IL Fascino Discreto del Costo di Ricarica
16 aprile, 2007 - 10:05 di mc
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Qualche anno fa, una quindicina credo, circolava nelle reti private un personaggio a nome . Iniziò con la più classica delle televendite: elettrodomestici, telefoni, pentole, piatti e bicchieri in cristallino, “al 18% di piombo, mi raccomando, non come gli altri che ve li vendono al 24%“, omettendo accuratamente di dire che quello al 24% è un cristallo di qualità superiore. Trasmissione dopo trasmissione, la natura dei prodotti venduti iniziò lentamente a cambiare. Si iniziò con le case in Romania e si approdò agli investimenti. Costui proponeva “pacchetti di investimento” che una volta acquistati, garantivano, ripeto, garantivano, interessi mensili fino al 30%. La cosa ebbe un successo colossale. Le trasmissioni presero ad ospitare persone che dichiaravano il successo dell’iniziativa e si arrivò a organizzare convention negli stadi dove felici investitori invitavano tutti ad entrare nel business.
E’ la più classica delle frodi finanziarie e si basa sul principio di pagare i debiti contraendo sempre più debiti, fino al fallimento totale del sistema.
Secondo me, questo è il sistema che sta adottando la classe politica italiana per gestire il nostro paese. Non faccio differenze tra destra, sinistra e centro. Il sistema è trasversale.
Qualche settimana fa, l’attuale governo ha presentato la seconda tranche di liberalizzazioni. Fra queste spiccava l’abolizione dei costi di ricarica sui cellulari. L’evento è stato festeggiato come una nei confronti delle compagnie telefoniche. Questa abolizione ha portato un grosso incasso, esclusivamente in termini di popolarità ovviamente, al promotore dell’iniziativa, signor Andrea D’Ambra, il cui nome pregevole, ma sconosciuto, è e al governo in carica che ad un provvedimento così popolare, o forse sarebbe meglio dire populista.
Nessuno ha pensato che in questo modo, le aziende di telefonia avrebbero dovuto rinunciare senza ristrutturarsi o modificare le loro politiche, ad un attivo dei loro bilanci stimabile fra il 15 ed il 20%, cosa che, finanziariamente, non è possibile, punto.
In effetti, oggi Repubblica on line pubblica dove si legge che tutti i gestori hanno ritoccato le loro tariffe in maniera peggiorativa per il consumatore.
Sono certo che i guru finanziari delle compagnie telefoniche hanno studiato le cose in modo da avere un vantaggio dalla vicenda continuando a piangere miseria. E la cosa non poteva andare diversamente, perchè in natura nulla si crea e nulla si distrugge e da qualche parte questo denaro doveva rientrare.
In pratica Bersani ed il suo giovane ispiratore hanno ottenuto un aggio contraendo un debito che è toccato a tutti pagare, compreso il sottoscritto promosso d’ufficio a “wind senza scatto new”. Sarà anche suggestivo vedere in che modo questi aumenti influiranno sull’indice di inflazione che da anni beneficiava del contenimento delle tariffe telefoniche.
Lo stesso sistema è stato utilizzato dal governo precedente, quando ha diminuito leggermente le tasse e nello stesso tempo ha drasticamente ridotto il danaro che lo stato centrale trasferiva a regioni e comuni. Questo ha comportato un aumento delle tasse locali e delle tariffe per i servizi pubblici che, probabilmente, è stato superiore al vantaggio derivante dalla riduzione delle aliquote.
Se in questo paese siamo arrivati al punto che l’assemblea degli azionisti della più grande compagnia di telecomunicazioni del paese è , vuol dire che il sistema di farsi belli scaricando i debiti su quelli che verranno dopo è sbagliato. Chi pensa al vantaggio immediato e non si preoccupa delle conseguenze non è un politico, è un opportunista.
Ricordiamoci che domani toccherà ai nostri figli vivere in questa nazione. Ne sanno qualcosa i figli di quelli che sono andati in pensione a quaranta anni e adesso si trascinano tra un co.co.co. e l’altro senza speranza di vederla la pensione. Nemmeno a settanta di anni.
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Non ci siamo.
Non sono d'accordo.
CI sono tante cose sbagliate in questo paese, ma non vediamo sempre l'errore ovunque, quando l'errore non c'è.
