Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "I vaniloqui della vagina" è stato scritto da Lameduck
Allora, care fratelle, mollate il grilletto e agguantate gli occhiali che c’è qualcosa da leggere che vi riguarda. Saranno forse le solite stronzate di una che vuole fare l’originale a tutti i costi oppure, visto come scrive, forse non è neppure una donna vera ma un uomo beta en travesti. Pensate ciò che volete ma è ora di sturarsi ben bene le orecchie e di ascoltare perché le atmosfere all’interno dei metaforici coglioni stanno salendo e c’è rischio di deflagrazione imminente.
Ci sono tre parole che ormai mi danno la nausea appena le sento o le leggo: femminicidio (o la sua variante ancora più cacofonica femicidio); sessismo; questione di genere. Sto diventando come il cane di Pavlov che, quando suonava il campanellino, sbavava. Io però, care devotchke, a differenza del sabaca, non salivo, vomito. Ho la nausea perché le avete fatte diventare parole modaiole, degli intercalare, dei concetti ripetuti fino a privarli del loro significato originale. State mandando a puttane decenni di lotte di rivendicazione per i diritti femminili perché vi siete fatte intrappolare dalla propaganda del sistema. Eseguite i suoi ordini, state al suo gioco.
Il femmi-coso. Nessuno nega che si scannino le ragazze troppo spesso per i più vari motivi: “Mi ha lasciato”, “è una troia”, “mi ha rotto”, “non mi vuole (più)”. Gli uomini hanno un baco conosciuto nel programma di gestione del “narcisismo”. Magari le programmatrici mamme potrebbero lavorarci un po’ su per eliminarlo, invece di modellare i loro virgulti sui peggiori figli di puttana adulti, quelli per i quali le mamme perdono la testa, del resto.
Quando leggo però che “le ammazzano solo in quanto donne”, che nel femminicidio a volte fate ricadere omicidi di bambini e perfino di uomini e che avete deciso che non esiste il delitto passionale perché la passione è solo il miciomicio cippalippa con il vostro ganzo/a e non il sublime contraltare dell’amore, l’odio, come se la mente umana fosse stata creata ad immagine e somiglianza della collana Harmony, non vi seguo più.
Se si butta tutta la casistica più varia nel pentolone del femminicidio, viene il sospetto che allora vogliate truccare le carte, che vogliate dopare i risultati. 54 vittime dall’inizio dell’anno. L’ho già detto qui e mi ripeto volentieri: i morti sul lavoro, quasi tutti maschi, sono già 170.
Se si butta tutta la casistica più varia nel pentolone del femminicidio, viene il sospetto che allora vogliate truccare le carte, che vogliate dopare i risultati. 54 vittime dall’inizio dell’anno. L’ho già detto qui e mi ripeto volentieri: i morti sul lavoro, quasi tutti maschi, sono già 170.
Io parlavo di Ciudad Juarez già nel 2009 ma bisognerebbe anche ricordare che in quella realtà messicana, regno dei machete creativi di El Loco, i beccamorti fanno gli straordinari tutte le sere e gli affettati sono soprattutto maschi. Non si può prendere una realtà estrema come quella ed inferenziare che anche in Italia siamo alla mattanza.
E poi, lasciatevelo dire. State diventando come i coloni quando si parla dei palestinesi. Siete accecate dall’odio ideologico per il nemico. “Ci ammazzano solo in quanto donne”. Vi ammazzano per principio, quindi. Comodo, così non avete mai colpe, non vi si può chiamare in correità, così potete fare le stronze quanto vi pare. La colpa sarà sempre di colui che vi ammazza per principio, perché siete troppo giuste, troppo fighe e lui non lo sopporta. Tipico del peggiore vittimismo piagnone di minoranza.
L’altro giorno un uomo, in una scena allucinante che è sconvolgente perfino immaginare, ha preso i suoi figli piccoli, li ha lanciati dalla finestra, poi ha tentato di gettare anche la moglie, prima di lanciarsi anche lui nel vuoto.
Ho letto i vostri commenti: “Non parliamo di depressione, per carità”, “l’unica vittima è la mamma che ha visto gettare i suoi figli dalla finestra, ma vi immaginate?!”, “lei aveva un lavoro, non parliamo di tragedia della disoccupazione”.
