I Neugroni
19 ottobre, 2007 - 10:30 di cruman
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Nel dinamico duo Doyleiano, Watson era quello stupido. Infatti Holmes continuava a ripetergli che avrebbe fatto bene a finire almeno la scuola elementare. Questo Watson di cui vi parlo invece è uno con tutti i neuroni con la laurea. Prova ne è che si è beccato un Nobel per la medicina, anche se ultimamente pare che l’Accademia Reale di Stoccolma assegni gli ambiti premi tramite un drammatico sorteggione in sala mensa. Il dottor Watson il Nobel deve averlo preso in testa, perché . Dopo l’idea di permettere l’aborto nel caso in cui un ipotetico test possa rilevare la potenziale omosessualità del feto e l’iperbole di eugenetica che l’ha portato a sperare in una tecnologia che possa rendere tutte le donne belle, ha infine dichiarato che i neri sono meno intelligenti dei bianchi.
In un mondo in cui conta la fisicità, la prepotenza e la forza bruta è curioso come la gente si insolentisca a sentirsi dire di essere meno intelligente di qualcuno. Chiariamo, non sto facendo un discorso di razze ma di pura filosofia di comunicazione: se qualcuno scoprisse veramente una minore attività neuronale in una qualche razza, potrebbe dirlo? No, d’accordo non è carino. Si può invece dire che, per esempio proprio i neri, siano più forti, più veloci, più resistenti e perdipiù con doti sessuali asinine. Senza contare la musica nel sangue e l’abbronzatura.
Le doti fisiche sono indubbie. I neri, a parità di massa, hanno più fibre muscolari e meno grasso. In pratica sono più densi. Per questo i campioni di nuoto neri sono rarissimi: perché hanno un peso specifico più alto. È indubbia anche la preponderanza pubica. Anche se qualcuno “si difende” dicendo che ce l’abbiamo tutti uguale solo che gli orientali e i caucasici ne hanno una parte maggiore all’interno. Non che mi faccia felice sapere di avere una grossa parte di pene all’interno. A me no almeno.
Ovviamente non sono qui a sostenere che una razza sia meno intelligente di un’altra anche perché l’intelligenza è parametrizzata dall’uomo stesso, quindi niente di “pragmaticamente determinante”. La cosa curiosa è l’impossibilità di dire certe cose e la facilità con cui se ne dicono altre. Per esempio non si può dire che una popolazione è civilmente arretrata anche se l’espressione culturale più in voga è lo sputo.

Un’altra cosa curiosa è che tutti ci tengono molto alla loro intelligenza (anche se è incidentale che qualcuno lo sia meno di altri), ma non c’è la stessa cura nel dimostrarla. E soprattutto non c’è lo stesso accanimento nel sostenere il fatto di essere brave persone, di buon senso per esempio. Si usano tranquillamente i luoghi comuni di italiani mafiosi, francesi nazionalisti, tedeschi crucchi, ebrei avari e interisti sfigati. Ma se parli di intelligenza succede una cambogia di indignazioni. A me per esempio Calderoli sembra meno intelligente di Andreotti, lo posso dire? E forse questo esempio dimostra che l’intelligenza o la mancanza di essa nulla hanno a che vedere con l’essere una brava persona. Io conosco un sacco di gente che non saprebbe risolvere un’equazione di primo grado a cui affiderei tranquillamente la chiave di accensione del mio polmone d’acciaio.
Ricordo quando l’Islam delle infibulazioni, delle mani mozzate, delle lapidazioni era osteggiato da tutti i movimenti intellettuali e soprattutto femministi. Poi un giorno Berlusconi disse che questa cultura era meno evoluta della nostra e si gridò allo scandalo. È vero non c’è un gap evolutivo spaventoso. Negli anni settanta le BR facevano i filmati con i prigionieri uguali identici a quelli che fanno ora i terroristi islamici e, allo stesso modo, condannavano a morte. Però se tutti questi movimenti umanitari si battevano per i diritti civili qualcosa di poco civile doveva pur accadere. La cosa assurda è che la gente si indigna di più per queste parole che per dei clitoridi mutilati. Che spesso qualche intellettuale trova sexy definire cultura.
Io nell’acqua galleggio grazie alle cellule adipose, ce l’ho piccolo, sono stonato, ballo come un orso ubriaco, corro come una lumaca zoppa e sono emaciato al punto giusto per guardare i fiori dalla parte del gambo… posso almeno dire di avere 164 di QI? Se no come mi riproduco?
N.d.R.: La foto al contrario non è un’errore di impaginazione.
I Neugroni è di

Bellissimo Cruman…
Lessi un articolo su Focus che parlava dell'esistenza di più intelligenze.
I cosiddetti talenti… Musicale, Sportiva… Era interessante.
Non avevo mai considerato questa cosa del "si può dire non si può dire"… O perlomeno non nel modo in cui l'hai esposto.