Le ricariche:
La ricarica telefonica era una pratica tutta italiana. In tutta Europa non c'era questo tipo di approccio. L'iniziativa, partita dal basso con una petizione on-line, è stato uno degli esempi di maggiore di partecipazione democratica che ha portato un risultato tangibile.
Sul fatto che è stato incluso nel decreto Bersani, invece che imposto dall'AGCOM è una stortura di questo paese, è soltanto una captatio benevolentiae.
Se i gestori ritoccano le tariffe perché vogliono guadagnare quanto prima, questo non deve essere permesso. Prima sia chiaro, rubavano. punto.
Quindi è assolutamente fuori di ogni logica. Erano dei proventi illeciti.
Soltanto in Italia gli sms costano 20 centesimi, mentre all'estero ne costano 4,5. Quindi se le compagnie telefoniche fanno cartello e lucrano sugli utenti dovrebbe intervenire l'AGCOM.
Si, l'AGCOM non è attivissima, come ptete immaginare. Quindi nessuno dovrà pagare l'errore di qualcuno, le compagnie telefoniche vedranno ridimensionato il loro buisiness.
Telecom:
Su Telecom vorrei spezzare una lancia a favore di Beppe Grillo. E' vero che è un comico, tuttavia le battaglie sociali ed ideologiche che ha abbracciato, sono molto ma molto serie ed importanti, alle quali sta facendo da cassa di risonanza. Mi sembra un ottima cosa.
Se devo giudicare una persona dalle sue idee e dalle sue azioni, invece che dal suo lavoro nominale, allora preferisco mille Beppe Grillo che altri.
Discorso diverso và fatto invece per DiPietro, che è stato l'unico Ministro che ha detto chiaramente che le scatoli cinesi finanziarie devono essere evitate, che i piccoli azionisti devono essere difesi, mentre tutti gli altri ripetono il ritornello "Telecom deve restare italiana" …
In Italia manca il buon senso.
Come fai a controllare una cosa con solo il 18 % di una cosa? Se succede una cosa del genere, penso che s possa essere d'accordo sul fatto che è un abominio e che deve essere cambiato al + presto.
Buongiorno. MC sono d'accordo con te sul fatto che questo provvedimento dell'abolizione dei costi di ricarica possa essere visto come populista e, aggiungo, demagogico, quindi come una sorta di una auto-promozione del governo. Non sono d'accordo con te sul fatto che le grandi multinazionali telefoniche si debbano vedere costrette a fare quello che hanno fatto.
1) Esse dovrebbero, come il povero, indifeso e soprattutto debole cittadino italiano, rispettare la legge senza farsi forza del servizio che offrono e quindi accollando i costi all'utente finale;
2) Esse multinazionali, vedi Wind, non solo hanno aumentato le tariffe nuove ma hanno abolito, rimodulando, cioè cancellando quelle vecchie!
3)Questo comportamento prevaricatore, arrogante e spropositato delle compagnie telefoniche perchè deve essere "accollato" in ultima analisi al Governo (che pur ha creato questo mostriciattolo)?
4)E' di tutta evidenza che la legge doveva prevedere, per essere fatta bene, il divieto di ritocco delle tariffe, cosa quasi impossibile…
5)Scrivete, per favore, se ne siete a conoscenza di comportamenti quali quelli di Tele2 che sta cambiando, senza contratti reali, i contratti telefonici a milioni di italiani i quali si vedono poi proiettati dentro ad una specie di incubo…
In sintesi: chi è il "vero" cattivo?
La gatta frettolosa partorisce gattini ciechi. E la fretta deriva dal populismo che promette mari e monti senza controllare se c'è la copertura.
Populismo come malattia della destra che contagia ormai anche la sinistra.
Lameduck, scusa, ma quando il Governo ci aumenta le tasse, a noi cittadini, secondo te verificano che ci sia "copertura"?
Io penso che la legge, anche mal fatta, debba essere rispettata, soprattutto nell'anima. E non trovare sempre scappatoie all'italiana (vedi Wind e compagnia bella) per fare i furbetti "mòtefregoio".