Lasciatevelo dire, sono commenti che confermano interi trattati teoretici sulla stupidità femminile e sul suo egocentrismo. Sono solo io, per deformazione professionale, in quanto indagatrice dell’inconscio, a provare un’immensa pietà per quest’uomo malato il cui inferno interiore non riuscireste ad immaginare nemmeno in diecimila anni ma che potreste almeno sforzarvi di rispettare? E’ solo la stupidità che vi fa parlare così, come fanno troppi parenti di depressi che negano disperatamente una delle malattie più mortali che esistano per riuscire solo a continuare a colpevolizzarne il malato? “Ma su, ma perché fai così, in fondo cosa ti manca?” Vi assicuro che se uno si lancia da una finestra è perché proprio non ce la più ad ascoltare quelle stronzate. Poi, se volete, vi posso confermare che chi si appresta a lasciare volontariamente un mondo ormai invivibile, pensa che portando con sé i suoi li farà stare meglio. E’ la non-logica della malattia, l’estrema deformazione dell’atto d’amore, di fronte alle quali si deve solo provare pietà.
Sulle altre due parole che mi danno il vomito: sessismo e questione di genere sarò più breve.
Il sessismo è diventato ogni tetta, ogni fetta di culo, ogni bocca socchiusa, insomma ogni sano richiamo sessuale che ci allevia queste giornate tormentate dall’angoscia continua del futuro. Una robina leggera tipo il pensiero che non andremo mai in pensione, che i nostri risparmi diventeranno carta straccia e che la banca di merda ci porterà via la casa.
Ve la siete presa con un lievissimo spot argentino della FIAT dove un maschio modello base, di quelli che sono capaci perfino di sopportarvi per un paio di decenni, immagina di tuffarsi al rallentatore tra due enormi tette. Siccome le tette non sono le vostre, deve morire e con lui chi vorrebbe fare la sua stessa fine.
Immagino che anche uno dei capolavori di Federico Fellini, quel meraviglioso “Le tentazioni del Dottor Antonio” con l’Anitona gigantesca che tormenta sessualmente il bigotto Peppino, sia per voi da classificare come esempio di “sessismo”. Il corpo delle donne qui e il corpo delle donne là, e che palle! Come farci scontare un documentario con dieci anni di penitenza di cilicio puntuto sulle suddette.
La questione di genere, infine, è l’insieme di tutte le cose delle quali vi occupate quotidianamente, controllando i giornali e i tabelloni pubblicitari alla ricerca ossessiva del sessismo, per avere poi la scusa di gridare al femminicidio.
Sareste da bastonare, perché seguite le paturnie menopausiche di quattro carampane talebane che vi hanno convinte che i maschi sono tutti dei porci, invece di ricordarvi dell’enorme potere che il vostro corpo vi concede sui vostri compagni. “Un paio di tette apre qualunque porta”, diceva il personaggio di un film fantasy l’altra sera, una tipetta tosta che dialogava con il fratello reuccio un po’ trota che si meravigliava del suo inaspettato arrivo al castello. E’ maledettamente vero. Il sesso e il corpo sono la chiave del vostro potere. Un potere immenso che agli uomini fa giustamente paura. Si può desiderare di gettar via il potere? No, se non si è stupide. Il potere va solo saputo gestire con astuzia.
Al sistema fa comodo che vi distraiate con la guerra di genere, con il soft air contro i maschilisti. Fa parte del copione del Battle Royale al quale partecipano, sul campo avverso, anche i vari “padri separati”, uomini beta, eccetera.
Soggiogate dalle ottuse talebane pontiSex, vedete lo spot della FIAT ma non vedete ciò che fa Marchionne all’economia italiana. Volete mettere le mutande da suora a Belen, maledite la tv tette-culi ma non vedete la devastazione di un paese ad opera di chi ha usato tette e culi solo come strumento di propaganda maciullacervelli per arricchirsi personalmente e per arricchire gli amici degli amici. Di chi ha consegnato l’Italia alle mafie. Vedete l’effetto ma non la causa.
Di che cosa vi siete appassionate in questi giorni? Della Grecia, dei criminali finanziari che stanno scavando il buco per arrivare al caveau dove stanno i vostri miseri BOT e BTT, di quella crucca testona della Merkel che ci sta portando alla rovina, per la serie le donne governano meglio degli uomini?
No, ho letto paginate intere sulla lotta al linguaggio sessista: roba vecchia, per altro, vecchi arnesi da psy-op.
Le donne architetto devono essere chiamate ARCHITETTE. ArchiTETTE? Ma gli uomini poi non è che vorranno tuffarcisi dentro? Non temete l’allusione sessista del termine?
Poi ho letto dell’iniziativa per intitolare più strade alle donne. Mi pare una priorità assoluta da affidare alla Protezione civile. Poi che Enrico Fermi era maschilista perché non permetteva alle fisiche di Via Panisperna di fabbricare le bombe atomiche.