L'unica cosa su cui non sono d'accordo, aldilà del discorso razza, è che spesso si giudica troppo in fretta senza accorgersi a volte che l'essere umano si comporta in determinati modi per ragioni che sono sfuggenti alla ragione… Ogni testa fa un codice…
E' certo che alcune cose vanno fatte inequivocabilmente in una certa maniera e le logiche di arricchimento personale e il sistema clientelare va estirpato.
sì volt, le teorie sulle forme di intelligenza sono tante quanto la loro inutilità. Prima si considerava intelligenza la capacità di adattamento, quando poi hanno capito che i topi in quello sono bravissimi hanno cominciato a differenziarla. Prima 5 poi 7 poi 9 ora qualcuno parla di così tante intelligenze da includere persino l'abilità nell'allacciarsi le scarpe.
Tanto rumore per nulla, considerato come vanno le cose.
Ma il risultato lo hai ottenuto con il BrainTraining della Nintendo??
Comunque il discorso è sbagliato di fondo, perchè non si tratta di razza. MAI. Perchè esiste solo la Razza Umana. Comunque, magari si può dimostrare che si tratta di connessioni sinaptiche o quant'altro, ma resta il fatto che poi ci sono sempre delle eccezzioni e l'intelligenza non è correllata solo dal punto di vista genetico ma anche da molti altri cofattori.
Io non sono un genetista quindi me ne sto zitto.
Io sono invece molto d'accordo con il discorso del post- si, la razza umana è una in contrapposizione a razze animali e quant'altro, ma come tutte le tassonomie, se andiamo a guardare al suo interno è vero che ci sono razze in ci si suddivide- e credo il discorso delle differenze fisiche sia valido, così come è vero che ogni popolazione ha tratti fisiognomici caratterizzanti e differenzianti.
Così, se le persone di colore hanno una 'densità' corporea più alta, mi sembra lecito domandarsi se ci possa davvero essere la possibilità che la loro massa grigia conti meno connessioni sinaptiche…
Ed è interessantissimo rilevare l'ipocrisia di certe reazioni sdegnate che si levano se qualcuno si azzarda a parlare in modo chiaro… si possono fare paragoni e avanzare teorie di differenza razziale su caratteristiche marginali (fisiche), ma se si toccano tasti sensibili come l'intelligenza o la cultura (attinenti la sfera dello 'spirito'?) e se ne parla come di più o meno elevate/evolute, apriti cielo.
Toccatemi tutto ma non il mio spirito!
I luoghi morali comuni sono diffusi e alzano la testa quando si sentono chiamati in causa-
Al di là di tutto, vero è che non è tutta questione di Qi più o meno alto, ma sempre e soprattutto di come uno ne sa mettere a frutto le potenzialità.
Inoltre, legittimo avere qualche dubbio sulle intatte capacità di discernimento dell'illustre Nobel…. quella dell'aborto (terapeutico?? fosse una barzelletta mi farebbe ridere) per feti omosessuali è aberrante e fa vergognare di appartenere alla medesima 'razza cerebrale' del suddetto luminare…
E perchè non si può parlare di razza mai?
Secondo me (è brutto secondo me, fa perdere tantissimo carisma) Cruman ha come al solito preso l'argomento dalla parte giusta.
Le differenze tra le razze ci sono così come ci sono all'interno delle razze e non succederà mai che diverremo tutti uguali (no, forse non è vero, purtroppo sembra sia la strada che va per la maggiore) e io non ne sento proprio il bisogno.
L'importante è che per le differenze ci sia del rispetto.
E credo che sia quello che intendeva lo Cruman. Sempre secondo me (carisma sotto i piedi).
Veramente anch'io sono per la multicultura (anche se bisogna vedere cosa si intende appunto far passare sotto questo termine) e con il discorso di Cruman.
E' il discorso sull'intelligenza che è sbagliato. Il Q.I. intanto è una gran cazzata. Non ripeto quello che avete già fatto notare voi e Cruman, anch'io vi dò ragione.
Comunque a me hanno insegnato che di razza c'è ne una e che siamo già tutti un pò degli incroci, casomai esistono le etnie, quei popoli che per secoli sono stati ostacolati nei rapporti sociali da catene montuose o altre difficoltà. Anch'io sono d'accordo con Cruman e un pò meno col nobel, veramente.
Se sbaglio scorreggiatemi.
Credo che Watson abbia sbagliato a fare una tale affermazione avulsa dal contesto statistico / scientifico che l'ha generata (ma qui l'eta` gli puo` aver giocato un brutto scherzo).
Penso infatti che bisogna tenere separate quelle che sono le rilevazioni medie statistiche su una data popolazione – in un determinato periodo di tempo, da quelle che si vogliono far passare come caratteri distintivi immutabili della stessa popolazione.
Quello che voglio dire e` che la predominanza di certe caratteristiche e` spesso indotta dall'adattamento all'ambiente o dagli effetti negativi o positivi che certi elementi esercitano sull'organismo umano e quindi, prendendo in considerazione il Q.I., non si puo` non affermare che esso puo` essere influenzato da migliaia di fattori.
Se in un determinato ambiente il Q.I. non e` la caratteristica che da sola garantisce le migliori probabilita` di sopravvivenza dell'individuo (almeno fintanto che e` superiore a un certo valore), allora si puo` verificare una proliferazione di individui con altre caratteristiche che l'ambiente ha selezionato come vincenti o maggiormente utili.
