I Pietro Maso di Domani
20 aprile, 2009 di diabolicomarco
Archiviato in Cazzotti, Il Futuro è nei Giovani, latest
Sono andato ad un parco giochi non lontano da casa, con mia figlia. Ogni volta assisto a delle scene che mi lasciano senza parole. Per esempio ieri c’era questa bimba vestita di tutto punto che scavava nella terra nera con un rastrello. Arriva mia figlia che, come dico amorevolmente, è vestita da piccola rom e si butta per terra a scavare con le mani nude. La bimba resta un attimo ferma a guardarla, poi non resiste e prende un pugno di terra pure lei. Apriti cielo! Arrivano mamma e nonna armate di fazzolettini di carta che la puliscono, rimbrottandola, prima che “sporchi i vestiti”.
Certa gente non è normale.

Insomma parliamo delle mamme che ti portano al parco e poi ti dicono “non correre che sennò sudi”, che ti portano a vedere gli animali della fattoria ma ti impediscono di accarezzarli e nutrirli, che ti portano in un parco giochi in cui lo scivolo e l’altalena sono un po’ umidi e quindi “non ci puoi andare perché sennò ti bagni”.
Ma allora, mi chiedo, perché non ve ne state a casa? Che ce li portate a fare? Poi ci si lamenta del fatto che molti bambini sono sovrappeso o addirittura obesi, anche quando stanno all’aria aperta non si possono muovere!
Certi genitori sono dei veri e propri deficienti, nel senso letterale del termine.
Chi mi fa veramente pena sono i papà che arrivano da soli e per tutto il tempo sventolano lo spauracchio della “mamma arrabbiata” . “Non sporcarti che sennò la mamma si arrabbia”, “Se ti bagni poi la senti mamma!” “Adesso dobbiamo andare, il pranzo è pronto, la mamma ci sta aspettando, se facciamo tardi si arrabbia”.
Cose così.
Altra scena. Noi che siamo dentro l’area giochi, un bimbetto che passa fuori e, giustamente, vorrebbe entrare a giocare con noi. Il padre: “No, non si può andare, è tutto bagnato”. Il bimbo è evidentemente perplesso. “perché se non si può quelli li ci stanno e si divertono pure?”. Avendo poco più di due anni non può esprimere questo concetto se non provando ad indicare l’entrata, cercando di scavalcare il recinto, indicando noialtri che giochiamo nel fango felici.
Il papà le prova tutte ma alla fine si tradisce: “Non puoi andare lì, che sennò ti sporchi”.
Che tristezza e rabbia mi ha fatto vedere quel bel bimbo molto alla moda che ci guarda da fuori. Noi eravamo chiusi in un recinto, ma quello in gabbia era lui.
Non capisco perché la gente si meravigli quando legge sui giornali di figli che massacrano i genitori.
Questi bimbi sono i Pietro Maso di domani.

Infine.
Arriva questa bambina di circa 6-7 anni, una bimba bellissima. Capelli lisci e biondi con dei colpi di sole (naturali?), jeans attillati e stivali fino al ginocchio, giacchetto imbottito che esalta delle forme femminili che una bimba non può avere. Fatto bene però, perché sembra proprio che le abbia.
Mi chiedo: ma tu, mamma bonazza e provocante che vieni al parco con i tacchi a spillo, non hai nemmeno un po’ di paura a vestire tua figlia come una piccola te? Vestita da piccola troietta già a 7 anni?
Che senso ha?
Purtroppo i bambini arrivano senza foglietto delle istruzioni ed essere un buon genitore non è cosa semplice. Ma in questi casi basterebbe un pizzico di buon senso, o no?

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Sempre odiati quel tipo di genitori! Io appartenevo alla categoria delle piccole rom: i miei vestiti di bambina sono sopravvissuti molto tempo come stracci per lucidare il lavabo (questo la dice lunga su cosa ne avevo fatto prima).
