Il Coraggio di Essere Puttane
5 dicembre, 2008 - 8:59 di Chiara di Notte
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“Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.”
Ogni persona ha il diritto di fare della propria vita ciò che desidera, se non infrange il minimo diritto altrui, ma la tal cosa non sempre è possibile. A volte ci si deve scontrare con chi ha una strana concezione del significato di “altrui”.

C’è infatti chi, pur non avendo alcun diritto, ama insinuarsi abusivamente e prepotentemente nelle pieghe della vita degli altri, tentando di condizionarle e “stirarle” secondo i canoni del tutto arbitrari della sua filosofia, spesso non corrispondente alle esigenze di alcuno se non alle proprie.
Le donne soprattutto sono spesso vittime di questo atteggiamento, poiché si trovano molte volte nella condizione di doversi confrontare con i concetti moralisti e gli atteggiamenti ipocriti di chi si propone a loro come educatore, come consigliere, come amico, come partner; iniziando a volte da un padre troppo possessivo, per finire con un compagno di vita troppo egocentrico e prevaricatore.
“Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.”
La mia piccola, insignificante esperienza mi ha insegnato che sono proprio coloro che ossessivamente indicano rigidi percorsi di vita ad alto concentrato morale quelli che, nel loro privato, commettono ciò che pubblicamente disapprovano.
Credo che amare il sesso, dedicarsi all’erotismo, essere trasgressiva, sia, una volta raggiunta l’età in cui le decisioni possono essere affrontate con maturità, una scelta individuale di ogni donna ed in questo campo nessuno dovrebbe permettersi di esprimere giudizi acconsentendo oppure vietando, premiando oppure condannando. Anche perché il concetto espresso dalle persone che mediocremente interpretano l’esistenza è quello ormai noto per cui, se per un uomo la libertà sessuale rappresenta motivo di vanto nei confronti della società, per una donna ciò è disdicevole se non addirittura ignobile. Per questo affermo che ogni donna ha il diritto di essere, se lo desidera, una puttana.
“Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano”

Tre Donne –
Questo non significa non avere dignità, non significa non rispettare determinati valori, non significa non meritare rispetto, non significa doversi vergognare. Più che un diritto, quello di pretendere che le nostre scelte siano rispettate, è un dovere che abbiamo nei confronti delle generazioni future se vogliamo lasciar loro almeno la speranza di un mondo migliore in cui non si è discriminati/e in base a quella che è la nostra razza, il nostro genere, la nostra fede religiosa, oppure il nostro orientamento sessuale; incluso il valore soggettivo che diamo alla nostra sensualità ed al piacere che può donare il nostro corpo.
“e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.”
E per rendere il mondo migliore non c’è bisogno di creare regole che limitino le scelte individuali o che le indirizzino verso specifiche concezioni esistenziali. Ci vuole solo coraggio.
Il coraggio di lottare per vivere secondo ciò che ci suggerisce la nostra intima natura, di mostrarci come siamo, di mettere a nudo le nostre debolezze, di essere provocanti, di essere sensuali, di fregarcene dei giudizi, di umiliare il perbenismo imperante, e di rifiutare il moralismo nauseante.
“Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.”

Il coraggio di essere puttane, ecco il punto! Il coraggio di lottare contro la sopraffazione da parte di chi questo non lo vorrebbe; perché certe cose preferisce farle di nascosto; perché sa di tradire; perché si vergogna della sua ipocrisia; perché di coraggio non ne ha affatto.
La vera libertà, oltre che per le innumerevoli altre cose, passa anche per queste e fare certe scelte non significa non rispettare la libertà altrui ma esercitare la propria.
Non ero ancora nata, era il 1967, quando un grande cantautore componeva quella che ho potuto ascoltare per la prima volta solo dopo il mio arrivo in Italia, e che secondo il mio personale giudizio rappresenta la più bella poesia mai scritta per una donna che liberamente sceglie di vivere la sua personale avventura.
“Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior”
Il Coraggio di Essere Puttane è di

In larga misura daccordo con te.
Ma qualche riflessione mi viene sulla società senza regole…e sull’esercitare la propria libertà…
Le regole nascono non per limitare ma per rendere la società ,una società civile. Non possono esser ovvio da tutti condivisibili…ma in una democrazia devono esserlo dalla maggiorparte di noi.
Che poi limitino..beh…è il rischio annesso al concetto di “regola”.
E se l’esercizio della tua libertà lede qualcuno?!
@snoopy,
Infatti il discorso di Chiara parte proprio dal presupposto che le proprie scelte non devono ledere la libertà altrui.
Le regole non hanno, nè possono avere, il compito di rendere civile una società, ma solo a regolare (appunto) i rapporti tra i diversi soggetti quando questi possono portare ad un conflitto (inteso genericamente). Quando si applica il buon senso non c’è bisogno di alcuna regola, e questo rende la società migliore.
Siamo noi che rendiamo la società civile oppure no, non le regole.
Sono completamente d’accordo con Chiara.
@ilBuonPeppe,
Regolare rapporti tra i diversi soggetti, senza ledersi a vicenda (lo si fa in caso di conflitto) non è rendere civile una società?!
Allora cosa intendi per “civile”!?
Il buon senso…è quello che matura dentro di te..man mano che cresci..e risente, vuoi o non vuoi, dell’ambiente che ti circonda.
Molto, ma molto relativo come concetto.
Il buon senso per te magari è un cattivo senso per un altro…
@snoopy,
Ehi Snoopy non vorrai far arrabbiare Chiara anche oggi:- )
D’altronde siete entrambe donne , credo, e dovreste andare d’accordo:-)
Tra un po’ di anni rimarrete solo voi più un higlander e d io che son di legno:- )
Credo che nella vita l’unica cosa importante sia il rispetto degli altri nella consapevolezza che ogni nostra azione, a volte, non riguarda solo noi ma anche le persone vicine a noi.
@Pinocchio,
Mi pare un lievemente sessista questa affermazione. Che significa? Significa forse che “essere donne” ci obbliga ad andare d’accordo? Gli uomini vanno forse tutti d’accordo?
