccupino delle ambiguità? Se così fosse Berlusconi non dovrebbe neppure esistere. I voti dei cattolici sono andati per lo più a Berlusconi. Forse perchè Berlusconi è un cattolico, Fini è un cattolico, Prestigiacomo è una cattolica, Tremonti è un cattolico, ecc.? Tanto cattolici che non vi è un ministro cattolico nel governo? Ma non scherziamo, per favore. Mi dispiace non essere d’accordo con questa analisi. Non regge. Trovatene di più praticabili. Agli italiani interessano altre cose e tu lo sai benissimo. Proprio ieri sera ho dovuto ricoverare mio nipote in ospedale per una febbre altissima e un medico, parlando di politica, ha detto: “Ma nessuno si è accorto che Berlusconi ci ha rovinato? Possibile che cinque anni di malgoverno siano stati dimenticati in un sol colpo?” Cosa è successo veramente? Sicurezza, monnezza, rom, mozzarelle, tasse, precariato, ecc. sono state le vere cause della cocente sconfitta del PD? Perchè non c’erano anche ieri? Qualcuno mi risponda con un minimo di sincerità e di certezza.

  • Fully L'autore dell'articolo

    @nirnaeth
    La frecciatina a Di Pietro stava ad indicare che il pungolo che da sempre Di Pietro svolge nei confronti di una legge sul conflitto d’interesse credo dovesse essere svolto (e con maggiore efficacia) verso il governo di cui ha fatto parte piuttosto che verso il governo rispetto al quale è ora all’opposizione. All’opposizione tutto è più facile. Tanto per fare fantapolitica, Di Pietro avrebbe avuto un’arma potente a disposizione: gli sarebbe bastato dire a Prodi “o il conflitto d’interesse oppure esco dalla maggioranza”. Non l’ha fatto, mi pare.

    @lupoalburnino
    Non spetta a me dire cosa dovrebbe fare il PD. Non credo fra l’altro di esserne all’altezza, altrimenti mi sarei candidato premier :-).
    Posso solo dire che il PD oggi sembra (ancora) imbambolato dopo la sconfitta, dilaniato da conflitti personali al suo interno e con parecchi conflitti interni irrisolti tra le sue varie “anime”: due fra tutti le questioni etiche e la collocazione nel Parlamento europeo.
    Sì, a pensarci bene, la diagnosi del CN mi convince: io ripartirei dallo sciogliere quei nodi, e poi ne riparliamo.

    Quanto alla scarsa memoria degli italiani non la scopriamo ora. E’ un po’ quella degli anziani: ricordano benissimo le cose di decenni orsono (il fascismo e l’antifascismo,…) molto meno quelle di ieri.
    A quanto pare la cattiva impressione lasciata dagli ultimi due anni del governo Prodi è rimasta in mente in modo più persistente dei precedenti cinque anni berlusconiani.
    A torto? A ragione? Alla fine quello che conta è come si vota.
    E’ la democrazia, baby

  • Oris

    Scarsa memoria? Io direi memoria settoriale!
    La massa ragiona a compartimenti stagni, auto alimenta le proprie convinzioni assimilando solo le informazioni che la confortano facendola sentire nel giusto, a destra a sinistra in centro…

    (si lo so: sono qualunquista)

    mentecritica a parere mio significa non prendere mai una posizione certa, quasi dogmatica, ma partire da una posizione per cercare di capire le altre sfaccettature.

    Analizzare le colpe del berlusca senza vedere quelle degli altri è roba da minorati mentali (lo siamo?), e elevare il b a simbolo non fa altro che il gioco di chi sa come sfruttare cose come la teoria dei giochi et simila.

    Secondo me, per paradosso, l’unico modo di uscirne sarebbe riuscire a ragionare in maniera distaccata, fredda, quindi perdere l’identità politica nel senso di come è stata considerata fino ad oggi: sono di sinistra, sono di destra….

