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	<title>Commenti a: Il Dovere e il Coraggio</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 11:45:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Giovanni Falcone</title>
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		<dc:creator>Giovanni Falcone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:57:37 +0000</pubDate>
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		<description>CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E REPRESSIONE, COSCIENZA CIVILE E PREVENZIONE
“Prevenire è meglio che reprimere”.

Introduco il ragionamento di oggi con un motto tanto semplice a dirsi quanto difficile da realizzarsi.

Lo diciamo sempre, lo diciamo tutti, nel mentre la criminalità organizzata imperversa ed appare sempre più spavalda ed invincibile. In alcune aree geografiche del nostro Paese tutto sembra più difficile, l’antistato spadroneggia, l’economia annaspa, le Istituzioni latitano, discutono, stentano ad imporsi.

Le ultime notizie provenienti dall’area partenopea e dal circondario di Napoli in particolare, stanno li a dimostrarlo. Forse è solo una spia, un segnale di un malessere sociale, economico e soprattutto culturale più diffuso. Non si può e non si deve sottovalutare, bisogna reagire, dobbiamo reagire.

Dobbiamo innanzitutto chiederci quali sono le maggiori difficoltà per non riuscire a prevenire e, per certe tipologie di reati (come l’estorsione, l’usura, lo sfruttamento minorile, le truffe alla Pubblica Amministrazione, le false fatturazioni etc), neanche a reprimere, considerando le ultime statistiche ufficiali del Ministero degli Interni che hanno registrato una crescita esponenziale di tali fattispecie criminose.

La “repressione” costituisce, forse, la strada più semplicistica, almeno in apparenza, in quanto trattasi di coordinare il lavoro di sole due Istituzioni: Le Forze dell’Ordine e la Magistratura.

La “prevenzione”, invece, richiede lo sforzo e l’impegno di tutti, il coordinamento sembra più complesso e difficile, in quanto coinvolge la Pubblica Amministrazione, le Forze Politiche, le Istituzioni creditizie, l’Associazionismo, le Organizzazioni sindacali, il Volontariato, la Chiesa,la Famiglia ed infine il comune cittadino.
Nessuno può chiamarsi fuori, tutti sono tenuti, pur sotto diverse forme, a dare il proprio contributo per sconfiggere o almeno contenere questa illegalità diffusa.

Con quali modalità concrete, ad ogni livello e senza demagogia, possiamo immaginare di collaborare: facendo semplicemente il proprio dovere, tanto come genitori quanto come imprenditori o comuni cittadini, anche attraverso la denuncia dei soprusi, la ribellione al racket, superando quel senso di omertà che ancora accompagna significative parti della società civile.

Osservando il fenomeno, da spettatori interessati, notiamo:

• Una microcriminalità che, molto spesso, nasconde un disagio all’interno della famiglia, frequentemente alimentate da problemi economici, con il conseguente abbandono anzitempo della scuola da parte dei figli insieme alla perenne precarietà lavorativa dei genitori;

• Una macrocriminalità che, invece, sovente, sottende una collusione nella Pubblica Amministrazione, attraverso Appalti pubblici pilotati, finanziamenti statali per iniziative imprenditoriali esistenti solo sulla carta, o comunque ben al di sopra dei costi realmente sostenuti.

