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Il Comandante Nebbia e il Senso dello Stato. Proposta per Evitare la Ristampa di 30.000.000 di Schede Elettorali per Aggiungere il Simbolo della DC

4 aprile, 2008 di mc  
Archiviato in Caffè Amaro



Pizza, l’appetitoso segretario della Democrazia Cristiana, fa il bel gesto e non richiede più il rinvio delle elezioni, ma pretende che sulla scheda ci sia il simbolo della DC. Questo comporterebbe la ristampa di circa 30.000.000 (trenta milioni) di schede con costi conseguenti. Il Comandante Nebbia, per dimostrare il suo alto senso dello stato e delle istituzioni, pur avendo dichiarato la sua intenzione di astenersi dal voto, ha una proposta per evitare lo sperpero derivante dalla ristampa di tante schede.

La Proposta

Visto che con l’attuale legge elettorale non è possibile indicare preferenze, gli elettori intenzionati a votare DC potrebbero loro stessi disegnare un simbolo convenzionale sulla scheda per esprimere la loro preferenza per Pizza e la sua innovativa formazione politica. Qualcosa di semplice, di lineare, che non richieda grandi doti artistiche, che tutti, almeno una volta, abbiamo disegnato, per esempio …

votodc.JPG

In questo modo il voto per Pizza ed il suo partito sarebbe espresso con la massima chiarezza e senza fraintendimenti con un allegro disegnino che solo a vederlo ricorda gli scherzi dell’infanzia e la passata spensieratezza. Un divertimento ed un risparmio per la comunità uniti alla tutela per i diritti di tutti i partiti politici.

Peccato che questa geniale soluzione non consenta agli italianiallestero di esprimere la loro preferenza per Pizza e la sua DC, visto che hanno già votato.
Già, gli italianiallestero, perché l’Italia, come se fosse l’impero Inglese della regina Vittoria, ha la circoscrizione Oceania, quella Sud Americana, magari anche quella Asia e quella Antartide. Sempre grazie alla nostra splendida legge elettorale, quando si vota per le politiche italiane, l’intero pianeta viene chiamato alle urne, come se si dovesse eleggere il governo interplanetario dell’Impero Klogon.

Gli italialianiallestero. La cazzata che si incarna e diventa realtà tangibile e ferale. Gente che non vive nel nostro paese da generazioni, che non paga le tasse in Italia (in questo, per la verità, non dissimile da molti residenti), che probabilmente ha un’immagine dell’Italia simile a quella di una foto in bianco e nero degli anno 50, il cui voto, nelle passate elezioni è stato determinante.

Il bello è che il diritto degli italianiallestero prevale su quello dei residenti. Eh sì, perché se uno risiede all’estero temporaneamente non può votare per corrispondenza, ma deve rientrare in patria, a meno che non ricada tra

A. il personale appartenente alle Forze armate ed alle Forze di Polizia temporaneamente all’estero, in quanto impegnato nello svolgimento di missioni internazionali;

B. i dipendenti di Amministrazioni dello Stato, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero secondo quanto attestato dalle Amministrazioni di appartenenza sia superiore a sei mesi, insieme ai familiari conviventi (qualora questi non siano iscritti all’AIRE e non votino quindi secondo le disposizioni della legge 459/2001, come i connazionali stabilmente residenti all’estero);

C. i professori universitari, ordinari ed associati, i ricercatori ed i professori aggregati (di cui all’articolo 1, comma 10, della legge del 4 novembre 2005, n. 230) che siano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per un periodo complessivo di almeno 6 mesi e che alla data del 6 febbraio 2008 (data della indizione dei comizi elettorali) fossero gia’ all’estero da almeno 3 mesi.

fonte

Quindi se uno è all’estero per motivi di studio, salute o lavoro per imprese private, si fotte. O torna a casa o non vota.

Inoltre, chi si recherà a votare in Italia non potrà portare con se il telefonino. Gli italianiallestero invece, ricevendo comodamente le schede a casa, potranno pranzare insieme, votare insieme, farsi riprendere mentre votano o dare la scheda a qualcuno perché voti al proprio posto magari perché è più bravo a fare le crocette.
Insomma, il casino che è successo nel 2006 e le prove dei brogli attuali, non sono serviti per far cambiare il sistema. Sembra quasi un invito ad emigrare per godere di maggiori diritti civili e farsi i cazzi propri in completa scioltezza.

