Il Geometra e la Principessa 15


Il geometra porta sempre con sé un metro. E’ un metro di quelli a nastro che si srotolano e diventano lunghi serpenti guizzanti di metallo. Il geometra misura tutto quello che vede. Calcola volumi, aree, masse, angoli. Lui non lo ammette nemmeno con se stesso, ma ha paura della dimensione smisurata dell’universo e delle oscure occorrenze che si celano oltre l’orizzonte degli eventi. Così vive nella segreta speranza che misurando tutto riuscirà infine a capire quanto è grande.
Di tanto in tanto la notte alza gli occhi al cielo e guarda l’infinita sequenza delle stelle. Nelle mani tiene stretto il suo metro e pensa a quanto lavoro c’è ancora da fare. In un lontano passato ha ucciso più uomini di quanti ne riesca a ricordare. Questo gli ha preso il sonno per sempre. Ora è un altro uomo e non guarda più negli occhi della gente. Potrebbe addormentarne migliaia, indifferente, senza pensarci un solo secondo.

Right Down Our Alley - Marius Vieth
Right Down Our Alley – Marius Vieth

La principessa di Bracciomeccanico vive in un castello sui tetti di Eternacapitale. Il castello e le sue stanze si avvolgono su se stessi come un lungo e tortuoso intestino. Sulle pareti visi e occhi di bambini, giovani e vecchi. Sugli scaffali migliaia di libri polverosi. Ci sono ovunque oggetti minuscoli. Sono tanti che per dare un nome a ciascuno non basterebbero il lungo nome di Dio con il quale è stata scritta la Torah. Chi ha il coraggio di avventurarsi lunga una scala che sembra avvitarsi nell’aria giunge alla torre del castello, dove la porta di Bracciomeccanico si apre su un pezzo di cielo che è proprietà della principessa da quando secondi pari e secondi dispari si sono divisi il dominio del tempo. La principessa veste di luna e vede di stella. La porta di Bracciomeccanico è sempre aperta perché lei non ha parole per nessuno, ma un sorriso per tutti.

Il geometra e la principessa si sono già incontrati lungo la strada dieci milioni di anni fa. Erano seduti in macchina, ciascuno al fianco del rispettivo autista. I loro occhi si sono incrociati solo per pochi secondi e hanno avuto paura l’uno dell’altro. Ora sono di nuovo di fronte nella cucina corta e stretta del castello. Le bottiglie sul davanzale tremano leggermente perché l’energia vibra quando le due distinte anime dell’universo si incontrano in uno spazio così angusto.

Il geometra misura silenziosamente ogni oggetto. Altezza, lunghezza, profondità. Ne calcola il volume e scrive pazientemente i dati nel grande archivio silenzioso in cui ha trasformato la sua mente. La principessa non ricorda il passato e chiude gli occhi quando guarda al futuro. Lei vive in un continuo presente ed essendo padrona di un pezzo di cielo non teme il gelo profondo dello spazio infinito.
Fra i due c’è un anelito disperato e un sottile diaframma. Lui si pone tutte le domande, lei dimentica tutte le risposte. Lui si perde perché non riesce a misurare contemporaneamente posizione e quantità di moto di una particella, lei capisce il linguaggio dei suoi gatti.

Ghiaccio e fuoco, ragione e sentimento, domande e risposte. I due sentono di essere l’uno il complemento dell’altra e per un istante infinitamente breve le mani si toccano. Ed allora scocca una leggera scintilla rossa tra le loro dita tese. E’ come se luce e tenebra per un attimo fossero state la stessa cosa. Il geometra sfiora leggermente le dita sottili della principessa per calcolarne le misure delicate. La principessa abbassa gli occhi e distoglie lo sguardo perché lei non ha bisogno di guardare quello che già sente. Ma è solo per un attimo e le mani si separano di nuovo con un’ultima scintilla ed un leggero filo di fumo.

Ora il geometra è di nuovo in viaggio. In una tasca il metro, sotto l’ascella sinistra i nove etti di acciaio con i quali regola il mondo. Chi lo incontra preferisce cambiare strada perché capisce che il geometra non lo vedrebbe mai e potrebbe passare sul suo corpo senza nemmeno accorgersene.
La principessa invece è scappata da un vecchio stregone che ha mille alberi da far volare via e un sistema magico per estrarli dalla terra che li tiene prigionieri. Ora che si sono separati tutti possiamo tirare un sospiro di sollievo. Giorno e notte messi insieme scandiscono il tempo delle nostre vite e nessuno è in grado di dire cosa accadrebbe se una fragile parola di cinque lettere gettasse un ponte tra di loro.


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