Senza voler sembrare troppo semplicistici, se fossi un’Autorità napoletana, seguirei alcune elementari priorità:
• Affronterei subito il problema dello “smaltimento dei rifiuti solidi urbani” che tanto danno economico e sociale ancora oggi arreca alle comunità locali;
• Recupererei, attraverso mirati investimenti aventi una finalità socio culturale, le aree periferiche urbane, in genere molto degradate; 
• Istituirei una banca dati patrimoniale dei dipendenti pubblici, avuto riguardo, in particolare, a quelle categorie professionali maggiormente a rischio di collusione con fenomeni criminali;
• Controllerei le transazioni immobiliari degli ultimi due anni, verificando la capacità economica degli acquirenti, ovvero le modalità di pagamento e l’origine della provvista necessaria all’operazione;
• Analogo controllo sulle transazioni di quote sociali e/o pacchetti azionari di attività economiche avviate o trasferite sul territorio;
• Istituirei, ove non già esistente, un Osservatorio Regionale sugli appalti pubblici, creando un’apposita task force preposta al controllo delle procedure e aggiudicazioni;
• Introdurrei, per particolari situazioni patrimoniali di valore rilevante, la inversione dell’onere della prova in capo al detentore della ricchezza, soprattutto se questi risulta privo di un adeguato profilo soggettivo idoneo a giustificare la provenienza della risorsa finanziaria (attività economica svolta, redditi dichiarati, pregiudizi penali etc.);
• Sensibilizzerei ulteriormente tutto il “Sistema creditizio” ad una maggiore e più qualificata collaborazione attiva, relativamente a fenomeni di riciclaggio di denaro sporco;
• Qualificherei il personale preposto alla repressione (Forze dell’Ordine e Magistratura) con appositi Stage mirati, per meglio comprendere e seguire i flussi finanziari;
• Motiverei, anche economicamente, le Forze dell’Ordine destinate ad attività di Intelligence su determinate aree geografiche del Paese, risultate particolarmente inquinate dalla presenza della criminalità organizzata, incrementando, nel contempo, la presenza fisica del c.d. “Poliziotto di quartiere”.

Da ultimo, voglio qui ricordare, per concludere, l’anonimo messaggio scritto su un muro di Palermo in occasione dell’uccisione del compianto Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, illustre Prefetto di quella bellissima città siciliana: “”Qui è morta la speranza dei palermitani onesti””.
Tutti sappiamo che, successivamente, prima con la Legge nr.646/82 (denominata Rognoni/La Torre), pensata per assalire i patrimoni mafiosi, successivamente con la Legge 306/92 nata dopo le stragi “Falcone-Borsellino” e la contestuale legge sui cc.dd. pentiti, grossissimi passi avanti sono stati compiuti nella lotta alla delinquenza mafiosa. 
 

Abbiamo visto che quando lo Stato si muove, qualcosa succede.

