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Il Fumo Tiene Lontano…

25 ottobre, 2007 di Lory Falcone  
Archiviato in Democrazia e Diritti, La diversa Opinione



Vietato fumareSono nata negli anni 60, quando la sigaretta era uno status symbol, chiaro segno di emancipazione per le donne e di machismo per l’uomo. Si fumava dappertutto, negli uffici pubblici, nei locali di ritrovo, al cinema, sugli autobus e perfino negli ospedali. Non c’era nessun rispetto per i non fumatori, gli studi sul fumo attivo e passivo erano di là da venire e, cosa ancor più grave, non c’era rispetto neanche per la salute dei bambini. Le bionde venivano celebrate sui giornali, nelle pubblicità, al cinema…. chi di noi può dimenticare il grande Bogart?

Gli anni 70 portarono alla ribalta un altro tipo di fumo, gli hippies immortalati a Woodstock si passavano cannoni con la stessa facilità con cui da bambini avevano fatto girare la bottiglietta della Coca Cola.

e-cigarette.jpg

Negli anni 80 qualcosa cominciò a muoversi, si cominciò a parlare dei danni che il fumo provocava, del suo stretto legame con l’insorgenza del cancro ai polmoni e delle malattie vascolari. Timidamente si affacciarono alla ribalta i primi contestatori, si proposero delle limitazioni, niente più fumo sui mezzi pubblici (ma si poteva fumare su aerei e treni), negli ospedali (tranne che nelle sale d’aspetto) e in qualche ufficio pubblico.

Con gli anni 90 arrivò la consapevolezza che si portò dietro i primi divieti e, come una sorta di effetto collaterale, i due crociati nella lotta al fumo, Veronesi e Sirchia. Da due illuminati ministri alle leggi antifumo del nuovo millennio il passo fu breve…

Ma questa è storia che appartiene al passato, di più recente abbiamo l’ultima limitazione imposta ai tabagisti in quell’isoletta di pescatori che è la vecchia, cara Inghilterra: il divieto di fumare nella propria auto. Ovviamente il divieto si inquadra in una più vasta campagna per la sicurezza sulle strade ma, come al solito, si inserisce su un terreno di discussione molto più ampio che è quello delle libertà della persona. Proprio così, cari i miei salutisti, perché non è certo un caso che uno dei più accaniti nemici della sigaretta fosse un tale Adolf Hitler (la sua campagna antifumo era volta a preservare la salute della razza ariana) da tutti noi conosciuto come il più grande difensore dei diritti umani… o sbaglio?!?

smoking.jpg

Sono una fumatrice e ho detto SI alla legge antifumo, non era pensabile affidare una materia tanto delicata al buonsenso della gente, gli italiani, si sa, hanno bisogno delle minacce per comportarsi da bravi bambini. Ma adesso stiamo veramente esagerando! Perché se è vero che è pericoloso guidare con la sigaretta tra le dita è altrettanto pericoloso togliere la mano dal volante per poggiarla sulla coscia della tua ragazza, è pericoloso togliersi quella fastidiosa caccola che ti ostruisce la narice come un tir di traverso nella galleria del Frejus, è pericoloso soffiarti il naso, grattarti il sedere, controllare l’acconciatura allo specchietto, ascoltare lo stereo, parlare al telefonino anche se con l’auricolare, è pericoloso perfino pensare ai caxxi tuoi! Già, perché in macchina qualsiasi distrazione può costarti la vita, non solo il fumarti una sigaretta.