La cosa più triste sono le bambine vestite in quel modo: c’è un’età per tutto, e i genitori dovrebbero rendersene conto. Un’età per giocare e salire gli scivoli al contrario (non ditemi che non l’avete mai fatto
) e un’età per pensare ai vestiti belli (che per me ancora deve arrivare, ma questo è un altro discorso). Poi ci si lamenta se a 12 anni le ragazzine seguono tutte le mode che le vuole splendide sexy e con le tette di fuori… i presupposti sono quelli!
bellissimo!
E dovresti vederli (vederle) quando arrivano a scuola a 14 anni: lì si cominciano a raccogliere i frutti di quello che tu noti quando sono così piccoli. E anche la spocchia con cui, arrivati a quell’età, guardano gli altri ragazzini, quelli vestiti da ragazzini (e un po’ sporchi di gelato, come i ragazzini, se dio vuole).
mi mancano solo 11 anni
Il problema è che attaccheranno, offenderanno e faranno sentire stupido il bambino sporco di gelato. Che si domanderà perchè i suoi genitori nn lo vestono di capi firmati e non fanno in modo che anche lui sia un “fico” socialmente accettato. E questi bambini facilmente vivranno una contraddizione interna tra i valori appresi in famiglia e quelli appresi nell’ambiente scolastico e, sopratutto, dai coetanei. Per fortuna che con la maturità poi passa…….
D’accordo sulla sfortuna di avere dei genitori macchietta.
Meno sul discorso Pietro Maso.
Credo che nessuno possa dire esattamente quanto concorrano alla formazione di un Pietro Maso l’educazione (repressione o permissivismo), l’eredità genetica, l’imponderabile miscela delle due cose.
Sarebbe troppo facile essere buoni genitori altrimenti.
Mentre in realtà è praticamente impossibile.
Il discorso Pietro Maso è ovviamente provocatorio. Non credo dipenda solo dall’educazione e dall’eredità genetica. E’ anche una questione di aridità di sentimenti, secondo me. Se inculchi a tuo figlio, fin dalla più tenera età, che i denaro (i bei vestiti, i giochi di marca ecc. ecc.) sono più importanti di tutto prima o poi ne pagherai le conseguenze. Magari non tutti verranno ammazzati a sangue freddo. Verranno semplicemente lasciati morire lentamente in un ospizio di terza categoria o cose così. E francamente non so dire se sia meglio o peggio.
Ti auguro di avere ragione.
Che i buoni insegnamenti e i buoni esempi formino sempre ottimi figlioli.
E viceversa.
Ma siccome la pratica dimostra che non è sempre così, tieniti almeno qualche dubbio sul fatto che vi sia una relazione di causa-effetto assolutamente stringente tra le due cose e non avrai delusioni.
Chiaro.
Proprio di recente mi è capitato di pensare a Pietro Maso.
Qualche giorno fa stavo esaminando un bilancio condominiale ai margini di un giardinetto pubblico. Ad un tratto, un vociare perentorio ha catturato la mia attenzione. Due bambinette di 7-8 anni, vestite meglio di me (questo non è difficile), stavano insolentendo con veemenza la loro anziana accompagnatrice, presumibilmente la nonna. La signora le aveva gentilmente invitate a scendere dal castello perché s’era fatta l’ora di rientrare a casa. “Vacci tu!” aveva replicato una bambina, incalzando per giunta “Hai paura ad andarci da sola?”. Il tono era così sfrontato da indisporre pefino me che non c’entravo niente. Non paga della sua sicumera, l’insofferente bimba rilanciava con gentilezze quali “Ma cosa vuoi da me?”, “Esci dalla mia vita”, “Ma stai zitta!” e altre gentilezze simili. Avrei voluto alzarmi e dare due ceffoni alla piccola, se non altro per il mancato rispetto dei capelli bianchi. Se una bambina delle elementari si permette certe uscite – e lo fa perché sa di passare impunita – che razza di maleducati devono essere i suoi genitori? Forse sono quei genitori che ai figli dicono “sì” per vent’anni, salvo poi prendersi una coltellata al primo esasperato “no”. Mah…
bisognava recuperare i genitori e darli a loro due bei ceffoni, secondo me.
eh ma anche i due genitori avranno avuto qualcuno che li ha tirati su da selvaggi…alla fine probabilmente la nonna stava raccogliendo quanto (non) seminato.