Oggi, vorrei tanto leggere negli sguardi dei connazionali napoletani: “”Qui è rinata semplicemente la voglia di vivere””.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E REPRESSIONE, COSCIENZA CIVILE E PREVENZIONE<br />
“Prevenire è meglio che reprimere”.</p>
<p>Introduco il ragionamento di oggi con un motto tanto semplice a dirsi quanto difficile da realizzarsi.</p>
<p>Lo diciamo sempre, lo diciamo tutti, nel mentre la criminalità organizzata imperversa ed appare sempre più spavalda ed invincibile. In alcune aree geografiche del nostro Paese tutto sembra più difficile, l’antistato spadroneggia, l’economia annaspa, le Istituzioni latitano, discutono, stentano ad imporsi.</p>
<p>Le ultime notizie provenienti dall’area partenopea e dal circondario di Napoli in particolare, stanno li a dimostrarlo. Forse è solo una spia, un segnale di un malessere sociale, economico e soprattutto culturale più diffuso. Non si può e non si deve sottovalutare, bisogna reagire, dobbiamo reagire.</p>
<p>Dobbiamo innanzitutto chiederci quali sono le maggiori difficoltà per non riuscire a prevenire e, per certe tipologie di reati (come l’estorsione, l’usura, lo sfruttamento minorile, le truffe alla Pubblica Amministrazione, le false fatturazioni etc), neanche a reprimere, considerando le ultime statistiche ufficiali del Ministero degli Interni che hanno registrato una crescita esponenziale di tali fattispecie criminose.</p>
<p>La “repressione” costituisce, forse, la strada più semplicistica, almeno in apparenza, in quanto trattasi di coordinare il lavoro di sole due Istituzioni: Le Forze dell’Ordine e la Magistratura.</p>
<p>La “prevenzione”, invece, richiede lo sforzo e l’impegno di tutti, il coordinamento sembra più complesso e difficile, in quanto coinvolge la Pubblica Amministrazione, le Forze Politiche, le Istituzioni creditizie, l’Associazionismo, le Organizzazioni sindacali, il Volontariato, la Chiesa,la Famiglia ed infine il comune cittadino.<br />
Nessuno può chiamarsi fuori, tutti sono tenuti, pur sotto diverse forme, a dare il proprio contributo per sconfiggere o almeno contenere questa illegalità diffusa.</p>
<p>Con quali modalità concrete, ad ogni livello e senza demagogia, possiamo immaginare di collaborare: facendo semplicemente il proprio dovere, tanto come genitori quanto come imprenditori o comuni cittadini, anche attraverso la denuncia dei soprusi, la ribellione al racket, superando quel senso di omertà che ancora accompagna significative parti della società civile.</p>
<p>Osservando il fenomeno, da spettatori interessati, notiamo:</p>
<p>• Una microcriminalità che, molto spesso, nasconde un disagio all’interno della famiglia, frequentemente alimentate da problemi economici, con il conseguente abbandono anzitempo della scuola da parte dei figli insieme alla perenne precarietà lavorativa dei genitori;</p>
<p>• Una macrocriminalità che, invece, sovente, sottende una collusione nella Pubblica Amministrazione, attraverso Appalti pubblici pilotati, finanziamenti statali per iniziative imprenditoriali esistenti solo sulla carta, o comunque ben al di sopra dei costi realmente sostenuti.</p>
<p>Senza voler sembrare troppo semplicistici, se fossi un’Autorità napoletana, seguirei alcune elementari priorità:<br />
• Affronterei subito il problema dello “smaltimento dei rifiuti solidi urbani” che tanto danno economico e sociale ancora oggi arreca alle comunità locali;<br />
• Recupererei, attraverso mirati investimenti aventi una finalità socio culturale, le aree periferiche urbane, in genere molto degradate;<br />
• Istituirei una banca dati patrimoniale dei dipendenti pubblici, avuto riguardo, in particolare, a quelle categorie professionali maggiormente a rischio di collusione con fenomeni criminali;<br />
• Controllerei le transazioni immobiliari degli ultimi due anni, verificando la capacità economica degli acquirenti, ovvero le modalità di pagamento e l’origine della provvista necessaria all’operazione;<br />
• Analogo controllo sulle transazioni di quote sociali e/o pacchetti azionari di attività economiche avviate o trasferite sul territorio;<br />
• Istituirei, ove non già esistente, un Osservatorio Regionale sugli appalti pubblici, creando un’apposita task force preposta al controllo delle procedure e aggiudicazioni;<br />
• Introdurrei, per particolari situazioni patrimoniali di valore rilevante, la inversione dell’onere della prova in capo al detentore della ricchezza, soprattutto se questi risulta privo di un adeguato profilo soggettivo idoneo a giustificare la provenienza della risorsa finanziaria (attività economica svolta, redditi dichiarati, pregiudizi penali etc.);<br />
• Sensibilizzerei ulteriormente tutto il “Sistema creditizio” ad una maggiore e più qualificata collaborazione attiva, relativamente a fenomeni di riciclaggio di denaro sporco;<br />
• Qualificherei il personale preposto alla repressione (Forze dell’Ordine e Magistratura) con appositi Stage mirati, per meglio comprendere e seguire i flussi finanziari;<br />
• Motiverei, anche economicamente, le Forze dell’Ordine destinate ad attività di Intelligence su determinate aree geografiche del Paese, risultate particolarmente inquinate dalla presenza della criminalità organizzata, incrementando, nel contempo, la presenza fisica del c.d. “Poliziotto di quartiere”.</p>