Sareste da mazzolare perché distraete energie e risorse alla resistenza contro la dittatura finanziaria. Dovreste andare dagli uomini, anche dai peggiori stronzi e dire loro: ci stanno fottendo, uniamo le forze, studiamo un rimedio, pensiamo solo a come uscirne salvando il salvabile. Magari mostrando le tette agli speculatori finanziari mentre i ragazzi li prendono alle spalle.


Signora Lameduck (o signorina non posso saperlo), platonicamente et ideologicamente, io la amo per questi suoi illuminanti (nonché spassosi) articoli.
Caro Vittorio, il tuo commento mi ha colpito per la sua eleganza. Però lasciamo stare Platone, che i suoi amori sono sempre troppo dolorosi. Se vogliamo un certo gusto retro, meglio D’Annunzio.
Eccezionale. Un vero "must" per chi non vuole credere che tutto il femminismo si sia ridotto ad una macchietta in stile zanardiano ed estimatrici.
Pino, Pino, adesso ti daranno del collaborazionista. Come stai con il taglio rasato?
Delizioso e anche complesso. Insmma del tutto indigeribile per una donna. Ma hai notato che i commenti provengono solo dal “genere maschile”?
Ci sarebbe da fare una riflessione. O forse no. Bacio.
Eccomi qui, prima donna in questo dotto consesso di uomini innamorati dell’autrice. Troppo stupida per capire, lo premetto. Naturalmente invidiosa delle meravigliose tette in cui si tuffa il modello di uno spot che non ho visto, ma fa lo stesso. Frigida, che ve lo dico a fare? Incapace di capire il meraviglioso potere che avere una fica tra le gamba mi ha fornito, certe fortune dovrebbero darle solo a chi ha una patente in ficologia. Talebana, carampana, prossima alla menopausa, odio Belen perché è bellissima e arrapante e perché riesce a portarsi a letto gente come Corona e Stefano de Marino (ops, mi intendo di gossip per lavoro, ma questo non mi assolve, tranquilli). Femminista piagnona, razza in via di estinzione non in grado di comprendere la metafisica delle Olgettine e la rivoluzione che stanno portando avanti. Ah, dimenicavo: presa come sono dalle questioni di genere, dal sessismo e dal mio adorato femminicidio, so un cazzo di crisi, di disoccupazione, di spread, di Europa e quant’altro.
Ora che ho confermato tutti i vostri stereotipi (se ne ho dimenticato qualcuno, perdono, potete aggiungerli voi e io firmo in calce) mi sento meglio. Buona giornata a tutti
Ahiahi Laura,
sai perché il tuo commento non è degno di te? Perché comincia con quel “consesso di uomini innamorati dell’autrice”, che purtroppo, che peccato, vanifica tutto l’interessante seguito dove, per altro, praticamente ti dici tutto da sola, “femminista piagnona” compresa. E’ un commento non da donna pensante ma da donna e basta. Ri – che peccato.
Vedi, a me non interessa che mi dicano quanto sono brava seppure stronza e che poi non discutano con me nel merito, perché sa tanto di falsità.
Lo so che le mie posizioni sono scomode. Però mi piacerebbe, una volta ogni tanto, da parte di chi si qualifica come donna pensante, ricevere un commento appunto sul merito delle questioni poste e non la solita difesa piccata di chi si sente toccata in quanto membro (o dovrei dire membra per non essere maschilista?) di una congrega che è stata attaccata da una traditrice. Devo dedurre che tu e le tue sodali di loggia non siete capaci di argomentare nel merito? Non voglio crederlo. Eppure ogni volta è così. Lo dimostrano anche le tue amichette che vengono a dirti brava per aver difeso la congrega contro la traditrice e nemmeno si incomodano a leggere il pezzo, tanto a loro basta che una del branco (o dovrei dire branca?) lo abbia catalogato come maschilista.
Tri – che peccato.
