Il 72° Giorno
31 marzo, 2009 di tenebra
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IL 72° GIORNO VERSERO’ LACRIME IN UN MARE CHE NON MI RINGRAZIERA’
(Babsi Jones “DRAMATICS” weblog)
Matteo Valenti aveva 23 anni e io lo conoscevo bene essendo amico, da molti anni, dei suoi genitori.
Matteo faceva l’operaio, da un mese, e in un giorno del Novembre 2004, mentre maneggiava sostanze chimiche, in seguito ad un’esplosione, fu avvolto dalle fiamme.
E’ durata una settimana l’agonia di Matteo nel reparto grandi ustionati dell’ Ospedale San Martino di Genova.
Matteo era giovane e forte ma il suo cuore e i suoi polmoni non hanno retto alle ustioni di 2° e 3° grado sul 90% del corpo.

E’ morto come , a distanza di 4 anni, sarebbero morti Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Bruno Santino, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi, operai della Thyssen Krupp.
E’ bene fare i nomi , dare un volto alle vittime della vergogna dei morti sul lavoro, oltre mille ogni anno, un lavoro spesso agognato, cercato e , quindi, per questo, difeso con le unghie e con i denti, sopportando condizioni di sicurezza precaria, così come l’occupazione e lo stipendio.
Fino a che un solo lavoratore morirà perché là dove doveva esserci un’impalcatura c’era il vuoto o perché maneggiava sostanze pericolose senza le necessarie protezioni o , ancora, perché gli estintori erano vuoti questo non sarà un paese civile: non si può morire lavorando per 1000 euro al mese.
Tutto il resto sono discorsi, propaganda, la solita Itaglia , forte con i deboli e debole con i forti.
Ma siccome al peggio non c’è mai fine questo Governo, in perfetta sintonia con i padroni del vapore cioè con la Confindustria, intende manomettere il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro approvato dal precedente Governo , peraltro in larga parte disatteso, che cercava di porre un argine a questa carneficina, a questa vergogna nazionale intensificando (moderatamente) i controlli sulla sicurezza e inasprendo ( senza esagerare) le pene per i contravventori.
Cosa sono questi lacci e lacciuoli dei controlli e delle sanzioni? Che lo spirito libero e selvaggio del liberismo galoppi, in controtendenza con il resto del mondo e se questo significherà qualche centinaio di morti sul lavoro in più ogni anno , è il prezzo inevitabile da pagare al futuro radioso, che questi signori che , nel frattempo ci hanno portato alla rovina, ci prospettano.
ARTICOLO 21 ha lanciato una campagna e una raccolta di firme contro questo ulteriore attacco alle condizioni di vita dei lavoratori.
Non mi piace sponsorizzare petizioni o raccolte di firme ma questa è una vera e propria esigenza di auto-difesa e dunque merita l’attenzione di tutti noi.
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firmerei volentieri, ma penso di portare sfiga.
Di ogni petizione firmata, di ogni referendum votato, poi non se n’è fatto niente.
Tutto quello che riguarda i lavoratori, viene fatto rispettare solo nelle piccole ditte per non renderle competitive e farle fallire. Le grandi ditte, vedi la Thyssen Krupp, pur avendo dei sindacalisti, quando ci sono dei controlli vengono avvertite, e poi ci sono ditte di cinesi, romeni, albanesi, nordafricani ecc. che lo stesso possono permettersi di non adottare le più elementari misure di sicurezza. Per onestà bisogna anche dire che talvolta gli operai stessi non hanno la necessaria concentrazione per stanchezza, problemi o per assunzione di alcool e droghe, o anche di farmaci regolarmente prescritti che inducono sonnolenza.
Personalmente penso che i controllori stessi devono mettere a norma il cantiere o assistere alla messa a norma, e far pagare di conseguenza. Dare una multa vuol dire che la ditta per pagarla risparmierà su altre cose forse ancora più necessarie ma che non si vedono.
Se dipende da noi la vedo male.
il comitato auspica provvedimenti coi quali non posso essere minimamente d’accordo.
-Solo la famiglia può decidere se accettare il patteggiamento. Mostruoso. Già è errato chiamarlo patteggiamento, figurarsi auspicare di sostituire una figura privata al pm.
-La legge deve avere pene proporzionali (si fa per dire!) alla gravità di quanto accaduto. Si parla pur sempre di omicidi colposi. Le pene dovrebbero essere più severe in ordine alla violazione di norme di sicurezza.
A queste proposte invece sono più favorevole:
-interrompere qualsiasi attività nelle aziende dove c’è stato un omicidio
e soprattutto:
-rimuovere da ogni carica il responsabile indagato. Dipende dalla carica e non fuori dal processo, ma come pena accessoria (renderla obbligatoria sarebbe una forzatura, ma non è impossibile)