I sei milioni di Benigni per la costituzione 22


In Italia si fa politica ovunque tranne che in parlamento: Porta a Porta, Ballarò, Annozero, le segreterie dei partiti, le camere da letto, il palco di Sanremo. E la politica la fanno tutti, tranne che i parlamentari: i conduttori televisivi, i giornalisti, Saviano, quella meringa ammuffita di Fabio Fazio (la fenomenologia relativa è qui), le puttane tristi, Beppe Grillo, Roberto Benigni.

A questo punto, non dovrebbe scandalizzare  il cachet di Benigni per dirci quattro fesserie sulla costituzione. Una cosa nella quale non crede più nessuno, nemmeno il capo dello stato. In fondo ha fatto un doppio lavoro. A quanto pare, oltre a far ridere, grazie a Benigni, gli italiani hanno capito che il nostro paese ha una Costituzione, è suddivisa in articoli, che è la più bella del mondo e che nessuno se la fila, ma nemmeno di striscio. Quest’ultimo pezzo l’ho aggiunto io, perché Benigni,, siccome grazie a questo sistema politico/istituzionale ci paga le bollette, anche se una cosa del genere la sa e la capisce, non lo dirà mai. Un po’ come chiedere ai fabbricanti di sigarette se fumare fa male.

Eppure, a pensarci bene, i quattrini beccati (si dice sei miliononi) restano tanti anche per un lavoro del genere. Certo, monologhi e canzoncine hanno richiesto preparazione, mettiamo un mese di lavoro, però, una paga giornaliera di 33.000 euro fa sensazione in una nazione dove il reddito medio è di poco più di 1500 euro al mese. Un paio di ordini di grandezza.

Che la cosa non sia percepita bene dai fan di Benigni è chiaro. A loro piacerebbe che Benigni ci parlasse della costituzione per meno, molto meno. Dieci, ventimila euro diciamo. Il che porterebbe lo stipendio mensile del Pinocchio nazionale ad un più accettabile 15.000 euro. Il salario attuale della Nicole Minetti, alla quale non è certamente bastato strizzare solo le balle di Pippo Baudo per guadagnarselo (vedi le peripezie della Minetti).

A questo punto, in linea con l’ipocrisia cattocomunista nazionale, qualcuno si è preoccupato di mettere in giro la storia che Benigni abbia devoluto l’intero cachet  a un ospedale pediatrico, come se questo emendasse il caro Roberto dall’aver percepito una somma spropositata per la sua prestazione. La notizia non è confermata da nessuno, nemmeno dagli eventuali beneficiari, ma si propaga su Facebook e sui siti di gossip con la stessa attendibilità dell’avvistamento di un ufo.

In realtà, la nostra è una società liberista non un paese socialista o un’organizzazione religiosa no-profit. Quando qualcuno è in condizione di farlo, si attacca al bocchettone del sistema e pompa via tutta l’energia che può. Poi, se ne fa beneficenza è una questione personale che non modifica il concetto e che non rende più “equo” il meccanismo.

Così, che piaccia o no, fanno Benigni, i calciatori milionari, Roberto Saviano, Nicole Minetti e Silvio Berlusconi. E chi si scandalizza non fa altro che aumentare il tasso di CO2 (vedasi questa breve nota su come le stronzate nuocciono all’ambiente) con gravi impatti sul fenomeno dell’effetto serra).

Nota Importante:Questo articolo è la rieditazione attualizzata di quest’altro dove si parlava del cachet di Benigni a Sanremo 2011. In questo paese diciamo sempre le stesse cose e non vale la pena di inventarsi niente di nuovo tanto gli italiani si bevono tutto. Silvio Berlusconi insegna. C’è solo da aggiungere, ed è cronaca, che il cachet di Sanremo (250.00 eurobyte per mezz’ora di spettacolo) alla fine Benigni se lo è ficcato in tasca e alla fine all’ospedale in speranzosa attesa è toccata la classica cippa di cazzo. Ribadisco che a guadagnare quattrini, se ci sono coglioni disposti a darteli, non c’è niente di male. L’ipocrisia, viceversa, fa indubbiamente cacare.

Se sei un fan di Benigni e questo articolo non ti ha fatto incazzare a sufficienza, leggi questo.