<p>Da ultimo, voglio qui ricordare, per concludere, l’anonimo messaggio scritto su un muro di Palermo in occasione dell’uccisione del compianto Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, illustre Prefetto di quella bellissima città siciliana: “”Qui è morta la speranza dei palermitani onesti””.<br />
Tutti sappiamo che, successivamente, prima con la Legge nr.646/82 (denominata Rognoni/La Torre), pensata per assalire i patrimoni mafiosi, successivamente con la Legge 306/92 nata dopo le stragi “Falcone-Borsellino” e la contestuale legge sui cc.dd. pentiti, grossissimi passi avanti sono stati compiuti nella lotta alla delinquenza mafiosa. </p>
<p>Abbiamo visto che quando lo Stato si muove, qualcosa succede.</p>
<p>Oggi, vorrei tanto leggere negli sguardi dei connazionali napoletani: “”Qui è rinata semplicemente la voglia di vivere””.</p>
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	<item>
		<title>Di: WilliSchirò</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17551</link>
		<dc:creator>WilliSchirò</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 14:12:17 +0000</pubDate>
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		<description>La mafia secondo me oggi esiste e magari è anche più forte di un tempo proprio perchè non lo sappiamo e non la vediamo più chiaramente. Una cosa però è certa: con Giovanni Falcone la mafia è stata messa in ginocchio per la prima volta nel corso di tutta la sua storia, al maxiprocesso. Inoltre, dopo la morte di Falcone e Borsellino, le persone hanno finalmente aperto gli occhi e oggi hanno voglia di combattere. é grazie a Giovanni Falcone che io oggi conosco la mafia in tutti i suoi punti e in tutte le sue regole ed è grazie a lui che, anche se ora è diventata invisibile, io la vedo lo stesso e voglio combatterla. é per questo che Giovanni ha vinto e la mafia ha perso. Ora tocca a noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mafia secondo me oggi esiste e magari è anche più forte di un tempo proprio perchè non lo sappiamo e non la vediamo più chiaramente. Una cosa però è certa: con Giovanni Falcone la mafia è stata messa in ginocchio per la prima volta nel corso di tutta la sua storia, al maxiprocesso. Inoltre, dopo la morte di Falcone e Borsellino, le persone hanno finalmente aperto gli occhi e oggi hanno voglia di combattere. é grazie a Giovanni Falcone che io oggi conosco la mafia in tutti i suoi punti e in tutte le sue regole ed è grazie a lui che, anche se ora è diventata invisibile, io la vedo lo stesso e voglio combatterla. é per questo che Giovanni ha vinto e la mafia ha perso. Ora tocca a noi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: peppemanga</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17299</link>
		<dc:creator>peppemanga</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:47:38 +0000</pubDate>
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		<description>Per certi versi hai ragione, la classe dirigente siciliana fa sempre più schifo, la mafia è più forte. Ma resto convinto di una cosa, se certa gente non fosse morta per ciò in cui credeva oggi ci sarebbero molte più persone indifferenti, molti più mafiosi e meno consapevolezza.
Non penso che il loro sacrificio sia stato inutile.
Anche se è servito per cambiare la vita di cento persone, o dieci, o una soltanto, tutto ciò non è stato inutile, tutto ciò ha già dato frutti tangibili. Se il suo sacrificio è servito a qualcosa Falcone ha vinto, perchè ha fatto quello che doveva fare, perchè è stato coerente, coraggioso, è stato un vero uomo.
Potete chiamarmi illuso, idealista, o stupido, ma questa è la mia opinione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per certi versi hai ragione, la classe dirigente siciliana fa sempre più schifo, la mafia è più forte. Ma resto convinto di una cosa, se certa gente non fosse morta per ciò in cui credeva oggi ci sarebbero molte più persone indifferenti, molti più mafiosi e meno consapevolezza.<br />
Non penso che il loro sacrificio sia stato inutile.<br />
Anche se è servito per cambiare la vita di cento persone, o dieci, o una soltanto, tutto ciò non è stato inutile, tutto ciò ha già dato frutti tangibili. Se il suo sacrificio è servito a qualcosa Falcone ha vinto, perchè ha fatto quello che doveva fare, perchè è stato coerente, coraggioso, è stato un vero uomo.<br />
Potete chiamarmi illuso, idealista, o stupido, ma questa è la mia opinione.</p>
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	<item>
		<title>Di: Cambiamo Pianeta</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17294</link>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:03:44 +0000</pubDate>
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		<description>Probabilmente ciò che dici non è lontano dalla realtà, ma personalmente non riesco a vederla così.
