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Il Compagno Segreto

31 dicembre, 2009 di dellefragilicose  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest



Chiamando il Nulla
Negli ultimi tempi, un po’ anche per colpa della crisi, ho dovuto riprendere un vecchio lavoro che mi porta a stare lontano dalla famiglia e vicino al male della Terra. Capita che per qualche giorno io non stia a casa e non possa vedere la mia bambina. Mia madre mi ha raccontato che, durante una di queste assenze, ha provato a giocare con lei chiedendole:”Dov’è papà?” Dopo un po’ l’ha vista sparire. L”ha cercata e l’ha trovata seduta vicino al telefono, con la cornetta in mano, mentre, a voce bassa, ripeteva: “Papà, papà, papà”.
Non ho mai sentito quella telefonata. E’ ovvio, non posso dolermene perché il mio telefono non ha mai squillato. Eppure, anche se non è ragionevole, mi sento in colpa. I bambini fanno grandi magie e se ne infischiano delle leggi del mondo.

Le Mille Verità
Sono seduto qui nella mia stanza silenziosa. Di là, mia figlia e sua madre dormono. E’ già scuro, piove leggermente e per strada il semaforo si accende e si spegne al centro di un incrocio deserto.
E’ fine anno. Per quanto sappia benissimo che questi sono giorni uguali agli altri, non riesco ancora a sfuggire alla suggestione della fine e dell’inizio. Evidentemente non sono ancora cresciuto abbastanza.
E’ superfluo fare bilanci. Sono molto severo con me stesso e porto una contabilità quotidiana al cui passivo non cerco di sfuggire. Se vale la pena di fare qualche valutazione, è solo per cercare di capire se la mia propensione alla solitudine da attitudine sia passata a patologia.
Il fatto stesso che stia qui a farmi queste domande è indicativo. Oltre alla mia famiglia, un indefinibile rapporto remoto e qualche inevitabile ed essenziale contatto di lavoro, l’unica relazione sociale che ho con il mondo sono queste pagine.
Ciascuno ha la sua verità. Ho imparato che è inutile e forse anche ingiusto cercare di imporne una comune. Eppure, per stabilire una comunicazione, bisogna trovare un canale condiviso. L’unico che mi convince è la lealtà e la coerenza con le proprie idee.
Credo che quello che mi stia isolando sempre più sia la facilità con la quale si tradisce ciò in cui si crede o ciò che si dice di credere. Delle volte non mi sembra di avere a che fare con esseri animati da pulsioni elementari. E’ come se il governo del Mondo Razionale, fosse nelle mani del sistema nervoso limbico.
E’ sicuramente un mio problema. Il mondo è questo, la gente è questa e quello sbagliato sono io. Un proposito per l’anno che verrà: comprendere e cambiare.

Il Compagno Segreto
E’ da quando ero un bambino che so di portarmi dietro un compagno segreto. In molte situazioni mi è successo di tirarmi indietro e di lasciar fare a lui, rimanendo a guardare e prendendomi la responsabilità delle sue azioni. Il mio compagno segreto è freddo, razionale, preciso. Se occorre tagliare lui lo fa, nella maniera più rapida e pulita possibile. A me tocca solo decidere se sia legittimo o no lasciargli il controllo. Nient’altro.
Mi sono chiesto più volte se sia giusto far conoscere alla mia bambina il compagno di suo padre. Potrei aprire il forziere dove custodisco la sua spada e raccontare di come è stata usata. Oppure potrei tenerlo nascosto per sempre, dicendole che suo padre è un uomo pacifico che non ha mai fatto del male a nessuno e che mai lo farebbe.
Vorrei che lei mi conoscesse per quello che sono, ma nello stesso tempo ho paura del suo giudizio.
Io la amo e vorrei fare la cosa più giusta per lei. Il mio compagno segreto tace, perché l’amore non è affar suo.

Stavolta devo fare da solo.

E’ notte.

Out.

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Comments

3 Risposte a “Il Compagno Segreto”
  1. maria scrive:

    Non conosco la tua vita e cosa tu fai o fai fare al tuo compagno segreto, ma di certo non sei, non siamo gli unici ad avere dei compagni segreti al, alla quale, facciamo fare ciò che noi, non riusciremo mai a fare.
    Anche io provo l’emozione della fine e dell’inizio. Stanotte, dopo una serata in cui avrei voluto stare da sola, ho provato una strana emozione durante il conto alla rovescia per salutare il nuovo anno, quasi euforica, almeno per una come me, ovviamente sono rimasta seduta, composta ad attendere il nuovo anno, con quanto appena un accenno di sorriso, dopo di che, ho cominciato con il resto della famiglia, la danza degli auguri e dei bacetti sulla guancia. Avrei voluto chiedere alla mia compagna segreta di alzarsi, di ballare, di saltare, come ogni tanto sa fare lei, ma ho preferito godermi insieme a lei questo momento.
    La mia vita è molto più semplice e piatta della tua che descrivi in questo post, maa ho paura anche io di essere diversa, vorrei far conoscere a mio figlio la sua vera mamma, le sue vere emozioni, i suoi veri sentimenti per il mondo e per il mio prossimo al di fuori di lui. Anche io temo il suo giudizio, ma nello stesso tempo credo che i bambini in cuor loro sappiano meglio di noi stessi, chi siamo e come siamo.
    Buon anno.

  2. Marista scrive:

    Credo di capire il tuo problema, o forse il tuo racconto mi ha suggestionato riportandomi lembi di ricordi dei tentativi, che ora riconosco per goffi in un certo senso, di mio padre per aprirsi in qualche modo e quasi liberarsi del senso di disagio per aver taciuto dandomi di sè un quadro non esattamente corrispondente al vero. Sono passati molti anni, lui è molto che non c’è più, molte incertezze restano, ma quello che ho potuto appurare su certe sue scelte, mi hanno confermato nele mie impressioni ( positive ) di allora.

    Pure non ti so dire, credo dovrai tu capire se e quando parlare a tua figlia. Per mia esperienza, ci sono due momenti in cui i figli non ti ascoltano o ti travisano: adolescenza e momento delle certezze che si credono acquisite, per me , se parli troppo presto, sbagli, se aspetti troppo rischi l’incomprensione totale

    Buon anno

  3. anna scrive:

    Ho sempre pensato che qualsiasi virtù o difetto deve essere solo usato al momento e nel modo giusto. Un pacifista che non fa nulla per non uccidere se ha fra le mani un despota, un terrorista o anche solo un folle assassino è un deficiente, un soldato che si rifiuta di uccidere sul nemico disarmato non è un vigliacco. Il tuo compagno segreto non si prenderà mai le tue responsabilità, ma ti aiuterà a vivere la persona normale che vuoi essere.

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