Perche’ gli uomini no e le donne invece “dovrebbero”?
Solo una piccola precisazione, Pinocchio, lo sai che mi stai simpatico.
@Chiara di Notte – Klára,
assolutamente no non sessista.
Nel tuo caso è perchè mi sembra di aver capito che preferisci relazionarti con le donne e quindi dovresti trovare, nel confrontarti con snoopy, meno barriere, tutto qui. Entrambe sapete scrivere, stesse idee, ma cavillocosicchiate:- )
siete tremende.
Grazie per il simpatico e come rispondero a Snoopy, ma mi devo preoccupare di questa affermazione?
@Pinocchio,
stesse idee?????
dove? come? quando?!!
non me ne sono mai accorta:)
@Pinocchio,
ehi Pinocchio…io non voglio far arrabbiare nessuno:)
le donne si sa, amano discutere..discutere..discutere…
ma anche le piu’ dure..di fronte ad un tenero e simpatico Pinocchietto , tutto di legno e biricchino, si sciolgono come neve al sole:D
non dirmi che non ti dispiacerebbe rimaner da solo con noi …attento che con certi pensieri…il naso che hai di legno…potrebbe allungarsi troppo:D
se scrivo che anche a me “stai simpatico”..poi faccio arrabbiare chiara:)
@snoopy,
infatti io sto ad ascoltare:-) così son contente
“non dirmi che non ti dispiacerebbe rimaner da solo con noi …attento che con certi pensieri…il naso che hai di legno…potrebbe allungarsi troppo:D”
Non commento la frase…..ma scusa, va bene che son pinocchio, ma proprio il naso si deve allungare:D
certo con due che parlano a mitraglia non so come ne uscirei:D
grazie per il simpatico
@Pinocchio,
scusa..ma è l’unica cosa che è concesso si allunghi ad uno che è di legno:)
ma poi che ne sai…magari trovi la fatina buona che ti fa
diventare di carne e ossa:D
@snoopy,
pinocchio triste
non ho capito se la fatina e buona o bona:-)
@Pinocchio,
se è una fatina…
buona è bona ovvio:)
@snoopy,
scusa..e senza accento ovvio..
“buona e bona”
giusto per esser precisina.)
@snoopy,
allora la vorrei conoscere:-)
@Pinocchio,
oh oh…attento che qualcuna qui si può ingelosire….
conoscere “pinocchio”…cavoli, potrebbe esser interessante…
ma…vivi lontano..nel regno dele favole..come faccio a raggiungerti?
e poi biricchino come sei…magari nemmeno ti fai trovare:)
@snoopy,
sei fatina?
no fatina no party:-)
e poi stimata la mia età dovrei vere circa 8 anni:-)
vuoi approfittare di minore?
Dipende da cosa s’intende per puttana.
Se s’intende una persona, di genere maschile o femminile, che concede la propria disponibilità sessuale a fronte di un corrispettivo é difficile sostenere che si tratti di un atto di coraggio, quando è evidente che si tratta di un atto economico.
Se invece s’intende una persona portata a relazionarsi col proprio prossimo tout court sesso e volentieri, allora si può parlare di coraggio, nel senso che ci vuole molto coraggio, fatte le prime doverose esperienze, a reiterare pervicacemente un’azione da cui, evidentemente, non si sono tratte fin lì che delusioni.
La remunerazione del servizio è un fatto oggettivo, discriminante.
La morale e l’antimorale sono opinioni che vanno e vengono, paraventi dietro cui si nascondono spesso sia i bacchettoni, che le puttane.
A mio parere, naturalmente.
@F.Maria Arouet,
Non vedo la differenza: ogni scelta implica una dose di coraggio, che riguardi le relazioni personali oppure l’attività economica.
Ci vuole molto coraggio per avviare un’attività lavorativa autonoma (ne so qualcosa) in un paese come questo; se poi l’attività è quella di “puttana” allora può diventare un inferno, proprio per l’ipocrisia che c’è intorno all’argomento.
Io sono a favore della formalizzazione del mestiere di puttana; è un’attività come un’altra. A chi fa male?
Naturalmente, ma è quasi superfluo dirlo qui, un discorso ben diverso riguarda lo sfruttamento della prostituzione, che è un reato gravissimo equiparabile allo schiavismo. Qui parliamo di scelte fatte in libertà.
@ilBuonPeppe,
non ho nulla in contrario alla formalizzazione dell’attività.
Non ho detto che sia lesiva della libertà di alcuno.
Quanto al coraggio resto della mia opinione: se qualsiasi scelta implicasse coraggio saremmo tutti coraggiosi, che non è.
@F.Maria Arouet,
Vediamo…
Una domanda semplice semplice…
Se tua figlia decidesse per tale scelta tu come la prenderesti?
@Chiara di Notte – Klára,
di sicuro non le direi che ha fatto una scelta coraggiosa.
@F.Maria Arouet,
Che esperienze hai per poter affermare cio’?
Hai seguito qualche seminario? Hai fatto uno “stage”? Una vacanza con “Avventure nel mondo”?
Prendiamo ad esempio un’altra professione (qualsiasi), che non sia una “missione”, mi potresti dire quale potrebbe essere una “scelta coraggiosa”?
@Chiara di Notte – Klára,
mai saputo che per poter avere delle opinioni bisognasse fare uno “stage” dedicato.
Nel merito, siccome il titolo del tuo post recita: ” Il coraggio di essere puttane”, coerenza vuole che sia tu a dimostrare la sostenibilità logica dell’assunto.
@F.Maria Arouet,
Questo e’ il mio assunto.
“Il coraggio di lottare per vivere secondo ciò che ci suggerisce la nostra intima natura, di mostrarci come siamo, di mettere a nudo le nostre debolezze, di essere provocanti, di essere sensuali, di fregarcene dei giudizi, di umiliare il perbenismo imperante, e di rifiutare il moralismo nauseante [...] Il coraggio di lottare contro la sopraffazione da parte di chi questo non lo vorrebbe; perché certe cose preferisce farle di nascosto; perché sa di tradire; perché si vergogna della sua ipocrisia; perché di coraggio non ne ha affatto.”