Calma, vi assicuro che questi errori che D.Marco descrive non sono sempre nefasti.
Io ero l’unica femmina nata tra due fratelli maschi e mia madre, che ricordo comunque con affetto, mi vestiva a quei tempi con vestitino rosa, sottogonna e scarpine di vernice su calzini bianchi, non so se rendo! Mamma aveva un fratello padre di 9 figli (4 maschi e 5 femmine) vivevano in una fattoria in riva al fiume Brenta, andare da loro alla domenica era per me cone Gardeland per i bimbi di oggi con la differenza che era 100 volte più divertente. Non vi so neanche dire quante volte le ho prese (allora i ceffoni non erano violenza su minore). Ebbene è stata la miglior scuola. Mi sono sempre divertita, sporcata, bagnata anche se sapevo che poi le avrei buscate. Arrivata ai dieci anni mi sono tolta gli orecchini, le gonne e le scarpine eleganti, ho dichiarato che non le avrei più indossate e ho sostituito il tutto con pantaloni e scarpe da ginnastica. Devo dire però che ci fu una persona che mi aiutò molto, mio fratello maggiore che in quel periodo,studente, viveva il ‘68.
Forse non tutto è perduto, le rinunce covano la rivolta.
Grazie per la boccata di ottimismo!
Finchè si continua a cianciare di costruire la famiglia invece di ABBATTERLA non cambierà molto.
Non è un0unità divina, ma una costruzione sociale con scopi anche politici.
E molta gente si riproduce per il solo motivo che ha un utero e produce sperma.
Si sposa per interesse, soldi, accettazione sociale, minkiate varie assortite.
Ma destrutturare non va tanto di moda, dire pane al pane, nemmeno.
Parlare di politiche danataliste è tabù.
E allora non ci resta che sperare che la bomba demografica scoppi per causa di figli che uccidono i genitori
Ossequi infangati
DC
non riesco a capire il senso di questo intervento che mi appare, francamente, sopra le righe.
nessuno è obbligato a farsi una famiglia e credo che nessuno sia obbligato ad abbatterla.
ognuno fa quello che vuole senza integralismi che, da qualunque parte arrivino, sono francamente sgradevoli ed inaccettabili.
la bomba demografica non è certo innescata qui dove la denatalizzazione è già da tempo in atto, ma altrove.
sinceramente, per quanto comprenda le ragioni che ci sono alla base, non riesco a condividere i metodi della politica denatalista cinese e la ritengo incivile.
Questo intervento doveva per forza essere sopra le righe perchè per far passare una briciola del suo significato bisogna scagliare una bomba
Non credo che “ognuno fa quello che vuole” sia il modo migliore per far evolvere l’umanità e neppure credo che in Italia vi siano delle politiche denataliste.
Vi sono solo dei nuclei famigliari molto più piccoli e una media di figli minore (mi risulta, per esempio, nelle famiglie italiane e del nord, a fronte di tassi più alti in famiglie del sud e di immigrati).
Il che ovviamente NON significa che il mio sia un messaggio legaiolo nè concentrato all’Italia soltanto.
Non ho parlato di metodi cinesi di politiche denataliste.
Alla base ci sta un discorso ragionato proprio sul fatto che non basta un utero o un pene per procreare e che la famiglia, nelle sue varie declinazioni, non è una favola.
Fare un figlio non è l’unica cosa che riempie la vita e non è necessario per sentirsi appagati., O per sentirsi donne, per esempio.
