I Giudici Sono un Cancro e Re Silvio la Nostra Chemioterapia 64


Archiviata fino a nuovo ordine la questione Alitalia con l’erogazione del prestito ponte in attesa che il bubbone scoppi, cancellato il problema energetico con la promessa delle centrali nucleari da vedere in funzione tra dieci anni (nel frattempo ci pensa Robin Hood), liquidata la questione sicurezza con tremila militari distribuiti nelle città, risolto il problema monnezza facendola scomparire dai giornali (e se resta per strada chi se ne frega), abolita l’ICI , Silvio Berlusconi ritiene di aver assolto i suoi obblighi elettorali nei primi novanta giorni di governo e di aver diritto, adesso, ad usare i restanti 57 mesi di legislatura per fare liberamente i fatti suoi.

E come dargli torto. Da una parte il suo elettorato continua imperterrito a giustificarlo per quanto evidentemente basito dalla deriva di questo governo che, presentatosi come quello impegnato sui problemi reali della gente in contrapposizione ai bizantinismi dei comunisti, è immediatamente partito per la tangente dei “Grandi Temi della Giustizia e delle Intercettazioni” (siamo tutti sotto processo e tutti intercettati).  Dall’altra si ritrova un’assemblea parlamentare che per la grande maggioranza è assolutamente prona agli interessi personali di un singolo uomo (i suoi) e che all’opposizione vede una formazione capeggiata da uno che si è convinto di essere un leader perchè organizza sempre il trenino ai party della contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare.

Praticamente un cappotto. Nella situazione attuale, con il paese in ginocchio ai piedi del Duce, si potrebbe quasi pensare ad una restaurazione della monarchia con tanto di designazione di un bel principe ereditario tanto Piersilvio è sicuramente più carino di Emanuele Filiberto. Le teen agers impazzirebbero. (Associazione Nazionale Magistrati, questo è un paradosso)

Però c’è un problema. Abbagliato l’elettorato, piegato il Parlamento, rimane la Magistratura. Un potere alternativo e concorrente a quello di Re Silvio, inconcepibile in una sana monarchia assolutista come quella che si è stabilita di fatto in Italia. Lo dice anche il Financial Times e se lo dice il Financial Times, è cassazione.

Re Silvio sa bene che i giudici possono essere pericolosi. Era grande amico di quel Bettino Craxi che la memoria ci riporta ancora come gestore di un colossale sistema di tangenti, ma che evidentemente era un eroe visto che ora tutti, e veramente tutti, ne piangono la morte in esilio e lo ascrivono nel loro pantheon. La prima vittima  Grande Vittima della Magistratura.

Bettino Craxi e Silvio Berlusconi

La Magistratura è un cancro, dice Re Silvio. A me viene da chiedermi: ma per chi? Lui sa che lo vogliono condannare a sei anni. Chi glielo ha detto? I Servizi Segreti? Tom Ponzi? Padre Pio in sogno?

Se ha una notizia di reato, se ha prove o anche solo indizi consistenti di una congiura organizzata da un gruppo di giudici col cappuccio che si riuniscono in sotterranei di chiese sconsacrate per ordire trame a suo danno perché non ce le mostra? Gli mancano i giornali o le televisioni? Se non si fida della Magistratura italiana per presentare una formale denuncia, perché non si rivolge alla corte di Giustizia Europea? Perché ci lascia vivere con il sospetto che quella che dovrebbe essere la parte più nobile della nostra classe dirigente in realtà è un gruppo sovversivo con fini misteriosi?

Fino a prova contraria è lui l’esperto di riunioni col cappuccio e di gruppi sovversivi con fini misteriosi. Non credo che la Magistratura sia pura come un giglio. Nessuno in questo paese lo è, io per primo. Semplicemente, il sistema che Re Silvio utilizza per difendersi non mi convince. Lo voglio sillabare: Non Mi Con-Vin-Ce.

