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I Risultati delle Elezioni Sono Chiari: Bossi Trionfa, la Sinistra Scompare

16 aprile, 2008 di Alessio in Asia  
Archiviato in Il Bello della Politica



La coalizione guidata da Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni sia alla Camera sia al Senato. Alla Camera la coalizione di destra (PdL-Lega Nord-Movimento per l’Autonomia) ha una larghissima maggioranza.Alla Camera PdL-Lega-MpA hanno avuto il 46,81% dei voti. PD-IdV il 37,54%. L’UdC con il 5,6% supera lo sbarramento e ottiene 36 deputati. Due seggi all’Svp e uno agli autonomisti valdostani.

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Anche al Senato la maggioranza di Berlusconi sembra abbastanza solida: 171 senatori, contro i 130 della soma di PD (116) e IdV(14). L’UDC ottiene 3 senatori (eletti nella regione Sicilia dove il mafioso Cuffaro era capolista). Ricordiamo che al Senato la maggioranza, esclusi i senatori a vita, e’ di 158.
In totale al Senato i partiti che sostengono Berlusconi hanno ottenuto il 47,32% dei voti contro il 38,01% di PD-IdV.

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Per il prossimo Governo Berlusconi sarà determinante l’appoggio della Lega Nord, che con l’8,3% alla Camera e l’8,15 al Senato (20,7% al Senato in Lombardia) si è aggiudicata 60 deputati e 25 senatori. Bossi è riuscito nell’impresa storica di conquistare un deputato anche in Toscana e un altro nelle Marche. Otto deputati e due senatori all’Mpa di Lombardo.
Mancano ancora i risultati delle circoscrizioni estere ma deputati e senatori dovrebbero essere più o meno equamente divisi tra i due poli.

Fuori dal Parlamento la Sinistra Arcobaleno, La Destra e i Socialisti. Nessun’altra formazione politica è riuscita ad ottenere rappresentanza parlamentare, eccetto, come detto, qualche seggio per le minoranze linguistiche.
Passiamo ora ad analizzare i voti non in percentuali ma in cifre (dal corriere).

Quanto ha guadagnato il PdL (AN+FI) rispetto al 2006? Solo 100mila voti!

Quanto ha guadagnato la Lega? 1 milione e 250mila voti.

La Destra ha preso 880mila voti, Nel 2006 Mussolini e Fiamma ne presero circa mezzo milione. Insomma, 280mila fascisti in piu’.

E il PD (nel 2006 Ulivo, ometto I Radicali per semplificare)? + 100mila voti! (Come il PdL!)

IdV? + 800mila voti.
La Sinistra
(Verdi+PdCI+RC, ometto per semplificare la SD)? – 2,8 milioni!
UDC? – mezzo milione.

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Dunque, tiriamo le somme.

E’ chiaro che PD e PdL hanno sostanzialmente gli stessi voti di 2 anni fa, nonostante il “voto utile”(che sicuramente c’è stato)!
La differenza la fa il Trionfo della Lega
, da una parte, e il Crollo della Sinistra (tra l’altro non piu’ coalizzata con l’Ulivo-PD), dall’altra.

L’UDC paga la scelta di correre da solo con solo mezzo milione di voti in meno, probabilmente andati a PdL e Lega. Per via del sistema elettorale pero’ il suo sogno di fare l’ago della bilancia non si realizzerà. La Destra fascista ha rubato pochi voti ad AN (PdL).

E dove sono andati i 2,8 milioni di voti della Sinistra?

PCdL e Sinistra Critica hanno preso solo 270mila voti.

Probabilmente degli altri 2,5 milioni, molti si sono astenuti e molti hanno votato “utile” per PD o IdV. Perché?

Probabilmente ha inciso l’esperienza di Governo (gli elettori di sinistra piu’ moderati hanno temuto l’”estremismo” della Sinistra Arcobaleno, quelli piu’ estremisti hanno inteso criticare l’instituzionalismo di Bertinotti e i voti pro-Afghanistan), la campagna elettorale sbagliata, la monnezza, Pecoraro, e cosi’ via. Anche il ritardo con cui e’ stato realizzato il progetto de La Sinistra L’Arcobaleno (nato piu’ come un cartello elettorale che come un vero nuovo partito) rispetto al PD puo’ aver influito.

