Il Falso Tecnico di Boeri 2


Boeri: “accusarmi di fare politica, una sciocchezza colossale”

Così recita il titolo di un articolo di Repubblica oggi on line. Il link lo troverete nei commenti, ma per leggerlo dovrete cacciare i soldi perché è uno degli articoli a pagamento. Stranamente, Repubblica.it si è convinta di non essere solo un house organ. ma di produrre contenuti che vale la pena di pagare per leggere. Ormai il 90% del materiale esposto sul sito è soggetto alla sottoscrizione di un abbonamento.
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Ciò doverosamente premesso, veniamo al merito. Io l’intervista l’ho letta perché la provincia nella quale risiedo, bontà sua, mi mette a disposizione un accesso gratuito on line ai maggiori quotidiani italiani. Questo mi consente di continuare la tradizione iniziata con le belle pubblicazioni che mi forniva mia madre, bontà sua. Il passo dell’intervista sul quale mi vorrei concentrare è il seguente. Nell’intervista è un virgolettato

«Siamo tutti d’accordo che va contrastata quella irregolare, ma l’unico modo per farlo è aumentare quella regolare». Altro che muri alzati e porti chiusi. «In Italia c’è una forte domanda di lavoro immigrato», e i migranti fanno «tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare». Oggi nei lavori manuali non qualificati il 36% degli occupati sono stranieri, solo l’8% italiani. La questione non è ideologica, ma demografica: «Se azzeriamo l’immigrazione, in una legislatura perdiamo 700 mila persone under 34». Chi paga la protezione sociale?”

Boeri dice di fare considerazioni tecniche e di non fare politica. Ci può stare a giocare il ruolo del tecnico, ma io sono esperto del campo e per fare il tecnico bisogna sapere dove fermarsi quando si parla.
Da tecnico lui è tenuto ad esporre il problema, ma la soluzione è una scelta politica, non tecnica. Mi spiego: se esiste, come sicuramente esiste, questo scompenso tra contributi versati e pensioni erogate, è possibile individuare una serie di soluzioni politiche al problema tecnico. “La questione non è ideologica, ma demografica” si scrive nell’intervista. Allora, si può favorire l’immigrazione regolare per tamponare il problema contingente e nello stesso tempo fare una politica seria di incentivazione alla natalità come quella dei francesi a cui non bisogna invidiare la coppa del mondo, ma il fatto che un bambino “rende” ad una famiglia una quota mensile fino ai venti anni di età, senza contare il bonus nascita e provvidenze accessorie in termini di asili nido e servizi di assistenza. Sistemi analoghi sono in atto in Germania e Danimarca, per esempio e, non a caso, in questi paesi la natalità è molto più alta che in Italia. Quelli che pagheranno le pensioni domani, questa gente se li produce in casa senza nemmeno bisogno dello spot della Chicco. Non dico che sia una soluzione migliore, dico solo che è una soluzione politica complementare.

Un’altra soluzione politica potrebbe essere quella di decidere una restrizione delle competenze sociali dell’INPS creando un altro ente che gestisca le pensioni assistenziali che, attualmente, rappresentano un capitolo di spesa importante e sono finanziate con i contributi dei lavoratori. Non dico che intervenire sulle indennità di accompagnamento sia una soluzione migliore, Dico che è una soluzione politica ad un problema tecnico.

In pratica, il tecnico deve limitarsi ad indicare l’esistenza di un problema ed a tracciare i requisiti che la soluzione deve soddisfare. La scelta di come risolverlo, se non esiste una sola alternativa, è della politica che, secondo costituzione, rappresenta la volontà degli elettori.

Quindi, quando Boeri dice che per pagare le pensioni servono gli immigrati, senza dire che, almeno teoricamente, esistono soluzioni alternative o complementari, non fa il tecnico, fa politica ed abusa della sua posizione.

Per chi si chiede che senso abbia la foto che illustra questa nota, la risposta è la seguente: Ci sarebbero da fare battute ironiche su “i lavori che gli italiani non vogliono più fare” e sull’entità dei contributi versati dagli “imprenditori” oggetto dell’inchiesta, ma sarebbero banali e ve le risparmio. Vi faccio solo riflettere sulle 18 persone decedute in pochi mesi e sulla valutazione del “costo sociale” indotto dall’importazione di malavita derivata da disagio relazionale e disoccupazione. Da tecnico, non mi permetterei di esprimere giudizi netti senza prima disporre di stime su questa componente del fenomeno. Boeri, che tecnico non è, lo fa. Come un Salvini qualsiasi, ma con la maglietta di colore diverso.


2 commenti su “Il Falso Tecnico di Boeri

  • fma

    Si racconta che nella piazza di Cuneo avessero scavato delle gran buche per mettere a dimora degli alberi, che facessero ombra sul sagrato della chiesa. A cose fatte gli alberi erano un bel vedere, ma i mucchi di terra residui ai piedi delle piante davano fastidio e sporcavano le scarpe a chi usciva da messa. Venne radunato il popolo affinché ognuno dicesse la sua, per scegliere la migliore. Vinse un tale, un bisavolo di Boeri suppongo, che propose di scavare un bucone, grande abbastanza da contenere tutta la terra delle buche.
    Ora il nipotino propone di aggiungere altra popolazione, per poter pagare le pensioni alla popolazione esistente.

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