@Mattions
Ricariche
L'italia è stato uno dei primi paesi al mondo ad introdurre il prepagato ed il primo in europa. Il costo di ricarica era giustificato dalla necessità di mettere su un sistema che gestisse una cosa così innovativa come il traffico senza abbonamento. Quando, nel seguito, i costi sono stati ammortizzati, il costo di ricarica è rimasto e le tariffe si sono adeguate di conseguenza. All'estero, quando hanno implementato il sistema, hanno trovato già la strada spianata e hanno spalmato i costi sul traffico, tanto è vero che in Italia, aparte gli sms, il traffico prepagato, comprensivo di costi di ricarica, era nella fascia medio bassa dei costi europei.
E' significativo che lo stesso decreto sulle liberalizzazioni non abbia abolito la tassa governativa di concessione che pesa sugli abbonamenti. Quello che andava alle aziende è stato tagliato, quello che andava al governo no.
Le aziende non guadagnano poco o molto. Guadagnano quello che il mercato gli permette di guadagnare. Se vendono un servizio a 100 e la gente lo compra, loro continuano a venderlo a 100 e magari provano a venderlo a 110. Se il servizio diventa caro la gente non lo compra più e il mercato si regola. Intervenire per decreto sul guadagno delle aziende puzza di socialismo reale.
I flussi di cassa sono quelli sui quali si basa la vita di un'azienda. Sulla base di questi flussi si assume personale, si fanno investimenti, si pianificano operazioni industriali. Decurtare il flusso di cassa del 20%, da un momento all'altro, non può che provocare la necessità di far entrare il danaro da un'altra parte. E' una legge economica, non e' ne giusta ne sbagliata. E' semplicemente così.
Quindi quando si sono aboliti i costi di ricarica si stava ottenendo popolarità facendola pagare a terzi. Loro lo sapevano benissimo.
Telecom:
Non ho niente contro Grillo. Mi sembra paradossale che una situazione come quella della Telecom debba essere affrontata da un comico e non da un economista. Tutto qui. Comunque, se devo dirla tutta, credo che Grillo sia uno di quei Padre Pio della sinistra come Gino Strada, ma questa è solo la mia opinione.
@Massimo71
Ribadisco che impedire aumenti per legge è socialismo reale.
Per tele2 ci ha già pensato un membro della nostra redazione. Vedi qui:
@MenteCritica Tu hai ragione. Ma fino ad un certo punto
Io rimango dell'idea che i consumatori non sono tutelati. E che le autorità che devono farlo sono sempre ferme e non prendono provvedimenti.
Non sono per le scelte populiste, ma nemmeno per quello clamorosamente sbagliate.
la liberalizzazione delle ricariche telefoniche, che come giustamente è scritto nell'articolo ha fatto aumentare le tariffe, è uno scherzo propagandistico.
peggiore è liberalizzare i benzinai presso le COOP già attrezzate e far chiudere i piccolini. Con questa cosiddetta liberalizzazione, i grandi gruppi della GDO (grande distribuzione organizzata) uccideranno il mercato, e si creerà un cartello. Come liberalizzazione non mi sembra fatta molto bene, a meno che non si sia partecipi agli utili di COOP e CONAD, allora il discorso ha tutto un altro senso.
Ma ovviamente Bersani a questo non ha mai pensato, giusto?
In generale lo Stato ha dei costi esorbitanti per alcuni motivi, che di seguito vediamo:
1) abbiamo la più alta % al mondo di pubblico impiego per abitante, quindi la più grande burocrazia AL MONDO. Tutti questi stipendi costano.
2) siamo la nazione con la più alta % di leggi rispetto ai cittadini, inteso come numero. Abbiamo leggi contraddette da leggi successive, che poi vengono integrate e variate quasi mensilmente. Questo costa, perchè qualsiasi azienda si deve dotare di uno studio legale. E questo complica le cose sugli appalti pubblici, splendida la puntata di ieri sera di Report su Rai 3, e dimostra come tra noi e la Spagna gli appalti pubblici costino minimo il triplo, e durino 20 volte tanto.
3) abbiamo lo Stato (mentalità da socialismo reale) maggiore azionista di Alitalia, Ferrovie e tanto altro. Lo Stato deve vendere queste baracche e destinare il denaro alle classi meno abbienti.
5) lo scudo di burocrazia citato al punto 1 porta al non riuscire mai ad individuare un colpevole. Non è finita una strada e miliardi sono finiti nel cesso….Nessun colpevole. Mai. Troppe leggi, troppe possibilità di aggrapparsi a norme contraddittorie, e noi che paghiamo.