Ma, attenzione, potrebbe nascere anche una domanda inquietante… e’ mai possible che al (Centro)Nord una parte importante dei voti di Sinistra siano finite alla Lega?

Cosi’ commenta il semiologo AlessandroAmadori (a.d. Coesis Research) su Affari: Che la Lega fosse in crescita lo si ero visto anche nei sondaggi, ma che riuscisse a fare questo salto quantico di scala e di natura non era stato previsto da nessuno. In fondo il Popolo della Libertà Pdl è rimasto legato al suo elettorato e il Pd è andato benino, tecnicamente non male. Si è verificato invece uno svuotamento della Sinistra Arcobaleno. E l’unica spiegazione plausibile è che si sia creato un vaso comunicante di tre o quattro punti percentuali, pari a un milione e seicentomila elettori, che ha portato a un travaso dalla sinistra radicale verso la Lega. Tutto ciò era sfuggito ai sondaggi, è uno di quegli spostamenti di pancia, sotterraneo. Una cosa quasi subliminale”.

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Continua il semiologo: “Maroni ha detto chiaramente che la Lega non è né di sinistra né di destra, ma ragiona e opera sul piano del territorio. C’è una consapevolezza di vivere in un determinato territorio e quindi per tutelare gli interessi globali di quella zona il partito giusto è la Lega. E’ questo il ragionamento che è scattato. Il Carroccio è quindi fuori dal vecchio schema sinistra-destra, è interclassista proprio come lo è un territorio. Qualcuno deve rappresentare quel luogo e perciò il movimento diventa interclassista. In embrione lo era già la Lega, ora con queste elezioni c’è stato un salto verso un partito globale del territorio.

E in quanto a Bossi: “Merita di essere considerato uno dei più grandi personaggi politici della fine del Ventesimo e dell’inizio del XXI secolo, a lungo sottovalutato e a volte considerato folcloristico, ha invece un intuito straordinario. In qualche modo anche Berlusconi è figlio di Bossi, perché è il Senatùr che ha aperto la strada al cambiamento, al nuovo e a una deprofessionalizzazione della politica.”

Poi il semiologo arriva addirittura a paragonare Bossi a grande figure storiche, come Gengis Khan, ma preferisco vivamente omettere questa parte.

Bene, l’analisi e’ senza dubbio acuta e interessante. Non so se sia vero che cosi’ tanti voti della Sinistra siano confluiti nella Lega. Personalmente non credo prorpio. Spero si possa capire e studiare il fenomeno. Sarebbe veramente uno sviluppo impressionante. Quello che e’ certo e’ che tanti voti della Sinistra sono confluiti per il “voto utile” nel PD.

I sondaggi (per quell che contano) davano la Sinistra a circa il 6-7%. Ma negli ultimi giorni il popolo della sinistra ha sentito forte la paura della destra (la mafia, i fucili, la Resistenza da riscrivere, eccetera). Centinaia di migliaia di compagni non hanno capito il sistema elettorale (al Senato, in molte regioni, l’8% alla Sinistra avrebbe significato qualche seggio in meno alla destra…). Ma il voto disgiunto, come mi ha ricordato un amico, era una finezza troppo difficile per l’elettore italiano. Cio’ ha aiutato la destra ad avere una comoda maggioranza anche al Senato, facendo scomparire la Sinistra dal Parlamento italiano dopo cento e piu’ anni di storia (eccezion fatta chiaramente per il ventennio mussoliniano, quando i socialisti e i comunisti venivano generalemente “mandati in vacanza”).

Carotenuto giustamente definisce quello della Sinistra un disastro completo che “non ha precedenti nella storia politica italiana”, “e solo un azzeramento completo di tutte le cariche potrebbe far rigenerare l’area dove alligna (ma comincio ad avere dubbi) il meglio del pensiero critico di questo paese.”

