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IL Fascino Discreto del Costo di Ricarica

16 aprile, 2007 di mc  
Archiviato in Chiamiamola Economia



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Qualche anno fa, una quindicina credo, circolava nelle reti private un personaggio a nome Giorgio Mendella. Iniziò con la più classica delle televendite: elettrodomestici, telefoni, pentole, piatti e bicchieri in cristallino, “al 18% di piombo, mi raccomando, non come gli altri che ve li vendono al 24%“, omettendo accuratamente di dire che quello al 24% è un cristallo di qualità superiore. Trasmissione dopo trasmissione, la natura dei prodotti venduti iniziò lentamente a cambiare. Si iniziò con le case in Romania e si approdò agli investimenti. Costui proponeva “pacchetti di investimento” che una volta acquistati, garantivano, ripeto, garantivano, interessi mensili fino al 30%. La cosa ebbe un successo colossale. Le trasmissioni presero ad ospitare persone che dichiaravano il successo dell’iniziativa e si arrivò a organizzare convention negli stadi dove felici investitori invitavano tutti ad entrare nel business.
Poi la bolla scoppiò. Il sistema funziona così: si pagano gli interessi ai primi investitori con i soldi di quelli nuovi che arrivano. Così si ha un grosso numero di clienti soddisfatti che fanno in modo che tanti altri entrino nel gioco. La cosa esplode quando gli investitori delle generazioni successive, non solo non incassano gli interessi ma perdono anche il capitale. E non può essere diversamente, perchè non esistono attività lecite che rendono il 30% al mese. Punto. Ricordo che rimasero vittima di questa frode anche Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, il cui ingresso nel business aveva avuto un enorme valore promozionale.
E’ la più classica delle frodi finanziarie e si basa sul principio di pagare i debiti contraendo sempre più debiti, fino al fallimento totale del sistema.
Secondo me, questo è il sistema che sta adottando la classe politica italiana per gestire il nostro paese. Non faccio differenze tra destra, sinistra e centro. Il sistema è trasversale.
Qualche settimana fa, l’attuale governo ha presentato la seconda tranche di liberalizzazioni. Fra queste spiccava l’abolizione dei costi di ricarica sui cellulari. L’evento è stato festeggiato come una grande vittoria nei confronti delle compagnie telefoniche. Questa abolizione ha portato un grosso incasso, esclusivamente in termini di popolarità ovviamente, al promotore dell’iniziativa, signor Andrea D’Ambra, il cui nome pregevole, ma sconosciuto, è balzato agli onori delle cronache e al governo in carica che ha legato la propria immagine ad un provvedimento così popolare, o forse sarebbe meglio dire populista.
Nessuno ha pensato che in questo modo, le aziende di telefonia avrebbero dovuto rinunciare senza ristrutturarsi o modificare le loro politiche, ad un attivo dei loro bilanci stimabile fra il 15 ed il 20%, cosa che, finanziariamente, non è possibile, punto.
In effetti, oggi Repubblica on line pubblica un articolo dove si legge che tutti i gestori hanno ritoccato le loro tariffe in maniera peggiorativa per il consumatore.
Sono certo che i guru finanziari delle compagnie telefoniche hanno studiato le cose in modo da avere un vantaggio dalla vicenda continuando a piangere miseria. E la cosa non poteva andare diversamente, perchè in natura nulla si crea e nulla si distrugge e da qualche parte questo denaro doveva rientrare.
In pratica Bersani ed il suo giovane ispiratore hanno ottenuto un aggio contraendo un debito che è toccato a tutti pagare, compreso il sottoscritto promosso d’ufficio a “wind senza scatto new”. Sarà anche suggestivo vedere in che modo questi aumenti influiranno sull’indice di inflazione che da anni beneficiava del contenimento delle tariffe telefoniche.
Lo stesso sistema è stato utilizzato dal governo precedente, quando ha diminuito leggermente le tasse e nello stesso tempo ha drasticamente ridotto il danaro che lo stato centrale trasferiva a regioni e comuni.  Questo ha comportato un aumento delle tasse locali e delle tariffe per i servizi pubblici che, probabilmente, è stato superiore al vantaggio derivante dalla riduzione delle aliquote.
Se in questo paese siamo arrivati al punto che l’assemblea degli azionisti della più grande compagnia di telecomunicazioni del paese è palcoscenico per spettacoli di cabaret, vuol dire che il sistema di farsi belli scaricando i debiti su quelli che verranno dopo è sbagliato. Chi pensa al vantaggio immediato e non si preoccupa delle conseguenze non è un politico, è un opportunista.
Ricordiamoci che domani toccherà ai nostri figli vivere in questa nazione. Ne sanno qualcosa i figli di quelli che sono andati in pensione a quaranta anni e adesso si trascinano tra un co.co.co. e l’altro senza speranza di vederla la pensione. Nemmeno a settanta di anni.