Stiamo veramente grattando il fondo del barile… di questo passo arriveranno a proibirci di fumare anche in casa nostra (negli Stati Uniti ci sono condomini interdetti ai fumatori)! Non basta metterci davanti lo spauracchio del cancro, non basta ghettizzarci fuori dai locali, oggetto degli sguardi accusatori di quanti hanno mantenuto intatta la purezza dei propri polmoni (poveri illusi…), non basta smaronarci con speciali televisivi e pubblicità progresso, la beffa più grande è venderci le nostre amatissime 20 nemiche/amiche in un pacchetto che è un inno agli scongiuri, rigorosamente griffato Monopolio di Stato! Già, perché in barba a tutte le leggi varate e da varare, è lo stato a fare in modo che non ci manchi mai la nostra dose di veleno giornaliero, è lo stato a lucrare sulla nostra salute. E poi, diciamocelo, quella dei pacchetti intelligenti è una menata che non sta né in cielo né in terra, buona solo a farci sopra le barzellette… (la sapete quella di un tale che entra in un tabacchi, prende le sigarette e legge sul pacchetto: il fumo rende impotenti. A quel punto torna sui suoi passi e chiede timidamente al tabaccaio: potrei avere quelle col cancro per favore?)

Il fumo è un vizio condannabile (sono d’accordo!), bisognerebbe smettere di fumare (condivido!), bisogna proteggere gli altri dal nostro fumo (ben detto!), ma mi permetto di aggiungere, non sarebbe anche il caso di lasciare che ognuno di noi decida di che morte vuole morire?

No, mi sento rispondere, perché il fumatore che si ammala di cancro ai polmoni è un costo per la sanità pubblica. Non più dell’alcolizzato che si ammala di cirrosi epatica, rispondo io, non più dell’obeso che si fa un’overdose di cannoli siciliani, ma a nessuno è venuta in mente una legge che vieti lo spaccio di alcolici o proibisca ai diabetici, ai colesteroglicemici di entrare in pasticceria. Che forse di ictus o coma diabetico è permesso morire e di enfisema no?

Immagine anteprima YouTube

Quello che ci sta veramente spappolando le balle, cari non fumatori, non sono tanto le leggi che, ribadisco, quando sono per la salvaguardia del non fumatore sono validissime, quello che ci sta trapanando i marroni è l’invasione nel nostro libero arbitrio, è l’essere continuamente additati, l’essere continuamente chiamati in causa. In sostanza il fumo è una scelta, non condivisibile, ma volontaria. Possibile mai che un povero disgraziato non si possa fumare in pace una sigaretta senza che qualcuno senta il dovere di fargli la morale?!

Una volta ho letto su un accendino: il fumo tiene lontano i rompicoglioni… oggi, ahimè non è più vero neanche questo!

Sull’argomento si veda anche questo articolo. Presenta una visione inconsueta degli interessi che girano intorno all’industria del fumo. (N.d.R.)

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Comments

23 Risposte a “Il Fumo Tiene Lontano…”
  1. tusaichi scrive:

    effettivamente il divieto di fumare in macchina è eccessivo…
    però sarei d’accordo se è vietato in presenza di bambini.
    Quando porto il pargolo a scuola ruggisco contro chi fuma in mezzo ai bambini, anche se all’aperto.
    Purtroppo la gente è maleducata. E peggiora. E allora ben vengano restrizioni. Personalmente proibirei di fumare anche alle donne incinte (o incinta?).
    E io fumo eh.
    PS paradossalmente secondo me è meglio proibire di fumare alla guida piuttosto che conversare al cellulare. Per i tempi almeno. O sono io che faccio telefonate brevi e fumo centos?

  2. Doxaliber scrive:

    Da non fumatore appoggio il diritto dei fumatori di accendere l’amata/odiata sigaretta ovunque non ci sia il rischio di intossicare/infastidire altre persone, quindi anche nella propria auto. Vero è che la sigaretta occupa una delle mani e guidare con una sola mano non è certo sicuro, tuttavia non ho mai sentito di incidenti causati “fal fumo di sigaretta”.

    Tuttavia non concordo con la seguente affermazione dell’autore

    In sostanza il fumo è una scelta, non condivisibile, ma volontaria.

    Secondo me il fumo solo in pochi casi è davvero una scelta consapevole, piuttosto è una scelta dettata da tanti, troppi, condizionamenti esterni. Non a caso la maggior parte dei fumatori hanno accesso la loro sigaretta in giovanissima età.