Sarebbe bastato che gli italianiallestero veramente intenzionati a votare, invece di ricevere la scheda a casa, fossero invitati a recarsi in ambasciata o ad un consolato. Invece no. Scheda a domicilio e voto a cazzo di cane.

Consoliamoci però, noi potremo votare Pizza con il nostro disegnino, loro no. Hanno perso l’occasione.

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Comments

28 Risposte a “Il Comandante Nebbia e il Senso dello Stato. Proposta per Evitare la Ristampa di 30.000.000 di Schede Elettorali per Aggiungere il Simbolo della DC”
  1. Juan scrive:

    Io ho già votato Pizza col disegnino. Tiè.
    (Sempre che non cambino il disegnino.)

  2. mattions scrive:

    Indi per cui, se fai il PhD prendi l’aereo e torni a votare a casa.

  3. diabolicoMarco scrive:

    Certo che tra Pizza, Mozzarella e Vino stiamo messi proprio bene. Più che degli italiani all’esterno mi preoccuperei dell’immagine che diamo agli stranieri…

  4. Marco il buono scrive:

    Nel tarantino pizza significa anche… membro maschile, forse non solo nel tarantino vero?

  5. Doxaliber scrive:

    Mib, anche nel leccese.. :mrgreen: Quindi abbiamo risolto, il riferimento è chiaro! :mrgreen:

    Ma a parte gli italiani all’estero vogliamo parlare degli italiani emigrati in altre zone d’Italia? Perché un campano, calabrese, pugliese che lavora nel Trentino, nel Piemonte, in Lombardia ed in Veneto deve:
    1) In un giorno solo farsi 1000km per andare e tornare da dove lavora per mettere una crocietta su un simbolo
    2) Attaccarsi al tram, continuare a lavorare e perdere formalmente il suo diritto di voto.

    Avete idea di quanti meridionali lavorano nel nord Italia pur mantenendo per lungo tempo la residenza nel paese d’origine? Poi parlano di astensionismo al sud….

  6. Francesco Orsenigo scrive:

    Quando ero in Erasmus in Svezia sono andato all’ambasciata per chiedere di poter votare.
    Mi hanno detto che potevo farlo solo se avevo un permesso di residenza *permanente*.

    Quindi, uno che cambia paese e non ha la minima intenzione di rimettere piede in Italia, puo’ votare.
    Lo studentello che invece torna in capo a un paio di mesi, no.

    Il dubbio che faccia meglio a stare, in effetti, e’ legittimo.. Ma non temano i nostri cari politici, nonappena conquistata cittadinanza straniera avro’ cura di eliminare quella precedente, onde non ritrovarmi piu’ a dover fare scelte difficili (e inutili) quali quelle del voto.

  7. ilBuonPeppe scrive:

    Premesso che la legge per il voto degli italianiallestero è una gran pizzata (per dirla alla tarantina), devo correggere il comandante.
    Il voto degli italianiallestero del 2006 è stato determinante tanto quanto quello di qualsiasi altro gruppo di elettori che abbia espresso 24000 voti in più per l’Unione.
    Se si tolgono gli italianiallestero il risultato cambia? Anche se si tolgono i toscani, ma nessuno ha detto che il voto dei toscani è stato determinante.

    PS: le schede da ristampare sarebbero molte di più. Gli aventi diritto nel 2006, tolti gli italianiallestero, erano 47.098.181 per la camera e 43.012.783 per il senato: totale 90.110.964 schede.

  8. E’ vero, ma nessuno ha mai messo in discussione il diritto dei toscani a votare (tranne berlusconi, credo), mentre quello degli italianiallestero è costituzionalmente opinabile.

  9. Emanuele scrive:

    il cazzetto l’hai fatto col paint vero?

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  1. [...] Qualcuno insinua che tale operazione potrebbe portare voti ad un’altra forza politica, ma non lasciatevi ingannare da questi millantatori. Vi assicuro che la lista è stata regolarmente depositata e vidimata presso la Camera del gran Consiglio Vogon. [...]

  2. [...] beccare meno quattrini di quello dell’Unione Valdotaine. Sarà che un segretario come Pizza, del quale abbiamo già avuto occasione di parlare, non sa farsi rispettare come i vecchi Forlani, De Mita, Piccoli, Fanfani, [...]



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