Anche io vedo che in Sicilia qualcosa si sta muovendo...e lo ribadisco ogni volta che ne ho la possibilità...ma sfortunatamente siamo ancora lontani dal poter affermare che la lezione di Falcone ha dato frutti tangibili e che, quindi, contro di lui la mafia ha perso. Mi basta guardare come hanno votato, chi hanno eletto, chi siede ora alla regione...l&#039;atteggiamento della politica nei loro confronti...la sempre più desolante assenza dello stato, che si sta limitando a riferire le cifre del business mafioso e poco altro. In fondo la battaglia della mafia contro Falcone e Borsellino era quella di eliminare chi avrebbe potuto recarle danno...il risultato è che quei due importanti esponenti della legalità e della lotta contro la malavita sono spariti mentre il potere mafioso è cresciuto a dismisura. Ergo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente ciò che dici non è lontano dalla realtà, ma personalmente non riesco a vederla così.<br />
Anche io vedo che in Sicilia qualcosa si sta muovendo&#8230;e lo ribadisco ogni volta che ne ho la possibilità&#8230;ma sfortunatamente siamo ancora lontani dal poter affermare che la lezione di Falcone ha dato frutti tangibili e che, quindi, contro di lui la mafia ha perso. Mi basta guardare come hanno votato, chi hanno eletto, chi siede ora alla regione&#8230;l&#8217;atteggiamento della politica nei loro confronti&#8230;la sempre più desolante assenza dello stato, che si sta limitando a riferire le cifre del business mafioso e poco altro. In fondo la battaglia della mafia contro Falcone e Borsellino era quella di eliminare chi avrebbe potuto recarle danno&#8230;il risultato è che quei due importanti esponenti della legalità e della lotta contro la malavita sono spariti mentre il potere mafioso è cresciuto a dismisura. Ergo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: peppemanga</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17287</link>
		<dc:creator>peppemanga</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 13:15:20 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto, la mafia è ancora fortissima, forse più forte di prima, ma contro Giovanni Falcone ha perso. Perchè le bombe perdono sempre contro le parole. A mio parere da quando è morto Falcone molte più persone hanno preso consapevolezza di quanto faccia schifo la mafia ed è stata costretta a nascondersi. Con ciò ovviamente non voglio dire che la mafia sia scomparsa, sarebbe stupido affermarlo, ma credo che sia colpa di chi ha scelto di non raccogliere l&#039;esempio di un grande uomo.
Se c&#039;è una battaglia che la mafia ha perso è stata quella contro Giovanni Falcone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, la mafia è ancora fortissima, forse più forte di prima, ma contro Giovanni Falcone ha perso. Perchè le bombe perdono sempre contro le parole. A mio parere da quando è morto Falcone molte più persone hanno preso consapevolezza di quanto faccia schifo la mafia ed è stata costretta a nascondersi. Con ciò ovviamente non voglio dire che la mafia sia scomparsa, sarebbe stupido affermarlo, ma credo che sia colpa di chi ha scelto di non raccogliere l&#8217;esempio di un grande uomo.<br />
Se c&#8217;è una battaglia che la mafia ha perso è stata quella contro Giovanni Falcone.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cambiamo Pianeta</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17271</link>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 10:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>La mafia non ha affatto perso e fra l&#039;altro tu stesso poco dopo nel pezzo lo affermi (&quot;Oggi Cosa Nostra non spara più, non fa saltare in aria i giudici, non fa parlare di sé in TV e forse oggi è ancora più pericolosa di un tempo perché si nasconde, si mimetizza tra le maglie della società ed in particolare del potere.&quot;)...essa infatti è, se possibile, ancora più forte di prima...e poi io ho sempre questa assurda convinzione che oggi sia assai ben rappresentata in parlamento...probabilmente più di quanto non lo sia mai stata in passato e, in alcune circostanze, anche più sfacciatamente di quanto non abbia mai fatto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mafia non ha affatto perso e fra l&#8217;altro tu stesso poco dopo nel pezzo lo affermi (&#8220;Oggi Cosa Nostra non spara più, non fa saltare in aria i giudici, non fa parlare di sé in TV e forse oggi è ancora più pericolosa di un tempo perché si nasconde, si mimetizza tra le maglie della società ed in particolare del potere.&#8221;)&#8230;essa infatti è, se possibile, ancora più forte di prima&#8230;e poi io ho sempre questa assurda convinzione che oggi sia assai ben rappresentata in parlamento&#8230;probabilmente più di quanto non lo sia mai stata in passato e, in alcune circostanze, anche più sfacciatamente di quanto non abbia mai fatto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: JP</title>
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		<dc:creator>JP</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 09:45:17 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;L’importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalità organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione, è testimoniata dal progetto di educazione alla legalità che la Fondazione ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della società civile italiana&quot; - Silvio Berlusconi