Il problema è che non sono capace, Lameduck. Lo ammetto. Non sono capace di argomentare perché, vedi, non mi sento parte di alcuna loggia, non ho tessere di alcun genere, ma io mi sento offesa nel profondo da una donna che se mi dico contraria all’uso indiscriminato del corpo delle donne, mi dice che (in soldoni) sono invidiosa perché quel corpo non è il mio. Io non ci riesco a essere brillate, sarcastica, oserei un sardonica, come sai essere tu. E la premessa (dotto consesso etc etc etc) era dovuto, ma tu lo sai benissimo, all’osservazione fatta dal tuo fanclub per cui solo gli uomini venivano a omaggiarti mentre le donne eran tutte lì a rosicarsi a sangue le unghie senza avere il coraggio di darti ragione. Perché le donne giuste son quelle che ti danno ragione. E’ evidente. Sai, io non cerco claque. I tuoi post li leggo sempre con attenzione anche e soprattutto perché so che ci trovo dei punti di vista diversi. Ma non mi limito a leggere e voglio condividere. Peccato tu pensi che condivido per far sì che la mia presunta loggia arrivi lancia in resta a difendermi. Peccato tu non ti sia scomodata a notare che a chi pensava a un articolo di un uomo io abbia detto che invece sei donna e molto intelligente e preparata. Peccato che ogni volta che tento di esporre un’idea diversa, il massimo che tu sappia fare è iscrivermi in questo o quel partito (il femminismo piagnone è tuo copyright del post sul diritto di Belen di mettere la fica in mostra). Peccato. Come vedi non mi metto a contare. Perché nei peccati ci credo poco e perché non so argomentarti su quanto sia offensivo mettere insieme quegli aggettivi da maschi (carampane, in menopausa, talebane). Io la penso in modo diverso da te. A me un maschio che fa la battuta sconcia non mi fa ridere, mi offende. IL maschio che si fa uscire gli occhi dalle orbite per la mia scollatura, non mi lusinga, mi fa venir voglia di mollargli un calcio nelle palle. Non voglio avere il potere del corpo, non voglio usarlo con astuzia, non voglio farmi strada aprendo le gambe. Considero le Olgettine un’offesa alla femminilià mia e di tutte quelle che, sul lavoro, ci mettono il cervello e riservano la fica per il divertimento. Con gusto e in privato.
No Lauretta, non voglio donne che mi diano ragione. Vorrei che mi convincessero, controargomentando con intelligenza le mie cazzate, che sono io che sbaglio a pensarla così sul femminismo. Però nessuna lo fa. Come mai, secondo te?
Lei è bravissima e ha colto in pieno la verità.
è già sposata o fidanzata per caso?
luis, hai preso il numeretto?
Eccomi qui, prima donna in questo dotto consesso di uomini innamorati dell'autrice. Troppo stupida per capire, lo premetto. Naturalmente invidiosa delle meravigliose tette in cui si tuffa il modello di uno spot che non ho visto, ma fa lo stesso. Frigida, che ve lo dico a fare? Incapace di capire il meraviglioso potere che avere una fica tra le gamba mi ha fornito, certe fortune dovrebbero darle solo a chi ha una patente in ficologia. Talebana, carampana, prossima alla menopausa, odio Belen perché è bellissima e arrapante e perché riesce a portarsi a letto gente come Corona e Stefano de Marino (ops, mi intendo di gossip per lavoro, ma questo non mi assolve, tranquilli). Femminista piagnona, razza in via di estinzione non in grado di comprendere la metafisica delle Olgettine e la rivoluzione che stanno portando avanti. Ah, dimenicavo: presa come sono dalle questioni di genere, dal sessismo e dal mio adorato femminicidio, so un cazzo di crisi, di disoccupazione, di spread, di Europa e quant'altro.
Ora che ho confermato tutti i vostri stereotipi (se ne ho dimenticato qualcuno, perdono, potete aggiungerli voi e io firmo in calce) mi sento meglio. Buona giornata a tutti
sei grande…e non è uno stereotipo..
"perché riesce a portarsi a letto gente come Corona e Stefano de Marino" Laura dobbiamo rivedere i tuoi gusti in fatto di uomini XDDD "so un cazzo di crisi, di disoccupazione, di spread, di Europa e quant'altro." Ma questo i tre quarti degli italiani eh. Che non capisci niente di calcio quindi devi morire male no?
In parte posso comprendere alcuni tratti del "vaniloquio" Lameduckiano ma non ne condivido il metodo, taluni pensieri e soprattutto le forzature partigiane.
Sono due posti tuoi che leggo sul tema, chi ti sta osteggiando? perché questo è un je accuse… o sbaglio?