Lo Stato deve snellire la burocrazia, ridurre le leggi e semplificarle e vendere ciò che non è necessario al walfare (a che cazzo serve Alitalia?).
Sono d'accordo. E' un casino
Ok.. rivoglio i costi di ricarica…..
Sono sostanzialmente d'accordo con mattions, anche se quello che dice Mc non è affatto sbagliato.
Il problema principale è la tutela dei consumatori.
Si, l'abolizione delle ricariche è stato strumentalizzato dalla sinistra, si poteva fare assai prima. Ovvio che le compagnie si rifanno da qualche altra parte. Comunque non che le compagnie telefoniche se la passino male. In generale, in termini di denaro il 20% in meno nelle tasche di una famiglia possono mandarti sul lastrico, il 20% in meno nelle casse di vodafone non credo producano crisi, i loro bei miliardi se li fanno lo stesso.
Telecom: il paradosso Mc è proprio che sia un comico ad occuparsi di queste cose e non chi di dovere. Gli economisti evidentemente o hanno interessi o non hanno poteri. Questa è l'italia.
Io non sono contro il libero mercato, ma questo deve essere regolato e controllato in maniera indipendente da chi di dovere senza soccombere ai poteri economico-politici "sporchi" in modo da impedire a priori casi come questi. Poi si sa…fatta la legge trovato l'inganno, in questo gli italiani sono maestri
Chiud lo stess the gate 'cause fa corrent
You ignorant. We don't say "fa corrent", we say "it makes corrent". Do impar inglish
Scusate ma… vi rendete conto? La conclusione, pur se paradossale e scherzosa è: rivogliamo i costi di ricarica?
MC, ho scritto che era impossibile prevedere, nella legge, il divieto di aumento di tariffe, ci mancherebbe, che socialismo reale…
Ma questo fatto di addossare la colpa dei rialzi delle tariffe al Governo invece che alle compagnie telefoniche mi puzza tanto di "tifo politico"…
Nessuno incolpa il governo del rialzo delle tariffe. Non l'ho scritto e non lo penso. No, non rivoglio i costi di ricarica. Voglio manovre serie su lavoro a termine, pensioni, sanità, sicurezza sul lavoro, disimpegno militare all'estero, legge elettorale, regolamentazione degli spazi televisivi, conflitto d'interessi, procreazione assistita, diritti per coppie omosessuali e cosucce del genere.
Del tempo perso appresso a tassisti e costi di ricarica si dovrà rendere conto alla storia e all'elettorato.
Qui non si fa tifo politico. Io, personalmente, faccio propaganda per il non voto, come avrai avuto occasione di leggere.
Sono un uomo di sinistra, ho fatto militanza negli anni dal 75 all' 80, sono stato mazziato da quelli del fronte della gioventù e dai celerini, spesso insieme. E' per questo che questa sinistra all'acqua di rose e in combutta con i grandi interessi finanziari mi fa cagare.
Se lo fa Berlusconi non mi piace, ma me lo aspetto. Se lo fanno loro, io dico, "not in my name".
MC, pensi che il non voto possa cambiare le cose? Io temo invece che avrebbe un effetto ancor più distruttivo. A questo punto, se la scelta è non votare, meglio creare un nuovo partito destinato a prendere lo 0,00001%…
Io penso che sia necessaria una scossa forte e significativa. Non credo nella violenza perchè induce repressione e perchè è barbara ed incivile. Credo in un atto di disobbedienza civile. Se Ghandi è riuscito a far cadere l'impero Britannico, noi possiamo far cacare sotto quei quattro guitti che si sono impossessati del potere con un golpe alla camomilla.
Io mi rifiuto di andare a votare con quella legge elettorale da operetta.
Le energie spese per farci risparmiare i 5 euro della ricarica andavano investite meglio, ma molto meglio. Se rimangono lì non sarà nel mio nome.
Sono daccordo con mattions al 100% se le compagnie piangono miseria possono iniziare a fare meno pubblicità, che hanno rotto il cazzo alla grande.