La mia ”bomba” serviva per sollevare il coperchio sulle banalità che leggo – tante frittatine ‘i bimbi sono belli e sono buoni’
Questi, mi sembrano sgradevoli fondamentalismi
Ossequi cinesi
Mi spiace, ma continuo a leggere nelle tue parole un’acrimonia che mi appare non consona all’idea che mi ero fatto ed inadeguata all’argomento. Comunque, è un problema mio, lasciamo perdere.
Secondo me, invece, “ognuno fa quello che vuole (nel rispetto della pari libertà altrui)” è un ottimo sistema, anzi l’unico.
Se vivessi in un paese il cui governo pretendesse di regolare aspetti della mia vita così intimi, starei già in montagna con un fucile sulle spalle.
Quando tu dici che non basta essere capaci di procreare per farlo intendi forse che chi intende avere un bambino debba superare un esame? Avere dei titoli? Godere di un certo reddito annuale?
Non so. Sono discorsi che mi lasciano ampiamente perplesso. Confinano con l’eugenetica ed è un argomento che mi inorridisce.
Tu pensi che fare un figlio non riempia la vita e che pensare che i bimbi siano belli e buoni sia una melensa frittatina.
Ok, mi sta bene. Non fare figli e pensa pure ciò che vuoi.
Io, invece, la penso diversamente e mi comporto di conseguenza.
La quantità di figli che si fanno è determinata dalla cultura nella quale ci si forma, dalla scala di valori al quale ci si riferisce, all’importanza che si da alla propria soddisfazione personale ed al concetto che si ha di esistenza.
Tu hai il tuo e buon pro ti faccia. Altri ne hanno uno diverso. Questi sono argomenti sui quali vale solo la regola dell’ognuno la pensa come vuole perché non esiste una procedura oggettiva ed incontestabile per stabilire chi fa bene e chi fa male.
Rispetto la tua opinione, ma non la condivido assolutamente.Se hai voglia di approfondire l’argomento saremo lieti di ospitarti con un articolo come abbiamo già fatto molte volte.
Ci sono nell’intervento di DC due aspetti distinti che non c’è ragione di mescolare, uno sulla famiglia, e un altro sul fare figli.
Cominciamo da quest’ultimo.
DC, ti assicuro che per fare figli basta proprio un utero e un pene, bisogna che te ne faccia una ragione. Se pensassimo agli uomini soltanto come a un tipo particolare di animale, finiremmo una buona volta di voler mettere le mutande al mondo: fare figli è un destino, mica una scelta. Eppoi, penso anch’io, perchè l’ho sperimentata, che sia anche un’esperienza che ci da’ cose non altrimenti attingibili nella vita.
Altro è il discorso sulla famiglia, che è un’istituzione essenzialmente economica e che oggi va considerata superata: naturalmente è solo la mia opinione, che sarebbe ovviamente impossibile argomentare soddisfacentemente qui.
sì e no.
In un paese avanzato e civile esistono diversi metodi contraccettivi (possibilmente non quelli “naturali”) quindi si può scegliere di mettere al mondo un bambino o meno. O almeno ci si dovrebbe provare. Va da sé che ci sono anche i bambini nati per sbaglio (eccomi!) e anche le coppie che pur volendoli i figli non posso farli (anche per colpa di certe leggi che ecc. ecc. ecc.)
Dico che fare figli è un destino nel senso che solo mettendoci dei mezzi possiamo evitarlo. Quindi, la via maestra è farli. Ciò ovviamente non significa che io abbia qualcosa contro l’uso dei contraccettivi, ci mancherebbe altro. Il concetto sarebbe che essere pronti a fare figli, lo siamo, basta come dicevo un utero e un pene (si fa per dire, ci vogliono anche gonadi di entrambi i sessi
). Qui, fare figli è diventato un affare di stato, una palese esagerazione. Come dire che la cosa più naturale al mondo richiede il coincidere di tante di quelle condizioni che davvero penso che l’umanità abbia perso ogni traccia di buon senso.
Eccomi – Non mi sembra che ci sia molto spazio per argomentare – Diabolico Marco mi dai della fondamentalista e poi mi dici “ognuno ha il suo parere tu hai il tuo e buon pro ti faccia”.