Continuo a pensare (sperare?) che la vittima di questa escalation degenerativa sarà lui stesso. Non perché abbia fiducia delle istituzioni del mio paese e tanto meno perché mi senta tutelato dalla capacità critica dei miei connazionali. Credo che ciascuno di noi sia sempre artefice della propria dissoluzione perché non riesce ad elaborare completamente le proprie paure e a liberarsene.

Re Silvio ha comprato tutto ciò che poteva comprare per sentirsi sicuro e disporre la realtà secondo i suoi desideri. Alcuni, come i suoi elettori, si sono venduti per una sciocchezza, altri, come i maggiordomi di cui ama circondarsi, per un prezzo più alto. Ciò nonostante, nemmeno lui può comprare tutto. Magari gli capiterà di scampare il processo Mills, ma il suo tempo rimane finito. E questo, per quel che mi risulta, è un problema che soldi e potere non possono risolvere.


64 commenti su “I Giudici Sono un Cancro e Re Silvio la Nostra Chemioterapia

  • Oris

    UN grande.

    Cabaret, quasi.

    Peccato che sia solo un triste, umidiccio, appiccicoso e truce quadro molto fedele di quanto ci sta accadendo.

    Prendiamola a ridere, tanto sicuramente è colpa di qualcun altro.

    😀

      • Oris

        Beh, io non fumo, le mia te le cederò di sicuro… 🙂 sempre che si stia nello stesso braccio.

      • Marco Bastianello

        Si chiama legge di lesa maestà. Tacito, a proposito dell’ Imperatore Claudio nei suoi annales ne ha descritto gli infausti effetti. Ce ne sono anche di indiretti fra cui il clima di tutti che denunciano tutti (molto ben descritto daa Terzani a proposito della Cina delle Guardie Rosse) e l’aumento di delatori.
        L’unica cosa che si avvicina, anche se poco e con infinite tutele in più per il cittadino, nell’ italia di oggi è la querela per diffamazione (una legge da togliere, tutto sommato, o almeno da cambiare). Silvio mi sembra ne abbia già fatta almeno una.

  • simona_rm

    “……..all’opposizione vede una formazione capeggiata da uno che si è convinto di essere un leader perchè organizza sempre il trenino ai party della contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare.”

    AH! AH! AH! Giuro mi sto spanciando dalle risate!
    (Ma chi è che quel GENIO che ha manomesso l’immagine del Che?)

    “Continuo a pensare (sperare?) che la vittima di questa escalation degenerativa sarà lui stesso. Non perché abbia fiducia delle istituzioni del mio paese e tanto meno perché mi senta tutelato dalla capacità critica dei miei connazionali. Credo che ciascuno di noi sia sempre artefice della propria dissoluzione perché non riesce ad elaborare completamente le proprie paure e a liberarsene.”

    QUOTO.
    Bella questa applicazione della psicologia pret a portèr, molto liberatoria!

    Scusate,vado a lavorare. E’ meglio.

  • F.Maria Arouet

    Io continuo a pensare che il successo di B. una qualche causa ce la debba avere e quella che mi convince di più, alla luce dell’innegabile successo elettorale che ha avuto negli ultimi tre lustri, é che la sua non sia una posizione tanto isolata.
    Il B. pensiero, alla fin fine, gira tutto attorno alla convinzione che farsi gli affari propri non sia peccato, se mai titolo di merito. Anzi una vera e propria beruf, nel senso weberiano del termine. La prova d’essere in grazia di Dio.
    Così, per esempio, non é peccato:
    – Fiutare i bocconi buoni e cianchettare implacabilmente chiunque si provi a tagliarti la strada. E se qualcuno fischia il fallo, o non ha mai fatto l’imprenditore, oppure é comunista.
    – Difendere e ampliare il proprio patrimonio e la propria sfera d’influenza usando i soldi per comprare ciò che é in vendita, che sia il giudizio d’un giudice, un paio di soubrette, una manciata di finanzieri, una dozzina di senatori. Altrimenti cosa avresti fatto i soldi a fare?
    – Sottrarsi alle richieste esose di uno stato, che pretende i tuoi quattrini per correre a distribuirli a sfigati e fanigottun.
    – Cercare di cambiare le leggi che ti mettono i bastoni tra le ruote, fatte ai tempi in cui si scriveva con la penna d’oca, da gente che non sapeva neppure dove l’intrapresa stesse di casa.

