Il Gobbo di Notre Dame. Oscar Pistorius i Disabili e i Pregiudizi

Non tutti i disabili possono godere della visibilità e della popolarità del quale beneficia Oscar Pistorius, l’atleta disabile sudafricano che ha combattuto una dura battaglia per partecipare alle olimpiadi di Pechino alle competizioni per atleti non disabili. A quanto pare, per Pistorius, la protesi rappresenterebbe un vantaggio rispetto agli atleti che non la utilizzano. Per tutti gli altri, invece, le protesi o una sedia a rotelle rimangono una condanna. Leggiamo e comprendiamo la distanza che mettiamo tra noi e queste persone. E cerchiamo di ricordarlo.

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Alcuni giorni fa chattando su internet, come faccio molto spesso, mi contatta una ragazza che, dopo aver letto della mia disabilità, ha incominciato ad offendermi. Le parolacce ve le risparmio ma di quel turpiloquio due frasi mi hanno fatto pensare: “ingrossa seduto palla di lardo” e “hai sempre avuto tutto facile nella vita“. Queste due frasi denotano ignoranza e stupidità anche perché si può dire di meglio del tipo: “sei talmente grasso che al posto di una sedia a rotelle ti ci vorrebbe un muletto” oppure “sei talmente lento che al tuo pari una lumaca sembra Pietro Mennea“.

Ora non è detto che un disabile debba essere per forza grasso io, ad esempio, sono magro ma talmente magro che al mio confronto Kate Moss sembra Giuliano Ferrara!

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La seconda frase è nettamente peggiore e bisogna essere proprio stupidi per pensare una cosa del genere. Cosa abbiamo avuto facile dalla vita noi disabili? Forse quei cinquecento euro di elemosina che lo stato ci da ogni mese? Entrare gratis ai concerti o manifestazioni sportive? Trovare parcheggio più facilmente? (sempre ammesso che uno possa guidare la macchina).Tanti disabili invece della pensione d’invalidità e dell’emarginazione che spesso ne deriva, sarebbero molto più felici di essere inseriti nella società lavorativa. In Inghilterra e in 52 paesi c’è un’associazione “Leonard Cheshire Disability che si occupa, tra le altre cose, dell’inserimento dei disabili nella vita lavorativa. Secondo voi l’Italia è tra quei 52 paesi? Ovviamente no! Noi italiani importiamo soltanto reality e stronzatelle utili a far soldi.

Le parole handicappato e mongolo (per mongoloide) vengono ormai usate al posto di scemo o stupido e io se fossi Mongolo mi offenderei! Per tanti giovani idioti è normale trattar male chi è più debole e non si può difendere, ma la colpa è anche dei genitori che li hanno abituati male. Invece di sgridare i bambini dicendogli non lo indicare che è malato non sarebbe meglio dirgli è su una sedia a rotelle perché non può camminare? Costa tanto?

All’inizio odiavo i bambini che mi indicavano, ma poi ho capito che i genitori sono peggio ed almeno i bimbi, non so perché, mi chiamano sempre “signore” che è sempre meglio di “poverino“. Soprattutto alle medie, sono stato vittima di pesanti scherzi e prese in giro finché non mi sono ribellato vendicandomi usando l’ingegno! Ebbene si anche i disabili sanno essere molto stronzi.

Per non farmi considerare tanto diverso dagli altri non ho voluto neanche l’insegnante di sostegno, anche perché non mi serviva a nulla. Tutti i buoni voti che ho preso sono stati frutto della mia intelligenza o della mia astuzia e non perché facevo pena ai professori. Quando meritavo e prendevo brutti voti ero felice perché non ricevevo favoritismi. Il primo giorno delle superiori, il mio compagno di banco quando vide che parlavo e non ero stupido rimase stupito e mi disse: “ma tu ragioni!!

