Il Difficile New Deal di Barack Obama
5 novembre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Oltre il Confine
Dobbiamo ammetterlo, molti non ci credevano. Ancora una volta gli Stati Uniti stupiscono il mondo con la loro capacità di smentire se stessi e la propria brevissima storia.

In poco più di mezzo secolo, il paese delle opportunità passa da una vera e propria apartheid che prevedeva scuole separate e ruoli molto precisi in una società apertamente razzista, ad avere un presidente di origini africane.
E quando parliamo di presidente degli Stati Uniti parliamo di un potere che molti sovrani non hanno mai avuto nelle loro monarchie ereditate per diritto di sangue. Parliamo di quello che gli americani amano definire il “Commander in Chief” per rimarcare il ruolo di grande responsabilità bellica oltre che civile che si concentra nelle mani del capo della prima potenza militare mondiale. Insomma, Barack Hussein Obama è l’uomo di colore più potente di tutta la storia dell’umanità.
Io non posso fare che augurarmi che sia il primo di una lunga serie in modo che il colore della pelle diventi un particolare del tutto trascurabile.

Gli americani hanno messo da parte tutto. L’abbronzatura naturale, l’età, quell’imbarazzante “Hussein” nel nome che evoca immagini sinistre, il sostegno di persone discutibili, l’inesperienza internazionale ed anche il fatto che Veltroni abbia scritto una prefazione per un libro di Obama, cosa che, immagino, non mancherà di esserci ricordata oltre ogni umana sopportazione.
Sembra che la reazione alla doppia presidenza repubblicana ed agli esiti francamente discutibili della sua politica sia stata talmente forte da consentire di superare con un solo salto una serie di ostacoli che, singolarmente, avrebbero potuto troncare le speranze di qualsiasi candidato.
Tutto questo anche in presenza di un ottima proposta repubblicana. Quel Mc Cain eroe di guerra che porta ancora su suo corpo le tracce della tortura nemica. Un uomo solido, esperto, indipendente dalla disciplina di partito e dalla storia personale ineccepibile. Probabilmente il miglior candidato repubblicano degli ultimi anni.

Ora sarà inevitabile interpretare questa svolta americana come la rottura con un recente passato di crisi politiche, militari ed economiche. L’immagine di Obama diventerà patrimonio della politica internazionale di ogni estrazione per significare cambiamento, rinnovamento, new deal.
Io sono meno ottimista. Dal mio punto di vista Obama era un candidato molto debole e, per vincere, avrà dovuto assicurarsi il supporto di grandi potentati che non mancheranno di presentargli il conto.
Al momento non è possibile un disimpegno effettivo in Iraq e Afghanistan a meno di non aprire fronti terroristici incontrollati, abbandonare Israele ed il medio oriente ad un destino di guerra totale, sconfessare anni di campagna ed ammettere apertamente la sconfitta militare e politica degli Stati Uniti nella regione. L’incombente crisi economica richiederà grandi sacrifici e renderà difficile attuare serie politiche sociali. Le amicizie imbarazzanti con la Cina ed il Pakistan non potranno essere rinnegate. Sarà complesso ricomporre i rapporti con l’Iran e la politica industriale/ambientale ed energetica degli Stati Uniti ha una valenza troppo strategica per essere soggetta a qualsiasi questione di principio.

Insomma Barack, nonostante l’Hussein e l’abbronzatura, dovrà fare il presidente sul serio, con buona pace di Walter e di tutti quelli che si aspettano una rivoluzionaria innovazione nella politica statunitense. Proprio a causa delle terribili contingenze che viviamo sul piano militare, finanziario, economico, ambientale ed energetico, Obama rischia di essere una promessa che l’America e il mondo non potranno mantenere.
Rimane il fatto che con l’elezione di Obama l’America compie una grandissima operazione di immagine internazionale. Dimostra di essere quella solidissima democrazia reale che molti paesi, prima fra tutti l’Italia, possono solo sognare di raggiungere dal baratro nel quale sono precipitati.
La politica di Bush è sconfitta. Nonostante il grave attacco del 11-9, l’America ha voluto rinnegare la deriva giustizialista e guerrafondaia della sua politica internazionale. Con l’elezione di Obama chiede di tornare a far pace con il mondo e di rientrare da protagonista amata nella comunità internazionale.
Nonostante il nuovo colore della Black White House, gli americani sono tranquilli. Obama non potrà mai rinnegare il sistema che lo ha condotto al potere perché quel sistema non lo avrebbe scelto se non fosse stato più che sicuro della sua totale lealtà all’american way of life.