    Concetti desueti nella realtà, che non trovando rispondenza reale nella rosa di politici non hanno senso di esistere, dovremmo poter andare alle urne dimenticando chi siamo, la nostra estrazione sociale, l’educazione che abbiamo ricevuto ragionando olo sui fatti che siamo riusciti a conoscere, spengendo la tv e leggendo i giornali allineati contro le proprie convinzioni, non quelli che dicono cose che ci piacciono.

    Solo così potremmo riappropriarci a parere mio di un qualche potere decisionale, ma come sappiamo tutti non è possibile, siamo un popolo di leccaculi, diamo colpa ai poteri occulti e alla massoneria di qualsiasi cosa perchè in fondo siamo noi che vorremmo poter farne parte e siamo noi in primis a volere che il mondo funzioni in quel modo, solo perchè speriamo un giorno lo faccia a nostro vantaggio.

    Parliamo male del sistema perchè conosciamo noi stessi, il vicino, l’amico, il parente, il ragazzo (vedi post).

    La cosa veramente triste, e poi smetto di delirare, e che chi si presta, in maniera volontaria, a fare qualcosa per gli altri senza guadagnarci è considerato universalmente un cretino.

  • Iniquo

    Il PD si sfalderà quando si cominceranno a votare leggi sulle quali la Chiesa lancerà i suoi diktat, i suoi cosiddetti teodem andranno dove è più logico che stiano: da Casini. Se ci fossero state le preferenze di lista dubito che Binetti e simili sarebbero entrati in parlamento, i fondamentalisti cattolici votano UDC o Lega.
    Consideriamo poi che i Radicali vanno dove li pagano di più (l’hanno esplicitamente detto prima delle elezioni del 2006 ed anche ora hanno preteso soldi e poltrone per entrare nel PD), possono stare tranquillamente in entrambi gli schieramenti essendo dei liberali tendenzialmente conservatori.
    Il problema dell’Italia è che ciò che negli altri Paesi è destra da noi deve stare per forza o in mezzo o con i cosiddetti riformisti, perchè non abbiamo una destra liberale e democratica normale ma demagogica e pericolosamente simile a quella del Ventennio sia nei metodi che nei contenuti.

  • lupoalburnino

    Tutte legittime opinioni le vostre e non voglio contraddirvi. Anch’io qualche opinione ce l’ho. Le analisi fatte mi convincono fino ad un certo punto. La Binetti, per esempio, è più seria di quanto s’immagini. Non voterebbe mai Casini, nè passerebbe all’altra sponda perchè capisce che nè Casini, nè Berlusconi, pur dichiarandosi cattolici, di fatto non ne seguono gli insegnamenti. Vedasi famiglia per esempio. I radicali finora sono stati fedeli più di qualche altro: Mastella, Dini, Bordon, Manzione, ecc. Certo, dopo la sconfitta, c’è confusione. C’è qualcuno che possa pensare il contrario? Si devono fare i conti? Può darsi, ma la sconfitta non è di una sola persona: le cause o le motivazioni sono tante. Una, per es. potrebbe essere non aver saputo interpretare gli “umori” della gente che altri demagocimente hanno saputo fare. Ma se in meno di due anni gli italiani hanno dimenticato i disastri compiuti in cinque anni da Berlusconi la colpa, è questa volta è vera colpa, è stata dei soliti giochini all’interno del governo e non in misura irrisoria fatti anche della sinistra radicale che voleva tutto e subito. Ma davvero il popolo italiano voleva e vuole i Dico e compagnia bella come priorità del suo programma? Con questo tira e molla si sono dimenticati gli altri problemi, sicuramente più seri, quali la disoccupazione, il potere d’acquisto, la sicurezza, il fisco ed anche la monnezza di Napoli, innalzata dai mass media a monumento nazionale. Non intendo difendere il PD, non ne ho il dovere, nè la volontà. Tra l’altro io sono stato un democristiano che guardava a sinistra. Non potrò guardare mai a destra perchè, che che se ne pensi, a me piacerebbe una società più giusta, pur avendo anch’io i miei egoismi. D’altronde contano i voti dove sono andati, come detto da Fully. Evidentemente il PD non ha saputo intercettarli. E sono convinto anche di un’altra cosa: se la sinistra radicale fosse così ascoltata dalla gente come crede non sarebbe fuori dal Parlamento. Altro che PD! L’UDC non ha avuto migliore fortuna se non alleandosi con la Rosa Bianca: una sparuta minoranza che non fa paura, nè interessa nessuno! E la Chiesa già si sta ricredendo sulle sue scelte. Andate in chiesa. Anche le mie sono fantasticherie, in fondo! Non offendiamo gli anziani, per favore. Io lo sono e non ricordo solo il passato, anzi lo riposto quasi nel cassetto, ma molto meglio il recente passato, ieri per essere preciso.