Secondo me una persona dimostra coraggio anche in questo modo, anche facendo la puttana. Tu dimostra il contrario e, ripeto la domanda, dato che critichi senza argomentare, spiegaci tu cosa significa “coraggio”.
PS: Perdonami tanto ma hai raggiunto il numero massimo delle mie repliche ad una singola persona su un unico argomento. Mi sono imposta questa regola per non scadere in inutili polemiche in cui lo scopo della discussione diventa poi solo il dimostrare la propria forza dialettica. Un giochino che lascio volentieri a chi ha tempo da perdere.
@Chiara di Notte – Klára,
Scelta rispettabile, ancorchè non elegantissima.
@F.Maria Arouet,
Qualsiasi cosa si intenda, e’ una persona che ha scelto di fare della propria vita cio’ che desidera, senza infrangere il minimo diritto altrui. Fare le proprie scelte ed esigere che gli altri le rispettino senza subire condanne di alcun tipo e’ un diritto inalienabile.
Una puttana intesa nel significato piu’ “comune” del termine, vale a dire una donna che sceglie di far sesso in cambio di soldi, quale diritto altrui infrange? Cosa fa di male? E’ forse peggiore di chi, per soldi, sceglie di lavorare, magari facendo l’impiegato, per una multinazionale che sfrutta i bimbi del terzo mondo oppure la manodopera a basso costo sottopagando operai cinesi?
Con quello che si vede accadere nel mondo oggi, banchieri che hanno rovinato l’economia, politici che non si scollano dalle poltrone, papi che non riconoscono il diritto alla vita dei gay, le puttane sono fra le persone piu’ degne: fanno sempre con il loro, senza chiedere a nessuno e senza obbligare nessuno.
Ma capisco come in una societa’ marcia “coloro che si ritengono puliti” cerchino di imputare la “puzza” a chi, invece, del marciume non ha alcuna responsabilita’: puttane, gay, rom…
@Chiara di Notte – Klára,
e che c’entra con quello che ho detto sopra?
Ho detto:
” La morale e l’antimorale sono opinioni che vanno e vengono, paraventi dietro cui si nascondono spesso sia i bacchettoni, che le puttane.”
Se mai ho confutato che per fare la puttana per libera scelta e nel senso “comune” del termine, come dici tu, ci voglia coraggio.
Nella tua replica non trovo argomenti che dimostrino il contrario.
@Chiara di Notte – Klára,
Non c’è nemmeno bisogno di arrivare a situazioni drammatiche (e criminali) come quelle che riporti.
Io concedo in affitto il mio cervello per otto ore al giorno, e in cambio vengo pagato. Che differenza c’è con chi concede in affitto il proprio corpo e per questo viene pagato?
@ilBuonPeppe,
Ah, ma allora non hai capito nulla sui cavoli, i finocchi, le patate ed i piselli.
Chi affitta il suo cervello “fa bene” e’ intelligente. Chi affitta il corpo invece e’… come potrei definirla?
Una puttana, ecco!
@Chiara di Notte – Klára,
si potrebbe dire che chi affitta il proprio cervello e con quello gareggia per ottenere un posto per cervelli fa bene come fa bene chi gareggia con il proprio corpo per un posto che preveda quello. Essere intelligente forse è qaulcosa di molto diverso dal semplice lavorare con la testa e non è impedita l’intelligenza da lavori prevalentemente manuali o pratici.
Meno bene, per me, è se in un bando di concorso per cervelli, o alternativamente per corpi, si rimescolano le carte e non vengono rispettate le specifiche richieste dalla singola professione messa a bando; chiedendo quindi ai cervelli, e capita soprattutto a quelli femminili, prestazioni fisiche, e ovviamente viceversa, richiedere a un fabbro di sapere le equazioni differenziali, per intenderci.
La libertà della puttana per me non lede alcuno. Non apprezzo però che si invitino tutte le altre donne a confrontarsi sul terreno delle prime.
Se si lascia passare il messaggio che del cervello e di tutte le altre tue eventuali doti, senza la bellezza, non te ne fai nulla, che ne sarà delle bruttine, delle frigide, di tutte le alter che vorrebbero non essere puttane? credo oche anche loro debbano essere tutelate.
E perché il puttano non ha di questi problemi?
Perché all’uomo statisticamente non è richiesto di essere bello o compiacente per avere un posto di lavoro per cervelli?
Che storicamente si sia ancora sotto l’effetto sociale dei tempi, non passati, in cui la donna era una specie di schiava? Un essere di serie B?
Una schiavitù che in molti paesi si estrinseca in un violento controllo del suo corpo, nelle gravidanze forzate, nello stupro etnico, nell’avvio alla prostituzione forzata.
Come mai tutti questi fenomeni di controllo fisico (e a mio avviso anche psichico) sono, tolti i bambini, quasi esclusivamente al femminile?
Forse con questo sto divagando, ma comunque complimenti per il bel post e per le riflessioni che offre.
PS. non potrò rispondere per parecchi giorni, mi scuso quindi fin d’ora se non potrò a breve continuare un eventuale confronto con te.
@Monica,
Penso che non si debba settorializzare. La persona agisce mettendo in campo cio’ che possiede: cervello, corpo, abilita’ artistica, carattere e quant’altro. Non esistono “gare” in cui facciamo partecipare solo quell’elemento che forma la nostra personalita’ ma in realta’ e’ tutto insieme che agisce e che gareggia. Se si tratta di una gara di velocita’ vincera’ chi ha va piu’ veloce e se si stratta di una gara di fondo vincera’ chi ha piu’ resistenza ma alla fine a nessun velocista deve essere impedito di gareggiare in una maratona come a nessun maratoneta deve essere impedito di gareggiare nei 100 metri.
A parte tutto cio’ pero’, credo che nella societa’ odierna ci voglia piu’ coraggio a gareggiare come puttana che come ragioniera. Perche’ una ragioniera non viene “giudicata” moralmente per cio’ che fa.
@ilBuonPeppe,
anch’io lavoro e vengo pagato, ma non mi sono mai sentito un eroe per questo.