Mi sembra che sia tu a chiudere il cerchio-
Ripeto, più che altro per “rispetto” verso chi si è preso la briga di leggermi:
Diabolicomarco, non mi hi convinto: non leggo nelle tue parole un’argomentazione strutturata. Partiamo dal principio generalista e qualunquista “ognuno è libero di fare ciò che vuole nel limite del rispetto della libertà altrui” – che non si è mai saputo bene cosa significhi.
E’ chiaro che FISICAMENTE bastano utero&pene per procreare.
Ma il mio sospetto è che essere PERSONE e anche, poi, evtl, GENITORI, implichi usare il cervello, riflettere su ciò che si fa, sulle scelte compiute nella vita, assumersi delle responsabilità.
In caso contrario, arrendiamoci alla inebriante balìa degli istinti.
Questo livello io lo definisco “animale”, e osservo consimili come fosse uno zoo.
Figli di favelados, di tossicodipendenti, neonati sieropositivi, figli di puttana, bambini seviziati da genitori, zii, nonni e amici di famiglia, ricchi degenerati come lapo elkann o paris hilton, bianchi o neri che siano secondo me qualche domandina ogni tanto se la fanno. E ce la instillano.
ehm ..
DM non c’entra nulla. Ero io che scrivevo.
Comunque, non era mia intenzione dare giudizi sulle persone, ma solo ribadire che, se è giusto e fondamentale scegliere consapevolmente di fare figli, trovo pericoloso regolamentare per legge certe cose.
Quindi, per ricapitolare:
- sono d’accordo e sostengo anche io che non si debba fare famiglia e procreare solo perché “lo fanno tutti”, ma bisogna sceglierlo con convinzione e consapevolezza. In questo senso bisognerebbe attuare campagne informative, educazione scolastica e tutto quello che può aiutare a “crescere” su questo argomento.
- non sono d’accordo sul fatto che la possibilità di farsi una famiglia o fare dei figli sia regolato da leggi, esami, ecc.
Se stiamo dicendo la stessa cosa vuol dire che ho capito male e mi sono spiegato peggio. Mi scuso.
Se invece stiamo dicendo cose diverse, la cosa si fa interessante. Almeno credo.
Salve, al solito, arrivo tardi, ma è stata una settimana malata.
Mi scuso con DM per la svista nell’indicare l’interlocutore.
In parte, sì, Comandante Nebbia, mi pare stessimo girando intorno alle medesime questioni.
Il mio rilancio era provocatorio appunto per voler abbattere la finta informazione, quella malsana, asfissiante, deviata.
Semplice, a parole, dette o scritte che siano, anni luce dal concretizzarsi in un paese sciocco come il nostro, credo.
8equi
DC
oh, come dice anche il Comandante non sono stato io a risponderti, abbassa il cannone o comunque puntalo verso la persona giusta
anche perché io condivido in buona parte le tue argomentazioni e, per certi versi, anche i tuoi toni.
Credo sia abbastanza evidente il mio disprezzo per quei genitori che – non a caso – ho definito deficienti.
come ho appena scritto, mi scuso per la svista dei nomi!
ciao
DC
ho letto un pò tutto su questo simpatico argomento; se interesa vi dico la mia opinione personale;provengo da una famiglia variegata fatti di benestanti e sfruttati (noi), ho visto i figli dei benestanti farsi la loro vita con tranquillità e senza stress, e curarsi poco dei genitori ma anche il contrario,ho visto poveri più di cultura e modo di vivere che nei fatti, vivere arrancando e nn curarsi dei propri genitori, ma anche il contrario.Penso che essere genitore sia difficile,ma sono convinta che se si scegli di fare un figlio e amarlo (ma sul serio) privandosi del naturale egoismo, avremo uomini piu consapevoli, una societa migliore, ma l’amore quello privo di egoismo di possesione nn è connaturale all’uomo, penso: ci siano poche speranze per tutti, ci saranno ancora tanti Pietro masi;ma ci sarà ancora tanta solitudine nel cuore di ogniuno di noi.