MC… scusami ma da quanto tempo è che non abbiamo una riforma strutturale seria? Andando indietro negli anni trovo sempre mezze misure e mezze riforme. "Seria" nel senso delle giuste riforme che hai ricordato tu ed io aggiungerei anche una bella "sgrossata" alle spesa pubblica. La legge elettorale è orrida, i 5 anni di berlusconi ci hanno portato una legge sulle patenti a punti ed un'ondata di leggine e decreti fatti su misura…
Non sono assolutamente d'accordo sull'astensione dal voto. No. Dobbiamo votare e contemporaneamente trovare una valida alternativa a questi governanti. Ma tu, che hai più esperienza, spiegami come si fa a mandare a monte una cancrena così grossa di interessi economici come c'è oggi in Italia? Come si fa? Ma il non voto no! Il senso civico dovrebbe imporci di votare, di attivarci, di propagandare… E' notorio che non votare è votare la maggioranza…
Massimo,
una volta mi hai detto che ero un idealista. Leggendoti io penso lo stesso di te ma quando lo dico io è un complimento.
Votare vuol dire accettare il sistema. E il sistema non ha ne maggioranza ne opposizione. Vedi è un po' come il calcio. La gente sugli spalti a scannarsi e i giocatori a fingere di darsi a mazzate per poi andare a scopare le veline tutti insieme.
Votare e chi? Ma se anche quel vecchio bacucco di pannella che ci ha rotto i coglioni per anni sulla partitocrazia, ora che abbiamo la legge elettorale più schifosa e partitocratica del mondo, si sta zitto e pensa ai fatti suoi?
No, io non vado. Perchè non andare vuol dire io non vi riconosco e non riconosco il vostro ruolo. Vedi che sta accadendo in queste ore? Da una parte si bisticciano e dall'altra fanno comprare la telecom a silvione in modo che le cose restino in famiglia.
Opposizione, opposizione, opposizione. Col fatto che votare è un dovere civico ti fottono. Nel frattempo il voto l'hanno svuotato e sono loro a decidere chi mandare al parlamento. Io faccio così. Non mi fottono più, tanto la differenza tra berlusconi e questi io non l'ho percepita.
Penso anche io che non ci sia abbastanza tutela dei consumatori e se è un comico a mettere in risalto certe problematiche invece che chi di dovere ben venga, purchè se ne parli.
Bravo marco, meno pubblicità con superdivi strapagati e rientrano nel 20% perso.
Anche io sono stata promossa d'ufficio a wind senza scatto new (24 centesimi al minuto!). Cosa farò? Semplice: non userò più questa scheda per chiamare, se non verso il numero con cui ho una promo e solo per ricevere visto che ho l'autoricarica. Me la disattiveranno? Pazienza. Non cambierò piano tariffario al costo di 7 euro. Come me suppongo lo faranno in tanti portando altre perdite alla compagnia. Userò l'altra che ho e, almeno per ora, non ha fatto cambi di tariffa d'ufficio.
A me la tim non ha cambiato un bel niente, controllate bene il contratto potrebbe essere fuori legge cambiare piano senza consenso.
Comunque ora se non ricarichi la scheda per 12 mesi non te la disattivano più, altra postilla della legge che io adoro.
Adoro anche l'intervento di beppe grillo ai top manager della telecom, con le pezze al culo, dimettetevi è l'unica cosa positiva che potreste fare.
alcune considerazioni.
la differenza tra Berlusconi ed il Centro Destra in generale e questo governo è la diversa attenzione alla classe media.
Berlusconi non ha mai detto di essere il paladino degli operai, anche se qui a brescia la maggioranza votano Lega e FI, ma è stato chi ha favorito artigiani, professionisti e piccola e media impresa, ovvero il tessuto economico prevalente dell'italia.
Il Centro Sinistra si è presentato come il paladino degli operai, ai quali ha alzato le tasse, ed ha favorito la grandissima industria e la grande finanza.
ovvio che, chi ha votato sinistra perchè operaio o impiegato e convinto di votare chi doveva proteggere i propri interessi, sia rimasto deluso.
Berlusconi ha pochi appeal nella grande industria e finanza italiana, perchè non è un industriale storico come gli Agnelli, Pirelli e tutti i figli di Medio Banca.
Berlusconi è un relativamente nuovo ricco, ed è anche sbruffone, quindi ha irritato fin dal suo arrivo la vecchia classe industriale e finanziaria italiana.
Un elettore di centro sinistra dovrebbe domandarsi come mai:
1) Alessandro Profumo, AD di Unicredito, vota Prodi alle primarie.
2) Diego della Valle e De Benedetti si dichiarano "di sinistra" (coi miliardi)
3) Furio Colombo, ex presidente della Fiat USA è stato direttore dell'Unità.