  • Iniquo

    Sulla serietà della Binetti ho enormi dubbi: una che parlando della legittimità (legittimità, non riconoscimento legale) delle coppie di fatto sostiene addirittura che andrebbe ridiscussa (l’ho letto su “la Repubblica” di Firenze un paio di mesi fa) e che ritiene l’omosessualità una psicopatologia da curare andando contro le pronunce della quasi totalità della comunità scientifica che, seppure in ritardo, ha escluso chiaramente un simile orientamento.
    La cara Binetti, neuropsichiatra, dice che molti si sono rivolti a lei per farsi curare dall’omosessualità a causa dell’emarginazione e del disagio che pativano; la grande scienziata usa questo per argomentare le sue tesi sull’omosessualità, sbagliando completamente sia dal punto di vista logico
    che scientifico non potendosi provare la supposta devianza patologica con il senso di disagio derivante da fattori esterni.
    Fattori esterni causati da fondamentalisti cattolici come lei che passano il tempo a tormentare chi non è identico a loro, umiliandolo ed estromettendolo dalla vita sociale; per poi fare magari le stesse cose, ma non in pubblico.
    E questa sarebbe una democratica? Dovrebbe curare se stessa ed i suoi amichetti cercando di capire che non si è più sani di altri solo perchè si bacia l’anello al vescovo di turno.
    D’accordo che l’arco parlamentare italiano è anomalo e troviamo Di Pietro (destra) con il centrosinistra, però metterci dentro anche gente che se potesse ripristinerebbe il Concordato del 1929 mi sembra troppo.

    Ripeto: il posto dei teodem non è nello stesso partito di liberali e democratici, sono antitetici.

  • lupoalburnino

    Caro Iniquo, non sono d’accordo con te. La Binetti è una persona seria e il termine teodem non le si addice. Lo sarebbero tanti altri che la pensano come lei anche tra gli atei. Ne conosco alcuni che, se potessero, non nominerebbero neppure i gay, eppure sono della sinistra estrema. Questo in privato. In pubblico dicono: “Come non ricoscere le copie di fatto? Ognuno è libero di manifestare la sua sessualità”. Io sono d’accordissimo, purchè lo faccia lontano dal mio…La Binetti lo dice coram populo, altri non ne hanno il coraggio. Ma davvero, ti chiedo, è il problema più sentito dagli italiani? Che abbiano i loro diritti non ci piove, ma di qui a determinare la politica di un paese ce ne corre. Del resto non sono tutti liberi in Italia di praticare la sessualità o il sesso che vogliono? Cari saluti.

  • Iniquo

    Ovviamente non è il problema più sentito dagli italiani perchè non riguarda la maggioranza, così come la fecondazione assistita, il testamento biologico e l’eutanasia.
    Però tutte queste cose in uno stato democratico occidentale vanno regolamentate e non vale la scusa “non è la priorità del momento”, perchè in parlamento non si legifera una legge per volta; le commissioni sono tante e svolgono la maggior parte del lavoro discutendo decine di leggi alla volta.
    Quindi quello delle priorità è un mezzuccio per nascondere le cose che non si vogliono risolvere.
    Che poi la Binetti esprima un pensiero diffuso (tra gli elettori di centrodestra) non le dà automaticamente ragione, un milione di falsità non valgono una verità.
    La verità in questione è che tutti gli uomini hanno pari diritti, a prescindere dal cilicio.