  3. Neottolemo scrive:

    Da quello che mi sembra di capire sono l’unico fesso che ha iniziato a fumare con la maggiore età. Sintomo questo che non bastano i 18 anni per diventare responsabili.
    Cosa più importante non basta una vita per diventare civili, quindi da parte mia dico che a volte è utile anche che qualcuno faccia la morale.
    Tra i fumatori ed i non fumatori c’è un divario incolmabile di vedute e questo a colpa di noi fumatori. Questo lo posso dire perchè avendo iniziato a fumare “tardi” ho ancora bene in mente che da non fumatore uno sia in grado di sentire il puzzo di sigaretta a chilometri di distanza (oltretutto a giorni di distanza) da dove questa sia stata fumata. Oggi, da fumatore, per me rimane un mistero come persone normali possano avere un olfatto che nemmeno un animale saprofago ha mai avuto nella storia. Ciò non toglie che questa dote ce l’hanno e l’odore del fumo è abbastanza disgustoso ed insopportabile, mentre un fumatore mai potrà rendersene conto.
    Questo non toglie che io continuo a comportarmi a modello di una perfetta ciminiera, d’altronde l’ho detto che non basta una vita per diventare civili.
    Poi se vi danno fastidio tutte quelle scritte e tutti i pistolotti potete benissimo fumare le Nuovo Testamento: “hanno un elegante pacchetto e l’indulgenza plenaria”, “le fumo io, le fuma Lui” ;)

  4. cruman scrive:

    io ho un riverbero di nemesi (qualsiasi cosa significhi). ho subito per anni l’arroganza maleducata dei fumatori. impossibile mangiare nei ristoranti: il fumatore mentre mangia non fuma (perchè gli da fastidio) poi finisce di mangiare e si accende la sigaretta proprio mentre lì di fianco arrivano i miei pizzoccheri, dimentico del fatto che a lui il fumo dava fastidio mentre mangiava. A teatro e al cinema devi stare chiuso dentro, se durante l’intervallo provi ad andare nel foyer rischi il collasso cardiorespiratorio. la sera è impossibile frequentare locali (meno male che non sono il tipo) a patto di non voler uscire con la gola a guisa di canna fumaria (e senza uno spazzacamino nei paraggi) e di non voler prendere tutti i vestiti che hai indosso (compresi i capelli) e gettarli in un inceneritore (tanto un po’ inceneriti lo erano già). tutto questo e molto di più, senza poter dire una parola e senza nemmeno un minimo accenno di educazione. E questo al di là del fumo. io potevo anche accettare che la gente si avvelenasse come più gli aggrada e anche un po’ di fumo in più nell’aria che respiro. ma la diffusa arroganza, cafonaggine e totale mancanza di rispetto mi ha insolentito per anni.
    ora se a qualche fumatore gli girano gli ammennicoli perchè si sente un po’ perseguitato be’….. non considererò questo fatto come una grave forma di inciviltà. Almeno finchè non mi sentirò a pari.
    lo so è brutto, ma lo sono anche io.

    a bientot

    cruman

  5. Silent Enigma scrive:

    Ahahaha le comprerò!
    Neo, non sono i non fumatori ad avere un olfatto incredibbbile, siamo noi fumatori ad averlo perso quasi del tutto: come il gusto, del resto.

    Concordo con Doxa sulla “volontà indotta” dalle multinazionali per invogliare a fumare. Del resto, devono fa’ profitti.

  6. Neottolemo scrive:

    Le Nuovo Testamento facevano la loro comparsa nel film Bananas di Allen (che proprio ieri rivedevo).
    Riguardo l’olfatto ribaltavo la situazione per dire che noi fumatori assumiamo comportamenti fastidiosi spesso, e soprattutto senza rendercene conto.
    Non che sia un fattore di discolpa, è solo lo stato delle cose.