Nella mia vita non è sempre stato tutto rose e fiori e per colpa di alcuni. Una si è messa persino ad urlare davanti a tutta la classe solo perché avevo osato sedermi vicino a lei. Sono finito dalla psicologo. E’ vero tante cose ce le fanno passare lisce ma tante cose che per voi “normali” sono facili come respirare, per noi disabili sono montagne da scalare. L’Italia è piena di barriere architettoniche fisiche e soprattutto mentali!

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In certi posti non ci sono ne montascale e ne ascensori e dove ci sono sono quasi sempre rotti e non è mai che li aggiustano. Per restare in tema vi dico che a L’Aquila, la città dove vivo, quei geni del comune hanno fatto un nuovo sottopasso pedonale che termina con delle scale. Fare uno scivolo costava troppo?Vedete, gli scivoli o gli ascensori non sono utili solo ai disabili ma anche agli anziani, alle mamme che spingono i passeggini e a tanta altra gente quindi perché non prevederli da subito nel progetto?
Leggendo il gobbo di Notre Dame potrete capire come si sentono considerati molti di noi. Ingiustamente diversi anche se siamo sempre esseri umani, forse figli di un dio minore!

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buscialacroce Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Buongiorno,
conosco questo sito da pochi giorni, mi piacciono le tematiche offerte. Trovo illuminante (ed emerge dal tuo articolo) sapere che noi siamo stati abituati a guardarci intorno paragonandoci per difetto a quelli che sono i nostri “circostanti”. Del tipo “lui è più o meno bello di me”, “lui ha più o meno possibilità di me”, “lui è più o meno ricco”, fino ad arrivare agli orpelli “veste meglio/peggio di me” ecc.
Trovo squallido che i cosiddetti “diversamente abili” subiscano il pregiudizio di chi si ritiene “totalmente abile”. Anche in questo caso, molte cose stanno cambiando. I totalmente abili (o “normali” come tu li definisci) si sentono in colpa, quando vedono uno in sedia a rotelle (o un mendicante ubriaco che chiede l’elemosina) ed è plausibile che si nascondano dietro la verità (che un bimbo semplicemente vede e non si vergogna di ammettere) con squallide scuse. Perché si pensa “cavolo, se fossi io su una sedia a rotelle mi girerebbero talmente tanto che ce l’avrei col mondo intero” e da qui all’assunto “non lo indicare per non farlo sentire diverso” e (la vera ipocrisia) “NON LO GUARDARE, FAI FINTA DI NULLA”.
Diciamo anche però che questo succede prevalentemente nei confronti dei cosiddetti “handicappati” (in cui c’è una malformazione e non una inabilità fisica).
Io dico che sbagliamo. Nel voler a tutti i costi trovare le differenze. I tuoi panni sono i miei panni, se andiamo a vedere le cose della vita, sono tutte in equilibrio. Io ti porto il mio personalissimo esempio. Sono alto alto e grasso grasso e non posso correre perché ho male alle ginocchia, e per alzarmi dalla sedia mi serve un tavolo per appoggiarmi con le mani… come si compensa? dopo 31 anni sto imparando a nuotare ed apprezzando la piscina, dove vado abbastanza discretamente. E se devo stare seduto su un autobus o al cinema, vabeh, vorrà dire che sopporto. E sopporto anche se sudo e la gente mi guarda schifata. Non mi interessa essere accettato da tutti, mi basta essermi accettato. Se voglio fare qualcosa, cerco di farla o di trovare le alternative (ci sono, anche a l’aquila, se eviti il sottopasso e ti godi il corso, la villa, piazza duomo, collemaggio…). Il trucco è (anche se magari è difficile, ma ho imparato che è una questione di abitudine) di rimanere ottimisti.
Poi, riguardo a Oscar, il mio parere non conta nulla, però io sono favorevolissimo a farlo correre (specialmente perché è una gioia vederlo correre, va come un treno) alle Olimpiadi, a meno che non si scopre che ha nelle gambe un sistema pneumatico che ne potenzia la falcata considerevolmente.
Ma anche qui… la visibilità. E’ tanto importante? Le Olimpiadi in realtà non servono, è già strafamoso per quello che sa fare (e non è nemmeno il solo a saperlo fare). E a me francamente se non avessi i polpacci e sapessi fare quello che fa lui, mi divertirei a girare il mondo a piedi. In ogni parte del mondo sarei ospitato e vivrei una vita degna di essere vissuta. Che è una vita normale, con infinite difficoltà, come quella di tutti.
Scusa per la lunghezza del commento.