@Laura ZG Costantini la banalizzazione è l'ultima arma di un femminismo disperato che ormai ha infangato il suo nome una volta, per certi versi, glorioso. In realtà pare che oggi l'unico fine del femminismo sia la conquista di posizioni di potere attraverso il "vittimismo" di genere che porta ad un uso massiccio di quote rosa ed affini (truccando quindi il tavolo) e le crociate bigotto-moraliste che una volta facevano i preti…mentre le femministe vere li canzonavano. Purtroppo il vostro bersaglio è l'uomo "medio" e la donna "appariscente" perchè si sa che il primo è particolarmente attratto dalla seconda, e così perdete le vostre giornate allungando le gonne, accorciando le scollature e gridando contro il maschio padrone e violento che spesso esiste solo nella vostra fantasia, o nei paesi islamici. L'arroganza e l'inadeguatezza di tante sedicenti femministe ha però scatenato delle reazioni i cui frutti si vedranno nei prossimi anni. Avete avuto il vostro momento con le varie Zanardo e i distratti intellettuali che per cavalleria e fini politici (la disgrazia di Berlusconi l'abbiamo sopportata tutti) l'hanno fiancheggiata, ma ormai già state per passare di "moda", sperando che nel frattempo non abbiate confuso le idee ad almeno una generazione.
Alessandra Ciotti, non sto personalizzando, per carità. Non è un attacco a me, non sono così importante. Solo che quando leggo post come quello che ho commentato, mi sento male. Perché è un modo di argomentare che proprio non concepisco. E se non sei d'accordo sei frigida/invidiosa/vecchia.
@PIno Irsuti: a me sembra che la banalizzazione sia ben presente nel post che ho commentato, sia proprio la sua cifra stilistica. Ma non voglio convincerti di niente. In quanto all'appariscenza… mi piacciono scollature e minigonne, da sempre. Ma è più comodo darmi della bacchettona perché guardo con orrore alla mercificazione del corpo delle donne, no?
Nadia Terranova, se ti va di perdere qualche minuto per capire quello di cui parlavo ieri. Manco a farlo apposta…
scusami Laura, non avevo letto per bene il post… che ti devo dire? non ci sono parole, e il bello è che si definisce 'mente critica', e tu sei generosa chiamando questo vaneggio maschilista 'modo di argomentare'… quanto al fatto che quando apri bocca sei: frigida, invidiosa, vecchia (hai dimenticato brutta), è una cosa che va avanti da secoli! A volte le bruciavano…
Alessandra, Mente Critica è un sito aperto a tutti e molto interessante. Lo frequento da anni. L’autrice del post è una donna, persona estremamente intelligente e provocatoria, ma non sono d’accordo con lei. I maschi sono per lo più i commentatori che sono strafelici di sentir parlar male delle femministe piagnone, talebane e frigide. E lasciamoli nel loro brodo. Mi fa male sentire una donna parlare così, dagli uomini me l’aspetto. Ma non ne faccio una malattia e ci rido sopra.
Quanto affermato dall’ autrice sia validissimo e purtroppo vero.
Solo una cosa non condivido:Quella parte sul corpo e sul “potere” femminile.
Ritengo ci siano tre tipi di uomini:i morti di fi*a che arriverebbero anche sulla Luna per averne un pezzo;l’ uomo medio che si sta ai piccoli “ricatti” della fidanzata e infine una piccola porzione di uomini.A quest’ ultimi piace molto la fi*a ma sono abbastanza intelligenti e furbi da capire che non vale la pena “perdere” qualcosa per un pò di sesso;che bisogna essere astuti e non farsi rovinare dai propi istinti.
L'autrice è una donna, Alessandra Ciotti. Persona valida e intelligente, ma con posizioni che proprio non riesco a comprendere. Mente Critica, invece, è un sito che frequento da anni. Loro danno voce a tutti, è questo il bello
Laura, è comodo darti della bacchettona quanto dare a noi uomini la patente di culotettomani. La mercificazione del corpo della donna è in gran parte una astuta costruzione di fantasia. Ogni tanto bisognerebbe rispettare anche le "mercificate" ed inserire la loro scomoda opinione in merito a tutto ciò. Ma chi va contro la sorellanza è automaticamente connivente col "nemico" maschio e non ha diritto di parola. La dice lunga il commento di Alessandra che definisce "vaneggio maschilista" questo post lucidissimo che è come un pugno nello stomaco per tante veterofemministe che ormai CE CAMPANO nello sparare a zero sul prossimo.
P.S. Non voglio mettere in dubbio i tuoi gusti in fatto di abbigliamento ma sai…dopo aver letto in un blog femminista (e un pò delirante) una serie di "suggerimenti per non apparire delle moraliste" mi viene da sorridere ogni volta che mi imbatto in una donna che prima blatera contro il maschilismo e poi per tenere il punto comincia a dire parolacce oppure a chiarire che ha un fidanzato che la soddisfa pienamente a letto e così via. Ripeto, magari tu sei sincera ma in questo clima di scontro, non certo voluto dai maschi, è difficile non dubitare.