E' quanto meno singolare pensare che gli interessi dell'amministratore delegato della più grande banca italiana, di due industriali enormi, coincidano con gli interessi degli impiegati ed operai sotto pagati che lavorano per le loro imprese.
Nonostante queste evidenze, il collante dell'Antiberlusconismo, senza se e senza ma, ha consentito di glissare su queste enormità e convincere la gente a votare Mortadella.
Che ora fa semplicemente il suo lavoro.
Fa fondere San Paolo IMI con Banca Intesa, creando la seconda più grande banca italiana, SOTTO SILENZIO.
Faccio notare che l'utile di questa banca è sufficiente a comperare TELECOM, quindi capiamo che la finanza finisce sui giornali SOLO QUANDO NON E' IMPORTANTE.
I veri affari si fanno in silenzio, Prodi docet.
Ed il Centro Sinistra, ovviamente, ha punito la classe che storicamente vota il Silvio, con una finanziaria indecorosa.
Ora, mi sembra quando il puffo Quattrocchi (da bambino li guardavo tutti i giorni) diceva agli altri puffi "Te l'avevo detto", ma quanto accaduto era ampiamente prevedibile.
La risposta però non è il non voto. I partiti vivono dei nostri voti, e se si vuole far cambiare le cose bisogna fare politica attiva, e far arrivare il messaggio che la base è distante su certe idee e che il partito rischia di perdere i voti.
Io personalmente voto Lega ma sono contrario alle prese di posizione sui DI.CO e sull'etica personale in generale, e non sono il solo, tanto è vero che la Lega ha fatto retromarcia.
Ma perchè in realtà alla base non frega un cazzo, ci sono tanti gay che votano Lega, e non si perdono i voti.
Ed il Silvio sta facendo retromarcia, perchè con due sponsor gay come Dolce & Gabbana di Forza Italia, ha capito che prende più voti dai gay che dai cattolici integralisti, che fortunatamente sono quattro gatti e votano Casini.
Il voto è essenziale ma è essenziale che il partito che votiamo sia chiaramente a conoscenza delle idee di chi lo vota e di come rischi di perderci.
E' opportunismo ovviamente, ma se tutti i gay italiani promettessero a Casini di votarlo, o a Mastella, ovviamente direbbero sì ai DI.CO.
MC… please… la differenza tra Silvio e questi non l'hai percepita?
Nemmeno io, ma preferisco questi (tappandomi il naso che il fetore sta aumentando…).
Giusto per chiarire io non voglio i costi di Ricarica. Io non voglio pagare milioni la pubblicità. Se adesso guadagnano valanghe di soldi che si riducano gli stipendi.
Ma dove sta scritto che devo pagare un'enormità per telefonare?
Inoltre vorrei far notare che è Berlusconi aveva mafiosi a casa. Io dovrei votare uno del genere?
Non credo. Gente collusa con la mafia non la voto. E' il primo punto. Su tutto.
MC, se non si avrà un quorum del 20-30 %, è difficile far capire ai gatti silvestro che non li vogliamo più (e sul fatto che hanno scassato la minchia siamo tutti d'accordo). Le nostre istanza, lo sai bene, non arrivano a Palazzo, non sentono e basta. La violenza perciò non è del tutto da scartare, è soltanto impraticabile. Come disse tusaichi, siamo un popolo di platinati fotomodelli.
fino al punto del voto, marco p. mi vede sostanzaialmente d'accordo: mi ricollego all'esempio di mattions con questa frase detta da "il silvio", che evidentemente è stata dimenticata, ma che personalmente non scorderò mai:
"Noi non vogliamo che il figlio di un operaio e il figlio di un imprenditore siano uguali".
Nulla da aggiungere
Peccato che dimentichi di dire che il "costo di ricarica" era un'anomalia tutta italiana rappresentata da un cartello in barba alle più elementari regole del libero mercato. In pratica gli operatori telefonici si erano accordati avendo tutti questo "balzello" evitando di farsi concorrenza.
La cosa è stata vagliata dall'Agcom e dall'Antitrust che ci hanno lavorato per diversi mesi arrivando alla stessa conclusione poi messa in pratica da Bersani (ovvero l'abolizione di quest'assurdità).
@Luca
Peccato che tu ti sia dimenticato di leggere i commenti precedenti.