    Non è una visione del mondo né alta, né nobile, ma chi l’ha detto che non sia l’espressione più aderente a ciò che siamo?
    E se lo fosse dovremmo tenerne conto per ripartire, oppure sperare in una commissione di saggi (?) per la riscrittura delle regole e la purificazione della popolazione?

    • Fabrizio A.

      Il successo politico del Signor B. è dovuto ad un principale fattore:
      l’incampacità di usare il giudizio critico della stragrande maggioranza degli Italiani.

      In particolare dei suoi elettori-adepti che lo vedono come una specie di Guru.
      Mi piace confrontarmi con ogni opinione e spesso vado nei blog dei cosiddetti “berluscones” (loro autodefinizione). governoberlusconiter, barbaradi, la grande bugia, e simili …
      In genere cosa li infastidisce? Ricordare che Berlusconi è stato al governo per 5 anni di seguito, ricordare “il contratto con gli Italiani”.
      Quando ricordi queste quisquillie sei a forte rischio di censura oppure ti rimandano alla pagina di wikipedia dove ci sono le leggi emanate durante il governo Berlusconi 2001-2006 (la pagina piena di legge ad personam!).

      Il più onesto intellettualmente dei Berluscones (‘Paraffo’) a volte ammette che non ha governato “al meglio” (secondo lui per colpa dei “democristiani”, degli impedimenti causati dai giudici, e simili).

      Ma la tesi più inquietante è che:
      “Siccome deve risolvere i suoi problemi (giudiziari, economici, ecc.) è costretto a risolvere i problemi di tutti”.
      E a questa affermazione come si risponde con logica ed argomentazioni? A me viene da ridere …

      • Oris

        Sì, ma si dovrebbe avere anche noi la coscienza di ammettere che non ci comportiamo tanto diversamente….

        • Fabrizio A.

          ^^

          Noi chi?

          Io sono un cittadino libero, non un parlamentare, assessore, ecc.

          Se intendi l’opposizione al Governo Berlusconi quando era al Governo, ha fatto pietà. Meriterebbe che argomentassi questa mia affermazione ma penso che non ce ne sia bisogno. O no?

          Ma ora in Italia al governo c’è Berlusconi. Per cui, per quanto mi è possibile, la mia attenzione è rivolta a come tale governo sta operando.

      • vinkor

        la verità è che siccome è costretto a stare in politica per risolvere i suoi guai giudiziari, ne approfitta per potenziare il suo impero economico, ma si guarda bene dal risolvere i problemi degli italiani
        anzi fa proprio il contrario, li aggrava
        quando è stato al governo abbiamo avuto crescita zero per 5 anni, il debito pubblico è aumentato a dismisura ed abbiamo sfondato tutti i parametri europei
        Prodi ha dovuto metterci una pezza e per far questo ha dovuto imporre tasse più alte facendosi odiare dai soliti italiani poco attenti
        gli italiani elettori immaturi e scarsi conoscitori dei conti pubblici pensano che questi non li riguardino, salvo poi a lamentarsi se ne soffrono le conseguenze!
        adesso tutti contenti per aver risparmiato sull’ICI.
        Si accorgeranno a breve quando i comuni aumenteranno tutte le tariffe e multe e diminuiranno i servizi erogati!

        • Fabrizio A.

