I Legami Pericolosi di Obama
29 aprile, 2008 di Lexi Amberson
Archiviato in Oltre il Confine
Fino a pochi giorni fa sul sito ufficiale di Barack Obama appariva una pagina (quella qui sotto) dedicata al profilo del signor Hatem Elhady, uno dei tanti finanziatori della campagna del candidato democratico.

Immagine tratta da Lexi
Nell’elenco degli amici di Elhady compariva il nome di Michelle Obama. Non difficile da notare dal momento che gli amici erano solamente tre.
Poi, improvvisamente, gli amici restano due e il nome della moglie di Obama sparisce.
Un salto allora sulla pagina di Michelle, dove fino a qualche giorno prima il signor Elhady era uno dei 224 personaggi che compongono il suo elenco di amici, solo per scoprire che gli amici sono adesso diventati 223.
Volete sapere chi manca? …Indovinato.

Si ritorna allora alla pagina di Elhady e ci si trova davanti ad un foglio bianco che ti dice (cucù, Elhady non c’è più!) che il profilo cercato non esiste.
Per quale motivo questo signor Elhady, uno che di professione fa il medico e risiede a Toledo, Ohio, come ringraziamento per aver versato una paccata di soldi a Obama viene da questi improvvisamente cancellato?
Forse perché era il presidente di quella “charity” islamica chiamata KindHearts che i Federali soppressero, congelandone i beni, per i suoi legami con il mondo del terrorismo islamico? (Qui le dichiarazioni ufficiali, due anni fa, del Department of the Treasury).
Come nel caso dell’amicizia tra Obama e l’ex-terrorista-mica-tanto-pentito Bill Ayers, anche questo episodio va ad aggiungersi alla lista degli imbarazzi.

Comunque, per chi fosse interessato, tra un paio di mesi sui giornali italiani si potrà leggere più diffusamente qualcosa a riguardo.
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Si vede che Obama è un po’sfigato con i siti web, come quando al sito dei suoi sostenitori era riuscito a iscriversi il focloristico gruppo “Gay Nigger Association of America”
Il tracollo di Obama è iniziato quando Veltroni ha dichiarato di ispirarsi a lui, se non sbaglio
Ora manca solo che si faccia la nome di iettatore e poi sarebbe veramente finito.
Gli errori politici in Italia passano inosservati, ma la jella è un’altra cosa.
L’ispirazione me l’ha data un poster che hanno esposto ieri al Campidoglio i sostenitori di Alemanno. Diceva: Veltroni Santo Subito. Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi, correndo da solo ha escluso la sinistra dal Parlamento, dimettendosi da sindaco di Roma l’ha consegnata alla destra per la prima volta in 60 anni!
Parlare di sfiga in Italia è , in effetti, talmente rischioso che forse non è nemmeno il caso di scherzarci su.
Quanta gente è stata rovinata da certe dicerie? Mi viene in mente Mia Martini, ad esempio.
Scusate l’OT.