  7. leo scrive:

    E’ vero, noi fumatori ci siamo giocati l’olfatto e pure il gusto.
    Ma non siamo i soli. Sono uno di campagna, anzi, di montagna, e quando vado in città il puzzo è insopportabile e mi si formano anche le caccole nel naso. Ma nessuno, mi pare, sembra accorgersene, nemmeno quelli che accompagnano i bimbi a scuola con il SUV.
    Perché a noi poveri fumatori ci rompono i marroni dalla mattina alla sera e a tutti gli altri inquinatori rovina-salute non dicono un tubo ?

  8. cruman scrive:

    be’ io personalmente ho scritto parecchio sulla faccenda suv, sul discorso euro4, sulle tasse di circolazione per le moto e compagnia bella.
    certo non ci si può lamentare dell’inquinamento dato dai rigassificatori e dalle centrali termoelettriche se poi vogliamo 30 gradi in casa d’inverno e 15 d’estate.
    o se l’industria dei telefonini, delle acque minerali, dei medicinali eccetera eccetera inquinano e mettono in strada migliaia di camion. visto che pare che senza telefonino acqua minerale e medicinali non ci voglia stare nessuno.
    se vogliamo paragonare il far senza queste cose all’aspettare 2 minuti prima di fumare in modo da non appestare la gente, allora forse ho una visione distorta io della realtà.
    ma per il resto io ce l’ho anche con quelli che si lamentano del puzzo dell’aria e ogni due mesi riempiono boeing (che inquinano come migliaia di macchine messe insieme) per andare a fare i cazzoni alle maldive.
    altra cosa, visto la situazione in cui siamo, di cui si potrebbe fare a meno.

  9. Lameduck scrive:

    Cara Lory, il tuo non potrebbe essere che il post di una fumatrice. ;-)
    Un anno e mezzo fa ti avrei applaudito e avrei sottoscritto ogni tua frase, lo dico sinceramente. Oggi no. Oggi sorrido perchè leggo che “fumare è una libera scelta”. Non è così.
    Ci nascondiamo dietro i diritti della persona e il diritto di crepare in pace ma in realtà siamo solo dei tossicodipendenti da nicotina non riconosciuti. E’ bastata quella maledetta prima sigaretta a legarci per una vita come schiavi. Io ho fumato per quasi trent’anni e, ripeto, capisco il tuo ragionamento ma fumare non è libertà, è schiavitù.
    Il fumo dà fastidio a noi ex fumatori, è vero ma perchè è una cosa schifosa. Solo smettendo ci si rende conto della porcheria che ci si metteva in bocca.
    Non è solo il cancro, è il non poter fare due scale a quarantanni, è la disabitudine a tirare il fiato. Siamo dei rompicoglioni, è vero ma le catene le abbiamo spezzate. Ah, dimenticavo, smettere è facilissimo, sono le case produttrici di tabacco che ci fanno credere che non è possibile.

  10. diabolicomarco scrive:

    Rimango della mia idea (quella dell’articolo citato alla fine di questo) chi fuma in auto con dei bambini è un criminale. Se una legge potesse servire ad impedirlo ben venga questa legge e al diavolo le presunte libertà individuali di appestarsi di cui parla Lory.
    Io sono un fumatore occasionale quindi felice delle limitazioni che sono state imposte. Mi fanno ridere (ma anche un po’ pena) quei fumatori incalliti che rischiano di impazzire ogni volta che devono stare per tot ore senza fumare, come quando devono prendere un aereo. Altra immagine che a mio avviso rende più di mille parole è il “terrario” per max 6 fumatori che c’è all’IKEA. L’uomo che regredisce allo stadio di animale (in gabbia). Se non è droga questa…

  11. Silent Enigma scrive:

    io mi ci sono sempre definito, tossicodipendente.
    non mi crede nessuno.

    @cruman: credo che la tua visione sia quella giusta. da fumatore ti dico che non sopporto le nuvolette di fumo degli altri, il puzzo del fumo sui vestiti e sui capelli, il fatto che chi fuma in casa mia riempia l’aria di CO2 (infatti è proibito fumare, da quando non abito più solo).