La sensazione che Falcone sia morto per nulla e che la mafia abbia vinto è sgradevole. Ma sempre più forte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalità organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione, è testimoniata dal progetto di educazione alla legalità che la Fondazione ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della società civile italiana&#8221; &#8211; Silvio Berlusconi</p>
<p>La sensazione che Falcone sia morto per nulla e che la mafia abbia vinto è sgradevole. Ma sempre più forte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Doxaliber</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17268</link>
		<dc:creator>Doxaliber</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 09:38:09 +0000</pubDate>
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		<description>Già, concordo con ilBuonPeppe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già, concordo con ilBuonPeppe.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ilBuonPeppe</title>
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		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 09:27:50 +0000</pubDate>
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		<description>@Iniquo
Se le persone votano per chi è legato alla mafia, non è solo per un pacco di pasta; è anche perchè si votano i nostri simili.
Come ha detto mirabilmente il comandante qualche settimana fa, concetto ripreso qui in maniera più morbida, noi siamo fatti della stessa pasta dei nostri politici. E&#039; un problema di mentalità, che non riguarda solo chi comanda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Iniquo<br />
Se le persone votano per chi è legato alla mafia, non è solo per un pacco di pasta; è anche perchè si votano i nostri simili.<br />
Come ha detto mirabilmente il comandante qualche settimana fa, concetto ripreso qui in maniera più morbida, noi siamo fatti della stessa pasta dei nostri politici. E&#8217; un problema di mentalità, che non riguarda solo chi comanda.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fully</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17265</link>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 08:26:31 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per questo ricordo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo ricordo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17264</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 08:23:49 +0000</pubDate>
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		<description>Le mafie continuano a vincere anche perchè grandissima parte dei cittadini continua a votare persone chiaramente legate ad esse, magari in cambio di un sacchetto di spesa.
Miserabili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le mafie continuano a vincere anche perchè grandissima parte dei cittadini continua a votare persone chiaramente legate ad esse, magari in cambio di un sacchetto di spesa.<br />
Miserabili.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Comandante Nebbia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17260</link>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 07:36:15 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo sembra così e forse lo è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo sembra così e forse lo è.</p>
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		<title>Di: ilBuonPeppe</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-dovere-e-il-coraggio/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/peppemanga/4099/#comment-17258</link>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 07:01:17 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivo tutto, tranne l&#039;incipit.
La mafia &lt;b&gt;NON&lt;/b&gt; ha perso. E purtroppo sono molte le situazioni che ce lo dimostrano ogni giorno; ovunque, non solo in Sicilia.
La mafia &lt;b&gt;è una mentalità&lt;/b&gt; e noi tutti ne siamo infarciti.
Come sono depresso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo tutto, tranne l&#8217;incipit.<br />
La mafia <b>NON</b> ha perso. E purtroppo sono molte le situazioni che ce lo dimostrano ogni giorno; ovunque, non solo in Sicilia.<br />
La mafia <b>è una mentalità</b> e noi tutti ne siamo infarciti.<br />
Come sono depresso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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