@F.Maria Arouet,
Non ho detto che mi sento un eroe. Ho detto che il mio lavoro non è concettualmente diverso da quello della puttana; e in un altro punto ho detto che ci vuole coraggio a fare delle scelte. Hai fatto una sintesi un po’ azzardata.
@ilBuonPeppe,
Sarà pure, ma la questione resta aperta: ci vuole un coraggio particolare a fare la puttana?
@F.Maria Arouet,
Penso proprio di sì. Ci vuole coraggio ad andare contro il perbenismo e il pensiero “comune”; non ho mai fatto la puttana, ma più di una volta ho fatto scelte che hanno lasciato tante persone a bocca aperta.
@ilBuonPeppe,
Alcuni (non tu) sottilizzano sui termini cercando non tanto il significato di quello che l’autrice ha voluto esprimere quanto creare motivo di polemica inutile il cui unico fine e’ blaterare al solo fine di “giocare a contraddire” senza portare alcun argomento se non la propria disapprovazione e senza avere alcuna idea di cio’ che significhi fare determinate scelte.
Qualcuno dice che per esprimere opinioni su una certa cosa non occorre viverla sulla propria pelle…
Basta guardare un programma in Tv che parla di viaggi nello spazio per esprimere un’opinione su cosa significa “essere” astronauta?
Si puo’ dire “io non lo farei” oppure “io lo farei” ma io credo che un astronauta sappia meglio di altri se ci vuole “coraggio” a fare il suo mestiere
Oggi chicchessia, dal comodo della sua poltroncina, da dietro una tastierina, ha modo di diventare “opinionista”. Di tutto!
E’ la categoria che io chiamo dei “tuttologi della minkia”. Sono quelli che hanno sempre qualcosa da dire, sono quelli che pur non avendo mai guidato un’auto da corsa saprebbero vincere ogni Gran Premio oppure saprebbero scalare l’Everest utilizzando il mouse.
Fare la puttana e’ una scelta che e’ sicuramente coraggiosa. Soprattutto per chi lo fa senza nascondersi nei panni della “brava ragazza” che lo fa solo “per amore”.
Ed ancor piu’ coraggio richiede “essere puttana” come stile di vita, portando avanti la propria idea: quella di rivendicare la liberta’ di poter fare delle scelte individuali nonostante l’ipocrisia di cui e’ imbevuta la societa’.
@ilBuonPeppe,
e se invece fosse soltanto quel che sembra?
Una banale questione di soldi?
Per me una può fare la prostituta tutta la vita, non fa male a nessuno, anzi.
Però deve farlo all’interno di un contesto legislativo definito (luoghi, tassazione, prevenzione malattie etc.).
E penso che la stragrande maggioranza degli italiani sia d’accordo, quindi W le puttane!
@alberto,
Anche i gigolo’?
Io ho una visione strana della vita. Per me chi lo fa per soldi (senso 1 di “puttana”) mi “piace”. Vorrei parlare con loro, vorrei quasi fare amicizia. Hai citato De André, ebbene direi che ho lo stesso sentimento. In fondo le prostitute sono attrici, È tutta una illusione! (Altra canzone di De André, “La città vecchia”).
Però non riesco a capire chi passa con disinvoltura tra fidanzati e flirt o chi cede al ricatto lavorativo. Non c’è poesia, non c’è arte. Solo squallore e sentimenti infranti, illusioni che cadono a pezzi. L’anima è come un foglio di carta, se lo appallottoli, non tornerà più liscio come prima.
Secondo me io sono strano forte.
@ff,
Un’attrice, come una prostituta, recita e mette in gioco il proprio talento per soldi…
Eppure un’attrice puo’ vincere un Oscar mentre una puttana viene lapidata.
Ci sono puttane che lo fanno per professione come lo fanno le attrici. Ci sono addirittura “scuole di puttane” (ad esempio di geishe) dove viene insegnata l’arte del sesso. Perche’ il sesso puo’ anche essere un’arte.
Purtroppo Ratzy questo non potra’ mai comprenderlo. Non credo sia mai andato a puttane, ma alcuni suoi uomini di fiducia sanno bene cosa significa “una puttana”, come altri conoscono bene cosa significa pedofilia…
In certi Paesi essere puttane non e’ altro che una professione, ma in Italia?
Immagina i vicini di pianerottolo italici che lo sanno… ordirebbero subito una riunione condominiale per discutere dell’abominio. Anche se magari la ragazza neanche esercita in quella casa, ma il solo fatto di sapere che e’ una puttana sarebbe piu’ indecoroso che se al suo posto ci stesse Previti.
Chi fa col suo ha sempre ragione.
@Oris,
E’ cio’ che sostengo da quando ero poco piu’ che adolescente. Un’idea che non mi ha mai abbandonata.
In certe professioni il talento determina la riuscita (per esempio saper dipingere oppure saper correre i 100 metri in 9 secondi), in altre invece cio’ che conta e’ prostituirsi…
Ebbene io credo che fare la puttana significhi prostituirsi molto meno rispetto ad altri generi di prostituzione molto piu’ eclatanti ma comunque “rispettati” dalla morale comune.
La prostituzione e’ alla portata di tutti, uomini e donne, basta dare via il “culo” in senso metaforico. Significa persino vendere i propri ideali… la propria anima.
Non tutti, invece, possono essere “puttane”. Per essere puttane ci vuole il coraggio di mettersi in gioco, di fare con il nostro, occorre talento e soprattutto una puttana non si vendera’ del tutto; ogni cosa restera’ a livello “epidermico” e non impregnera’ cio’ che ha dentro.
Chissa’ come mai, discutendo di questo, mi viene in mente Capezzone
@Chiara di Notte – Klára, come avrai capito io sono il contrario del moralista, quindi sfondi una porta aperta.
Mi rendo conto però che gestire gradi di libertà elevati, come un tale modo di pensare implica, non è purtroppo alla portata di tutti, anzi direi, di pochi.
Io considero odiose solo le bugie, pur essendo uno che ne dice, non riesco ad accettarle, ma mi rendo conto che noi umani ne abbiamo bisogno, tanto è grande il peso della verità rispetto alle nostre imperfette vite.