    Fumare è una merda, Lame dimmi come hai fatto a smettere ché fra una decina d’anni provo anch’io ;-)

  12. lory scrive:

    Vediamo se riesco a rispondere a tutti…
    Intanto voglio ribadire alcune cose.
    Sono una tabagista.
    Sono favorevole alle restrizioni per i fumatori.
    Sono d’accordo sulla necessità di preservare i bambini, più esposti perché indifesi, dal fumo passivo.
    Sono consapevole della maleducazione o, se vogliamo dirla tutta, della prepotenza di alcuni fumatori.
    Quando dico che il fumo è una scelta volontaria voglio dire che chi fuma è consapevole dei rischi che corre, così come chi beve, chi si droga, chi eccede in una vita ricca di calorie e povera di moto. (certo le eccezioni esistono ma non posso credere che nel 2007 ci sia ancora qualche cretino convinto che la sigaretta sia un toccasana!)
    Sono consapevole che le sostanze contenute nelle sigarette provocano assuefazione.
    Detto ciò… vorrei precisare che non è assolutamente vero che ai fumatori non da fastidio la puzza di fumo, almeno non a tutti. E’ vero che il fatto di doversi lavare i capelli o cambiare d’abito più spesso degli altri non è un deterrente a lasciare la bionda nel pacchetto.
    I fumatori sono dei tossicodipendenti, SACROSANTO! Però mentre la maggior parte di noi è pronta a compatire chi si fa di droga non c’è nessuna compassione per chi è schiavo del fumo. Sono tutti pronti a puntare il dito appena fai il gesto di prendere il pacchetto.
    I fumatori sono arroganti, vero. Anche i non fumatori lo sono: qualche anno fa, davanti scuola di mia figlia. Arrivo e c’è il solito gruppo di mamme che aspetta l’uscita dei bambini. Ho voglia di fumare una sigaretta per cui me ne resto in disparte, sufficientemente lontana per non appestare nessuno. Due minuti dopo mi si avvicina la mamma di una compagna di classe di mia figlia, vuole fare due chiacchiere. Mentre parla ( e posso assicurarvi che molti di voi avrebbero preferito il fumo della sigaretta alla logorroicità della signora) il vento le spedisce addosso un po’ di fumo. Quella si blocca e inviperita mi fa: “E che cavolo, con questa sigaretta!” Chi era l’arrogante, io o lei?
    Alla fine il punto potrebbe essere proprio questo: l’atteggiamento dei non fumatori verso i fumatori. Prese tutte le precauzioni per non nuocere con il mio fumo a chi mi sta intorno, non accetto che qualcuno si senta in diritto di farmi la morale, di additarmi negativamente.
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E’ un precetto cristiano che andrebbe tenuto in considerazione indipendentemente dalla fede religiosa.
    Lory

  13. cruman scrive:

    a parte che “alcuni” fumatori sono maleducati mi sembra un po’ ottimistico.
    a parte il fatto che io non compatisco nemmeno chi si droga e spero che l’antica e illusoria credenza che ci si fa di coca o eroina sia un povero pieno di problemi che non ha alternative alla droga, sia definitivamente scomparsa nella mente delle persone.
    a parte che la categoria “mamma che va a prendere bambino a scuola” necessiterebbe di tutta una sua antologia (scherzo).
    mi sembra che tu voglia paragonare anni di soprusi disumani con una isterica chiacchierona che ti ha detto un giorno “e che cavolo sta sigaretta”!!
    be’ io credo di aver preso molte più pietre e molto più grosse dai fumatori. e non sai quante volte in vita mia, anche in luoghi di lavoro (quando cioè non potevo semplicemente andarmene) con la gola in fiamme e in vestiti inceneriti, avrei voluto dire “e che cavolo!”.
    poi “la gente sono tutti matti” che siano fumatori o no, su questo non ci piove. ma io ribadisco che ora questa forma di vittimismo mi suona molto sgradevole. sebbene io non abbia mai rotto le scatole a un fumatore a meno di averlo dentro casa.

