Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Il Crollo di Gheddafi: Bruciare il Mondo per far Dispetto a Berlusconi" è stato scritto da Comandante Nebbia
E’ difficile non percepire l’aria di generale soddisfazione, per non dire di compiacimento, che anima la comunità della rete per gli eventi che hanno scosso l’Egitto e che ora stanno sconvolgendo la Libia. Bandiere egiziane e libiche al posto della foto del profilo su Facebook, commenti entusiasti, sostegno incondizionato alla “rivoluzione”.
L’impressione, anche abbastanza forte, è che la valutazione sugli equilibri internazionali sia superficiale, quasi calcistica. Siccome Mubarak e Gheddafi sono (o erano) amici di Berlusconi, il fatto che cadano travolti dalla furia popolare è cosa buona a prescindere, giusto “per far dispetto al nano”.
Berlusconi non sa scegliersi gli amici, è un fatto, e quelle dell’Egitto e della Libia sono state insopportabili dittature. Quella libica si potrebbe definire addirittura odiosa se fosse possibile stabilire una graduatoria su certe cose. Eppure, prima di esultare come se qualcuno avesse segnato un gol, occorrerebbe interrogarsi su chi o cosa si candida a sostituire i regimi che fino a ieri hanno contribuito a stabilizzare una regione potenzialmente esplosiva.
E fin troppo facile supporre che se all’orribile Gheddafi si sostituirà un governo di fondamentalisti islamici, questo non sarà necessariamente un bene per la popolazione e sicuramente non sarà una cosa che farà dormire sonni più tranquilli all’occidente, in particolare all’Italia che dovrà gestire un vicino che non si potrà più controllare con qualche miliardata di euro e il diritto di fare campeggio a Villa Pamphili.
Discorso simile per l’Egitto, la cui autorizzazione al transito per le navi da guerra iraniane nel canale di Suez non può in nessun modo essere interpretato come un segnale di distensione.
Può piacere o no, ma la nostra sicurezza e quella delle nostre famiglie dipendono anche dalla stabilità del nord Africa. Probabilmente, anzi sicuramente, puntare incondizionatamente su certi personaggi è stato un errore di prospettiva, ma questa non è una scusa sufficiente per fare uno sbaglio ancora più grave. Sperare che oggi Egitto e Libia e magari domani la Russia precipitino nel caos solo perché così Berlusconi si incazza, mi sembra una manifestazione deteriore di intelligenza ed una palese attitudine all’autolesionismo.
Quella che si gioca in queste ore non è una partita di calcio e l’opinione pubblica italiana mi appare clamorosamente impreparata a commentarla.
Niente di nuovo sotto il sole.
Immagine di Matteo Bertelli


Giustissimo. neppure io vedo bene la cosa. E poi nessuno si chiede chi sono questi profughi che scappano adesso: e se fossero proprio gli aguzzini del rais? E da noi verranno a fare quei lavori che gli italiani non vogliono fare, e non si tratta di fare i lavapiatti o a cogliere i pomodori. C’è carenza di guardie carcerarie e di addetti ai recuperi crediti…..
Non sono d’accordo sul fatto di avere paura e anzi la nostra paura può produrre dei mostri. Forse emergeranno delle dittature ma certo avere aiutato dei pluriomicidi come Gheddafi non è stata una buona idea. Se poi subiremo delle vendette da parte di parenti e amici morti ammazzati non possiamo dire non lo sapevamo. Abbiamo cooperato, e non solo Berlusconi l’ha fatto.
Continuo a trovare insopportabilmente cinico questo modo di ragionare.
Ma come è possibile sostenere che, dato che quei regimi totalitari potrebbero, in caso di destabilizzazione, essere sostituiti da altrettanti regimi, magari islamici, allora è un bene sostenere dei dittatori ?
Non è lo stesso ragionamento di coloro che sostenevano mussolini ?
Non è lo stesso timore di chi sostiene il pornoduce, sicuramente ALIENO al concetto di essere al servizio delle istituzioni, solo per per paura dell’incertezza dovuta a una sinistra imbelle ?
Possibile che ancora esistano in italia persone che predicano il meno-peggio pur di chiudere gli occhi davanti al troppo-peggio ?
Che ipocrisia e cinismo… sostenere dittatori per decenni allo scopo di garantire la stabilità nell’area (e magari far fare buoni affari con ENI, Impregilo, etc.), poi cascare dal pero quando esplodono, e ci riversano contro flotte di immigrati.