Noi europei dobbiamo riflettere ancora una volta sul fatto che non è lecito attendersi l’ennesima salvezza da oltre oceano. I tempi sono duri e bisogna imparare a camminare con le proprie gambe. Se ci riusciremo, bene, altrimenti ci toccherà cadere con la faccia nella neve e finirla una volta e per sempre. In fin dei conti, non è detto che sia un gran male.
Complimenti ed auguri agli americani, in bocca al lupo Signor Presidente Obama e buon lavoro. A tutti.
Noi compresi.
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Io ero uno di quelli che non ci credeva.
Concordo con lo scetticismo sull’idillio obamiano (con questo binomio posso qualificarmi nel rutilante mondo delle scempiaggini giornalistiche), ma su questo mi sembra che lo stesso attuale presidente sia stato chiaro:
http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=1.0.2336924860
Non stiamo entrando in una nuova belle epoque anche se l’abbiamo più o meno tutti creduto/sperato. La situazione è quella che è e l’America ora dovrà fare in modo di perdere la sua leadership nel modo meno pesante possibile.
Credo che il compito di Obama sia questo. Anche perchè non mi sembra ci sia modo di sperare in altro.
IMHO
Ma anche no. Perché? Se vinci cerchi di continuare a vincere. E chi dovrebbe ereditare questa leadership? L’Europa? La Cina? La Russia?
Visto che l’Europa non ha possibilità, fra quelli che restano preferisco gli americani.
L’America è messa malissimo, ha il primo debito pubblico del mondo, “cifre da far girare la testa”. Fin’ora si è retta con il dollaro e la finanza che con questa crisi hanno subito un colpo non da poco. Colpo che non ha subito la Cina e che ha sfruttato enormemente in campo internazionale garantendo il debito pubblico degli USA. La Russia ormai sono due anni che scalpita per avere un ruolo maggiore. L’Europa… hem.. l’Europa… L’Europa boh. Esiste l’Europa?
Queste sono anche le opinioni lette sul Limes che vedono questo momento come opportuno per le potenze mondiali di ritagliarsi un ruolo molto più importante nel panorama internazionale se non addirittura (certo, con grandi alleanze) ridimensionare drasticamente il ruolo americano. Insomma, fare fuori definitivamente l’egemonia del dollaro. Questa seconda parte la reputo favolesca perchè concordo che se uno vince continua a vincere, specie se vinci da un secolo.
Ad ogni modo in questo momento l’America probabilmente non ha i mezzi economici per assicurarsi una facile e consueta leadership mondiale.
Sempre IMHO (ma che sono ’sti termini?)
concordo sui mezzi economici, ma ritengo che tu abbia dimenticato i mezzi militari.
Anche loro hanno una certa rilevanza negli equilibri mondiali.
Può non piacere, ma è così.
imho (chissà che significa?)
Certo, rimanere sei anni in Iraq e in Afghanistan (e voler ora rafforzare la presenza in Afghanistan), interessarsi (diciamo così) del pasticcio in Georgia può far intravedere un indirizzo militare abbastanza preciso. Inoltre la storia insegna che le crisi si risolvono con il piombo. Però c’è anche da dire che ormai c’è un asse anti-americano ben collaudato: Russia-Iran-Venezuela i più rilevanti ed a questi potrebbero aggiungersi molti altri paesi. In una guerra del genere l’America potrebbe davvero contare sull’appoggio del classico blocco occidentale?
Le dichiarazioni di Obama in politica estera non sono così diverse da quelle di McCain e Bush, i nemici dichiarati restano gli stessi e gli approcci a questi sono abbastanza simili a quelli già visti con l’aggiunta di una maggiore apertura al dialogo (e non è poco)
Certo che non è un cazzo facile stare alla casa bianca in questo periodo..
Ah, tutto ciò sempre IMHO (in mythical holy Odin?)
IMHO mc cain, per quanto mi fosse simpatico ha fatto la scelta sbagliatissima del vic con il sen. Palin, una fanatica religiosa che ha tranquillamente affermato che la guerra in iraq l’ha voluta dio.. ora immaginatevela nella stanza dei bottoni mentre rilegge l’apocalisse… brrrr …
Obama, beh che ci siano delle lobby dietro di lui non e’ un segreto anzi, credo che qualsiasi bravo americano con due tre ricerche ad hoc ve le possa elencare tutte, per quanto riguarda il colore della pelle o della religione (e’ un ex musulmano se ben ricordo) beh i democratici hanno basato tutta la loro campagna sul “cambiamento”, non dimenticatevi che l’alternativa a obama era la clinton quindi, comunque andasse o proponevano una donna oppure un afroamericano mezzo mussulmano.
Ora vediamo se fara’ qualcosa oppure tutta la sua campagna e’ stata un gran polverone e basta
p.s.
IMHO: In my Humble Opinion .
uno dei tanti acronimi usati in mailing list, NNTP e forum.
interessante anche la seguente legge : http://en.wikipedia.org/wiki/Godwins_law
Piccolo commento a margine sulla Palin. Qui in Europa la vediamo come tu l’hai descritta, negli US la percezione è abbastanza differente (Bush non è troppo lontano dalle esternazioni della Palin, ed è stato presidente due volte
