Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Il Boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro. Antisemitismo: Nessuna Ambiguità



“Antisemitismo” è espressione generica. Designa il razzismo verso gli ebrei ma, etimologicamente parlando, semiti sono anche gli arabi in quanto “discendenti di Sem” (uno dei figli di Noè il quale, secondo la Bibbia, si stanziò in quella zona oggi chiamata Medio Oriente). Riguardo agli ebrei nello specifico, si dovrebbe parlare, più precisamente, di anti-giudaismo; in ogni caso, accettiamo la prima definizione, e non solo perché di uso comune. È infatti esistito per molto tempo, presso alcuni cattolici e nella stessa Chiesa, un accentuato anti-giudaismo, esecrabile sia di per sé, sia perché ha impedito ai cristiani una più convinta resistenza alla barbarie nazista.

israele.png

Tuttavia esso conduceva la sua polemica da un punto di vista strettamente religioso (gli ebrei erano disprezzati come popolo “deicida” che si ostinava a non convertirsi al Vangelo) e gli era estraneo il concetto di razza, termine, quest’ultimo, elaborato “scientificamente” in ambienti laici intrisi di Positivismo e Darwinismo sociale – pur se taluni ne furono lambiti, come il celebre p. Gemelli che scriveva sulla “Difesa della Razza”. – . Antisemitismo, quindi. Che oggi assume mille forme e sembra rinascere dalle sue stesse ceneri.

Qualcuno, forse non proprio disinteressato, ha cominciato infatti a obiettare che la Giornata della Memoria, recentemente trascorsa, rischia di diventare una celebrazione retorica (detto per inciso, questo qualcuno non si sogna di criticare la parata delle Forze Armate che, da sempre, esalta le armi e non soltanto retoricamente); senza dubbio il rischio esiste, ma soltanto se consideriamo la Shoah un ricordo del passato, senza nessun legame con la situazione attuale. Sono pertanto indispensabili quelle iniziative che, in occasione della Giornata, non si limitano a parlare dello sterminio degli ebrei, ma rievocano persecuzioni che, pur perpetrate dai nazisti stessi, restano a tutt’oggi poco conosciute: quelle contro gli oppositori politici e religiosi, i disabili, gli “asociali” (chi sa cosa significhi questa parola, alzi la mano!), i polacchi, i Testimoni di Geova, gli zingari, i disabili, gli omosessuali, insomma i diversi d’ogni tipo.
Ci si accorgerà facilmente che molti di questi gruppi subiscono a tutt’oggi discriminazioni e violenze, spesso brutali.

Ritengo comunque non si debba mai perdere di vista la specificità ebraica, o si corre il serio pericolo di non comprendere il significato profondo dell’Olocausto. Dagli ebrei il razzismo ha sempre fatto discendere tutto il male del mondo e gli ebrei sono stati considerati indegni di esistere non per loro comportamenti o convinzioni, ma per il fatto stesso d’esser nati. In altre parole: è incontestabile che l’antisemita odia pure gli africani, gli indiani, i cinesi e, in genere, tutti i popoli “non ariani”, così come i gruppi umani di cui sopra; ma è altrettanto incontestabile che, al vertice della sua piramide di odio stiano sempre e solo gli ebrei, summa di tutte le “devianze” appena ricordate.

armed_jews.jpg

Dimenticando l’unicità ebraica e le sue motivazioni storico-psicologiche, si può giungere ad affermare che gli ebrei sono stati perseguitati come altri diversi, presenti e passati (streghe, eretici…); che, pertanto, la loro sciagura è stata, per dir così, “normale”. È la posizione speculare a quella dei cosiddetti storici revisionisti, che negano la Shoah affermando che i campi di concentramento sono sempre esistiti in tutte le guerre. Si tratta di nazisti camuffati alla meno peggio, che mentono sapendo di mentire; ma sta prendendo piede, subdolamente, un’altra forma di antisemitismo che, pur mossa da intenti apparentemente nobili, lambisce proprio alcuni ambienti che, per la loro storia e i loro valori, dovrebbero costituire l’opposto di ogni discriminazione: mi riferisco al giudizio su Israele espresso da certe frange di sinistra, e il pensiero corre subito al boicottaggio – con toni talora espressamente razzistici – degli autori israeliani alla prossima Fiera del Libro di Torino. “Quando inizia una persecuzione, si parte dai libri” ha ammonito Marek Halter, autore certo non reazionario. E il grande Moni Ovadia, ebreo che da anni condivide la lotta dei palestinesi, al punto da esser stato bollato come “antisemita” da parte di molti suoi correligionari, ha espresso concetti simili. Valentino Parlato, direttore del “Manifesto” – un quotidiano da sempre schierato contro Israele -, per aver difeso il diritto alla libertà d’espressione per tutti, pertanto anche degli autori ebrei, ha ricevuto missive di questo tenore: “Parli come l’ambasciatore dello Stato d’Israele.