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Comments

30 Risposte a “IL Fascino Discreto del Costo di Ricarica”
  1. mattions scrive:

    Non ci siamo.
    Non sono d’accordo.
    CI sono tante cose sbagliate in questo paese, ma non vediamo sempre l’errore ovunque, quando l’errore non c’è.

    Le ricariche:
    La ricarica telefonica era una pratica tutta italiana. In tutta Europa non c’era questo tipo di approccio. L’iniziativa, partita dal basso con una petizione on-line, è stato uno degli esempi di maggiore di partecipazione democratica che ha portato un risultato tangibile.

    Sul fatto che è stato incluso nel decreto Bersani, invece che imposto dall’AGCOM è una stortura di questo paese, è soltanto una captatio benevolentiae.

    Se i gestori ritoccano le tariffe perché vogliono guadagnare quanto prima, questo non deve essere permesso. Prima sia chiaro, rubavano. punto.
    Quindi è assolutamente fuori di ogni logica. Erano dei proventi illeciti.

    Soltanto in Italia gli sms costano 20 centesimi, mentre all’estero ne costano 4,5. Quindi se le compagnie telefoniche fanno cartello e lucrano sugli utenti dovrebbe intervenire l’AGCOM.

    Si, l’AGCOM non è attivissima, come ptete immaginare. Quindi nessuno dovrà pagare l’errore di qualcuno, le compagnie telefoniche vedranno ridimensionato il loro buisiness.

    Telecom:

    Su Telecom vorrei spezzare una lancia a favore di Beppe Grillo. E’ vero che è un comico, tuttavia le battaglie sociali ed ideologiche che ha abbracciato, sono molto ma molto serie ed importanti, alle quali sta facendo da cassa di risonanza. Mi sembra un ottima cosa.

    Se devo giudicare una persona dalle sue idee e dalle sue azioni, invece che dal suo lavoro nominale, allora preferisco mille Beppe Grillo che altri.

    Discorso diverso và fatto invece per DiPietro, che è stato l’unico Ministro che ha detto chiaramente che le scatoli cinesi finanziarie devono essere evitate, che i piccoli azionisti devono essere difesi, mentre tutti gli altri ripetono il ritornello “Telecom deve restare italiana” …

    In Italia manca il buon senso.

    Come fai a controllare una cosa con solo il 18 % di una cosa? Se succede una cosa del genere, penso che s possa essere d’accordo sul fatto che è un abominio e che deve essere cambiato al + presto.

