I Have a Dream
29 dicembre, 2007 - 8:00 di Fully
Archiviato in Il Bello della Politica, Oltre il Confine
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Credo che quando uno segue un po’ la politica e sente discutere del sistema elettorale immagini già dove gli piacerebbe approdare per quello che ritiene sia il bene del Paese e, magari inconsciamente, si faccia un’idea di come vorrebbe fossero i leader chiamati a guidarlo. Dico subito che non sono tra coloro che si spaventano delle leadership forti: agli psiconani e alle mortadelle prigionieri dei rispettivi schieramenti preferisco gente che abbia un progetto chiaro sul quale raccogliere il voto e sappia implementarlo anche a costo di sfidare l’impopolarità.

Voi mi direte: “Bella forza, in Gran Bretagna non hanno paura di leader forti perché hanno una democrazia consolidata, non hanno avuto il fascismo come l’abbiamo avuto noi”.
E allora guardiamo ad un altro Paese, la Spagna, che ha avuto il suo fascismo ma che non ci è rimasta impigliata, ed ha saputo voltare pagina. La Spagna ha fatto negli ultimi anni un percorso simile a quello della Gran Bretagna. Un forte leader conservatore, Aznar, che fa un bel pezzo di strada sulla via delle liberalizzazioni e dello sviluppo e poi un forte leader socialista, Zapatero, che ne raccoglie il testimone, con riforme importanti quanto discusse sul piano dei diritti civili, ma nella sostanziale continuità della linea di governo per quanto riguarda l’economia, mai scalzata dai principi del libero mercato per il solo gusto di imprigionarla a rigidi schemi ideologici. Ed oggi la Spagna va, anzi vola.

Noi italiani, leader di questo genere ce li sognamo la notte. E siccome mentre scrivo questo pezzo è ancora notte, provo a sognarmelo.
Ecco, io sogno per l’Italia un leader che sia capace di presentarsi agli elettori con un programma chiaro, in cui c’è solo quello che si può dire e detto in modo ambiguo per non scontentare nessuno. No, un programma fatto di pochi punti-chiave espressi in modo comprensibile a tutti e che non ammettano interpretazioni ex-post o altro genere di mediazioni: “così è, se vi pare, e se vi piace votatemi”.
Io vorrei un leader che quando vince le elezioni sa che dovrà governare tenendo conto anche delle legittime istanze e dei valori di coloro che non l’hanno votato. Per questo riconosce il valore dell’antagonista sconfitto, gli concede l’onore delle armi ed instaura un dialogo con l’opposizione su alcuni valori condivisi (ce ne saranno, no?) in modo che non si debba ricominciare sempre tutto daccapo ma su quei temi si vada avanti spediti con le riforme utili per il Paese senza ridicole contrapposizioni di stampo ideologico.
Io sogno un leader che quando forma la sua squadra di governo lo faccia senza guardare in faccia a nessuno e scelga coloro – pochi e buoni – che ritiene i migliori per farsi aiutare a guidare il Paese, e poco importa che provengano dalle file dell’opposizione se sono il meglio che il Paese sa esprimere.
Io sogno un leader che cominci il suo cammino facendo subito le riforme che ha promesso in campagna elettorale, senza paura di scontentare chi la pensa diversamente perché sa che la democrazia è questo, è legittimazione dell’operare attraverso il mandato popolare… e pazienza se non tutti-ma-proprio-tutti sono d’accordo ed organizzano manifestazioni di piazza.
Io sogno un leader che, quando parla, parli anche e con orgoglio del ruolo che il suo Paese vuole avere nel mondo, e si impegni nelle grandi battaglie planetarie dei nostri tempi, come ad esempio quella che riguarda l’energia, la sua produzione e la sua compatibilità ambientale.
Io sogno un leader che non abbia peli sulla lingua, che dica quello che pensa anche quando è “scomodo”, politicamnte e sindacalmente (come ad esempio che gli impiegati statali, compresi i magistrati, lavorano troppo poco e che si debbono impegnare di più), ma che si renda conto di rappresentare la Nazione dovunque vada, e che sia capace di indignarsi se chi lo intervista indugia in dettagli della sua vita privata che nulla hanno a che fare col suo ruolo istituzionale, tanto da alzarsi dalla poltrona in diretta TV e lasciare lo studio televisivo, offeso non per sé ma per ciò che rappresenta.
Io sogno un leader che sappia vivere la propria vita privata con naturalezza, e che se ha un matrimonio in crisi non lo sbandieri ai quattro venti ma che neanche lo neghi ipocritamente, e che se dopo il divorzio vuole vivere una storia d’amore sappia viverla con sincerità.
Ecco, io sogno un leader così.
E mi rivolgo a voi, Veltroni, Berlusconi, Sartori, Prodi e compagnia varia, a voi che state pensando ad una riforma elettorale come fosse la panacea di tutti i nostri guai. Io mi rivolgo a voi e di una sola cosa vi prego: fatela come volete ‘sta riforma, metteteci tutti i marchingegni che riuscite ad inventare ma – vi scongiuro – fate in modo che la prossima volta che andremo alle urne anche io possa eleggere Sarkozy.

