Mi sembra di aver capito che gli è stato vicino nelle ultime ore. Bene. Qualsiasi uomo, anche uno nella sua posizione, dovrebbe avere l’occasione o trovare il tempo per accompagnare i propri genitori nell’ultimo pezzo di strada. È una naturale obbligazione che si contrae all’atto della nascita e che non c’è modo di prescrivere diversamente.
Credo che questo genere di cose abbia il potere di far diventare ogni uomo migliore. A differenza della perdita di un figlio che può rendere pazzi di dolore, la morte di un genitore, quando avviene nei tempi naturali, dovrebbe aiutare a comprendere e definire la corretta ampiezza del ciclo alla quale ogni esistenza è assoggettata, anche quella veramente eccezionale alla quale lui è stato destinato.
Sono pressoché certo che, prima che la luce si spegnesse definitivamente al capezzale della donna che ne ha fatto un uomo, lui abbia percorso per un attimo il cammino che lo riportava alla sua infanzia. Attraverso l’uomo di stato, l’imprenditore di successo, l’uomo di compromesso, il giovane di belle speranze, deve finalmente essere tornato bambino e aver misurato la lunghezza del cammino percorso. Nello stesso tempo, mentre una parte del suo stesso corpo varcava i confini della tenebra, deve averne avvertito la profondità assoluta e compreso la mediocrità della consolazione che qualsiasi mausoleo può offrire, per quanto grande e ricco di marmi pregiati.
Credo, anzi spero, che stringere quella mano fredda e sottile, lo abbia riavvicinato alle leggi elementari della vita la cui percezione si deve essere man mano ottenebrata dopo decenni di lusso, godimento e potere.
Credo, anzi spero, che abbia finalmente compreso che nell’ultimo appello la chiamata giunge solo per nome. Silvio, Mario, Rosa, Lello. Solo così ci presentiamo e la fatica che abbiamo fatto per rendere grande il nostro cognome, alla fine, sarà vana.
Adesso che le contingenze e la nostra incapacità di riconoscere ciò che si nasconde veramente dietro il suo sorriso gli restituiscono le chiavi della nostra casa, spero che lo tenga presente ci aiuti ad avere un ricordo migliore di lui. Alla fine solo questo veramente conta.
Per il momento, nonostante tutto, mi dispiace.
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4 commenti
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4 Febbraio, 2008 a 8:56
settantasette
“nell’ultimo appello la chiamata giunge solo per nome”
Bello. E vero.
4 Febbraio, 2008 a 10:25
GG
Ho fatto la mia rispettosa parte nei confronti del lutto di Berlusconi: per un giorno non ne ho parlato male, né ho fatto ironie.
Sono serio.
Bel post, quoto settantasette.
4 Febbraio, 2008 a 11:06
UglyPostcards
il più bel post letto a riguardo.
complimenti.
5 Febbraio, 2008 a 16:50
Marco il buono
Io non ci spero.Purtroppo.