In tali posizioni sopravvive, talora si manifesta con violenza, un terzo-mondismo mitico, di matrice post-sessantottesca, che vede nei popoli del Medio Oriente, segnatamente in quello palestinese, i simboli degli oppressi e perseguitati per la loro diversità proprio come lo furono gli ebrei di un tempo, mentre gli israeliani di oggi sono visti come spietati colonizzatori, capitalisti, teste d’ariete degli interessi statunitensi nell’area. E ciò è stato spesso vero, lo è ancora oggi; gli è che dalla condanna del comportamento sciagurato di certi governanti israeliani molti passano alla condanna di Israele nel suo complesso, e automaticamente alla condanna di buona parte degli ebrei del mondo, se non altro perché, a differenza di anni fa, oggi questi ultimi sostengono il sionismo. Anzi il sionismo, il movimento fondato alla fine dell’Ottocento dall’ungherese Theodor Herzl, viene considerato tout court un fascismo teocratico, dimenticando che esso nacque come reazione di difesa alla montante marea anti-ebraica che stava dilagando in Europa. Certo le parole di Herzl verso gli arabi sono oggi del tutto inaccettabili, come inaccettabile è stato l’abuso che alcuni dirigenti israeliani ne hanno fatto per giustificare le occupazioni, i muri e gli eccidi del ’67,’82 e 2000, tanto per citare gli episodi più gravi – e da noi vergognosamente sottovalutati -. Ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento, e di qui a paragonare Israele al regime nazista, come da più parti di sinistra ho sentito fare, non è solo idiota: è pericolosissimo, e a mio parere spesso in malafede.

idf.jpg

L’occasione del boicottaggio sarebbe la coincidenza dell’evento coi sessant’anni dello Stato d’Israele. A parte il fatto che non si capisce perché condannare gli scrittori, che spesso sono a fianco dei palestinesi – anzi poteva trattarsi di un’occasione preziosissima per un confronto, anche vivace, anche duro (perché no?) tra le menti più brillanti dei due paesi -, è evidente che i delitti dei governi vanno stigmatizzati con decisione; io stessa, in altra sede, ho denunciato la distrazione se non l’omertoso silenzio dei media occidentali sui recenti fatti di Gaza, l’insensibilità verso le sofferenze d’un popolo i cui figli non impietosiscono nessuno (perché gli emarginati non sono mica tutti uguali, specie se impopolari come adesso gli arabi e i musulmani). Ritengo anche che scomodare l’antisemitismo in ogni occasione, e per giustificare qualsiasi sopruso, sia non solo criminale ma controproducente; del resto, non si può nemmeno tacere sulle sofferenze che i governi arabi hanno imposto ai loro concittadini ebrei prima della costruzione d’Israele; che molti (anche in ambito non arabo, ma fondamentalista: si pensi a Khomeini) negli anni Quaranta erano filo-tedeschi, compreso il Gran Muftì di Gerusalemme amico personale di Mussolini; che hanno risposto con la guerra e il terrorismo a ripetute profferte di coabitazione pacifica (anni 1946-47); che Sadat ha pagato con la vita la sua rinuncia alla guerra con Israele; che l’odio contro il nemico “sionista” è insegnato in tutte le scuole arabe, e non solo religiose; che il “laico” Arafat, fino a metà degli anni ’80, si pronunciava per la distruzione dello Stato ebraico e che ha appoggiato Saddam nella prima Guerra del Golfo.

È storia poco nota, ed è comprensibile la reticenza di questi “progressisti” a parlarne perché, appunto, oggi le popolazioni arabo-islamiche sono a loro volta esposte a una sistematica campagna di odio e diffamazione da parte di Bush e paesi satelliti. Ma l’onestà intellettuale m’impedisce il silenzio davanti a banalizzazioni che, se poi provengono dai circoli più vivi e pulsanti del paese, rischiano di ottundere persino le coscienze più sensibili.

auth090601.gif

Articoli collegati:

  1. Olocausto, Negazione e Stragi Dimenticate Oggi è il 27 gennaio, data designata come Giorno della...
  2. Psicopatologia del Fascistone Il Fascistone gode nel fare il saluto con il braccio...
  3. La Difficile Memoria del Metz Yeghern, il Genocidio degli Armeni Oggi è il giorno dedicato dalla memoria storica al Metz...

Daniela Tuscano
Link a questo post
Se linki questo post, comparirai qui dopo un po' di giorni.