  2. Massimo71 scrive:

    Buongiorno. MC sono d’accordo con te sul fatto che questo provvedimento dell’abolizione dei costi di ricarica possa essere visto come populista e, aggiungo, demagogico, quindi come una sorta di una auto-promozione del governo. Non sono d’accordo con te sul fatto che le grandi multinazionali telefoniche si debbano vedere costrette a fare quello che hanno fatto.
    1) Esse dovrebbero, come il povero, indifeso e soprattutto debole cittadino italiano, rispettare la legge senza farsi forza del servizio che offrono e quindi accollando i costi all’utente finale;
    2) Esse multinazionali, vedi Wind, non solo hanno aumentato le tariffe nuove ma hanno abolito, rimodulando, cioè cancellando quelle vecchie!
    3)Questo comportamento prevaricatore, arrogante e spropositato delle compagnie telefoniche perchè deve essere “accollato” in ultima analisi al Governo (che pur ha creato questo mostriciattolo)?
    4)E’ di tutta evidenza che la legge doveva prevedere, per essere fatta bene, il divieto di ritocco delle tariffe, cosa quasi impossibile…
    5)Scrivete, per favore, se ne siete a conoscenza di comportamenti quali quelli di Tele2 che sta cambiando, senza contratti reali, i contratti telefonici a milioni di italiani i quali si vedono poi proiettati dentro ad una specie di incubo…
    In sintesi: chi è il “vero” cattivo?

  3. lameduck scrive:

    La gatta frettolosa partorisce gattini ciechi. E la fretta deriva dal populismo che promette mari e monti senza controllare se c’è la copertura.
    Populismo come malattia della destra che contagia ormai anche la sinistra.

  4. Massimo71 scrive:

    Lameduck, scusa, ma quando il Governo ci aumenta le tasse, a noi cittadini, secondo te verificano che ci sia “copertura”?
    Io penso che la legge, anche mal fatta, debba essere rispettata, soprattutto nell’anima. E non trovare sempre scappatoie all’italiana (vedi Wind e compagnia bella) per fare i furbetti “mòtefregoio”.

  5. MenteCritica scrive:

    @Mattions
    Ricariche
    L’italia è stato uno dei primi paesi al mondo ad introdurre il prepagato ed il primo in europa. Il costo di ricarica era giustificato dalla necessità di mettere su un sistema che gestisse una cosa così innovativa come il traffico senza abbonamento. Quando, nel seguito, i costi sono stati ammortizzati, il costo di ricarica è rimasto e le tariffe si sono adeguate di conseguenza. All’estero, quando hanno implementato il sistema, hanno trovato già la strada spianata e hanno spalmato i costi sul traffico, tanto è vero che in Italia, aparte gli sms, il traffico prepagato, comprensivo di costi di ricarica, era nella fascia medio bassa dei costi europei.
    E’ significativo che lo stesso decreto sulle liberalizzazioni non abbia abolito la tassa governativa di concessione che pesa sugli abbonamenti. Quello che andava alle aziende è stato tagliato, quello che andava al governo no.
    Le aziende non guadagnano poco o molto. Guadagnano quello che il mercato gli permette di guadagnare. Se vendono un servizio a 100 e la gente lo compra, loro continuano a venderlo a 100 e magari provano a venderlo a 110. Se il servizio diventa caro la gente non lo compra più e il mercato si regola. Intervenire per decreto sul guadagno delle aziende puzza di socialismo reale.
    I flussi di cassa sono quelli sui quali si basa la vita di un’azienda. Sulla base di questi flussi si assume personale, si fanno investimenti, si pianificano operazioni industriali. Decurtare il flusso di cassa del 20%, da un momento all’altro, non può che provocare la necessità di far entrare il danaro da un’altra parte. E’ una legge economica, non e’ ne giusta ne sbagliata. E’ semplicemente così.
    Quindi quando si sono aboliti i costi di ricarica si stava ottenendo popolarità facendola pagare a terzi. Loro lo sapevano benissimo.
    Telecom:
    Non ho niente contro Grillo. Mi sembra paradossale che una situazione come quella della Telecom debba essere affrontata da un comico e non da un economista. Tutto qui. Comunque, se devo dirla tutta, credo che Grillo sia uno di quei Padre Pio della sinistra come Gino Strada, ma questa è solo la mia opinione.