Ma perché una donna pensante deve essere costretta a difendersi? E difendersi da cosa e da chi? Ho la libertà di avere la mia opinione senza sentirmi insultare, oppure no? Io mi sento offesa dal cartellone che per pubblicizzare un traghetto mettono un marinaio in mezzo a una siciliana svestita come nei deliri erotici delle pubblicità di D&B e una nordica con la sciarpa verde su scollatura bianca. Mi spieghi che c'azzecca?
Spero di non averti insultato, in ogni caso dovresti parlare con un pubblicitario per capire "che c'azzecca". Certo, come maschio che si ritiene intelligente non compro certo un prodotto solo perchè me lo reclamizza Melissa Satta (che adoro) e sul fatto di sentirti offesa dalla pubblicità beh PERDONAMI mi vien da dire "è un problema tuo". Io non mi sento offeso quando vedo usare un bel pò di figaccioni tartarugati per gli stessi scopi. Come mai?
Perché a te, per un paio di figaccioni palestrati, nessuna si sente in diritto di metterti una mano al culo e una sul pacco, per dirla come me la sento. Mentre alle donne, da sempre (oh, non a me, io son vecchia, brutta, in vista menopausa, col burqa etc etc etc), gli uomini si sentono in diritto di fare avances in qualsiasi contesto. Avances fastidiose, non richieste, avances volgari e umilianti perché il messaggio che passa per quel cartellone, per le Olgettine, per la valletta muta e scosciata, per le barzellette spinte, per le copertine dei giornali, è che le donne non aspettano altro che allargare le gambe. Beh, mi spiace deludere chi lo pensa, ma non è così. Non per tutte almeno. Di sicuro non per chi ha la pretesa di coltivarsi la propria sessualità in pace, con la giusta privacy e con l’uomo che si è scelta.
Laura, non dirmi che non ti capita mai ogni tanto che un complimento o avance non ti faccia piacere perché non ci credo. Alla nostra età poi sono come l’elisir di giovinezza. E a volte sono quasi commoventi, come quell’anonimo che ieri, mentre passeggiavo sul lungomare, mi ha certo scannerizzato le rotondità senza ritegno e ha borbottato qualche robaccia ma si è fatto perdonare fischiettandomi dietro nientepopodimeno che “la ragazza di Ipanema”.
(Poi uno si chiede come fanno certi a cuccare sempre alla grande. Sono le cose come queste che rendono memorabili i bagnini romagnoli…)
Uffa ma perchè gli ultimi commenti non appaiono lato Facebook? Il commento di Gilda mi è piaciuto molto
Azz, hanno fatto incazzà la mia autrice di riferimento
"IL maschio che si fa uscire gli occhi dalle orbite per la mia scollatura, non mi lusinga, mi fa venir voglia di mollargli un calcio nelle palle" peccato non poter rispondere a questo comento di chi si è appena reso RIDICOLO!!!
Bravo Doxaliber! EHI QUALCUNO AGGIUSTI I COMMENTI!
Laura ZG Costantini "ops mi occupo di gossip per lavoro" cioè… tu non servi ad un cazzo alla società. lavori nel gossip come cecchi paone e barbara d'urso. e vorresti pure esporre le tue tesi. ma ti levi dal cazzo perfavore? e poi con la faccia di culo mi vieni a parlare di crisi, i soldi li sprecano dandoli a gente come te per parlare di gossip. e cmq vienimelo a dare il calcio nelle palle. amo la violenza nel gossip molto sgarbi o del noce.
Qua nessuno è stupido, incapace di capire, talebano né tantomeno piagnone, ma la frase in oggetto rimane una puttanata colossale. E lo sarebbe chiunque fosse a dirla.
Certo è affascinante come le boiate più mastodontiche, quelle che, se osservate lucidamente a debita distanza, appaiono palesemente per le boiate che sono, diventino credibili se accompagnate da un bel giro di parole che non significa niente.
Non ho spammato io il commento, sia chiaro.
Io invece non credo più che tali atteggiamenti siano dovuti alle pubblicità. Le pubblicità, perlopiù, influiscono sulla visione che si ha della merce e solo in minima parte della donna, e ritengo che in fondo l’”ultima parola” e’ sempre quella dello spettatore: se lui ci vede la merce, e’ perche’ vuole vederla; se lei ci vede sessismo, e’ perche’ vuole vederlo.
Nell’antica grecia era “venerato” il corpo atletico maschile, ma non mi hanno mai fatto studiare che allora il maschio fosse visto come una merce. A me sembra che questo sia un problema tutto attuale dovuto più a questioni culturali e comportamentali che non a questioni di immagine o di etica. Io credo, davvero, che il femminismo sia degenerato… e non solo negli ultimi anni.