E il risultato del PD? A mio avviso non e’ positivo. Numericamente non e’ negativo, ma considerando che si aspettava di attirare i voti di una parte della societa’ civile, e considerando che di “voti utili” (gente che l’ha votato turandosi il naso) ne ha presi parecchi, a mio avviso si tratta di una vera e propria sconfitta.

Certo la classe dirigente, da Rutelli a D’Alema, da Amato a Fassino, non lo ammettera’ mai. Prendiamo ad esempio i leader del pci-pds-ds, che da 20 anni almeno sono al centro della politica italiana, che hanno contrubuito a formare il Mostro, ci hanno fatto inciuci, bicamerali, lo hanno legittimato in ogni modo…. Per i prossimi 5 anni saranno ancora in parlamento e pretenderanno di rappresentare la SINISTRA (sic) italiana.

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E l’Italia dei Valori? Citando ancora Gennaro Carotenuto, “l’ottimo risultato di Di Pietro […] potrebbe rappresentare un’ancora. Dalla giustizia e dalla questione morale, che una volta era berlingueriana e oggi è rappresentata da Italia dei Valori si può partire per quella che è, parliamoci chiaro, una traversata nel deserto.” Insomma, Di Pietro potrebbe essere un’ancora di salvezza all’interno del Parlamento. Il megafono che da dentro denuncera’ le magagne dei berluscones.

Infine, la Lista Per il Bene Comune, che ha ottenuto 100 mila voti (lo 0,33%).

Come ho commentato su un post di MenteCritica, chi scrive aveva visto positivamente la nascita della Lista Civica Nazionale (che nasceva sull’onda lunga dei girotondi e poi della disaffezione verso la casta). Una lista civica era una buona idea. Ma non c’e’ stato tempo. il governo e’ caduto. La lista PBC non aveva il tempo per farsi conoscere al “grande pubblico”, cioe’ all’”italiano medio”. Insomma, credete che mia nonna sia venuta a conoscenza della lista PBC? (mia nonna sono oramai quasi vent’anni che ha problemi a fare la sua crocetta, tra la vista che gli cala prograssivamente e i partiti che cambiano nomi e simboli a una velocita’ troppo superiore rispetto a quella dei suoi neuroni).
Votare la lista PBC, che si e’ resentata cosi’ “all’ultimo minuto”, SOLA (non appoggiando il “meno peggio”, per intenderci), con la sicurezza matematica che mai e poi mai sarebbe arrivata al 4% alla Camera (per non dire al Senato dove lo sbarramento e’ all’8!!!), in una situazione politica che non ha pari in nessun paese occidentale (mi riferisco alla destra italiana, da Berlusconi a Borghezio, passando per Mussolini e Dell’utri), e’ a mio avviso un grave errore politico.

E noi?

Bisogna essere forti e cominciare a fare sul serio. Siamo nel 2008, un’Italia è morta, è crepata, distrutta da mille tumori interni, dalla mafia all’ignoranza. Ma il futuro non puo’ essere del berlusconismo.

Dobbiamo costruire insieme una Nuova Italia, che risorga dalle ceneri di quella (imperfetta, lo sappiamo bene!) antifascista del dopoguerra. Lo spazio, a sinistra del PD (ma non in contrapposizione frontale con il PD), c’e’ eccome. Ci sono praterie. Quel famoso 15% se de-ideologgiazzato potrebbe essere il 20%.

Come scrive Giannini, “il Cavaliere non è più “il nuovo che avanza”, ma semmai “il vecchio avanzato”. Eppure si conferma il più magnetico catalizzatore dei sogni della nazione, e il più carismatico affabulatore dei suoi bisogni.” Ma ci avviamo (per ovvi limiti anagrafici) verso la fine del Ventennio Telecratico.

Ora bisogna Resistere, e andare avanti, lottando per alcune battaglie insieme a Grillo (se la smette di paragonare Veltroni a Berlusconi), ad altri movimenti di cittadini e, spero, ad una Nuova Sinistra.