Abbiamo fatto mai qualcosa per favorire, con la cooperazione internazionale, qualcosa che nel loro paese assomigliasse a una dittatura ? Oppure gli abbiamo baciato le mani come si fa a totò riina ?
Con queste argomentazioni, si può parimenti favorire la comparsa in italia di un regime dittatoriale, pur di garantire la stabilità e soffocare sul nascere qualsiasi tentativo di tensione sociale.
Davvero, mi auguro, che questo modo di pensare venga confinato nel passato.
Stiamo pagando oggi le nostre ipocrisie di ieri, ora dobbiamo trarne le conseguenze, oppure fare come frattini che va giù di sciolina e fa il finto tonto.
Scusami, ma il tuo intervento mi appare come una conferma di quanto ho scritto nelle ultime righe del post.
Sostenere dei dittatori è sbagliato eticamente e non si è rivelato nemmeno un affare, ma limitarsi a essere contenti che vengano abbattuti senza preoccuparsi delle conseguenze sulla popolazione e sul resto del mondo è insopportabilmente stupido.
Sicuramente fu un bene che dall’Afghanistan furono cacciati i russi, come fu un bene che dalla Cambogia andassero via i francesi, solo che talebani e Pol Pot non mi sembrano essere stati un miglioramento.
Continui a ragionare per principi, mentre le cose si attengono ai fatti.
Non prenderne atto è un atteggiamento religioso che poco ha a che fare con la politica.
Secondo me hai ragione nelle premesse, cioè che queste urla di gioia calcistica per le rivoluzioni altrui, è quantomeno stupida, perchè non tiene conto che il vero problema, almeno per noi, arriverà dopo.
Però non puoi approfittare di questo fatto, sicuramente vero, per guardare con sdegno all’autodeterminazione di popoli, che per decenni hanno sofferto, e che ora realmente si sentono “liberati” da un giogo insopportabile.
Capisco anche che queste rivolte non sono un fenomeno totalmente casuale. In parte spinte dagli USA, in parte provocate dal disagio causato dall’aumento incontrollato dei prezzi dei generi alimentari primari, aspettavano solo una occasione come valvola di sfogo per esplodere.
Quella che alcuni di noi sperimentano, è una sorta di invidia, verso questi popoli che sono riusciti a fare ciò che noi malati di ideologia non siamo mai nemmeno riusciti a ipotizzare. Cambiare tutto, in modo radicale, per spianare la strada alla costruzione di un mondo più vicino a quello che vorremmo.
Berlusconi centra poco, tranne che casualmente è solo un impiccio temporaneo al mondo che vorremmo, e che con la sua guida folle ci allontana dal vedere realizzato.
Secondo me hai pienamente ragione! La paura degli integralisti islamici di oggi sembra quasi la paura dei comunisti di una volta
Ho letto anche di gente che auspica una “rivoluzione” come quelle nordafricane qui nella nostra Itaglia. Come se Berlusconi non avesse preso il potere (anche) grazie a tantissimi italiani che lo hanno democraticamente eletto.
Le rivoluzioni si fanno SEMPRE per sostituire un potere inizialmente democraticamente eletto, poi degenerato al di fuori della democrazia per aver travalicato la legittimità loro concessa dal popolo.
Io voto un governo dando per scontato che rispetterà la costituzione, ma se poi me la calpesta, come quando cerca di devastare la magistratura per salvarsi il culo flaccido, gli stessi che l’hanno votato sono legittimati a tirarlo giù, anche con la piazza se necessario. Intuito e decenza istituzionale vorrebbe che chi commette gravi abusi non aspetti la magistratura per togliersi dalle palle, ma di dimette subito, proprio per evitare rischi di tipo plebiscitario.
Ok, in linea teorica posso anche essere d’accordo.
Ma quando ci saranno delle libere e democratiche elezioni e la maggioranza degli italiani voterà per il rais-dal-culo-flaccido come la metteremo?
Faremo la RIVOLUZIONE?
Non credo. Non si sta poi così male e sappiamo adattarci.
Il rischio maggiore, non è tanto che se si andasse alle elezioni berlusconi possa rivincere ancora, è che se si tira troppo la corda potrebbe succedere una nuova piazzale loreto.