), non dimentichiamo le forti differenze culturali che comunque sussistono.
Io ci ho sempre creduto e in questo momento non mi va di cogliere le note di pessimismo. Obama non potra’ far niente per la nostra piccola repubblichetta delle banane, con un dittatore incipriato e col cranio tatuato. Ma l’esempio ha un valore enorme. E se qualcuno ha “potuto”, nonostante ostacoli apparentemente insormontabili, forse anche da noi si comincera’ a credere che “if we want, we can”. Oggi sono proprio contenta!
Buongiorno Laura
infatti nel corso della giornata proporremo due views sulla cosa.
In fondo anche io sono contento, se non altro ha esattamente la mia età anche se le somiglianze finiscono lì
Sul resto, purtroppo, ne ho viste troppe per crederci fino in fondo, ma spero, come sempre quando sono pessimista, di essere sconfessato dai fatti.
sono molto molto contento anch’io.
Poi se penso che nel discorso di insediamento ha citato Kennedy nel dire che la forza degli stati uniti non devono essere le armi, aggiungendo che ci sono tante scuole da costruire…
Bene bene i suoi “antenati” politici sono i migliori auspicabili e la speranza è che non finisca come loro, perchè secondo me negli uffici delle grandi lobbies delle armi e dell’esercito stanno già spoleverando le “pallottole fantasma” che servirono contro JFK (tanto un estremista di ultradestra a cui farlo fare si trova facile…).
Speriamo bene, ma, per oggi, sono davvero contento.
oggi è un giorno felice.
grazie America.
Sono totalmente d’accordo. Non mi aspetto un cambio radicale di rotta da parte degli USA; sicuramente sarà meglio di Bush (ci vuole poco) ma la condotta americana è sempre stata abbastanza coerente a prescindere dal colore della presidenza.
Comunque il fatto di aver eletto un nero è un segno molto importante; ed è quello che, al di là dei molti e gravi difetti, rende gli USA un grande paese.
Assolutamente d’accordo.
A prescindere da tutto, con l’elezione di un nero, l’America ha già vinto.
Non per dire ma negli US Obama è considerato un negro abbastanza “scolorito”, e come hanno fatto notare altri, pesano molto sulla sua elezione un sacco di fattori contingenti (i due mandati bush, la squadra di McCain, la crisi economica). Hanno solo eletto un uomo, vediamo quali e quanti casini farà prima di felicitarci troppo
Hai sicuramente ragione riguardo al fatto che bisogna vedere prima cosa sarà in grado di fare per poi poterlo giudicare.
Ma io mi riferivo all’America: eleggere un nero, di 47 anni, è sicuramente prima di tutto un grande atto di democrazia e poi segna una netta scissione col passato.
Io aspetto a giudicare. Vedremo.
Nel frattempo, testa bassa e avanti, ad aspettarsi sempre tutto dagli altri dobbiamo disimparare, è l’ora.
stiamo a vedere.
per una volta passa qualcosa di interessante.
Solo pensando alla faccia dei nazisti dell’Illinois questa mattina, godo, godo, godo come un riccio femmina.
Ti accontenti di poco, Lame.
Vuoi mettere godere pensando alla faccia di Borghezio?
non ci avevo pensato… oddio come godo!
Io odio i nazisti dell’Illinois!!! Grande!
Ogni volta che penso hai neonazisti americani mi torna in mente la scena di Blues Brothers quando, nell’inseguimento finale la macchina dei nazi finisce per fare un volo tremendo e uno dei due dice all’altro: “ti amo!”.
Borghezio
e tutti quei stramaledetti leghisti!
Meravigliosa!.
Borghezio!
dagli Usa ci viene un enorme esempio di democrazia, così come, al contempo, in Italia si vuole continuare sulla strada delle liste bloccate, che non consentono alla volontà popolare di esprimersi e soprattutto, non potrebbero mai consentire una new entry come è successo negli Usa
Io credo che da questo punto di vista chiunque voglia essere eletto negli USA debba scendere a compromessi con i grandi potentati, per cui questo aspetto mi sembra più un’invariante che non un punto a sfavore di uno o dell’altro candidato.
vero, ma credo che chi abbia l’elezione in tasca possa fare meno debiti.
E’ ancora presto per parlare. E’ un fatto pero’ che da stanotte spira un vento diverso.
E poi, personalmente, parafrasando Lameduck, ne avevo i cabbasisi pieni di certi WASP boriosi e guerrafondai.
Non vedevo l’ora di gettare via gli amuleti antisfiga che dal 2001 sono costretta ad indossare a causa di un aio di personaggini…
Uno se n’e’ andato. Adesso speriamo che se ne vada a fare in culo anche l’altro.
Distinta Chiara,
“”Uno se n’e’ andato. Adesso speriamo che se ne vada a fare in culo anche l’altro. “”
Ti assicuro che ce ne andremo prima noi (all’altro mondo), mentre Lui starà saldamente in sella. Al massimo fra cinque anni se ne andrà a svernare al Quirinale e lascerà il governo a Fini o a Calderoli.
Ciao
che brutta previsione,
quasi quasi spero nel 2012 dei maya…
almeno lì il mondo finisce PER TUTTI.
Si’?
BuahUahUahUahUah!!!
Invece io credo che gli italici saranno un po’ invidiosi e vorranno “anche loro” un presidente giovane, ed un primo ministro meno brutto.
Quando il vento inizia a spirare e difficile fermarlo…