Quindi possiamo solo tendere al rispetto dell’altro, nei limiti della auto-conservazione.
Sinceramente però fatico a comprendere l’astio verso chi fa la prostituta, un mestiere dove sicuramente l’ipocrisia è finalmente ( in quanto inutile non richiesta ) bandita.
se fai col “tuo” ma non rubi anche il “suo”.
@snoopy,
Piu’ volte nella mia vita ho assistito ad episodi in cui chi riteneva di non aver talento o doti che altre persone avevano credeva di esserne stato derubato e veniva assalito da un sentimento a cui e’ stato dato il nome di “invidia”.
Purtroppo la natura e’ una madre non equa. Ad alcuni distribuisce di piu’ ad altri di meno e le persone che ritengono di non essere state compensate abbastanza non possono farci nulla se non arrabbiarsi ed essene frustrate.
Tutt’altra cosa sono invece i beni “materiali”. Essi possono essere frutto di capacita’ personali gestite nel modo opportuno oppure, come spesso accade, rubate o rubate dai propri avi. In tal caso l’uomo, diversamente da tutto cio’ che e’ naturale, puo’ operare una redistribuzione, ma e’ impossibile “redistribuire” intelligenza, bellezza e talento. Chi li ha se li tiene, volente o nolente.
Un modo secondo me efficace per redistribuire il proprio talento sarebbe quello di farlo fruttare per poi redistribuirne i frutti fra chi non e’ stato fortunato, ma cio’ afferisce alla sfera personale, anche questa e’ “una scelta” ed anche in questo caso occore avere “qualcosa in piu’” rispetto agli altri.
@Chiara di Notte – Klára,
chi ritiene di non aver talento…
o non ce l’ha davvero..e quindi perchè dovrebbe invidiare?
o ce l’ha e non se ne è accorto,e allora..inutile averlo..
invidia..chi l’invidia ce l’ha nelle vene..per qualsiasi cosa e per qalsiasi motivo.
indipendetemente da doti e talento.
rubare…nel senso di privare altri di ciò che gli spetta.
fare il proprio..senza badare agli altri…
@snoopy,
Sinceramente non comprendo questa frase dalla quale si evince che il 99,9% della gente su questo pianeta ruba o ha rubato.
Einstein badava forse “agli altri”?
Tu vorresti un mondo di missionari, e lo vorrei anche io, ma in tal caso non dovresti puntualizzare solo sulle puttane ma su chiunque non fosse un missionario.
@Chiara di Notte – Klára,
lo evinci tu..(soprattutto nella percentuale) ,
non credo lo evincano in molti…e chi lo evince..non ha compreso.
Chi si dedica alla scienza..si dedica si ad una propria dote..ma anche ad un bene comune..bada automaticamente agli altri.
Il mondo non può essere di missionari..perchè è un mondo di uomini.
@snoopy,
Sicura che la bomba nucleare sia un “bene comune”?
Ed i farmaci anti-aids che i popoli del terzo mindo non possono acquistare se non a prezzi per loro impossibili perche’ le multinazionali farmaceutiche ne hanno il brevetto?
Come ho detto altrove non e’ la bellezza che conta, non e’ l’intelletto. Cio’ che reamente fa la differenza e’ l’anima e quella, la natura, la fornisce a tutti/e eguale. Siamo solo noi gli/le artefici di come poi essa evolve.
@Chiara di Notte – Klára,
bene in senso fisico, materiale.
Poi che possa essere buono o cattivo bene…altro discorso.
Una scoperta è una scoperta proprio perchè nuova…
se nuova..spesso difficile prevederne gli effetti.
Appunto, il mondo non è fatto di missionari.
@snoopy,
Anche Lesbia, che ha ispirato i versi di Catullo, pur non essendo dedita alla scienza ha fatto del bene…
Oppure Beatrice di Dante, Silvia di Leopardi e tutte coloro che hanno prestato il loro “modello estetico” alla scultura, alla pittura, alla letteratura…
O che hanno ispirato la canzone di De Andre’.
Il mondo non e’ fatto solo d’intelletto, e’ fatto anche di bellezza. Non tutto e’ “ragione”, c’e’ anche l’istinto e non necessariamente il secondo deve essere demonizzato solo a causa del privilegio Paolino. La ragione produce “mostri” in abbondanza quanti ne produce l’istinto, e De Andre’ lo dice chiaramente con la sua strofa finale.
@Chiara di Notte – Klára,
e chi ha scritto che fa del bene chi si dedica alla scienza?
ho scritto: chi si dedica alla scienza si dedica ad un bene comune…aggiungo materile di sicuro…
Anche Lesbia ha fatto del bene.
Perchè pensi che io creda che il mondo sia fatto di solo intelletto e ragione?
e soprattutto che io non apprezzi la bellezza?
Per mia fortina non credo di fare a meno di istinto e passione e bellezza.
@Chiara di Notte – Klára,
correggo omissione della parola “solo”.
ho scritto troppo in fretta:)
…chi ha scritto che fa del bene chi si dedica solo alla scienza.?:..
@snoopy,
Tu lo hai fatto intendere qui:
Non e’ vero che bada automaticamente agli altri…
Allora vorrei capire a chi o a cosa ti riferisci con la frase che ha iniziato tutta la trafila dei commenti, cioe’:
Qual e’ il confine che determina l’azione di una persona che “pensa agli altri’, e soprattutto “cosa deve fare” per pensare davvero agli altri?
E chi sono gli altri?
Noi tutti/e siamo “gli altri”.
Insomma con la tua frase che volevi dire in realta’? Che le puttane, diversamente dagli scienziati fanno un lavoro di subordine perche’ agiscono con il corpo invece che con l’intelletto oppure che il loro lavoro non serve a nulla ed invece quello degli scienziati e’ utile?
Io credo che in certi tipi di societa’ non meno avanzate di quella in cui viviamo potrebbero far del bene piu’ le puttane che gli scienziati.
@Chiara di Notte – Klára,
inutile..non ci si intende.