Penso che berlusconi abbia circa il 50% di probabilità di essere rieletto come il 50% di probabilità di essere IMPICCATO. Se invece si fa da parte, forse ha solo il 30% della probabilità di essere rieletto, ma anche il 70% di probabilità che arrivi una destra decente e che possa finalmente modernizzare il paese come merita. Ma B. non lo accetterebbe mai, perchè pensa che dopo di lui c’è solo il diluvio. E te lo dice uno di sinistra….
BUM! Berlusconi impiccato.
Ma di che parliamo?
Uno di sinistra che aspetta (e spera!) che berlusconi sparisca miracolosamente di scena. Per carità, non c’è niente di male. Anzi pare proprio che la maggioranza della gente di sinistra faccia lo stesso ragionamento. A partire dal principale partito di sinistra, ammesso che si possa così definire il PD.
In Italia non si impicca nessuno, per fortuna.
Ci mancherebbe.
Aspè.. Aspè.. sicuramente no fino a che possiamo stare comodamente spaparanzati a guardare il mondo dal buco di serratura della TV.
Ma se accade di dover alzarci pure noi ….
Mi sembra che l’autore abbia svolto un ragionamento ineccepibile sul piano logico.
Ora, un ragionamento logico non può che portare un po’ più vicino alla verità. Ma questa non diventa meno vera se è diversa da quella attesa; nè un discorso logico diventa cinico, nella sua accezione deteriore, per questo.
Se tolgo una gamba a un tavolo, è perfettamente logico discutere di equilibrio e di stabilità di un tavolo a tre zampe, ma ciò non togle che esistano anche tavoli a quattro gambe, perfettamente e logicamente stabili.
Intendo solo dire che nella logica non esiste solo la mutua esclusione, ma anche l’arricchimento. Quindi visioni plurali possono avere comunque perfettamente ragione senza elidersi a vicenda.
E’ l’incipit dei tuoi interventi, che non mi pare nè particolarmente logico, nè particolarmente utile alla discussione. Scusa la franchezza.
Quanto all’esempio del tavolo, non mi sembra calzante.
Qui non stiamo parlando del tavolo platonico, dell’idea del tavolo. Ma del tavolo che ci sta davanti, qui ed ora. Ed è a proposito di questo tavolo che il discorso di CN mi pare ineccepibile. Lo si può contestare, ci mancherebbe, ma servono argomenti, non dichiarazioni di principio.
Il problema non è tanto se è meglio Gheddafi o chi verrà dopo, ma, piuttosto, quale sarà il futuro del popolo libico. La cosa buffa che trovo nei commenti di molta gente è che ragiona sul “è meglio rimuovere Gheddafi è meglio lasciarlo”. Mi chiedo: qualcuno si pone il problema di come sarà la Libia domani? A parer mio peggio di oggi. Per due semplicissimi motivi: 1. Al posto di GHEDDAFI ci sarà un Presidente fantoccio, finto democratico, ma col pregio di essere filo-occidentale; 2. Per il motivo precedente si può senza ombra di dubbio ritenere che sarà UN PAESE A SOVRANITA’ LIMITATA (O PROTETTORATO) COSA CHE OGGI NON E’.
Qualcuno direbbe cornuti e mazziati. Le ricchezze della Libia, alla faccia del popolo libico, saranno controllate da noi occidentali, cosa che oggi non accadeva. Qualcuno vorrà forse far notare che prima erano controllate da un dittatore, niente di più vero, ma, a differenza degli Egiziani e dei Tunisini, il popolo libico, a livello economico, stava sostanzialmente bene e, se oggi può sembrare di secondo piano, domani, nella mente dei libici, forse non lo sarà.
La verità è che oggi i rivoluzionari, o meglio i loro capi (non metto in dubbio la bontà di molti libici che credono in questa rivoluzione), non sono meglio di Gheddafi perchè fino a qualche mese fa lo servivano e lo riverivano, anzi sono peggio, perchè “domani” quando Gheddafi sarà deposto, NON SI FARANNO SCRUPOLI DI SVENDERE LA LIBIA A NOI OCCIDENTALI (non sta forse già accadendo nel caso dell’Afganistan e dell’Iraq dove la condizione delle rispettive popolazioni è peggiorata?).