You might also like

Olocausto, Negazione e Stragi Dimenticate Oggi è il 27 gennaio, data designata come Giorno della Memoria e scelta simbolicamente per ricordare...
Crepa, ma non Temere, sei Italiano Se dopo gli agenti dichiarano che il razzismo non c'entra NON TEMERE, SEI ITALIANO Se il...
Il Libro che Lava più Bianco Ogni volta che si parla di libri e di editoria, ricucito con diversa sintassi ma uguali contenuti, tanto...
Meno Male che Osama c’è "Stiamo traendo beneficio da una cosa, dall'attacco alle Twin Towers e al Pentagono e dalla guerra...
Grab This Widget

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2008


2007


Comments

9 Risposte a “Il Boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro. Antisemitismo: Nessuna Ambiguità”
  1. diabolicoMarco scrive:

    Bell’articolo.
    Solo una precisazione: Valentino Parlato non è (più) il direttore del manifesto.

  2. Silent Enigma scrive:

    se la sinistra del xxi secolo è quella che si ritrova sui circuiti di indymedia, c’è poco da stare allegri!

    Dagli ebrei il razzismo ha sempre fatto discendere tutto il male del mondo

    vero, però come dici tu non è molto elegante rifarsi all’antisemitismo ogni volta che si attacca israele.
    Israele però, perché gli ebrei israeliani, e nella fattispecie gli scrittori ebraici, nulla hanno a che vedere con l’amministrazione olmert o quelle passate.

    E poi, sta storia che ancora si confondono ebrei con israeliani non la capisco proprio. Come se la nazionalità fosse una religione e viceversa

  3. Non voglio essere polemico ma no è possibile che solo loro possano sentirsi sempre emarginati. Con la scusa di aver subito l’olocausto adesso ci fanno credere che sono delle vittime eterne anche quando sono in torto.

  4. E chi parla di emarginazione?
    Qui si parla di boicottaggio, non di persone che fanno i capricci.E poi l’olocausto, come giustamente evidenzia l’autrice, è solo la manifestazione più palese di un atteggiamento che ha radici antichissime.

  5. Adetrax scrive:

    Si, condivido lo spirito dell’articolo, un’azione proditoria non e` sempre un’azione intelligente e soprattutto utile.

    Palestinesi e arabi si sono pure stra-lamentati del fatto che ci sono danzatrici del ventre israeliane (SACRILEGIO) che fanno concorrenza a quelle native perfino a Sharm El Sheikh !!!

    Aggiungerei che i terroristi giustificano gli attentati ai civili israeliani con il fatto che Israele e` uno stato militarizzato e quindi tutti devono essere considerati militari, dal neonato di 1 gg. di vita fino al centenario (e poi questa mania di sterminare tutti gli ebrei, anche quelli che si nascondono dietro un albero, in fondo gli ebrei hanno comprato buona parte della terra che occupano).

    Lanciare decine o centinaia di missili Kassam al giorno (per mesi e mesi) dalla striscia di Gaza e` stata un’azione molto facile e forse piacevole, ma certamente non un’azione seria; cosi` facendo, gli abitanti di Gaza che non hanno fatto nulla per fermare i sobillatori, hanno dato ragione a tutti i fondamentalisti israeliani che non volevano lasciare la striscia (occupata illegalmente, ecc.) e ora la tensione, grazie alla legge del taglione, sta di nuovo salendo.

    Dopo la guerra con il Libano, Olmert (ampiamente e giustamente criticato per la reazione eccessiva al continuo lancio di missili dalle alture del Golan) e` stato disponibile per parecchio tempo a intavolare trattative in cui non avrebbe fatto difficolta` a concedere cose mai sentite prima, ma no, non andava piu` bene.

    Si prega di crescere un po`, la direttiva ONU che auspicava la formazione di due stati distinti (israeliano e palestinese) continua ad essere disattesa, ma non e` sensato confidare che una trattativa seria in tal senso possa essere rimandata all’infinito.

  6. Adetrax scrive:

    Per sintetizzare il concetto, il fatto e` grave (spero non serio) perche` quando le persone di cultura e gli intellettuali in genere non riescono piu` a parlarsi, riacquistano spazi persone come la “Belva di guerra” (film).

  7. Francesco Orsenigo scrive:

    Io non so bene perché, ma ho davvero l’impressione che gli ebrei un po’ se le tirino dietro.

    Aveve visto “lezioni di tango” di Sally Potter?
    Bellissimo film.
    Solo, a un certo punto c’é una scena in mezzo in cui entrambi i protagonisti se la menano di essere ebrei.
    Non c’entra un cazzo, é una scena inutilissima.