Sono d’accordo sul fatto che la genitorialità debba essere consapevole e generosa.
Questo, più di qualsiasi altro fattore, è il seme che piantiamo nel futuro ed la piccola rivoluzione che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può metere in atto per cambiare il mondo.
Tra un paio di mesi sarò zia per la prima volta.
Credo che dovrò accontentarmi di questo perchè molto probabilmente non sarò mai madre e spero davvero di vedere mio nipote “vestito da piccolo rom che si butta per terra a scavare con le mani nude”…
Per quello che mi riguarda sarà così quando starà con me ma confido molto nell’educazione che saprà dargli mia sorella!
Io sono diventato zio a 11 (undici!) anni, quindi ne ho fatta di esperienza in quel senso. Fare lo zio (o la zia) è meraviglioso: puoi divertirti con loro finché vuoi. E quando sei stanco li riporti dai genitori e ti godi la vita!
Mah
se ci tieni sarai madre eccome.
te lo dico per esperienza personale.
Se una persona è predisposta alla famiglia tende, inevitabilmente, a trovare un compagno che la pensa nello stesso modo.
E’ solo questione di non avere fretta e mettersi nella modalità giusta.
Ci tengo ma la vedo dura, per vari motivi (qualcuno lo conosci già)…
Forse è vero, non sono nella modalità giusta.
Oppure non lo sono le persone “papabili” che conosco…
Mah!!
Grazie caro…
Be per pluralismo voglio spezzare una lancia a favore della Donna Cannone. Credo che quello di cui parlasse fosse più un problema sociologico, che non legislativo.
Quello che voglio dire è che certamente ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole, ma nella pratica solo in parte è così. Il fatto di creare una famiglia, così come la conosciamo e come ce la immaginiamo, è una schematizazione appresa dal contesto sociale in cui ci siamo trovati a crescere. Ad esempio siamo abituati a pensare alla famiglia come un piccolo nucleo chiuso, in cui le persone al suo interno si vogliono talmente bene tanto da non tradire mai la fiducia e l’onore degli altri membri. Ma la vita spesso è più complicata di così, e l’adulterio è all’ordine del giorno. Questo a mio parere avviene perchè abbiamo una scarsa conoscenza di noi stessi, e invece che andare a scavare nel profondo e capire veramente i nostri bisogni, tendiamo ad adagiarci e ad adeguarci a qualcosa che ci è sato insegnato come normale.
Sui figli a mio parere è un po’ la stessa cosa; spesso per un motivo egoico (lo fanno tutti, e dicono che è la cosa più bella del mondo, perchè io non dovrei farlo?) preferiamo figliare, senza prima domandarci se davvero è nostra aspirazione, necessità, e attitudine.
Vi prego di prendere queste parole con beneficio d’invenatrio, e solo per aumentare le prospettive da cui guardare la cosa.
Credo che questo sia uno dei principali problemi dei “genitori deficienti”: fare figli “per moda” o “per dovere”.
per accettazione sociale, per horror vacui….
la famiglia – sottotitolo: il crogiuolo delle psicopatologie
DC
Penso che la conclusione: “Non capisco perché la gente si meravigli quando legge sui giornali di figli che massacrano i genitori.
Questi bimbi sono i Pietro Maso di domani.” Sia una cazzata enorme.
Siamo in due fratelli, e nostra madre ci richiamava spesso come i bambini riportati negli esempi: “no di qua, no di la…”, così pure nostro padre anche se meno spesso. Ora ho 38 anni ed a me non è mai passata per la testa una idea del genere e nemmeno a mio fratello. Ho sempre amato i mie genitori, e tanto più adesso che sono vecchi. Non sono uno di quelli che ha la “testa lavata” dai genitori, ho un carattere piuttosto forte ed indipendente. Io non credo che dobbiamo avere la presunzione di poter fare delle supposizioni su questi comportamenti.
ciao
Era un paradosso, naturalmente.