Ho visto una bella campagna contro gli idioti che occupano i posti per i disabili.
C’era scritto: “Pensaci bene, vuoi veramente prendere il mio posto?”. (l’immagine rendeva inequivocabile il senso: vuoi “meritarti” questo posto avendo anche tu una disabilità tutta tua?)

Silent Enigma

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solo un appunto.
oscar pistorius non c’entra un cacchio con questo pezzo.

buscia, ho avuto la fortuna di avere dalle elementari alle medie (quindi per 8 anni, se non erro) un compagno di classe affetto da sclerosi multipla. Da qualche anno è in carrozzina ma per buona parte della sua vita ha camminato anche senza il nostro aiuto.

Ho imparato più da lui che dai libri di scuola, credimi

administrator

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Per il titolo, colpa mia. Volevo associare la contraddizione tra handicap vissuto come “miglioramento” delle prestazioni e handicap vissuto come riduzione delle prestazioni.
L’autore non c’entra.

Approfitto per dire che condivido il discorso fatto da Alfonso.

:-)

approfitto per dire che oscar pistorius sembra che sia tecnicamente avvantaggiato dalle protesi.
non mi intendo di fisica, quindi non so riportare i dati esatti, ma a quanto risulta sembra che la protesi gli restiuisca quasi tutto lo sforzo compiuto allo start, mentre per gli atleti con le gambe la percentuale di questo “ritorno” è irrisoria. L’ho letto da qualche parte, prendete questa informazione per quello che vale.

inoltre, a cosa servono le paralimpiadi? perché non gareggiare lì? secondo me il suo atteggiamento fa emergere che lui si ritiene “meno handicappato” di altri e quindi anziché abbattere i pregiudizi, li rinforza.
sempre imho

A gareggiare con i disabili, caro silent enigma, avrebbe ancora più vantaggio non trovi.
Poi Oscar Pistorius non è disabile, anche se è considerato tale, nella sfiga è stato fortunato e può fare tutto come uno “normale”.
Se apri il dizionario alla voce disabile trovi ” che,chi manca di alcune capacità fisiche o mentali”.
Pistorius con le protesi non è disabile per nulla quindi perché considerarlo tale, gli trovino delle protesi meno performanti e via!
Oscar Pistorius era solo un pretesto ma per me non vogliono farlo gareggiare per motivi diversi.
Non è che hanno paura di perdere contro un povero “disabile”? (in portoghese deficiente) per favore non usate la parola handicappato che purtroppo viene usata come offesa!

luca è vero quello che dici sul vantaggio, non l’ho mai messo in dubbio, non conosco le regole delle paralimpiadi ma immagino ci siano delle categorie adeguate, o no? il mio commento è frutto di una discussione con un mio amico senza braccio, non c’è pericolo alcuno che io usi la parola “handicappato” come offesa.
dico solo che pistorius mi ha dato l’impressione di volersi affrancare da chi ha una disabilità come lui (gli mancano le gambe: non lo definisco in nessun’altra maniera, mi perdonerai), di volersi distinguere.
ha certo il merito di aver sollevato una riflessione che va alimentata: “normale” e “disabile” sono concetti abominevoli, da dimenticare presto.

comunque… l’esclusione tecnica anche secondo me è una mezza strunzata, però è un alibi inattaccabile, per ora.

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