E quali saranno mai queste caratteristiche vincenti per l'ambiente africano ?
La forza, l'impulsivita`, l'atto anche violento – se necessario -, la mancanza di remore / eccessivi ragionamenti all'azione, un ottimo sistema immunitario, la capacita` di aggregazione sociale (ove necessario), il coso grande (perche` si sa che chi ce l'ha piu' lungo vince quando c'e` poco tempo e la vita e` breve), la voce nasale con un picco sulle frequenze medie per comunicare su lunghe distanze e far scappare le bestie feroci non particolarmente affamate, ecc.
A questo possiamo aggiungere moltissimi altri fattori, quali un'alimentazione povera in certe popolazione sub-sahariane, la diffusione di molte malattie debilitanti o mortali, la generale precarieta` della vita, ecc. (ovviamente la malaria, il colera, e le belve feroci si fanno un baffo del tuo Q.I.).
Per ultimo consideriamo che l'africano medio (a parte alcune eccezioni), in meno di 2-3 secoli, e` stato catapultato dall'8.000 – 10.000 avanti Cristo al 21 esimo secolo, quindi a me pare del tutto ovvio che presenti non solo delle caratteristiche differenti ma anche delle resistenze ad alcune forzature del mondo moderno che pure io non condivido appieno.
A tutto questo si puo` aggiungere che se Watson si riferisce ai negri americani, allora il discorso si puo` ampliare agli effetti negativi di certe politiche sociali fino ad arrivare all'immissione di fluoro nelle condotte idriche (peraltro presente naturalmente in molte acque di sorgiva dell'India).
Quanto sopra si puo` ovviamente applicare a molte altre popolazioni a noi vicine.
Concludo dicendo che, si, il vecchietto pensava di fare effetto (nel senso buono del termine inteso come chiasso per creare curiosita` / attenzione) ma ovviamente sul momento s'e` scordato che le notizie espulse dalla macchina giornalistica hanno sempre traiettorie poco desiderabili.
@ssj Serpico
Un'affermazione che suona molto di principio, non molto accertabile (visto che non hai sottoposto nessuna prova a dimostrazione di questa tua affermazione) e quindi non accettabile, qui su MenteCrica.
In definitiva l'osservazione dell'autore e` giusta, nell'attuale societa` ci sono ancora molti argomenti tabu` che non si possono minimamente sfiorare senza provocare reazioni scomposte.
Probabilmente questo succede (ma non e` una scusante) perche` c'e` il timore che certe notizie / affermazioni possano essere malevolmente distorte ed usate a sfavore di certe categorie di persone.
Se ci fosse piu` buona fede ci si concentrerebbe di piu` sullo studio e sulla rimozione / prevenzione della cause che determinano certe condizioni negative, nella consapevolezza che per certe situazioni bisogna lasciare tempo al tempo.
Detto questo, per par condicio, affermo anche che ci sono tantissime persone di pelle chiara che si distinguono non solo per la loro pirlaggine ma anche e soprattutto per la loro malignita` / malvagita`.
Mentre è difficilissimo stabilire dei criteri per misurare l'intelligenza, è invece semplicissimo riconoscere la stupidità, per questo mi accontenterei di non sentire stupidaggini almeno da chi dovrebbe rappresentare cultura ed intelligenza,come i vari premi nobel di turno.
@Diabolicomarco
Grazie
Starò più attento, ma intendevo dire solo che non è molto affidabile.. così va meglio? Oppure adesso faccio un test psicoattitudinale e valuto se restare su MC.. eddai, tanto lo sapete che se vi leggo è per crescere, no??
Si può aggiungere qualcosa a quello che ha scritto Adetrax?
Personalmente no. Quoto in toto.
Grazie.
Chi può dire che sono sicuramente stupidaggini?
Al contrario di quelle che presumo fossero le intenzioni del redattore, mi sembra che i commenti si siano soffermati sul contenuto più che sulle reazioni che possono generare determinate affermazioni.
Certamente un'affermazione del genere dalla stampa non poteva che essere distorta in modo da suscitare le classiche e stereotipate reazioni che si osservano quotidianamente, ma ribadisco c'è qualcuno che può affermare che siano sicuramente stupidaggini?
Che l'intelligenza sia costituita da una componente genetica e da una componente ambientale mi sembra ormai assodato; ma se dal punto di vista genetico un individuo è meno equipaggiato rispetto ad un altro soggetto, o viene sottoposto ad influenze ambientali tali da azzerare l'handicap iniziale oppure sarà inevitabilmente in difetto. Non mi sembra quindi che il prof. watson abbia detto nulla di trascendentale, che poi dell'intelligenza se ne faccia un uso adeguato è un altro discorso.
infatti io stavo appunto ponendo l'accento sulle reazioni inconsulte dell'opinione pubblica che se la prende in modo poco intelligente perchè si mette in discussione l'intelligenza.
Poi oltre a non dimostrarne non fa una piega su cose molto più importanti.
Ottima considerazione, roberto.