  14. cruman scrive:

    dimenticavo:
    raccontare aneddoti non credo sia comunque un modo per affrontare il discorso. Voglio dire che a questa stregua potrei raccontare le due volte che ho rischiato la vita (essendo motociclista) grazie a dei mozziconi accesi lanciati da macchine in corsa. Perchè i fumatori non vogliono sporcare le loro cose con la cenere, ma quelle degli altri si. come i miei vicini di casa che fumano in balcone perchè hanno bambini piccoli, salvo poi lanciare i mozziconi in strada, tanto che il vialetto dei box è pieno di mucchietti di sigarette mezze fumate.
    Oppure l’incidente in macchina che ho rischiato grazie a uno che si stava accendendo una sigaretta mentre invadeva la corsia opposta.
    Tutte cose che ritengo un po’ più gravi di un “e che cavolo”.
    ma non è questo il punto, perchè sono altrettanto cafoni gli utilizzatori di cellulari o anche solo quelli che parlano sempre con un tono di voce altissimo.
    l’italia è la culla della maleducazione e della totale assenza di cultura civile e in questo senso abbiamo poco da insolentirci per l’atteggiamento degli altri visto che (oddio che schifezza che sto per dire) gli altri siamo noi.

  15. Intervengo da non fumatrice abituata a convivere con fumatori e mi dico subito non d’accordo con una regola che spesso sento ripetere nei blog: gli aneddoti non contano. E cosa conta? Una non meglio specificata legge superiore? I massimi sistemi? Sarà che sono una scrittoruncola di professione e per diletto, ma ho l’impressione che la vita sia un insieme di aneddoti che concatenandosi ci fornisce uno schema dove incasellare gli eventi della vita. Il tema dell’articolo di Lory non era tanto l’assurdità della legge inglese, quanto l’assurdità di un certo modo di approcciarsi agli altri. E giudicarli come se noi fossimo tutti angioletti con alucce ed aureola incontaminata. Non è così, e lo sappiamo tutti. Qualche motociclista ha rischiato la pelle per un mozzicone? Beh, io tutti i giorni ho a che fare con nugoli di motociclisti e scooteristi più fastidiosi e pericolosi di un’invasione di cavallette. Per non parlare di tutte le volte che ho rischiato di stenderne uno perché pare che sulle due ruote non valgano le regole della strada. E’ un aneddoto? No, sono esperienze di vita, tutte valide, tutte vere. Rimane, secondo me, una sola regola certa: la difesa ad oltranza della libertà personale, anche di farsi del male, perché no? con le sigarette. Oggi, tanto per raccontare aneddoti, ho rischiato di essere tamponata da un camion. Sapete perché? Il camionista stava bevendo dal collo della bottiglia una birretta corroborante. Gli spot ci insegnato che Bacardi è sexy, NastroAzzurro diffonde l’amore per l’Italia nel mondo, Jagermeister ti stende strafigone tra le braccia, alcool è figo, sempre e comunque. Eppure di gente morta ammazzata sulle strade dagli ubriachi e dai drogati alla guida ne sentiamo tutti i giorni. Aspetto con ansia la legge che stabilisca che chi investe o causa un incidente in stato di ebrezza venga automaticamente incriminato per omicidio volontario di primo grado. Altro che mozziconi dai finestrini.
    Laura

  16. MenteCritica scrive:

    Io credo che la classifica del peggio non abbia senso.
    Il paradosso di Achille e della Tartaruga, ci insegna che è sempre possibile trovare un’argomentazione leggermente più convincente di quella precedente perché la verità è un concetto teorico al quale ci si può avvicinare infinitamente, ma mai raggiungere.

    Detta questa ovvietà, dico la mia.

    Io credo che tutti dovrebbero tutelare la loro salute e non finanziare il mercato del crimine. Per questo chi fuma, beve o si droga, è anche un po’ complice di chi sul vizio specula e si arricchisce.
    Inoltre, da uomo, sento di avere delle responsabilità nei confronti di chi fa affidamento su di me. Persone che mi amano e che soffrirebbero non solo sentimentalmente nel perdermi.