    @Massimo71
    Ribadisco che impedire aumenti per legge è socialismo reale.
    Per tele2 ci ha già pensato un membro della nostra redazione. Vedi qui:
    http://www.doxaliber.it/non-scegliere-tele-2-come-operatore-unico-o-rimarrai-senza-adsl/479

  6. mattions scrive:

    @MenteCritica Tu hai ragione. Ma fino ad un certo punto :)

    Io rimango dell’idea che i consumatori non sono tutelati. E che le autorità che devono farlo sono sempre ferme e non prendono provvedimenti.

    Non sono per le scelte populiste, ma nemmeno per quello clamorosamente sbagliate.

  7. marco panattoni scrive:

    la liberalizzazione delle ricariche telefoniche, che come giustamente è scritto nell’articolo ha fatto aumentare le tariffe, è uno scherzo propagandistico.

    peggiore è liberalizzare i benzinai presso le COOP già attrezzate e far chiudere i piccolini. Con questa cosiddetta liberalizzazione, i grandi gruppi della GDO (grande distribuzione organizzata) uccideranno il mercato, e si creerà un cartello. Come liberalizzazione non mi sembra fatta molto bene, a meno che non si sia partecipi agli utili di COOP e CONAD, allora il discorso ha tutto un altro senso.

    Ma ovviamente Bersani a questo non ha mai pensato, giusto?

    In generale lo Stato ha dei costi esorbitanti per alcuni motivi, che di seguito vediamo:

    1) abbiamo la più alta % al mondo di pubblico impiego per abitante, quindi la più grande burocrazia AL MONDO. Tutti questi stipendi costano.

    2) siamo la nazione con la più alta % di leggi rispetto ai cittadini, inteso come numero. Abbiamo leggi contraddette da leggi successive, che poi vengono integrate e variate quasi mensilmente. Questo costa, perchè qualsiasi azienda si deve dotare di uno studio legale. E questo complica le cose sugli appalti pubblici, splendida la puntata di ieri sera di Report su Rai 3, e dimostra come tra noi e la Spagna gli appalti pubblici costino minimo il triplo, e durino 20 volte tanto.

    3) abbiamo lo Stato (mentalità da socialismo reale) maggiore azionista di Alitalia, Ferrovie e tanto altro. Lo Stato deve vendere queste baracche e destinare il denaro alle classi meno abbienti.

    5) lo scudo di burocrazia citato al punto 1 porta al non riuscire mai ad individuare un colpevole. Non è finita una strada e miliardi sono finiti nel cesso….Nessun colpevole. Mai. Troppe leggi, troppe possibilità di aggrapparsi a norme contraddittorie, e noi che paghiamo.

    Lo Stato deve snellire la burocrazia, ridurre le leggi e semplificarle e vendere ciò che non è necessario al walfare (a che cazzo serve Alitalia?).

  8. mattions scrive:

    Sono d’accordo. E’ un casino :)
    Ok.. rivoglio i costi di ricarica…..

  9. Emanuele scrive:

    Sono sostanzialmente d’accordo con mattions, anche se quello che dice Mc non è affatto sbagliato.
    Il problema principale è la tutela dei consumatori.
    Si, l’abolizione delle ricariche è stato strumentalizzato dalla sinistra, si poteva fare assai prima. Ovvio che le compagnie si rifanno da qualche altra parte. Comunque non che le compagnie telefoniche se la passino male. In generale, in termini di denaro il 20% in meno nelle tasche di una famiglia possono mandarti sul lastrico, il 20% in meno nelle casse di vodafone non credo producano crisi, i loro bei miliardi se li fanno lo stesso.
    Telecom: il paradosso Mc è proprio che sia un comico ad occuparsi di queste cose e non chi di dovere. Gli economisti evidentemente o hanno interessi o non hanno poteri. Questa è l’italia.
    Io non sono contro il libero mercato, ma questo deve essere regolato e controllato in maniera indipendente da chi di dovere senza soccombere ai poteri economico-politici “sporchi” in modo da impedire a priori casi come questi. Poi si sa…fatta la legge trovato l’inganno, in questo gli italiani sono maestri

  10. MenteCritica scrive:

    Ok.. rivoglio i costi di ricarica…..

    :-) Too late. The buois scapped already.

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