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Comments

9 Risposte a “I Risultati delle Elezioni Sono Chiari: Bossi Trionfa, la Sinistra Scompare”
  1. nino scrive:

    Quello che e’ certo e’ che tanti voti della Sinistra sono confluiti per il “voto utile” nel PD.

    esatto questo è uno dei motivi che ha portato al fallimento della sinistra arcobaleno (evitiamo di chiamarla radicale visto che di radicale ormai restava l’incoerenza che l’ha contraddistinta negli ultimi anni) gli altri due motivi sono da una parte l’astensionismo causato dalle incoerenze di una sinistra che a cominciare dal rifinanziamento delle missioni militari ha fatto di tutto per inimicarsi il suo elettorato, e dall’altra lo spostamento di voti a partiti più piccoli ma sicuramente più coerenti come sinistra critica

  2. Alberto scrive:

    Molti voti della sinistra qui al nord sono confluiti proprio nella lega. Si faccia un giro in qualche piccola impresa locale, dove padrone e operai remano tutti dalla stessa parte (pur con le ovvie contrapposizioni) per portare a casa la pagnotta! Queste piccole realtà nonostante tutto e tutti sono ancora la locomotiva di quello che resta del sistema-paese. Sono gli stessi operai che hanno decretato il fallimento del sindacato e della sinistra e hanno deciso di fare un voto di “tutela” a sè stessi. Tutto qui, molto più semplice di quello che sembra, nè li si possono biasimare del resto.

  3. Fully scrive:

    Ricopio qui il commento postato altrove.

    Ma siete proprio certi che un operaio (specie del nord, oggi) non possa nello stesso tempo essere operaio, xenofobo e sentirsi tartassato dalle tasse nella sua busta paga?
    E che allora, quando va a votare, più che degli ideali astratti di “liberté – fraternité – egalité” si preoccupi dei soldi che porta a casa e che sua figlia non venga stuprata da qualche irregolare?

  4. Alessio in Asia scrive:

    Avete ragione. Quel “personalmente non credo proprio” in realta’ avrebbe dovuto essere un “non voglio crederci”.
    Si, sembrerebbe proprio che al Nord tanti voti della Sinistra siano passati alla Lega (http://www.corriere.it/politica/08_aprile_17/nord_citta_della_destra_3455ebbe-0c45-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml).

    Fully, hai ragione. Quoto il tuo intervento: “Ma siete proprio certi che un operaio (specie del nord, oggi) non possa nello stesso tempo essere operaio, xenofobo e sentirsi tartassato dalle tasse nella sua busta paga?
    E che allora, quando va a votare, più che degli ideali astratti di “liberté – fraternité – egalité” si preoccupi dei soldi che porta a casa e che sua figlia non venga stuprata da qualche irregolare?”

  5. Alessio in Asia scrive:

    Berlusconi:”A Veltroni ho detto: sono il tuo Messia, ti libero dall’abbraccio mortale della sinistra.”
    (dall’intervista di Marco Galluzzo, Berlusconi: «Riforme? Io aspetto Ma Walter metta d’accordo i suoi», Corriere della sera, 9 gennaio 2008)

    Da wikiquote

  6. Alessio in Asia scrive:

    Da http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/15/il-mondo-dei-media-e-il-paese-reale/#comment-68207

    Il mondo dei media e il Paese reale

    La realtà è che nessuno – nel mondo dei giornalisti/sociologi/sondaggisti – aveva previsto una disfatta di queste proporzioni, né per il Pd né per gli Arcobaleni.

    La realtà è che esiste un’Italia massiccia, lontana dal piccolo e chiuso mondo di chi parla e si parla sui giornali e in Rete: è un’Italia che non conosciamo e le cui reazioni ignoriamo, l’Italia degli operai del nord che votano Lega e dei siciliani che eleggono compatti Lombardo, l’Italia che si vede poco o nulla nei media ma poi tracima quando è chiamata a votare.

    Ed è anche l’Italia a cui non fotte proprio nulla di Giuliano Ferrara, icona attorno cui invece si schiera – esaltandolo o maledicendolo – il piccolo e autoreferenziale mondo dei media.

    Queste elezioni sono una grande lezione anche per noi giornalisti. Se poi si è giornalisti di sinistra, è una lezione doppia.

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