Perche’, allora, non c’e’ il problema opposto? Anche dei maschi esce l’immagine di un uomo perennemente allupato che non vede l’ora di essere improvvisamente abbordato (pensa solo ai pornazzi che girano!), ma non mi sembra che loro ricevano un trattamento “privilegiato”. Un’avances non gradita e’ cosa normale (e sennò uno come sa che non e’ gradita?), il sesso e’ cosa normale, il piacere della vista di un corpo nudo e’ cosa normale (anzi, azzarderei: molto più naturale di un corpo vestito!).
E poi, non mi sembra che qui commentino cosi’ tanti maschi “strafelici di sentir parlar male delle femministe piagnone, talebane e frigide”. Ah, io non penso che tu sia ne’ frigida ne’ invidiosa ne’ probabilmente cosi’ tanto vecchia (anche se, rispetto a me, forse un pochino pochino si!
), però forse vedi solo una parte del problema trascurando l’altra. Poi non lo so, forse sono troppo giovane io che ho visto persone (maschi e femmine) normali e nella media, non troppo eccessivi e di sicuro non allupati persi che pensano alla donna solo con le gambe aperte.
Per fare un esempio sulla questione: sto facendo gli esami, a scuola. La nostra commissione e’ formata da sole donne, che oggi hanno malcommentato i pantolncini corti di alcune mie compagne: ma cosa c’e’ di sbagliato nell’indossare dei pantaloni corti in un momento di caldo atroce in cui (per via degli esami) meglio si sta fisicamente e meglio si ragiona intellettualmente? Non sembra anche a te eccessivo? A me (che neanche li avevo, i pantaloni corti) la cosa ha dato parecchio fastidio. Si’, quello che ho pensato e’ che loro sono delle vecchiacce acide e invidiose dei corpi giovani e in forma delle loro allieve. Analisi approssimativa, ma c’e’ cosi’ tanto da biasimare nel mio stupore? Sarà che ci vedo come semplici animali, non ho troppe pretese verso il genere umano, tutto cio’ che ci circonda e’ costruito da noi e i vestiti non sono presenti in natura.
Ecco, quello che in realtà mi preoccupa di più e’ perche’ scandalizzi o attizzi cosi’ tanto una sana e semplice nudità. Non e’ cosi’ che ci hanno fatto mamma e la natura?
Ops, volevo rispondere a Laura.
Ricordo che qualche tempo fa, in un forum, un gruppo di ragazze salutò con entusiasmo l’iniziativa del sindaco di Rimini di vietare pubblicità sessiste sui cartelloni pubblicitari. Io, che per principio sono contrario a divieti simili, dissi che una tale iniziativa ci avrebbe avvicinato più all’Iran e alle repubbliche islamiche che non al resto dell’Europa e aggiunsi che tale iniziativa era solo “water intostation”. Sarei curioso di vedere com’è finita a Rimini, ma ricordo che all’epoca fui aggredito verbalmente, tacciato di maschilismo etc. etc.
@Laura
Pensi davvero che certi uomini, non gli uomini, si sentano autorizzati a comportarsi in questo modo a causa di cartelloni o pubblicità? Stai mancando il bersaglio alla grande secondo me. Poi tutta questa marea di uomini che si sentono autorizzati a comportarsi in questo modo non la vedo, io vedo una minoranza. Se così non fosse il treno che prendo ogni mattina, pieno di uomini, ma anche di belle ragazze, tutti incastrati, sarebbe un mezzo davvero pericoloso per queste ragazze.
Ricordo un episodio. Ero al mare da solo, cosa di per sé probabilmente disdicevole per alcune persone. Ero assorto nei miei pensieri e guardavo l’orizzonte davanti a me senza pensare a niente, poi trasalisco quando due ragazze davanti a me mi invitano in modo poco gentile a girare lo sguardo dall’altra parte certe del fatto che le stessi squadrando. Avrei voluto avere la risposta pronta, ma non ce l’ho. Questa tua frase mi terrorizza, è un mondo semplicemente orribile quello in cui devo stare attento a cosa guardo e con quale intensità.
Le guardi: “come ti permetti?”.
Non le guardi: “ma che sei, frocio?”
Ecco. E con questo commento:
Le guardi: “come ti permetti?”.
