Il Diritto alla Salute 1


I diritti non esistono. Per garantire un diritto è necessaria un’autorità che lo faccia rispettare attraverso il controllo e, se necessario, per tramite dell’imposizione forzata. Nessun “diritto” si regge sulle sue gambe. Tutti siedono sulle ginocchia della forza bruta che li allatta o li affama a seconda delle convenienze. Se Domine Iddio o il segretario di partito non sono d’accordo con questa affermazione ed intendono dare manifestazione della loro volontà, non devono fare altro che schierare le truppe  e dare dimostrazione fattiva e non a chiacchiere delle loro tesi.

Se non esistono diritti, tanto meno esistono doveri. Tutti, più o meno, facciamo quello che ci va cercando di mantenere quel sottile equilibrio che ci consente di soddisfare il nostro egoismo tenendoci in un cammino di ipocrita accettazione sociale, lontani da punizioni brutali ed in regola con quello che il nostro stomaco è in grado di tollerare. I buoni e i cattivi non esistono. Esistono quelli che fanno cose e quelli che, per una serie di motivi, non hanno voglia o hanno paura di farle. Intorno c’è un universo del tutto indifferente alla vigliaccheria e all’eroismo che dimentica i singoli destini nello stesso istante in cui essi si spengono diventando processi esclusivamente biochimici quali la putrefazione.

In questo quadro di gelida desolazione dove nessun delitto sarà mai veramente punito, nessuna buona azione mai riconosciuta e tutti brilliamo come effimere scintille, il famoso “diritto alla salute” si declina secondo la direttrice della più squallida ipocrisia. La somma di certe parole messe in fila è un abuso violento perpetrato ai danni di una mente che ragiona autonomamente. Le cronache di questi giorni ci dimostrano che “il diritto alla salute” è solo l’ennesima declinazione dell’attitudine di alcuni di appropriarsi di risorse da ingerire, bruciare e, successivamente, defecare.

Se c’è qualcosa che ferisce di più del buio nel quale siamo stati chiamati a vivere è la pervasività dell’ipocrisia che annoia, disgusta, confonde. Alla fine non saranno quattro cazzate che ci raccontiamo reciprocamente a salvarci dalla dimenticanza. Meglio camminare, magari con la schiena curva per la fatica, ma con gli occhi bene aperti. Se un giorno questo mondo cambierà, e non è detto che possa accadere, sarà per merito di chi ci vede bene.


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Un commento su “Il Diritto alla Salute

  • Antonello Puggioni

    Definitivo.
    Ma è proprio perchè ci aspetta soltanto una “gelida desolazione” che dovremmo difendere le uniche possibilità che abbiamo: quella di negare a qualunque costo il nostro consenso alla “disgustosa ipocrisia” imperante, quella di compiere ogni sforzo per vederci meglio.