          Concordo in generale.
          La maggioranza che sosteneva il governo Prodi non era all’altezza, secondo me. E, in certe occasioni, ha continuato la politica del precedente governo quando in campagna elettorale aveva promesso di abolire alcune delle leggi emanate durante la precedente legislatura.
          Continuità.
          Conflitti d’interessi all’interno delle formazione di sinistra.
          Nessuna capacità di mostrare i (non molti) aspetti positivi del proprio operato.
          Come sono andate a finire le elezioni? ^^

  • VINKOR

    condivido pienamente l’analisi e pure i commenti
    ciò che mi irrita di più è che l’opposizione, la magistratura, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, dei Conti, ecc..
    stiano inseguendo Berlusconi per le marracchelle e non per i delitti capitali

    – essere eletto a capo del governo con un conflitto di interessi colossali
    – all’interno di questo conflitto, essere il titolare del più grande impero mediatico del paese, potendo così influenzare l’opinione pubblica e l’elettorato

    questi sono macigni a fronte dei quali il caso Mills e le telefonate ai dirigenti RAI sono quisquiglie

    ma se servono per liberarsi di lui, ben vengano
    come Al Capone finito in galera per piccole evasioni fiscali

  • VINKOR

    si, c’è del vero in quello che dice F.Maria Arouet
    una buona parte degli italiani, soprattutto i lavoratori autonomi, commercianti, imprenditori, artigiani,ecc.. pretendono di farsi gli affari propri in barba al fisco, alle regole, alle leggi,ecc..
    e trovano in Berlusconi l’ispiratore a questa pretesa arrogante
    lui li incita ad evadere, a prendersi beffa della magistratura, a malapena devono pagare ogni tanto un condono ridicolo
    e siccome l’Italia è il paese europeo col maggior numero di partite IVA, ecco il successo del Cavaliere
    proprio un bel paese!
    l’unico alibi è che siamo pieni di leggi, norme, pressione fiscale esagerata, magistratura lenta ed inefficace
    ma queste cose dovrebbero essere migliorate, non essere l’alibi per farsi più comodante gli affari propri
    il pesce puzza dalla testa!

    • Oris

      Dal mio punto di vista direi che ti basi su luoghi comuni, il B è stato votato da molti operai, anche se non ti torna.

      In casa mia è così, io di sx non voto, mia moglie, operaia, votato B.

      • Francesca

        Infatti è proprio questo che si deve cercare di capire: perchè gli operai l’hanno votato?Chiedilo a tua moglie e poi diccelo, muoio dalla curiosità!

        • Saint

          E’ inspiegabile. Secondo me a fronte anche di un solo, preciso, fatto: durante la campagna elettorale del 2006. che perse a causa dei notori brogli, berlusconi dichiarò pubblicamente, con tanto di ripetuti passaggi nei telegiornali per qualche giorno, con tono quasi schifato: “Questi (la sinistra, ndr) pretendono che il figlio dell’operaio abbia le stesse opportunità del figlio dell’industriale”, come per dire: non fatemi ridere… Ora, siccome è passato persino in televisione, e io non me lo potrò mai cancellare dalla testa, o in italia siamo tutti industriali, e industriali egoisti classisti e razzisti, o non c’è altra spiegazione che io possa digitare senza rischio di offendere gravemente molte persone.

          • Francesca

            E’ scientificamente dimostrato che è inspiegabile.
            Almeno chi ha risposto all'”indagine” del Comandante Nebbia dei giorni scorsi non ha saputo dare nemmeno una che sia una risposta opinabile ma concreta e razionale.
            Non ci sono motivazioni e valori forti che giustificano un voto come quello dato a B.
            Almeno questo è quello che penso e in 14 anni nessuno mi ha dimostrato il contrario.

          • Francesca

            Saranno viscerali ma sono pure superficiali a mio avviso. E questo sì che è negativo.
            Poi ognuno ragiona per il voto come nella vita….