    Per questo non volo più in ULM, non bevo, vado piano in macchina e, soprattutto, in moto e ho smesso di fumare.

    Certo, non mi obbliga nessuno, ma ho fatto un percorso educativo interiore che mi ha portato a considerare queste scelte giuste in un’ottica di pura autodisciplina.

    Vorrei invitare tutti a riflettere sul fatto che questa cosa non dovrebbe essere affidata alla coscienza quasi zen delle persone.

    C’è anche da considerare che la nostra dipartita, specialmente in età produttiva e, magari, dopo lunghe cure, è anche un costo sociale. Quindi, quando qualcuno fuma, io mi sento sempre un po’ autorizzato a cercare di invitarlo a smettere.

    E’ vero, non si muore e non ci si ammala solo di fumo. Si muore al volante, si muore per quello che si mangia o ci si ammala per colpa del lavoro. Però queste attività sono imprescindibili. Non si può fare a meno di mangiare, lavorare o viaggiare in auto. Forse, e dico forse, di fumare se ne può fare a meno.

    In ultimo mi piace dire che Lame ha ragione. Smettere di fumare è stato semplicissimo. Mi sono fatto anche io l’idea che l’informazione relativa alla difficoltà di smettere sia legata a qualche campagna finanziata dalle ditte produttrici di sigarette. Io, mio padre e almeno altre otto persone che conosco direttamente, abbiamo smesso con una certa semplicità.

    Certo, i primi giorni si è un po’ nervosi, ma basta bere molta acqua e nel giro di una settimana rimane solo l’abitudine mentale che scompare dopo un mese.
    Sicuramente ci sono persone che hanno grosse difficoltà a smettere, ma, probabilmente, non è merito della nicotina. Ciascuno di noi si può trovare in fasi particolari della vita dove certe scelte sembrano più difficili.

    La furbizia sta più nel trovare il momento giusto e la giusta motivazione. Un momento nel quale ci si sente solidi dal punto di vista interiore. E’ questione di un attimo e finisce tutto.

    Poi, quando ritorna lo sconforto, l’idea di essere stati in grado di smettere sarà un piccolo sostegno al nostro amor proprio.

    Parlo, ovviamente, solo sula base delle mie esperienze personali ed invito tutti a provarci. Funziona. (e niente farmaci, non servono)

    Consiglio di leggere questo sito del governo Svizzero. E’ simpatico e mi è stato molto utile. Il nostro governo propone questa fesseria, da vergognarsi.

    Sulla maleducazione non mi pronuncio. E’ un problema nazionale e il fumo non c’entra.

    Grazie per aver letto questo lungo commento.

  17. cruman scrive:

    a parte che io non ho detto che gli aneddoti non contano, ma che nello specifico del discorso non è il modo corretto di approcciare il problema. e tu lo dimostri concatenando una serie di altri eventi che potrebbero continuare all’infinito. il motociclista steso dalla signorina che si pettina guardandosi nello specchieto (e la pubblilcità ti obbliga a essere pettinato) il camionista mandato fuori strada da uno dei tantissimi idioti che pensano di saper andare in autostrada solo per il fatto che sanno cambiare le marce e girare il volante. e ognuno di loro può raccontarti altri aneddoti che se dovessero avere tutti lo stesso peso ed essere considerati per darsi una regolamentazione finiremmo nel caos totale.
    allora se l’unica regola certa è difendere la libertà personale anche di farsi del male, concediamo a chiunque di stordirsi di droga e alcol…poi però (e questo lo dici anche tu) bisogna andare a dirgli di non mettersi in macchina (limitazione della libertà) e chi glielo va a dire a uno fatto fradicio di usare la testa? nessuno. quindi la soluzione (mi sembra di capire) è quella di consentire a tutti di fare ciò che vogliono salvo poi buttarli in una cella e sotterrare la chiave quando sbagliano (magari senza nemmeno rendersene conto perchè sotto effetto di stupefacenti liberamente assunti).
    Non sono d’accordo. l’unica regola fondamentale è il buon senso, il rispetto, l’evoluzione. la consapevolezza, sia personale che del fatto di vivere in una società (ci fosse il diavolo in mezzo, per citare sartre). se si riuscisse a perseguire questi valori non ci sarebbe bisogno nè di regole nè di libertà totali con lo spettro di punizioni esemplari.
    in questo senso gli aneddoti non portano a nulla. perchè non possono essere presi a modello della realtà e nemmeno usati come giustificativo.
    io, nel mio piccolo, penso di essermi conquistato il diritto, per certe cose, di esprimere la mia critica. quando era consentito fumare ovunque non ho mai rotto le scatole a nessuno. se potevo me ne andavo e se non potevo subivo. le regole sociali erano quelle. quindi ora che sono cambiate le accetto nella stessa maniera, ma non accetto i fumatori che ora si insolentiscono. e questo, almeno io, ho il diritto di non accettarlo.

