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Il Cuore Buio dell’Italia

29 novembre, 2007 - 16:00 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia




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manette1.jpgChissà se certe persone si rendono conto dei danni che provocano le loro azioni. La domanda non è peregrina perché la risposta segna il confine tra malvagità e semplice ignoranza. Comunque, almeno in questo caso particolare, non è importante cercare una risposta perché gli uomini hanno già rinunciato ad esprimersi ed il giudizio di Dio non ricade sotto la mia giurisdizione. Questo articolo, come altri sullo stesso tema che ho scritto in passato, ha portato alla ribalta ancora una volta il cuore buio della nazione di cui sono cittadino per nascita e consapevole scelta.



Ormai mi devo rassegnare all’idea che milioni di miei connazionali, gli stessi con cui viaggio ogni mattina, quelli che fanno la fila davanti a me, quelli con cui divido il bancone del bar, sono persone convinte che prendere con l’inganno, rubare, sottrarre risorse ai propri connazionali sia loro diritto. Nessuno consuma il proprio delitto nel silenzio sommesso della vergogna. Nessuno quando viene accusato abbassa gli occhi e tace. Nessuno sacrifica le proprie notti al tormento cocente del rimorso. Anzi. Di fronte all’accusa non si nega e si afferma spavaldamente il proprio diritto a comportarsi in questo modo in nome di una protesta anti sistema, una rivoluzione liberale che inizia e finisce nella propria saccoccia. Eppure le ragioni di soffrire e dolersi per il pentimento ci sarebbero tutte. A causa del comportamento di questi nostri connazionali, altra gente ha un futuro oscuro, alcuni non possono curarsi e il paese dei loro padri si consuma in un’inarrestabile decadenza. E quelli che si comportano cosi’, sovente sono gli stessi che affermano di vivere in nome di Cristo e si eleggono a giudici morali quando vedono due persone dello stesso sesso baciarsi.

Comunque non è alla consapevolezza di costoro che mi rivolgevo nell’incipit di questo articolo. È evidente che non ne sono consapevoli. Nemmeno io mi posso convincere di essere circondato da tanta cattiveria. Mi riferivo alla consapevolezza di quell’uomo che dopo averli nutriti per anni con il cibo contaminato di certa televisione li ha educati all’idea che tradire il proprio paese non versando quanto dovuto per tasse ed imposte è loro diritto. Io non so se quest’uomo e’ consapevole del male che ha fatto a questo paese diffondendo e difendendo l’idea che di fronte alla convenienza personale nessuna azione e’ troppo grave.

berlusconi_1984.jpg

Prima di chiudere mi voglio fare e vi voglio fare un’ultima domanda. Quale credete potrebbe essere la reazione della gente di questo paese se la storia la chiamasse ad una prova solidale come quella a cui furono chiamati i ragazzi del 99? No, non sto parlando di scendere per le strade e agitare tutti insieme il tricolore perché la squadra di calcio ha vinto il mondiale. Quello funziona, l’ho visto di persona. Sto parlando di qualcosa di equivalente al mettersi lo zaino in spalla e andar a mangiar fango per difendere il proprio paese.

Spero che il destino ci eviti una prova del genere. In questo momento non credo che la risposta sarebbe quella necessaria.

Su questo dovrebbero riflettere coloro che sentono questa terra invasa da gente di altri paesi in cerca di lavoro. Quando un popolo diventa stanco e rinuncia a difendere il proprio spirito e’ giusto che venga dimenticato dalla storia e sostituito. La sopravvivenza non e’ un diritto, ma un obiettivo da perseguire quotidianamente, con ferma e determinata compostezza.

Articolo originale del 9 gennaio 2007.

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Comments

8 Risposte a “Il Cuore Buio dell’Italia”
  1. nino scrive:

    non posso che essere d’accordo, questo paese ha dimenticato il significato di parole come giustizia e legalità, e su queste basi certa gente ha consolidato il proprio potere, e di questa mancanza di morale civile ha fatto la propria bandiera in nome di una falsa libertà che somiglia tanto all’anarchia :-(

  2. settantasette scrive:

    Eh. Il problema non è Berlusconi, che comunque non è eterno e i suoi annetti ce li ha. Il problema è il berlusconismo, inteso come un "modus vivendi" che ha attecchito con preoccupante e trasversale successo, che gli sopravviverà e che temo sarà difficilissimo da estirpare. Non so se basterà una generazione, ammesso e non concesso che avvenga un cambio di rotta deciso a livello morale e sociale.

    Ma vabbè, verso la fine di novembre sono sempre un po' depresso.

  3. Adetrax scrive:

    Il tema proposto e le domande sollevate non sono affatto facili.