  • lupoalburnino

    Caro Iniquo, io ho il difetto di personalizzare anche le risposte. Tutti i problemi che hai elencato sono senz’altro importanti: fecondazione assistita, testamento biologico, eutanasia, Dico o altro…Ma non ti sembra che agli italiani, che stanno vivendo in una condizione quasi disperata, non interessi un pò di più il lavoro, la busta paga, la scuola, la sanità, la sicurezza? Non dico che “in uno stato democratico occidentale vanno regolamentate e non vale la scusa “non è la priorità del momento”, perchè in Parlamento ci sono tante commissioni che discutono decine di leggi alla volta”, non vadano discusse e approvate. Ma hai mai visto che le leggi discusse dalle commissioni siano state tutte approvate se non la minima parte e molte giacciono ancora nei cassetti da anni e anni? Praticamente. Se ad un giovane, anche di sinistra, chiedi: “Che cosa vuoi in questo momento una legge sui Dico o il posto di lavoro?” Cosa credi che ti risponderà? E poi, dimentichi che tutte queste leggi che riguardano la civiltà di una nazione hanno un periodo di gestazione lunghissimo, per cui mi sembra che nel frattempo sia più opportuno approvare le cosiddette leggi popolari, cioè che riguardano la vita quotidiana dei cittadini? La Binetti, ritornadoci su, non ha una cultura di centrodestra, altrimenti per la sua “onestà intellettuale” starebbe dall’altra parte, sicura di essere eletta al Parlamento. Su alcuni punti ha le sue idee, che noi definiamo di destra. Lo sono poi davvero? La politica è l’arte di governare e non si può governare con idee senza se e senza ma.
    Cari saluti.

  • Iniquo

    Il problema è che la Binetti ha idee che non solo sono estranee alla sinistra, ma lo sono anche alla democrazia: ella discrimina in base all’orientamento sessuale, sono decenni che tutti gli stati democratici puniscono questo comportamento in tutti gli ambiti sociali e lavorativi.

  • lupoalburnino

    Caro Iniquo, non scaricare sulla Binetti colpe che non ha. Leggi con più attenzione le sue dichiarazioni. Non sono omofobe come tu dici tanto più che sull’omosessualità ancora non c’è una visione molto chiara. Si parla di tendenze, non più di malattia e devianze. E’ un grosso passo avanti, ma ancora non è tutto. Io sono convinto che abbiano diritto a riconoscimenti civili. Anche la Binetti in forme molto diverse, ma non disconosce le loro tendenze.
    E poi, caro Iniquo, a me della Binetti interessa tanto poco quanto niente. Non pensi che ne stiamo discutendo troppo? Ridurre alle idee della Binetti tutto il futuro del PD mi sembra fuorviante.

  • nirnaeth

    @Fully: certo, certo. Ma il discorso l’avevo capito. E’ solo che secondo me l’atteggiamento di Di Pietro va visto in un’altra ottica. Non lo vedrei come codardia, ma piuttosto come responsabilita’. Per non diventare un Mastella Bis, altrimenti avrebbe perso credibilita’ come politico e come persona.

    Che poi, guardiamoci in faccia: se anche l’avesse detto, secondo me, piuttosto avrebbero fatto cadere il governo. Sarebbe stata una scelta sciocca, impuntarsi: Mastella avrebbe fatto da contrappeso e si sarebbe finiti in una situazione di stallo per cui se si faceva la legge, usciva Mastella dal governo, se non si faceva, sarebbe uscito Di Pietro. Elezioni anticipate comunque, senza benefici.

  • Fully L'autore dell'articolo

    @nirnaeth
    era così, tanto per dire…
    dei ‘se’ e dei ‘ma’ son piene le fosse 🙂

    @iniquo
    @lupo
    ma come? già finito con la Binetti? :-))))

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