Il Futuro Prossimo Venturo


Dico quello che, in questa situazione, mi sarei aspettato accadesse, che non è successo e che sono sicuro che non succederà.
Mi sarei aspettato che una qualsiasi forza politica, una qualsiasi, si fosse affacciata al proscenio pubblico dicendo:

Visto che questa legge non era fatta per designare un vincitore, noi proponiamo cinque punti da portare a termine nei prossimi cinque anni. I punti sono i seguenti (è solo un esempio, metteteci quello che vi pare):

  1. Una legge elettorale che garantisca un ragionevole rapporto tra rappresentanza e governabilità.
  2. La definizione di una politica chiara e trasparente sull’immigrazione che concili i principi umanitari col dovere di uno stato di mantenere ordine e sicurezza.
  3. Tre misure di razionalizzazione della spesa pubblica su sanità, burocrazia e costo della pubblica amministrazione.
  4. Tre misure per aumentare la produttività e la competitività dell’industria nazionale.
  5. Tre misure per cercare di fermare l’aumento del debito pubblico.

Siamo disponibili ad integrare questi punti con altri, ma senza superare i dieci punti perché i progetti troppo ambiziosi sono solo una chimera ed a ragionare insieme intorno ai punti che abbiamo proposto per individuare collegialmente le soluzioni migliori. Poi, fra cinque anni di nuovo al voto lasciando agli elettori il giudizio sul lavoro fatto

Ecco quello che mi sarei aspettato. Invece siamo qui appesi ad ascoltare quello che dice salvini la mattina, la smentita di di maio il pomeriggio e il broncio di renzi tutta la giornata, mentre la sfinge quirinalizia “riflette” e tutti fremono nell’attesa degli esiti epocali delle elezioni a Campobasso.

E tutto questo a voi piace. Ve la godete a leggere i giornali che ne parlano, vi gustate le indiscrezioni e fate caciara intorno a questa che è la rappresentazione plastica e sanguinosa di una tragedia. Si vede dai commenti agli articoli dei giornali, dai post su facebook, dai discorsi della gente in strada. La verità è che su tutto regna la dura legge del gol. L’unica cosa che conta per gli italiani è prendere per il culo il tifoso della squadra avversaria, discutere di formazioni, falli di mano e arbitri cornuti.

Questa nazione è nel pieno di una silenziosa guerra civile dove, troppo vigliacchi per spararsi addosso, ci si limita ad incularsi reciprocamente. Dalla classe dirigente che ce l’ha più grosso e quando incula fa veramente male, al tizietto rancoroso che ce l’ha minuscolo e pensa di inculare il sistema attaccando l’etichetta del prezzo sulla zucchina invece che prendere il sacchetto.
L’Italia, come paese, è inderogabilmente destinato alla totale neutralizzazione geo politica nel corso della vita della maggior parte delle persone che stanno leggendo questo post. E’ un processo già avanzato ed irreversibile. Chi può scappi. Chi non può, si sieda ad aspettare e si rassegni.