    E` evidente e quindi concordo che in molte persione la percezione della gravita` di certe azioni e` molto bassa o addirittura nulla per almeno due motivi:

    1) sono fortemente influenzate dall'ambiente in cui sono state educate e vivono (ad es. la tendenza a minimizzare le responsabilita` personali, a seguire i comportamenti negativi del gruppo, ecc.);

    2) la loro personale percezione della societa`, intesa come organizzazione di persone, e` fortemente negativa, tanto da identificarla come una societa` tendenzialmente nemica, ostile o quanto meno distante e indifferente, da cui i singoli o le famiglie devono necessariamente difendersi con i mezzi ritenuti piu` opportuni (ovvero quelli meno faticosi e piu` scaltri).

    Purtroppo oggigiorno i comportamenti virtuosi sono quasi scoraggiati da un sistema pieno di contraddizioni, scorciatoie e meccanismi piu` o meno iniqui e che nella migliore delle ipotesi non funzionano o funzionano male.

    E` il solito problema, in una situazione difficile e problematica e` facile scartare l'idea di aderire a comportamenti virtuosi in quanto nel breve periodo non "sembrano" apportare benefici al singolo, soprattutto se si accompagnano a considerazioni tipo:

    "e che sono, l'unico fesso che cerca di fare qualcosa di corretto quando si vede che se sono solo io e pochi altri a farlo, non serve a niente" ?

    Cosa porta quindi una societa` ad evolversi in maniera virtuosa, ordinata e quindi giusta, piuttosto che in una bolgia umana sovrappopolata, attanagliata dalla miseria e dall'ingiustizia, in cui tutti si accoltellano alle spalle senza alcuna regola e moralita` ?

    Sono le piccole ma significative scelte di ogni giorno.

    Certo il perverso richiamo di una societa` in cui "homo hominis lupus est" (senza offesa per i lupi), e` sempre dietro l'angolo ed e` altrettanto ovvio che il "familismo amorale" e` il motore primo di certe tendenze negative, pur considerando tutte le possibili attenuanti di giudizio.

    http://www.ephemerides.it/home/Notizia.asp?ID=278…

    Eppure alle volte basta poco per cambiare il clima di indifferenza o di ingiustificata ostilita`.

    http://wbnextchapter.wordpress.com/tag/societa/

    Certamente un minimo di consapevolezza e di semplici concetti utili in piu`, gioverebbe molto alla formazione dei futuri cittadini.

    http://www.difensore.it/corso/index.htm

    In effetti spesso ci si chiede se in molte realta` sociali l'insegnamento nella scuola pubblica non si limiti a sterili programmi nozionistici senza quindi preoccuparsi di trasmettere alla mente e al cuore delle persone i valori piu` alti della nostra societa` civile.

    Per concludere, se nella prima guerra mondiale si e` assistito a uno stupefacente sacrificio di massa (probabilmente facilitato dal clima di miseria e ignoranza del pericolo unito alla voglia di riscatto degli ultimi), in cui la parte italiana si e` rinserrata e ha resistito a sufficienza per assistere all'implosione del colosso Austro-Ungarico, se tale spirito in sedicesimo lo si e` ritrovato nella resistenza della seconda guerra mondiale, se la centesima parte di tale spirito lo si e` inspiegabilmente ritrovato nell'espansione sociale ed economica del dopoguerra e nelle varie competizioni sportive (inclusi i mondiali di calcio) in cui l'Italia si e` distinta, allora e` altrettanto giusto domandarsi non tanto se l'abbiamo o lo avremo ancora quello spirito, bensi` se siamo sempre riusciti a percepire il valore dei nostri avversari e se abbiamo capito che imparare dalle loro virtu` e` piu` saggio e utile che distruggere e sminuire acriticamente e a priori tutti i loro valori solo per partito preso.

  4. ilBuonPeppe scrive:

    @77

    Certo, il problema non è "solo" Berlusconi, ma tutto nasce sicuramente da una forma mentis che da secoli si è andata sviluppando nel nostro dna.

    Berlusconi però ha accelerato ed estremizzato questa tendenza, esasperando certe posizioni e gli scontri che ne sono seguiti. In questo quindi sono totalmente d'accordo con il comandante nebbia: Sua Bassezza ha fatto dei danni gravissimi ed incalcolabili all'Italia e agli italiani.

    Prima o poi ci libereremo del berlusca: spero che questo non avvenga per un banale passaggio a miglior vita, ma grazie a qualcosa di indiscutibilmente infamante che ne cancelli l'aura di santità che lo circonda. Non perchè ce l'ho con lui, ma perchè eviterebbe di vederlo consacrato come un martire e accelererebbe il superamento del berlusconismo.

    Purtroppo temo che non andrà come io spero.

  5. MenteCritica scrive:

    Se Berlusconi muore senza che gli italiani dicano espressamente no al suo concetto di civiltà e di informazione, sarà una sconfitta storica per l'Italia

  6. Fully scrive:

    Ecco, per esempio, un pezzo così ci vorrebbe di metterlo in un bannerino cliccabile ogni giorno

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