Il tuo problema è la presunzione di sapere ciò che gli altri pensano.
…nel rifiutare chi diverso è da te.
…nel porsi al di sopra degli altri..perchè ci si sente piu’ coraggiosi.
….
Se ciò che si fa nella vita è frutto di una scelta. Non è coraggio..ma solo seguire il proprio modo di essere e il proprio istinito.
E se una non fa la puttana..magari è perchè non piace far la puttana…e non perchè lo siam tutte ma non abbiamo il coraggio di farlo.
Anche una donna che fa la suora..è coraggiosa.
E’ un’assurdità.
Presunzione..è pensare che le donne che non son puttane…allora son finte nella vita e puttane dentro.
Allora..siam tutte puttane..bello.certo…
Il coraggio nella vita è seguire le proprie scelte e portarle fino in fondo.
Se lo hai fatto..sei coraggiosa…Come tutte. Puttane e non.
Non si tratta di giocare coi termini al fine di far polemica…ma di usarli per il loroe reale significato.
Non sono scienziata ,ne puttana.
Ne ho la presunzione di sapere piu’ degli altri.
Se hai fatto e fai la vita che vuoi……..perchè cerchi approvazione?
no..non sei piu’ coraggiosa..ma normale..cara..NORMALE.
Un cosa segna il filo conduttore dei tuoi interventi. complesso di inferiorità.
fa male..e fa vivere male.
@Chiara di Notte – Klára,
in ultimo.
tutti i mestieri servono, anche quello della puttana per libera scelta.
anzi..se è il piu’ antico del mondo..serve piu’ di molti altri.
Ma tu ovvio..hai preteso di sapere anche cosa pensavo in merito a questo.
saper ascoltare…è una gran dote..prima ancora del parlare.
@Chiara di Notte – Klára,
Non ho mai scritto di non essere “normale” e neanche ho affermato di aver scritto questo articolo “per me”.
Concludo con le seguenti parole nelle quali credo fermamente e che so “bruciano” dentro a molte persone:
PS: Anche per te, giunta all’ennesima replica, per la mia regola “anti-polemica”, da ora in poi su questo argomento solo “no comment”.
@snoopy, nessuno costringe nessuno a andare con le puttane.
Io devo dire di non averlo ancora fatto, anceh se spesso, la notte, da solo, ci ho pensato.
Credo che un giorno lo farò, con una ch ealavora in stanza.
Probabilmente quando ci andrò non combinerò nulla, perchè fino ad oggi la cosa che mi ha fermato è il ricordarmi che sono persone e il fatto che lo facciano con me senza volerlo veramente mi da l’impressioni di… mancargli di rispetto.
Lo so sono malato.
@Oris,
E chi ti dice che lo facciano senza volerlo?
Ti poni lo stesso dubbio anche quando vai a tagliarti i capelli?
Certo che l’esperienza di Chiara può insegnare qualcosa ad ognuno di noi.
“La mia piccola, insignificante esperienza mi ha insegnato che sono proprio coloro che ossessivamente indicano rigidi percorsi di vita ad alto concentrato morale quelli che, nel loro privato, commettono ciò che pubblicamente disapprovano”
Mi farebbe piacere molto approfondire questo pezzo dell’articolo.
I vostri mariti, quelli che al ritorno dal lavoro accarezzano i vostri figli e vi danno un bacetto sulla fronte, potrebbero essere clienti abituali di prostitute.
Un ex deputato dell’Udc, un nostro vecchio rappresentante, uno che abbiamo votato la scorsa legislatura, era un cliente abituale di prostitute.
Un ex portavoce del nostro ex presidente del Consiglio è stato fotografato “mentre chiedeva informazioni” ad un trans su un marciapiedi.
I vostri parroci potrebbero essere quelli che sbavano dietro Chiara sul suo blog.
I vostri pregiudizi sono quelli che vi spingono ad ignorare tutto questo.
All that you touch and all that you see
all that you taste, all you feel
and all that you love and all that you hate
all you distruct, all you save
and all that you give and all that you deal
and all that you buy, beg, borrow or steal
and all you create and all you destroy
and all that you do and all that you say
and all that you eat and everyone you meet
and all that you slight and everyone you fight
and all that is now and all that is gone
and all that’s to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon.
“tutto quanto sotto il sole è in sintonia
ma il sole è eclissato dalla luna.”
W i Pink Floyd…
@CogitoergoVomito,
Mi pare che tu abbia approfondito abbastanza.
@CogitoergoVomito,
e aggiungerei il commento di R. Waters
“There is no dark side of the moon really. Matter of fact it’s all dark”
qualche perplessità sulla traduzione di “in tune”. Forse “armonia” suona meglio o in questo caso una licenza poetica
per “messo a fuoco, distinto, chiaro”
“Il coraggio di essere puttana”:potremmo dire più in generale il coraggio di andare contro le restrizioni che la morale comune impone alla libertà.
Sinceramente non dico che penso sia bello fare la puttana o che andrei volentieri con una puttana(mai pagare per qualcosa che puoi avere gratis..sono le mie lontane radici genovesi XD),però riconosco agli altri di fare il diritto di fare quello che vogliono con la loro libertà,indipendentemente dal fatto che mi piaccia o meno.
E neanche condanno chi prende questa scelta liberamente.
Ciò che forse sarebbe giusto sarebbe regolare la professione,poiché di professione si tratta visto che si ha un ricavo economico,ed equipararla alle altre,con diritti e doveri. (puttana,ma anche gigolò,transex etc etc)
A proposito del discorso sulle differenze fra lavoro col corpo e lavoro col cervello..
Viviamo in una società in cui l’aspetto mentale è l’indirizzo(o meglio l’aspirazione) dominante,per cui risulta difficile stabilire una relazione di parallelismo col corpo,visto anche che in effetti mente e corpo non sono simmetrici,pur essendo in una relazione inscindibile(se non la stessa cosa) visto che le loro modalità di interazione con l’esterno sono differenti.
In un conflitto ormai quasi cronico,la mente viene spacciata sempre per la parte “pulita”,pura,mentre il corpo rappresenta sempre i nostri lati peggiori,gli istinti che una volta soddisfatti ci danno i sensi di colpa.
