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Il Bestione e la Carota



carota1.jpgParliamoci chiaro: i camionisti hanno quel modo di fare un po’, come dire, da camionisti. Io una volta ho conosciuto un autotrasportatore che tra una transumanza di suini e l’altra faceva il gran ciambellano in una casa reale che però, a sentire lui, non differiva da un trogolo se non per l’odore. Si tratta comunque di un caso limite e non vorrei deerotizzare l’immaginario femminile che vede nella sindrome del camionista, il recondito desiderio di essere posseduta bilicamente da un omone sgarbato e peligio. Ora parliamoci ancora più chiaro: i camionisti hanno diritto di scioperare (cioè astenersi dal lavoro) indipendentemente da chi ci sia al governo e in considerazione del fatto che la loro situazione sia davvero esasperata e che non manifestino da quasi dieci anni? Se sì, proseguite a leggere altrimenti cliccate qui.

In un paese in cui l’80% delle merci viaggia su gomma è abbastanza facile intuire che se si ferma la gomma, si ferma la merce. Dico abbastanza facile perché il ministro Bianchi, informato dello sciopero da mesi, ha avuto qualche difficoltà ad elaborare questa connessione logica e solo quando il suo autista gli ha detto che l’auto blu era a secco, ha cominciato ad avere un vago sentore della situazione. E alternative non ce ne sono. Provate a far viaggiare del latte fresco in treno, quando arriva a destinazione, grazie al meraviglioso ciclo naturale, è di nuovo una mucca.

Condanniamo e indigniamoci pure per i modi da camionisti esibiti dai camionisti, ma capiamo anche che in qualsiasi modo gli autotrasportatori si fossero fermati, la merce non sarebbe comunque circolata. Sia che si fossero messi a correre nudi in un enorme prato fiorito seguendo traiettorie ardite, sia che si fossero messi a seguire tutti insieme in fila indiana il ministro Bianchi mentre andava a fare la spesa.
Stabiliti questi presupposti, ho seguito con orrore alcuni simulacri di telegiornale in cui venivano accusati i selvaggi camionisti per l’aumento (quasi del doppio) del costo delle vettovaglie nei mercati cittadini. Le immagini che scorrevano presentavano persone infuriate e bancarelle RICOLME di merci con cartellini degni di un’oreficeria in via del Corso. Persino i venditori erano insolentiti. Nessuno però ha spiegato il perché degli aumenti. Cioè nessuno ha spiegato il meccanismo che ha portato all’innalzamento dei prezzi, ma tutti hanno detto che per colpa dei maledetti camionisti il cittadino paga.

camionista.jpg

Io ho visto i prezzi salire già nei giorni della micragna. E non per l’antica legge della domanda e dell’offerta, ma per l’ancor più antica legge del “ti serve, ne approfitto”. Molti commercianti hanno approfittato della situazione per, numero A, dare fondo ai resti di magazzino talmente stantii che organizzavano partitelle di calcetto, numero B, alzare inopinatamente i prezzi un po’ per coprirsi le spalle un po’ perché tanto si vende comunque. Ai benzinai basta poi indicare il prezzo nei cartelloni esterni e sono a posto. Un mio amico distributore ha venduto in due giorni abbastanza per rimanere chiuso una settimana.

Quindi mi chiedo: perché per due giorni di disagio, causati anche dall’incompetenza di chi poteva fare qualcosa in anticipo (in cui la merce NON è finita per nessuno, se non la benzina che però tutti avevano nella macchina), una carota finisce a costare IL DOPPIO della settimana prima? E perché si vuol far credere al cittadino che è tutta colpa di quei bestioni della strada?
Non è che per caso è proprio questa mentalità da giardinetto privato che mette in ginocchio l’Italia? Che ciò che è brutto e cattivo è semplicemente ciò che limita i nostri privilegi e va quindi condannato senza nemmeno chiedersi il perché della sua esistenza?

