Il Buono, il Brutto e il Bambino
16 febbraio, 2008 - 17:00 di Neottolemo
Archiviato in Cazzotti, Il Futuro è nei Giovani
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Nel mio vernacolo, quando una donna partorisce si dice che sgrava. Tenendo conto che sgravare vuol dire letteralmente “liberarsi di un peso”, quasi quasi mi verrebbe da dire: è una stronzata!
Il tutto è già dall’inizio una bella fregatura; per una volta in cui si trova un essere dalle sembianze vagamente umanoidi disposto a concedersi: il farmacista chiude, il domopak è finito, di fare un nodo non se ne parla proprio (e che vuoi annodare con quel poco) quindi pur di non perdere l’occasione si è disposti all’accoppiamento anche a costo di riprodursi. Ed il brutto che dopo non si può nemmeno denunciare il farmacista, altrimenti chi se li sente i sindacati.
Una volta che è nato il bambino però il bello deve ancora arrivare. Come lo mettono esposto nella vetrina di neonatologia ecco che un gruppo di parenti mai visti prima si precipita a guardare l’infante:
“guardalo com’è carino, tutto pelato”
“sì sì, e poi hai visto com’è piccolo?”
Ora vi sembrerà chiaro che il bambino, pur essendo il ritratto sputato di Berlusconi viene vezzeggiato da tutti, mentre al Berlusconi originale non gli vuole bene nessuno. E’ una gran bella ingiustizia e siamo solo all’inizio.
Dopo i primi periodi passati a comportarsi come un tossico (mangiare, dormire, rimanere fermo a letto e toccarsi la faccia) ecco che il bambino mette il primo dentino ed è subito una gran festa.
“Ha messo il primo dentino!” dicono tutti i parenti che gli portano i giochi da masticare per sviluppare a pieno la sua dentizione. Come ad un cane. Di contro i genitori che di denti ne sono riusciti a mettere ben trentadue, non si meritano nemmeno una pacca sulla spalla. Eppure con i denti del giudizio non è un lavoro facile. Ma loro sono contenti così, guardano la loro creatura e pensano “l’abbiamo fatto noi e ora caccia anche i denti, siamo il meglio che c’è” mentre usano la loro dentizione per sfoggiare un sorriso ebete.
Se guardate bene, in questa scena di giubilo per l’ex edentulo, in un angolo c’è il nonno che non solo di denti una volta ne aveva trentadue ma è persino riuscito a perderli tutti e a sostituirli con una copia in resina (che puntualmente perde) e che per premio viene ignorato da tutti.

Passano i secoli, passano i millenni, passano gli uomini che si alternano ai governi. Passa la palla che il gioco è bello in tanti, ma quello che non passa è l’arroganza dei poppanti che ora hanno imparato a barcollare sulle loro gambine tozze. Quale migliore occasione per sfoggiare questo uomo in miniatura che imita un ubriaco?
lei, con un filo di bava alla bocca: “amore, invita i parenti che io vado a vestire il pupo”
lui, in estasi: “siii……”
Ed ecco che i parenti in circolo osservano quell’individuo traballante spostarsi tra di loro reggendosi ora ad un divano, ora ad un muro. Se solo il bambino iniziasse a dire “aoh, scusa se te disturbo, che c’hai n’euro?” il quadro sarebbe completo. Un potrebbe obiettare che lui ha vinto la maratona e che ora quasi nessuno si ricorda più di lui. Ma che si fotta Baldini, non può reggere il confronto con un poppante, anche se questo non fa nulla di così speciale. Tantomeno può reggere il paragone con Fiorello.
Dopo qualche tempo ecco che ci risiamo, il bambino impara a balbettare qualcosa di vagamente sensato apparendo sempre più simile ad un tossico o ad un ubriaco. Invece di mandarlo in un istituto di recupero i genitori, tronfi di non si sa cosa, convocano i parenti in pompa magna.
lei: “amore, chi sono io?”
bimbo: “pap-pa”
lei: “dai amore, fai sentire alla zia, chi sono io?”
bimbo: “pap-pa!”
lei: “su, fai vedere come sai parlare… di m-a-m-m-a…”
bimbo: “pa*starnuto*-pa”
lui: “avete sentito? ha detto papà!”
lei: “giammai! voglio il divorzio!”
bimbo: “pap-pa!!!”
lei: “zitto specie di tossico di merda!”