Quello che sta accadendo oggi in Libia non è una guerra umanitaria ma una guerra per le risorsedi petrolio e gas e, in parte, una guerra per colpire l’Italia. Non è un caso che questo scempio sia stato ordito da Francia e Inghilterra (in questo caso gli americani sembrano, dico sembrano, più defilati e quasi costretti più che per voglia).
Perchè l’Italia. Nel bene e nel male, soprattutto nel male dal punto di vista del popolo libico, Berlusconi era riuscito (non me lo sarei mai aspettato che lui riuscisse in un colpo del genere) a strappare degli ottimi accordi commerciali con Tripoli, così come ha fatto con Putin, in parte liberandoci rispetto ad altri paesi per quanto riguarda le risorse energetiche.
In particolare l’ENI HA STRAPPATO OTTIME CONCESSIONI (25 anni) CON ACCORDI, LO SO CHE NON CI SI CREDERA’, CHE PORTAVANO GROSSI VANTAGGI ANCHE ALLA LIBIA, MA, NEL CONTEMPO, HA COSTRETTO LE ALTRE COMPAGNIE INGLESI (BP) E FRANCESI (TOTAL ELF) E AMERICANE AD ADEGUARSI CON, PER LORO, UNA GROSSA PERDITA ECONOMICA.
Non è un caso che ormai da tre anni a questa parte un fondo americano (Knight Vinke), che detiene l’1% dell’ENI spinge affinchè questa venga smembrata, per poi, in un secondo momento costringere lo Stato italiano a privatizzarla (cliccare su google fondo Knight Vinke e si trova pagine e pagine di questa questione).
Non solo, per quanto possa sembrare strano, il nano, stava comunque costruendo all’Italia, grazie all’amicizia con Gheddafi, un ruolo di primaria importanza nel nord-africa.
Tuttociò non è piaciuto ai francesi e agli inglesi.
Però, fatta una cosa buona, il nano, è tornato a non capirci più niente (come è suo solito – detto fra noi anche questa opposizione parassitaria ci ha capito qualcosa) e si è fatto fregare dai francesi.
Intervenire o non intervenire (avrei decisamente preferito la seconda opzione) per l’Italia era comunque una sconfitta. Ci avrebbe soltanto perso.
La Francia e la Gran Bretagna invece godono e dopo gli Stati Uniti (Iraq e Afganistan) hanno aperto anche loro le danze per il nuovo colonialismo, quello del XXI secolo.
La verità è che a nessuno frega del popolo libico. Se i nostri ideali fossero mossi da reale umanità ora saremmo già in Yemen dove sta succedendo la stessa cosa e stanno sparando sui rivoluzionari o in Bharein dove l’esercito saudita è entrato per sedare la folla che protestava contro il governo tirannico locale (tuttociò sotto gli occhi della V flotta degli Stati Uniti rimasta assolutamente impassibile). Forse perchè quei dittatori sono filo-occidentali?
L’Arabia Saudita è uno dei più sanguinari governi, qualcuno muove un dito? No e penso che non accadrà.
Se dovesse accadere sarà ovviamente per difendere quei governi da rivoluzionari che, in questo caso, saranno dei sobillatori sostenuti da Al Qaeda o dall’Iran, insomma dei terroristi (vedete se non accadrà così nei paesi i cui dittatori sono amici!).
Volenti o nolenti la situazione è questa.
Le nazioni occidentali non vogliono rinunciare al proprio standard di vita e le multinazionali (di qualunque tipo, siano esse del petrolio, bancarie, della guerra, ecc.) ad arricchirsi alle spese di gente disperata.
Mi spiace dirlo ma NOI TUTTI SIAMO RESPONSABILI DI QUESTO SCHIFO, CHI PIU’ CHI MENO quando accettiamo i compromessi che ci pone di fronte la nostra società, incuranti del fatto che si accettano sulla pelle della povera gente (per fare un esempio quanti sono disposti ad usare di più i mezzi pubblici o la bicicletta? E non nascondiamoci dietro la solita frase “i mezzi pubblici fanno schifo”).
Penso che alla fine me ne farò una ragione.
Sicuramente, ed in questo mi sento libero, continuerò a non andare a votare (cosa che faccio dalle ultime 5 votazioni), perchè non ho voglia di legittimare un branco di parassiti (di destra, di centro e di sinistra) di cui il nostro Premier è un’”illustre” rappresentante.
Scusate se vi ho tediato.
P.S.: siete liberissimi di non leggermi.