Il Giardino dell’Anima
8 giugno, 2007 - 15:00 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè nel Deserto
Condividi Il Giardino dell’Anima. diabolicomarco ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Passa il tempo e noi con lui.
Passa il tempo e traccia segni ineluttabili su ciò che noi siamo: perenne divenire qualcos’altro.
Crescere.
Oggi infatti – deve esserci qualcosa nell’aria – sono rientrato e mi sono preso cura del giardino. Ho estirpato le erbacce che lo avevano infestato; una piccola parte naturalmente giacché non ci si può illudere di rimediare ad una così terribile dimenticanza con pochi gesti sbrigativi. Sudare e sporcarsi le mani. Le vie del sublime sono imprevedibili. Come può un uomo vivere lontano dalla terra?La natura è implacabile.

Passa il tempo sulla natura come un caterpillar e lascia tracce che anche i ciechi possono percepire – ma non gli uomini rapiti dal quotidiano – segnali inequivocabili di ciò che noi siamo: perenne divenire qualcos’altro. Crescere. Ecco il punto.
La crescita incondizionata di un giardino spontaneo è simboleggiata dalla gloria dei fiori selvatici e il loro imprevedibile sbocciare a caso e dalla gramigna che cresce tra il cemento; una crescita splendida ed inquietante.
Ci sono piante le cui radici si sono fuse con la roccia e il cemento, piante che hanno tratto nutrimento da un pugno di terra portata dal vento in quella fessura e che sono cresciute forti e fiere.
Il gelsomino che con tanto amore avevo piantato lo scorso anno prendendo tutte le precauzioni – ma che ho dimenticato a lungo – ha prodotto quattro tremuli fiori che mi dimostrano come tutto può essere, ma niente è senza amore.
Che maledizione la dimenticanza!
Oggi ho coltivato il mio giardino. Ho aiutato le mie piante a crescere e ora sono soddisfatto. Il contatto fisico con la terra, con la realtà, con il tempo che passa e noi con lui.
Ho coltivato il mio giardino, ho aiutato le mie piante a crescere. Non voglio dire che non sarebbero cresciute anche senza di me – tutt’altro! Le ho semplicemente aiutate a crescere meglio. Ho incanalato il divenire per plasmarlo alla mie esigenze.
Sopraggiunge l’oscurità e mi chiedo se in fondo un giardino può essere il simbolo di quello che ognuno di noi ha dentro.
Un giardino di cui è necessario prendersi cura quotidianamente.
Il Giardino dell’Anima è di diabolicomarco

Bellissimo, poetico articolo!
È difficile dire quale sia il modo migliore di occuparsi del giardino che è dentro di noi. La natura, spontaneamente, produce frutti belli e terribili; l'hai detto tu. Cosa acquistiamo e cosa perdiamo a curare il giardino ogni giorno?
Me lo ricordavo. Veramente molto bello.
penso che il nostro giardino va ben curato (alla fine del libro lo dice anche Candido, di Voltaire), ma non sempre.
Infondo anche i campi per un bel periodo dell'anno vanno lasciati a maggese, no?
Commentato e ri-commentato a suo tempo. Grazie per questa poesia piena di speranza, oggi ne ho bisogno. Cia' dM
Anche io, come 77, me lo ricordavo…adoro questo tup sguardo sulla vita…forse anche perchè lo sento simile al mio…
Mi è piaciuto molto l'articolo!Io penso ke ci siano in tutte le persone dei momenti in cui si voglia prendere cura al massimo del proprio "giardino" interiore..curando ogni dettaglio..e volendo rendere il tutto perfetto..In altri momenti invece ci viene voglia di lasciare tutto allo sbaraglio..prendere le cose così come vengono..essendo travolti da emozioni ke prima non avremmo mai pensato..Questa è la vita. Imprevedibile più di ogni altra cosa. Per quanto uno possa far di tutto x volerla cambiare, lei è lì..e scorre inesorabile portando con sè novità e mutamenti..ma ben vengano i mutamenti e le situazioni inaspettate.. ci aiuteranno a crescere e migliorarci!
Bello Diabolico, bello…
Il giardino va curato quotidianamente, solo che a volte non si riesce come si vorrebbe…
.
Atena sei saggia quanto la dea di cui porti il nome. Per me, che sono un senza-dio ma non per questo una persona insensibile, c'è sempre il rischio che la riflessione intima sfoci in uno sterile isolamento. Per fortuna ho imparato a guardare anche oltre il recinto.
Ero irrequieto ed oscillante un tempo. Come dice Angy, volevo tutto perfetto un giorno, tutto in malora il seguente. Volevo un prato all'inglese senza doverlo annaffiare o falciare. Per poter curare il proprio giardino quotidianamente è necessario non aver più nulla da perdere. Come certi anziani signori che vedo ogni tanto mentre passeggio. Curvi sotto il sole, a volte stanchi. Ma con gli occhi pieni di soddisfazione.
No, cara Spes, ti sbagli. In questo caso volere è potere. L'Uomo è in grado di creare uno splendido giardino dove prima c'era il deserto o il mare. Non dico che sia facile. Dico solo che sia possibile.
Il tuo posto mi fa ripensare a due libri che ho letto:
Il giardino dei Finzi-Contini…dove il giardino e' il luogo della spensieratezza, del gioco, dell'incontro tra giovani…un giardino aperto alla vita che presto verra' chiuso dalla guerra…dalla morte.
"il giardino segreto"..abbandonato, chiuso dalla morte..riaperto e fatto rifiorire da una bambina…dalla vita.
Poi leggo il giardino dell'anima di Diabolicomarco e di Angy..
Quanti giardini…diverse esperienze, sensazioni, emozioni..
Inevitabilmente mi ricollego al post precedente, nel quale sottolineavo l'importanza dell' "Ascolto" che vissuto come dono non può che essere fonte di riflessione, arricchimento.
Mentecritica…quanto mi piaci!!!
tu per prima accogliendo le "parole degli altri" ascolti ..e ci insegni a farlo!
Un beso
Luna
Diabolik … chi l’avrebbe mai detto, nell’altro blog sui medici obiettori eri così razionale. Mi sorprende che questo argomento abbia avuto così pochi commenti. Anch’io ho sempre sostenuto l’importanza di coltivare il proprio giardino interiore per non inaridire. Potremmo chiamarlo giardino dell’anima. Per rendere rigoglioso un giardino ci vuole l’acqua che é il simbolo delle emozioni e dei sentimenti che però devono essere belle/i e arricchenti. L’etica e l’estetica sono sempre andate a braccetto, per questo, per coltivare un’anima armoniosa dovremmo compiere azioni giuste e belle. Per i greci la bellezza e la giustizia venivano designate con un unico termine e per Kant un’azione, per essere intelligente doveva anche essere etica infatti fece scrivere sulla sua tomba:” Il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me”.
Avere un giardino interiore é importante per “farsi compagnia”, quando questo é assente le persone non riescono a stare sole con se stesse, o si annoiano o hanno paura della solitudine. A proposito di giardino Alejandro Jodorovsky dice: ” Nel giardino, troppa perfezione uccide il giardino”.