Come ogni essere parassita che si rispetti, il piccolo frugoletto sugge dai suoi genitori tutto quello che gli serve e diventa un ometto. Crescendo crescendo arriva a compiere i suoi primi dieci anni e davanti la sua torta tutti gli diranno “dai, esprimi un desiderio!” e lui non se lo farà ripetere
il giovane ometto: “uomo, tu lavorerai con gran sudore; e tu donna, visto che hai già partorito, lavorerai con gran sudore anche tu che qua mi servono soldi”
lei: “preferivo partorire con gran dolore”
il giovane ometto: “se poi li vendi si può pure fare…”
Passate in modo abbastanza indolore le elementari, la creatura approda alle scuole medie (chiamate così perché notoriamente mediocri) dove iniziano i dolori.
prepubescente: “a mà, me devi ccattà il diario di spasgherl” (è raccapricciante vedere come nel 2007 posso ritrovare gli stessi feticci della mia prepubescenza n.d.N)
lei: “ti serve proprio?”
prepubescente: “e come no, Alderico ne ha addirittura due!”
lei: “ok, comunque si dice spice girls, devi imparare l’inglese, serve”
prepubescente: “forza vecchia, muovi quelle ossa!”
…
prepubescente: “a mà, me devi ccattà a pleistescion cinque”
lei: “ti serve proprio?”
prepubescente: “e come no, Alderico a casa ne ha una dodicina”
lei: “ok, comunque si dice dozzina, devi imparare l’italiano, serve”
prepubescente: “si vabbè, accendi sto schifo di macchina e sgomma”
…
prepubescente: “a mà, me devi ccattà l’album delle figurine co e donne nude”
lei: “ti serve proprio?”
-prepubescente: “tra poco divento pubescioso, dovrò anche passare il tempo in qualche modo, no? e poi Alderico ce l’ha già”
lei: “si dice pubescente e poi…”
prepubescente: “eccheppalle! Me piglio i soldi e faccio io va, cià”
lei: “chi ti insegna questi modi e queste parole? Dovrebbero insegnarti un pò d’educazione in quella scuola! E ora dove corri?… Torna presto… se ti va…”
…
lei: “pronto, parlo con il padre di Alderico?”
papà di Alderico: “eh”
lei: “senta, ma perchè lei compra tutte queste cose a suo figlio che poi il mio mi fa una testa tanto finché non le compro anche a lui?”
papà di Alderico: “perchè lavoro troppo, mi piace uscire, quindi sto sempre fuori casa, mio figlio non lo vedo mai e mi sento in colpa”
lei: “ah…”
papà di alderico: *tlack* tu-tu-tu-tu-tu…..

Così facendo il prepubescente diverrà un pubescente. Magari alla soglia della sua maggiore età (che dicono essere sintomo di maturità) potrebbe succedere e finirà che si casca tutti dalle nuvole e si finisce per credere che “I nostri ragazzi ci sfuggono, vivono in un mondo inaccessibile sul quale non abbiamo potere”.
Nota di MC: vedi anche Rassegna Stampa 15/11/07 – La Morte su Youtube e i Veri Responsabili
Il Buono, il Brutto e il Bambino è di

ho riso tantissimo, ma ho fatto l'errore di arrivare alla fine.
Hai riso perchè non hai figli
Però nemmeno io ne ho….
ho riso anche perché io non sono mai stato così. Nemmeno tu, scommetto
Ma io sarei anche voluto esserlo, ma c'era chi non la pensava affatto così
Ho sorriso perchè ho una figlia e l'ho vista barcollare, biascicare parole, le ho "contato" i dentini e cambiato pannollini..
Ho sorriso pensando alla sua allegria che è sempre contagiosa..
Ho sorriso pensando a lei che è la mia forza e la mia debolezza..
E mi sono commossa di fronte ad una vita spezzata, ad un sorriso cancellato, al pensiero di una madre con lo sguardo perso nel vuoto che desidera ancora passi stentati e notti insonni per un dente che spunta, e ninna nanne, abbracci, baci e carezze…
Infine ho provato tanta rabbia per questo:
Alcuni ragazzi a vedere quella scena sono svenuti o hanno pianto. Altri hanno riso davanti a quel cadavere scomposto. E c'erano parecchi studenti con zainetto in spalla che hanno fotografato e filmato i pezzi del cervello della loro compagna sparsi a terra. Una cosa scandalosa, incredibile. Mi chiedo cosa stia capitando ai nostri ragazzi, ormai molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo".
Mi chiedo anch'io cosa stia capitando e non penso che i nostri ragazzi siano impermeabili a qualsiasi messaggio educativo..Credo invece siano
pregni dei messaggi che noi adulti continuiamo ad inviare e che stanno spegnendo il loro cervello tanto da fargli credere, di fronte ad un cadavere scomposto, di essere ancora dentro un video game!
Luna
@me: che cos'è "Ma io sarei anche voluto esserlo"? Che vor dì? Boh…
@Luna: non ti nascondo che quegli ometti che strepitano e barcollano piacciono tanto anche a me, anche se non ne ho di miei (grazie a dio aggiungo).
Secondo me, per esperienza personale, il peggior momento per gli uomini piccoli sono le scuole medie. Io ci sono uscito da un tot di tempo sufficiente per ricordarmene, e se devo trovare un momento in cui "succede qualcosa" allora è quello. Colpa dei contorni che si vanno ad attorniare una creatura pubescente con personalità quasi nulla ma con la smania di impalmare femmine a non finire.
Ovviamente, e questo era il fulcro del'articolo, io una grossa porzione di colpa (direi quasi la totalità) sento di addossarla ai genitori. Senza offesa per alcuno.
concordo con quest'ultime righe