E perché non interessa a nessuno che molti di questi privilegi sono effimeri e mentre ce li sventolano sulla faccia, qualcuno si “diverte alle nostre spalle”? Va da sé, oltre al fatto che Laura non crede, che in un sistema di difesa ad oltranza degli interessi privati, si formi una catena poco virtuosa in cui quelli che si trovano nei posti in fondo ci rimettano per tutti. Come in un treno che finisce per collidere con un altro convoglio (quello famoso dei problemi di matematica), la forza d’urto si scarica tutta sull’ultima carrozza. Non perché chi sta all’inizio della catena non si preoccupa di tutto, ma perché OGNI singolo anello della catena pensa esclusivamente ad essere oliato a modo.

monesg_01.jpgInsomma il servizio di informazione in Italia funziona così: i cattivoni hanno fermato i camioncini dell’amore e senza un motivo particolare, solo perché sono dei cattivoni. Le vostre amate carote dell’amore (un po’ di pornografia tira ndr), ora costano il doppio di ieri ed indovinate di chi è la colpa? Dei cattivoni che ora sulle autostrade dell’amore dove tutti noi cantiamo e balliamo, avrete un motivo in più per insultare anche se siete voi ad utilizzare l’autostrada come fosse l’ultimo successo della Play Station 3. Frattanto, il lupo cattivo iraniano fa costare di più la benzina, la luce, il gas e il telefono, ma state tranquilli perché ci siamo qui noi a proteggervi dai romeni che soffiano sulle vostre case e se proprio le cose si mettono male chiamiamo il gabibbo e capitan ventosa. La fata turchina è stata vista nei bagni dell’Hollywood alle prese con la bacchetta magica di una mezz’ala d’estro.
E pensare che nemmeno mi piacciono le carote. Da mangiare intendo.

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Comments

22 Risposte a “Il Bestione e la Carota”
  1. SacerNaos (ex-Temple) scrive:

    “Che ciò che è brutto e cattivo è semplicemente ciò che limita i nostri privilegi e va quindi condannato senza nemmeno chiedersi il perché della sua esistenza?”
    Problema culturale di ogni liberismo (o neo-liberismo). La libertà (in tal sistema di pensiero) consiste nel perseguire il proprio vantaggio e ciò che lo impedisce (l’ostacolo, insomma) non solo è impedimento ma è anche connotato moralmente come cattivo ovvero catena concettuale: ingiusto-cattivo-irrazionale.
    E i camionisti sono brutti, sporchi e cattivi

  2. Emanuele scrive:

    Ma non sono i metallari quelli brutti,sporchi e cattivi?
    Concordo pienamente con l’analisi di cruman

  3. cruman scrive:

    no, quelli siamo io e mc, la libertà è la cosa viscida e grassottella e mio cugino topocane da bambino una volta è morto.

  4. Miguel scrive:

    Secondo me per continuare il discorso bisogna resucitare al mio paesano Dalí

  5. Il rincaro delle carote, ma anche delle zucchine e delle melanzane, per non parlare dei mandarini, non puo’ oggi, come sempre, essere imputato allo sciopero dei camionisti. Infatti bastano due gocce di pioggia o quattro fiocchi di neve perche’ l’eminenza grigia dell’ortofrutta (voi avete mai capito chi sia?) decida per lo stato d’emergenza e per il rincaro dei vegetali sulle nostre tavole. Detto questo, continuo ad essere convinta che lo sciopero selvaggio, da qualunque categoria messo in atto, sia pratica non del tutto meritoria. Al di la’ del ritrovarsi senza benzina e quindi senza automobile (argomento al quale ho intenzione di dedicare un post perche’ questa nostra societa’ ci ha messi in condizione di dipendere assolutamente da mezzi di locomozione privati, e spesso i vecchi suola e tacchi non sono sufficienti davanti a distanze superiori ai dieci chilometri), restano scene assurde, di trincee di tir schierate ai caselli autostradali per impedire l’accesso nelle principali citta’. E a chi lo impedivano? Ovviamente a dei privilegiati capitalisti con la puzza (di smog) sotto il naso che a bordo della loro lussuosa utilitaria tentavano di lasciare la residenza di campagna (acquistata a caro prezzo, ma sempre meno caro che un monolocale a Torbellamonaca) per raggiungere il privilegiatissimo posto di lavoro (interinale oppure a progetto, meglio ancora se a tempo determinato) dove si sarebbero ovviamente girati i pollici sotto gli occhi di un datore di lavoro affettuoso. E’ proprio vero, i privilegiati si arrabbiano quando gli si tocca il loro irraggiungibile status sociale!
    Laura

  6. MenteCritica scrive:

    che carino questo commento!