  18. cruman scrive:

    piccola precisazione
    gli scooteristi non sono motociclisti

  19. Emanuele scrive:

    Completamente d’accordo con Mc per quanto riguarda il generale e con Cruman per quanto riguarda i dettagli. Bravi

  20. Emanuele scrive:

    Ho guardato i siti segnalati da Mc.
    Allucinante quello italiano..sembrano i fumetti che trovi sulle porte dei dentisti per far capire ai bambini che è importante lavarsi i denti.
    Io credo, anche alla luce di ben altri fatti, che ci credano dei bambinoni da coccolare e rassicurare, e purtroppo credo, che la maggior parte sia davvero così..

  21. Miguel scrive:

    Io ho fumato sempre, fumare è meraviglioso, ho dovuto smettere per problemi al cuore, ma comunque l’odore del tabacco ancora mi esalta. Tre anni fa ero sulle montagne vicine a Palm Springs in California a 2.000 metri sommerso in mezzo metro di neve in un paesaggio meraviglioso, mi sono acceso una sigaretta ed in meno di un minuto mi sono trovato una ranger dietro le spalle che mi ha chiesto di spegnere la sigaretta, li ho chiesto se secondo lei c’era qualcosa che poteva bruciare date le condizioni del posto pieno di neve, mi ha risposto: queste sono le regole, spenga la sigaretta immediatamente. Quando sono andato a Disneyland dovevo fumare “in aria aperta” nei posti designati per fumatori, dove ti trovavi un gruppo di persone che si guardavano l’uno a l’altro con faccia di sconvolti, sembrava di essere in un lager.
    Quando ero in Italia ho visto sempre il sigillo del Ministero delle Finanze dietro il pacco di sigarette, quindi, ogni volta che le compro pago imposte, e poi mi vietano di fumare, cari miei, il fumatore deve avere il diritto di fumare, che diano licenze a locali “per fumatori”, se voglio morire fumando sono affari miei, e se vuoi “proteggere” la salute del paese, non vendere sigarette e lascia stare le cazzate, così torneremmo ai tempi del proibizionismo negli Stati Uniti.
    Ci sono leggi che permettono di portare con te certe quantità di droga, ma nessun paese (a parte l’Olanda) ha una legge che permette di vendere la droga, allora, se non è permesso vendere droga, come mai posso averla con me? Lo stesso vale per le sigarette, le leggi contro i fumatori e gli attacchi subiti generalmente dai “pentiti”, i quali da una parte si sentono fieri di aver combattuto il “diavolo” e dall’altra parte sentono una terribile invidia e ti rompono le palle gratis.

    La mia casa (che è la vostra) è piena di posacenere per chiunque voglia fumare, nel mio regno comando io. ;)

    Saluti

  22. Lameduck scrive:

    @ Miguel
    invidia del “pentito”? So che voi fumatori amate pensarlo ma come si può invidiare chi sta soffocando? ;-)

  23. Miguel scrive:

    @ Lame
    Ho dovuto smettere di fumare, e sento “invidia” quando vedo agli altri fumare, in ogni caso non vado in giro rompendo le palle ai fumatori, ogni uno si fa male come li pare e piace.

    Salutoni

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