    “Eh, tu non sai cosa vuol dire l’essere ebrei!”
    L’ho sentito piú volte, da amici e da persone che stimo.
    E mi fa incazzare!
    Come dire “Eh, non sai cosa significhi essere gruppo sanguigno AB+!”
    Cosa cazzo se la menano?
    Non me lo dicono mai cosa significa essere ebrei!
    Al massimo qualche riferimento alla Diaspora e all’Olocausto.
    Embé?
    Anche mio nonno é stato ucciso, e non ho la minima idea di dove vengano i miei antenati.
    Non so di che razza sono e non me ne frega nulla.
    Sono stato per tre anni con una ragazza, che ho scoperto essere ebrea per caso, é saltato fuori per caso ed é finita lá, come é giusto che sia.
    Non dovrebbe essere sempre cosí?
    Perché dovrebbe interessarmi se uno é ebreo o meno?

    Perché molti ebrei danno cosí tanta importanza ad una cosa simile?
    Davvero dá l’idea che si sentano un po’ piú fighi.
    Tornate giú, con i piedi per terra, siete degli stronzi come tutti gli altri.

    Io non sono razzista e mi fa incazzare ogni volta che mi viene ricordata una qualche futilissima differenza tra me e qualcun’altro.

    E si, di tutti i massacri che hanno fatto i nazisti si parla solo degli ebrei, gli altri sono sfigati e in fondo fanno un po’ schifo anche alla nostra generazione, vuoi mettere con tutte le ebree gnocche?

    Insomma, posso capire che dopo il tentativo sistematico di distruggere un popolo, questo si attacchi disperatamente alla sua identitá, ma ho l’impressione che questa identitá oltre all’Olocausto contenga ben poco, e forse sarebbe ora di farne a meno.
    Senza dimenticare.
    Ma senza dimenticare, oltre ai bistrattatissimi ebrei, anche tutti gli altri, di cui invece ci siamo ampiamente dimenticati.

    Volevo fare anche un paio di precisazioni.

    1. E’ vero che definire Israele “fascista” potrebbe essere eccessivo, ma molti integralisti isrealiani parlano di “islamo fascisti”.

    2. Ci sono un sacco di pazzi furiosi arabi che non vedono l’ora di massacrare uomini donne e bambini senza distinzioni, ma gli integralisti ce li ha anche Israele: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3283720,00.html

  8. SacerNaos scrive:

    Articolo molto equilibrato e che prende le distanze da ogni partitismo!
    La situazione rimane labirintica e complessissima:
    1- è necessario non confondere ebrei e israeliani! Mai! Solamente così si può criticare a fondo la politica di Israele senza farsi venire i sensi di colpa da un lato o suscitare stupide ire dall’altro!
    2 – la questione della fiera del libro è abbastanza grave (per quanto mi riguarda) e vorrei porre l’accento su una questione un po’ ridicola: la sinistra estrema si oppone ad Israele rischiando di passare per antisemita (?!) e il portavoce di AN (di AN, eh?) Ronchi passa per il difensore degli ebrei tutti (non solo di Israele). Tutto questo per la suddetta ambiguità tra Israele e Ebrei tutti.

    Tutto questo per accomunare l’accaduto con la visita del Papa alla Sapienza (anche lì non contestualizzata ma portata agli estremi), l’opposizione alle guerre in Iraq etc. etc. Diventa chiaro che in Italia non si può essere di sinistra (veramente): sennò si è anticlericali e antipapisti, si è antisemiti, si è antiamericani etc. etc. etc.
    Non è colpa soltanto della sinistra, ma delle deformazioni che l’accompagnano la furba ignoranza degli avversari che fanno leva sulla reale ignoranza del paese.

    Io rimango anti-israeliano (non nel senso di cancellarla dalla cartina, ma contro la politica), anti-americano (non festeggio per i soldati morti perchè è una cazzata e la maggior parte sono poveri e proletari), anti-clericale (fermo restando che il Papa può dire quello che vuole sempre e comunque ma è colpa dei MEDIA che danno ridsalto mediatico e culturale ad ogni cosa che dice, e ci vuole far piombare nuovamente a cinquant’anni fa! ci mancava solo questo Papa in Italia!)

    Il gioco è soltanto all’appiattimento delle posizioni!

  9. ilBuonPeppe scrive:

    dalla condanna del comportamento sciagurato di certi governanti israeliani molti passano alla condanna di Israele nel suo complesso

    Questo è uno degli aspetti più importanti, e non solo per Israele. Occorre vedere le colpe senza nascondersi dietro un dito, ma occorre anche assegnarle ai veri responsabili.
    I governi israeliani sono stati spesso guidati da criminali; che non significa assolutamente dare del criminali agli israeliani tout-court.
    Del resto, la stessa cosa possiamo dire dei governi USA, senza per questo stabilire che duecento milioni di statunitensi sono criminali.
    Altrimenti dovremmo concludere che tutti gli italiani sono ladri e corrotti.
    Purtroppo queste distinzioni non si fanno mai e si cade nel qualunquismo.

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!