Il deserto della mente 4


Salvini ha una grande abilità che non è intelligenza, visione o strategia politica. Lui conosce la strada che porta alla parte più oscura del cuore di ciascuno di noi. Quella che è pervasa di egoismo, paura e cupidigia. La percorre con passo quieto, con placida bonomia in modo da non apparire uno scalmanato, ma solo quello che ha il coraggio di dire le cose di buon senso che, per motivi misteriosi, nessuno ci ha mai voluto dire. Però, tra un sorriso, una banalità e un bacione mandato a Saviano, ogni tanto sgancia una bomba di profondità destinata ad esplodere sorda nell’intestino per scuotere la merda che tutti, nessuno escluso, ci portiamo dentro.

Saviano, appunto, tirato in causa per la sua scorta risponde con un video dove sembra recitare uno dei personaggi di gomorra. I toni, il sopraffiato, la concitazione e la sceneggiatura trasformano la risposta dello scrittore in una specie di battibecco tra ragazzini che non gli fa onore.

Il problema di questo paese non è la scorta di Saviano che, da intellettuale si è progressivamente trasformato in prodotto editoriale con tanto di copertina cartonata e forse non lo sono nemmeno i migranti, i vaccini, il reddito di cittadinanza o una qualsiasi delle cazzate che qualcuno si inventerà domani per guadagnarsi il primo posto sul palcoscenico. Il problema di questo paese è la desertificazione della mente e del cuore, la siccità delle idee e la meschinità dell’orizzonte che ci porta tutti, come formiche, a radunarci intorno alla carcassa di uno scarafaggio morto come se fosse l’ambrosia degli dei che precorre l’apocalisse.


4 commenti su “Il deserto della mente

  • fma

    Forse egoismo e paura sono caratteristiche indispensabili per sopravvivere. L’egoista non spartisce il pane con l’affamato e così facendo sopravvive e si riproduce, trasmettendo i suoi geni alla discendenza, mentre l’altro muore prima di procreare. Il pauroso fugge e sopravvive e si riproduce, il valoroso muore offrendo il petto al nemico. La selezione naturale sembra andare in questa direzione.
    L’ideale sarebbe riuscire a disegnare una società a misura di paurosi ed egoisti, dove questi possano avere meno motivi di avere paura e d’essere egoisti e più motivi per lavorare insieme. Troppe volte abbiamo disegnato città del sole su misura per i santi e gli eroi che non eravamo.

  • Antonello Puggioni

    Dal sito dell’INPS:
    “Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà. Il REI si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà della durata di mesi 18 a partire dal Gennaio 2018.
    Soddisfatto il requisito per il beneficio economico, il progetto viene predisposto con il supporto dei servizi sociali del comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit. Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede l’identificazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei sostegni di cui il nucleo necessita, degli impegni da parte dei componenti il nucleo a svolgere specifiche attività (ad esempio attivazione lavorativa, frequenza scolastica, tutela della salute, ecc.). Il progetto è definito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni da parte dei servizi, insieme al nucleo……”
    Un breve e doveroso preambolo per dare il mio personalissimo punto di vista sulle ultime, magnifiche riflessioni del Comandante attraverso quello che davvero conta: la vita reale, quella che mi è toccato in sorte da vivere.
    Quasi 5 anni fa, esattamente il 3 luglio 2013, trovavo approdo nella sperduta ma salvifica isola di MenteCritica mentre andava in frantumi tutta la mia esistenza, il mio futuro e la mia speranza in un processo con pesanti, enormi responsabilità da parte di questo Stato (definirlo esattamente mi provoca solo rabbia e nausea) che ancora prosegue e che dopo millemila casini mi ha condotto alla richiesta del REI di cui sopra, in un’ancora più triste e banale Via Crucis che non accenna a terminare.
    Ometto il 99%delle cose per arrivare al punto: dopo parecchio tempo l’INPS mi ha accordato un beneficio economico pari a € 87,73 per quattro
    mesi (€ 21,93 al mese)
    Qualcuno di voi ha idea di quale potrebbe mai essere un progetto atto a superare la mia attuale situazione di povertà da € 21,93 al mese?
    Sono ansioso di scoprirlo.
    Un caro saluto dall’inferno.

    • Emilio

      Caro Antonello, e allora non hai ascoltato il marchese De’ Paschi… “io sò io e voi nun siete un cazzo”. La prossima volta cerca di essere nel board di una banca…

      • Antonello Puggioni

        Caro Emilio, grazie del suggerimento.
        Devo ricordarlo, nel caso dovessi rinascere!

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