I Have a Dream è di

Uso un aggettivo di cui, spesso, abusi nei miei confronti: la chiosa è geniale.
Seriamente, non saprei da dove possa arrivare un uomo così.
Se è dentro il sistema è corrotto anche lui, se ne è fuori a Roma non ci arriva di sicuro.
Perché Capello può allenare la Nazionale inglese e noi non potremmo importare Sarkozy?
Mi piacerebbe vedere dei leader nuovi, che portino avanti politiche nuove… chissà quanto tempo dovremo aspettare ancora….
provocazione: ON
Io mi candido come leader di questo paese e questo è il mio programma.
Non sono iscritto ad alcun partito, non ho mai avuto incarichi politici di alcun tipo, ho la fedina penale pulita e vivo del mio stipendio.
Ho i requisiti giusti?
provocazione: OFF
A parte il mio solito Peppe for president, il problema vero non sono i politici, sono gli italiani, furbetti, maleducati, ignoranti, quelli che non rispettano le file, quelli che appena possono ti fottono, quelli che appena possono raccomandano i propri figli.
Mi sono sempre chiesto come fosse possibile votare per il nanetto, poi ho capito che chi vota per il nano lo fa perchè è come il nano, stesso discorso per dalemino, cuffarino, mastellino, gente che se si presentasse in un altro paese europeo sarebbe derisa e presa a calci nel culo.
Gli italiani sono brava gente solo nel momento del bisogno, quando accade qualche tragedia, ma nel quotidiano mi sa che siamo delle merdine piccole piccole.
Lunghetto anche il programma di Peppe, ma almeno per quel po' che ho letto, molto interessante. Prometto di completare la lettura.
Programmi come quelli di Peppe, dove si parla di cose da fare e non di panna montata, hanno un fascino irresistibile.
Leggiamolo tutti, al limite lo possiamo proporre e commentare (un punto alla volta) anche su MC.
Più che altro come esercizio democratico, per vedere se siamo in grado di fare qualcosa anche noi, oltre che criticare chi i programmi li scrive.
Peppe, per la candidatura manca la foto e la provenienza. Dal diminutivo suoni campano, ma ormai, con la globalizzazione potresti anche essere trentino.
Grazie a tutti, sono commosso. Sigh…
Per la cronaca sono di Macerata, piccola città di cui, nonostante sia capoluogo di provincia, metà degli italiani ignora dove sia.
La foto… dai, ve la risparmio. Diciamo che non sono bello come Rutelli, nè come Fini (par condicio rispettata?)
Segni particolari: pelato, ma prometto solennemente che non farò mai un trapianto o altre cose simili per mascherarla.
ahahahaha
se sei anche sovrappeso il mio voto ce l'hai di sicuro!!!
Mi associo all'administrator.
La pancetta al Potere!
Sogna..
…azz!
No, mi spiace. Non sono sovrappeso.
Però sono un po' cecato. Vale lo stesso per avere il voto?
mmhhhh
no. al giorno d'oggi siamo tutti cecati.
ripassa quando avrai messo su una decina di chili.
Letto tutto il programma di Peppe. Ci ho trovato molte enunciazioni di principio che condivido, starei per dire tutte, e sicuramente quella di base, cioè il principio di responsabilità.
Gli strumenti per l'attuazione non sono sempre immediatamente individuabili (uno per tutti: come trovare i soldi per realizzarlo?) ma… lavorandoci…
Io firmerei subito per poterlo applicare qui da noi: sono un sentimentale e nonostante tutto voglio bene all'Italia. Oddio, per applicarlo prima dovrebbe cambiare la mentalità di una cinquantina di milioni di italiani… ne possiamo riparlare tra un paio di generazioni?
Se invece volessi semplicemente "viverlo" in prima persona sarebbe molto più semplice: un biglietto aereo per l'Inghilterra costa poche decine di euro.
sono un sentimentale e nonostante tutto voglio bene all’Italia.
è per questo che sei finito su mentecritica.net
@ fully
"per applicarlo prima dovrebbe cambiare la mentalità di una cinquantina di milioni di italiani"
Posso correggerti?
Per cambiare la mentalità di una cinquantina di milioni di italiani prima si dovrebbe applicarlo.
Com'era quella proprietà delle moltiplicazioni? Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Beh, qui cambia, eccome!
Scherzi a parte, la mentalità degl italiani non cambierà da sola; bisogna creare le condizioni in cui questo cambiamento sia possibile.
No, caro Peppe, rimango della mia idea, prima dovrebbe cambiare la mentalità.
In questo sono d'accordo con MIB quando dice "il problema vero non sono i politici, sono gli italiani, furbetti, maleducati, ignoranti, quelli che non rispettano le file, quelli che appena possono ti fottono, quelli che appena possono raccomandano i propri figli".
D'altronde come potrebbe non essere così in un Paese in cui lo studente che si impegna nello studio viene definito "secchione" e quello che strappa la sufficienza senza studiare ma solo scopiazzando qui e là passa per "furbo" e viene ammirato dai suoi compagni di classe quando se ne vanta?
Due generazioni, dico io, e mi auguro che bastino.
Sugli italiani (come se noi fossimo venusiani…) hai perfettamente ragione. Ma una mentalità e un modo di fare costruito in secoli di storia non cambia senza uno stimolo fortte, neanche in due o più generazioni.
Alcuni esempi di stimolo forte:
- una guerra (in casa)
- una rivoluzione (ma prima dobbiamo arrivare alla fame)
- una catastrofe naturale
- una Politica (maiuscola) degna di questo nome
E' vero: la politica è espressione della società, e quindi la malapolitica è conseguenza della nostra mentalità bacata.
Ma il cerchio si è chiuso negli ultimi venti anni, invertendo il rapporto causa – effetto, e portando la malapolitica ad essere causa e giustificazione di comportamenti illegali e immorali diffusi nella società.
Bisogna spezzare questo circolo vizioso, e se qualcuno ha delle proposte per provarci sono pronto ad ascoltare.
@Peppe
Non ho proposte, solo un po' di buona volontà, ma non so se basti.
Solo la buona volontà?
E ti pare poco?
La maggior parte delle persone non ha nemmeno quella…