22 commenti su “I sei milioni di Benigni per la costituzione

  • ilBuonPeppe

    Se vogliamo essere pragmatici (e a me, da ragioniere, viene bene).
    [saldo = incassi pubblicitari – compenso Benigni – altri costi]
    Se il saldo è maggiore di zero la RAI ha fatto un buon affare. Il resto sono cazzate.
    Se invece vogliamo parlare di etica, equità e altre amenità, Benigni (in questo caso) è solo la unta dell’iceberg e il discorso si fa molto più largo.

    Quanto ai contenuti invece ci sarebbe da dire più di qualcosa, ma adesso ho fame quindi forse più tardi…

  • Loucyfer

    Ovviamente non una parola su Monti, sul governo tecnico né una su Bersani. Ma lo saprà, lo strapagato Benigni, che Bersani ha la scorta, l’auto blu e pure una segretaria con doppio stipendio per un lavoro unico ? Forse non ne è a conoscenza ? Se poi ci fossero stati ancora un Lusi o un Penati, uno come lui avrebbe “sparato a zero” (con simpatia ovviamente) su di loro ! Non conosce, il premio oscar toscano, nemmeno chi ha fatto fallire l’Olivetti ed inquina l’aria con il carbone ? Si vergogni.

  • Vittorio Mori

    Eddai, la cosa era “istituzionale”, era ovvio che se fai un pugnettone sulle cose italiche che “c’è da esserne fieri” (costituzione …. divina commedia etc.), chi di dovere paga tanto e paga cash. Sono soldi investiti in pubblicità istituzionale. Se Benigni se li intasca a me non “scalda” più di tanto, hai dietro un sponsor che se lo può permettere – il debito pubblico oramai ha sforato i confini della Galassia, e i tedeschi, che sono Buoni, ce lo permettono, basta che torniamo a essere poveri come piace a loro. La cosa che mi lascia perplesso, ma tanto, sono questi continui, un po’ subdoli, appelli all'”unità nazionale”, mentre Monti dice chiaramente che dobbiamo “cedere sovranità” a nonsisabenechi – forse al Deus Ex Machina che vigila, invisibile ma presente, sull’Eurozona. Perché quello è il Bene, tutto il resto è il Male…i Gesuiti, che branco di manichei. Insomma, restare uniti quando c’è da prenderla nel culo e senza protestare, tenendo duro, ma essere disciolti alla bisogna perché “ce lo chiede l’Europa”. Un popolo simile ad un colon irritabile insomma, una volta devi andare duro e stitico, un’altra sciolto e liquido. Io rimango onestamente confuso da tutto questo. Mi sembra tutto un miscuglio diarroico, tanto per rimanere in tema.

    • Vittorio Mori

      P.S.

      Che si sia tenuto invece i soldi in precedenza promessi in beneficenza, invece è vergognoso, comunque la giri. Benigni, se è vero, sei una mmerda, ma con due emme.

  • Max_Giordan

    Glieli avrebbe dati pure Silvio, con 13 milioni di telespettatori. Si chiama legge di mercato. L’ipocrisia è in quel che dici, non in Benigni.

    • raffaella

      mah, si tratta di soldi pubblici…considerando che gli italiani pagano un canone obbligatorio, sarebbe più democratico che il cachet lo facessimo noi.

  • michelino

    E’ evidente che Benigni è stato adottato per fare l’anti Grillo, della serie: “vedete cosa deve fare un comico, la politica lasciatela a noi”.
    Io, nel mio piccolo, per difendermi ieri sera mi sono visto per l’ennesiva volta “V per Vendetta” e non ho guardato la Rai nemmeno quando canale 5 vomitava quintalate di pubblicità.

  • paciscor

    Anche qui… Guardate che non lo dico io, lo dice Libero (e mi fa pure un po’ schifo citarlo), che non può certo essere tacciato di essere tenero con Benigni.
    I 6 milioni sono il budget per la produzione di 13 serate, quella di ieri e 12 su Dante di prossima uscita da qui a primavera.
    6 milioni è il costo della produzione: noleggio dei teatri di posa, maestranze, macchinari, luci, tecnici scenografie etc. etc. per il prodotto finito chiavi in mano delle 13 puntate. Ora non so se è tanto o poco ma sicuramente riporta il discorso nei canoni di una maggiore ragionevolezza.

  • anselmo

    I sei milioni Benigni se li merita! Con circa tredici milioni di telespettatori
    la Rai quanto ha guadagnato in introiti pubblicitari?Queste sono le leggi
    di mercato.Finiamola con certi moralismi! L’Arte non ha prezzo,Benigni
    è immenso e la Rai,finalmente,ha speso bene i suoi quattrini!

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