Una piccola parentesi:
è tanto facile avere i sensi di colpa quando si è appagati..e tanto difficile sottrarsi alla tentazione di fare qualcosa che sappiamo ce ne procurerà,visto che quello che spesso ci si ostina a non capire,è che dopo aver soddisfatto un bisogno,siamo fondamentalmente diversi da come eravamo prima di soddisfarlo.
Perciò non puoi paragonare nella concezione morale comune(o dovrei dire imposta?) un lavoro come la prostituta a lavori intellettuali.
Non a caso però,tutti siamo più o meno consci che il lato fisico,impuro,peccaminoso(chiamatelo come vi pare a seconda di quanto siete bigotti) è indispensabile per il genere umano,perciò “mestieri” come la valletta,ottenuti magari mediante favori sessuali(quindi concettualmente in maniera poco differente dalla puttana) riscuotono una grande simpatia.
Si fa ma non si dice,pubblicamente si disapprova e privatamente si celebra.Il teatrino dell’ipocrisia.
Pensando ai calciatori,anch’essi vengono bersagliati per le loro scarse doti intellettuali,ma al tempo stesso,in maniera più o meno appariscente,idolatrati per le loro doti fisiche,e il modello di sportivo arrivato non a caso è uno di quelli che suscitano la maggiore invidia.
“Penso che non si debba settorializzare. La persona agisce mettendo in campo cio’ che possiede: cervello, corpo, abilita’ artistica, carattere e quant’altro. Non esistono “gare” in cui facciamo partecipare solo quell’elemento che forma la nostra personalita’ ma in realta’ e’ tutto insieme che agisce e che gareggia. Se si tratta di una gara di velocita’ vincera’ chi ha va piu’ veloce e se si stratta di una gara di fondo vincera’ chi ha piu’ resistenza ma alla fine a nessun velocista deve essere impedito di gareggiare in una maratona come a nessun maratoneta deve essere impedito di gareggiare nei 100 metri.”
Giustissimo secondo me,ma per diventare una velina essendo brutta ci vorrebbero doti secondarie non indifferenti..e non parlo di “concessioni”,visto che essendo brutta..
Se sei velocissimo sui 100 m ma non hai resistenza è inutile che corri una maratona,poiché saresti costretto a tenere una velocità troppo bassa per arrivare in fondo
@PandaTriste,
Perche’ inutile?
Io credo di avere un diritto inalienabile nel cimentarmi in ogni disciplina anche se in partenza so di non avere le chances che hanno altre.
La bellezza non deve impedire di cimentarsi nell’intelletto e viceversa, e la bruttezza non fornisce l’alibi per dedicare la propria vita solo all’intelletto cercando di “spacciare” quello come unico “valore” importante.
Comunque essere puttana non afferisce al fatto di essere bella o brutta. Esistono molte puttane che oggettivamente non sono belle, ma significa mettersi in gioco in un ambiente “ostile”.
Correre la maratona quando si e’ centometriste…
Insomma ci vuole coraggio, secondo me. Molto piu’ che correre la maratona da maratonete.
E poi, vuoi mettere la soddisfazione se dovesse accadere di vincere?
@Chiara di Notte – Klára,
Ma certo che a nessuno deve essere preclusa la possibilità di partecipare ad una competizione,anche perché ad esempio può essere difficile in certi casi stabilire se si è più maratoneti o centometristi(soprattutto fuori di metafora);)
Le chances di vittoria però sono un’altra cosa,e nel mondo reale,dove la pura potenzialità si perde, questo,anche se la realtà è tutt’altro che determinata,conta.
L’equivoco forse è proprio sull’uso improprio del termine.
Una donna libera e coraggiosa che decide di fare sesso con chi e quando vuole, priva di imposizioni anche indirette (gerarchiche, sociali, familiari e culturali in genere) ma solo ed esclusivamente per libera scelta è definita “puttana” dalla maggioranza degli uomini, compresi i nostri comtemporanei (sic), in senso dispregiativo. Una moglie che tradisce ad esempio diventa automaticamente tale per il marito cornuto e la cerchia dei di lui difensori. E questa si troverà prima o poi a dover fare i conti con la solitudine sociale alla quale verrà relegata per le voci che su di lei andranno spargendosi riportate proprio dai maschi che approfitteranno della sua…libertà. E nessuno/a prima o poi, tranne chi non la conoscesse, vorrà più dare quanto lei vorrebbe. Ahimè.
Una “puttana” nel senso del libero scambio economico sesso denaro (con aggiunta della valorizzazione economica del tempo da dedicarvi e dal tipo di prestazione) è altresì coraggiosa. Purtroppo il coraggio in questi casi è nella maggioranza dei casi quello necessario ad affrontare il cliente, qualunque esso sia, pur di non dover affrontare la violenza fisica degli sfruttatori. Che esistano professioniste del sesso libere ed indipendenti è cosa nota ma purtroppo la stragrande maggioranza, anche se adesca sorridendo, scherzando e sculettando come se gioisse nel farlo, è vittima di uno sfruttamento paragonabile come crudeltà morale e spesso fisica, a quello perpetrato dai nazisti nei confronti dei prigionieri dei lager. Ahimè.
Alla fine, ahimè, si finisce sempre con un ahimè!
Mi accorgo ora che quando dico nel primo passaggio “E questa si troverà” è mal legato col pensiero precedente. Non mi riferisco alla “moglie traditrice” ma a quella ipotetica e generica donna che sceglie la sua libertà sessuale. Chiedo scusa
Mi pare che la questione verta intorno all’attribuzione della patente di ipocrita.
Definisco l’ìpocrisia come simulazione di virtù allo scopo di ingannare. Spero che vada bene a tutti.