Non le guardi: “ma che sei, frocio?”
credo che il discorso tra sordi possa considerarsi chiuso. In quanto al signore che mi invita a togliermi dal suo attrezzo sessuale perché per lavoro mi occupo anche, di gossip, lo invito alla consapevolezza che io con lui e qualsivoglia parte del suo corpo mai volli aver nulla a che fare. Che se non gli piace quel che scrivo, può evitare di leggermi o, anche, farsi portavoce di una petizione affinché MC mi banni dal sito.
Riguardo ai complimenti che sarebbero un toccasana, sarò sicuramente aliena io, ma fin da quando avevo 20 anni e sicuramente più occasioni per farmi fischiare dietro, li ho sempre odiati e vissuti come un’attenzione fastidiosa e non richiesta. Per non parlare di anni di palpeggiamenti sui mezzi pubblici, durante il liceo e l’università.
Ma, ripeto, credo che siano parole sprecate perché ognuno resta del proprio pensiero e qualsiasi tipo di argomentazione si infrange contro granitiche convinzioni da una parte e dall’altra. Però ciò che proprio non vorrei è che qualcuno/a venisse a spiegare a me come vivo o come devo vivere la mia femminilità e la mia sensibilità.
Grazie a tutti per l’attenzione.
Ma scusa ma perche’ dici che nessuno cambia idee? Io di convinzioni non ne ho e mi sento libera di cambiare idea ogni volta che mi sembra opportuno, perche’ non dovrebbe essere cosi’ anche per gli altri?
Ah, già, le convinzioni: ma forse e’ per questo che non si riesce mai a trovare la verità, ognuno crede al suo pensiero come fosse un Dio o una religione (e queso lo diceva già Nietzsche a proposito dei filosofi).
Devo essere strana io che di fischi ne ho sempre ricevuti pochi (anzi, molto più spesso insulti) e quando ne ricevo mi fa piacere anche se chi me li lancia non e’ di mio gradimento: di sicuro meglio degli insulti, e l’importante e’ che siano solo fischi. (e anch’io “fischio” se vedo un bel ragazzo, e’ quasi fisiologico! Cosi’ come “fischio” se vedo un bel quadro o ascolto un bel pensiero.)
La storia dei palpeggiamenti, secondo me, e’ diversa. Più che pensare che siano dovuti alle figura della donna nelle pubblicità, mi viene da pensare che siano dovuti al problema opposto: che la figura femminile non fosse cosi’ libera una volta, e forse chi non ci e’ abituato reagisce in maniera sbagliata. Quando andavi a scuola chi ti palpeggiava: il quindicenne o il sessantenne? Chi si approccia più spesso in maniera sbagliata alle donne? Gli extracomunitari, e non in qualità di extracomunitari, ma perche’ vedono una donna completamente diversa da quella che hanno conosciuto loro. O ancora chi vive in piccoli paesi in cui pensano ancora che la donna debba essere sotto lo schiaffo del marito. Almeno, questo e’ quello che mi viene da pensare, anche se non ne sono convinta visto che non sono ne’ una professionista della mente umana, ne’ della sociologia, ne’ delle culture mondiali. Però so osservare e provare a tirare le mie conclusioni, senza doverle far diventare convinzioni incontrovertibili.
Ma dai, Laura, nemmeno l’ironia della mia risposta a Doxaliber sai cogliere? Non è forse vero che a volte un NO di una donna equivale ad un si-quasi-no? Che sappiamo essere incredibilmente ambigue, cosicché i maschi, poracci, che hanno un SysOp molto più essenziale del nostro, un solido vecchio Fortran, fraintendono e si beccano lo sganassone?
Mi fai un po’ tristezza perché mi ricordi me da giovane: depressa, incattivita dalle disgrazie che mi erano capitate in quanto femmina e mai stanca di guerra con gli uomini.
Comunque, dovresti essere contenta. Hai detto la tua, (rubando un po’ la scena, confessalo), hai ricevuto il plauso della claque e i fischi dei solito maschiacci impudente (è la legge del palcoscenico). Spero solo che non ci bucherai il pallone.
Adoro vedervi giocare e mi ritiro in buon ordine. Perché di disgrazie ne ho, sì, ma ben più gravi e private di quelle cui sembri accennare. Il pallone è tutto vostro, a me il palcoscenico non piace.
la stimo per tutti i suoi commenti, gli unici derivati da un cervello pensante.
Anche il suo escluso, quindi.;-)
il mio non era un commento sull’articolo ma un apprezzamento ai commenti della Laura Costantini. Quindi non sono inclusa nella lista dei non pensanti.
Allora Francesca, sarà meglio non utilizzare termini logicamente inequivocabili come “tutti” e “unici”. Bacio.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-violenza-sulle-donne-e-invisibilericonoscerla-e-un-diritto-umano/