  7. cruman scrive:

    sapevo che avresti apprezzato mc, perchè usa il tuo stesso sistema, estremizzare per indebolire. io non ho mai parlato di status sociale o di particolari categorie colpite. l’argomento è ampiamente trattato nell’altro post dove ho detto che in certe condizioni per risolvere problemi sociali molto importanti (come il trasporto su gomma che fa letteralmente funzionare il paese, con tutte le problematiche annesse) bisogna che tutti accettiamo dei sacrifici. come per altre questioni. e visto che subiamo ben di peggio col sorriso sulle labbra, mi è sembrata fuori luogo e un po’ furbesca questa caccia al camionista. è estremizzata anche la situazione visto che (che io sappia) NESSUNO è rimasto senza benzina, cibo, acqua, medicine eccetera. e se due giorni di disagio sono serviti a far vedere quanto fragili siamo, ben vengano. pensiamo a questo invece che a qualche scaramuccia, altrimenti, come dicevo, chiudiamo gli stadi, le strade e le case private per sempre.
    e ripeto, in italia non sappiamo nemmeno che cosa sono le lotte sindacali, i veri disagi di un paese paralizzato per decine di giorni. non le conosciamo o ce le siamo dimenticate, ma da tanto. e il risultato è che subiamo tutto basta che ci lasciano il calcio lo shopping e le veline e al primo che si incazza gli diciamo pure che è selvaggio perchè ci infastidisce per un giorno e mezzo. va be’, comunque mi sembra che siano tutti d’accordo: meglio lasciare le cose come stanno (visto che soluzioni alternative che funzionino non ho sentite nè viste), prima o poi, avanti così, non ci saranno più problemi da risolvere.

  8. MenteCritica scrive:

    stavamo solo scherzando un po’.

    forse questa storia l’abbiamo presa troppo sul serio.

    io passo

  9. SacerNaos (ex-Temple) scrive:

    “va be’, comunque mi sembra che siano tutti d’accordo: meglio lasciare le cose come stanno (visto che soluzioni alternative che funzionino non ho sentite nè viste), prima o poi, avanti così, non ci saranno più problemi da risolvere.”
    Quando un problema è contemporaneamente economico, sociale, morale, politico e culturale è molto difficile proporre una soluzione. E’ chiaro che l’Italia è un paese ormai alla frutta: due giorni di scipero e i prezzi raddoppiano (non ritrovo il principio di causa ed effetto!), basta che fa un po’ di pioggia in più (almeno a Napoli) e si aprono voragini, fermate della metro inutilizzabili per crolli e frane etc. etc. E poi i costi della politica, l’evasione fiscale, le raccomandazioni all’interno dell’università e altrove, la questione dell’immigrazione, la munnezza di Napoli, la camorra e la mafia che sono le “imprese” più forti italiane, la mentalità della “furbizia” (che, può sembrare strano, è diversa e ancora più stupida rispetto a quella neoliberista del vantaggio individuale), e poi ancora morti per operazioni alle tonsille, Trochetti Provera come simbolo delle privatizzazioni made in Italy, il problema della sicurezza nelle fabbriche (e questo ci fa tornare agli anni ruggenti della lotta operaia), i massacri familiari e negli stadi di provincia e non, la Guardia di Finanza che a Napoli rompe le palle solo ai vucumprà e il ginecologo ti fa lo sconto di 50 euro (da 150 a 100) per non farti la ricevuta e tu (generico) che sei un morto di fame accetti quello sconto anche se è frode, e poi gente che sfonda i bancomat durante le manifestazioni pensando che sia quello il problema e poi torna a casa e chiede la carta di credito di papà, e ancora i centri sociali (di controcultura?) che spesso e volentieri sono i luoghi in cui è più facile trovare droghe e annientare le ultime residue capacità di critica, le badanti che cambiano il pannolone ai nostri vecchi sfruttate e maltrattate in questura quando fanno il permesso di soggiorno, i lavoratori a nero massacrati per l’oro rosso in Puglia, i romeni che lavorano e ammazzano come ogni popolo al mondo, e via dicendo.

    Questa è l’Italia (giusto qualcosina, eh…)

    La soluzione?

  10. SacerNaos (ex-Temple) scrive:

    A me, Benigni che difende l’Italia perchè abbiamo avuto Dante, Leonardo, Galilei etc. etc. mi rompe solo i coglioni…
    lo stesso vale per Napolitano…

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  1. [...] è passata. L’ennesima protesta dei camionisti è archiviata; restano i danni, i disagi, le polemiche e qualche strascico giudiziario che però, temo, non approderà a nulla. Inutile sorprendersi o [...]



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