La tesi di Klara é che ci vuole coraggio (una nobile virtù) per sfidare l’ipocrisia delle beghine e dei bacchettoni che simulano temperanza (una virtù con pochissimo appeal) e che dunque il coraggio sia il necessario complemento della professione più antica del mondo, la quale sarebbe nient’altro che una nobile lotta contro l’ipocrisia dilagante. Cito testualmente:
“Il coraggio di lottare contro la sopraffazione da parte di chi questo non lo vorrebbe; perché certe cose preferisce farle di nascosto; perché sa di tradire; perché si vergogna della sua ipocrisia; perché di coraggio non ne ha affatto.”
La tesi avversa oppone: ma quando una puttana si attribuisce a priori la virtù del coraggio, senza prove a supporto, se mai il contrario, perché non risulta agli atti della storia che le puttane siano state di regola più eroine della media, non é che faccia esattamente la stessa operazione che contesta alle beghine, simulando una virtù che non possiede?
@F.Maria Arouet,
Faccio un eccezione alla regola di non rispondere piu’ oltre un certo limite di repliche perche’ ravviso in questo tuo commento un insulto:
Attenendosi all’articolo, che e’ l’unico elemento che ti consente di commentare, dico forse che sono io la puttana? Dico forse che l’articolo l’ho scritto per me? E’ scritto forse in prima persona?
Non mi pare.
In prima persona parlo solo qui:
Ma tu che ne sai di quale esperienza parlo? Anche se nella mia vita avessi fatto la puttana (e tu non puoi averne prova perche’ non si evince) l’articolo potrebbe essere scritto in generale per ogni puttana del mondo. esattamente come la canzone di De Andre’.
Sei tu che, in modo offensivo, mi dai della puttana e questo, se mi permetti e’ un privilegio che non concedo a chiunque e che ovviamente non concedo a te.
Attendo le scuse.
@Chiara di Notte – Klára,
Rileggi meglio Klara.
Io cito la tua tesi e la tesi opposta.
Dove sta l’insulto?
Quel che fai o non fai sono affari tuoi.
@F.Maria Arouet,
Tu scrivi “ma quando una puttana si attribuisce a priori la virtù del coraggio” ti riferisci a chi attribuisce il coraggio usando il riflessivo e quindi ti riferisci all’autrice dell’articolo, quindi a me
Ma io non mi attribuisco nessun coraggio. attribuisco il coraggio alle puttane. Ma tu ha pensato di far filtrare il concetto che mi riferissi a me stessa.
Non sono io che devo leggere meglio. Io so leggere benissimo. Magari tu impara a scrivere in modo da non insultare.
Attendo le scuse.
@Chiara di Notte – Klára,
rileggi meglio.
L’italiano è una lingua precisa.
L’articolo un si premette ai nomi sostantivi, quando sono presi in senso indeterminato, cioè quando la cosa da loro significata si enuncia come nota solo nel suo genere, non in sè stessa come individuo.
Per il resto la tua pretesa mi ricorda la favola del superior stabat lupus… ma io non sono un agnus.
@F.Maria Arouet,
L’italiano e’ una lingua precisa e dubito tu lo conosca bene, anche perche’ ti esprimi come un azzeccagarbugli usando una frasologia complessa ed inconsistente, fatta di paroloni e nient’altro, mentre io sono abituata alla semplicita’ dei concetti.
Tu scrivi:
Secondo te, dunque, ci sarebbe una outtana che si attribuisce a priori la virtu’ del coraggio.
Ebbene, potresti dirmi chi sarebbe questa puttana che si attribuisce a priori la virtu’ del coraggio?
Nessuno, a parte te, ha notato puttane che si attribuissero tale virtu’.
Hai forse scritto una cavolata?
Attendo le scuse.
@Chiara di Notte – Klára,
Mi intrometto solo per farti osservare che in quanto ha scritto F.Maria Arouet non ho letto (pur approfondendo e rileggendo) nessun riferimento diretto a te, quindi nessun insulto. Inoltre perché se qualcuno scrive bene (alla buon’ora!) in italiano gli si da’ subito addosso tacciandolo di prosaicità, di usare parole altisonanti e desuete?
c’è chi fa la puttana ed è conscio/a di farlo, e c’è chi essendo una puttana pensa che puttane siano solo coloro che bazzicano i marciapiedi,.
In realtà siamo tutti delle puttane. poichè tutti bene o male ci vende, quando non ci si svende per qualcosa.
Per quel che mi riguarda ho il massimo rispetto per chi vende il suo corpo per qualche minuto di piacere, ma non posso dire altrettanto per coloro che vendono il loro corpo a mo di zerbino.
Queste sono le vere puttane (alias il 97% degli italiani)
@marco,
97%…ne desumo tu sia turco allora
Non credo ci voglia coraggio ad ESSERE una puttana, ci vuole coraggio a FARE la PROSTITUTA in questa società.
Vendere il proprio corpo e istanti di emozioni è più
onesto che farsi succhiare la vita in uno dei tanti “lavori perbene”.
Ci vuole coraggio a vivere turandosi il naso, ma forse questo non è coraggio è codardia.
Prosit
Guggenheim
@guggenheim,
Mi chiedo se qualcuno di coloro che, come te, scrivono certe corbellerie, abbia mai conosciuto non una ma decine di puttane, frequentato non una ma decine di esse. E e abbia visto nei loro occhi, dietro quel sorriso di sincera riconoscenza in chi le trattava meglio di tanti, pur ovviamente approfittando del loro vendersi e quindi alimentando la legge economica della domanda a loro discapito.
Una può liberamente fare la puttana come e quando vuole, è liberissima di farlo, il punto è quando si comincia a prendere per il culo le persone, un puttana di professione penso sia la donna più vera che ci sia perché lei stessa decide di darti piacere in cambio di denaro, non ci sono preamboli, quello ti da e quello ti prendi. Il fatto di poter essere puttane nella vita non ve lo impedisce nessuno ma a questo punto, se veramente volete esserlo ed avete il “coraggio”(non ci vuole mica tanto)di farlo almeno siate coerenti ed indipendenti nel farlo, ovvero non prendete per il culo le persone, siate chiare. Il fatto è che non c’è donna al mondo che non si senta puttana se non nel far credere all’altro il contrario, se lo facesse, smetterebbe di esserlo, il bello è proprio quello, altrimenti non ci sarebbe gusto nel farlo.