          • Francesca

            Mi ricordi un vecchio detto che sentivo sempre dire dagli anziani e cioè che “al mondo sta bene chi ha i soldi e chi non capisce un c***o!”. Chiaramento inteso come “chi non si fa dei problemi” o chi rimane comunque superficiale nei confronti dei problemi della vita.
            Secondo me non sei un essere umano se non ti poni certe domande…ma è una mia opinione anche se a volte preferirei anch’io essere diversa.

  • VINKOR

    è indifferente se chi lo ha votato è un mentecatto o un principe
    uno di destra di centro o di sinistra
    la cosa che li accomuna e che tutte queste persone
    non hanno la minima idea di cosa sia una democrazia moderna
    nella quale non si eleggono multimiliardari a capo di un impero mediatico, nè tantomeno un personaggio con tanti problemi con la giustizia

  • simona_rm

    Anch’io sono convinta che l’elettorato di B&Co sia socialmente ampio, va di moda definirlo “trasversale” (infatti mi viene da guardarli inclinando la testa da una parte, ma queste sono disfunzioni personali..sorry)

    Probabilmente -alcuni di loro- sanno anche cos’è una democrazia, sanno esattamente quali sono gli interessi di B e che farà di tutto per
    preservarli e lo accettano! Che lo faccia pure, purchè spartisca il “malloppo” con tutti quelli che lo votano. E’ il “costo” per averlo votato.
    E’ molto riduttivo come pensiero, svilente anche, nasce da una mia percezione e non da una analisi clinica del fenomeno. Quest’ultima credo sarà possibile solo tra qualche tempo.
    Al momento, mi sebra questo il sentimento latente e dominante.

    @Oris
    divorzia!

    scherzo 🙂

    • Laura Costantini

      Bravissima Simona, secondo me hai centrato il problema: spartire il malloppo e tutto il resto vada in malora. E’ questo che hanno pensato gli elettori di B. Non tutti, certo, ma la maggior parte. Ho sentito gente dire: che mi frega delle leggi ad personam? Io risparmio 600 euro di ICI…
      Che gli rispondi a uno così?

  • Francesca

    …..eh però però però però non toccatemi Ernesto in questo modo, per cortesia!!!!
    🙂

  • mauro

    le motivazioni che hanno spinto gli elettori di Berlusconi le abbiamo analizzate e difficilmente se ne trova qualcuna convincente.

    Tranne quella del meno peggio, non credo se ne trovino di valide nemmeno per Don Veltroni o sbaglio?

  • Oris

    Al di la del fatto che sono molto tollerante con le idee politiche, che allo stato attuale mi interessano ancor meno del calcio (perchè come sapete ritengo proprio inutile votare tra il meno peggio e il meno peggio), non credo ci convenga ancora trastullarci nella nostra presunta migliore capacità di giudizio.

    So che l’invito andrà a vuoto, ma spererei di basare su qualcosa di concreto le nostre osservazioni sulla politica del b e su chi lo ha votato… partire dall’idea che sia sempre un voto che nelle migliori delle ipotesi sia dato o da idioti o da complici non mi sembra ci abbia pagato, in passato.

    Ma fregarcene e cercare di costruire qualcosa, no?

    Tanto si sbraita e basta…

    … e lui ride alla faccia nostra, come i suo pari dell’altra sponda, complici.

    • Laura Costantini

      Giusto Oris, ma costruire qualcosa come? E dove? L’unica resistenza passiva che mi riesca al momento è pagare regolarmente le tasse, rispettare le regole, pagare le multe e fermarmi al rosso. E ti assicuro che, vista la gente che mi circonda, mi sembra già una grossa impresa.

    • simona_rm

      “Ma fregarcene e cercare di costruire qualcosa, no?”

      No.
      Non ritengo che il punto di partenza per la costruzione di “qualcosa” possa essere il menefreghismo. Valutare la contingenza è fondamentale per capire da che parte si VUOLE andare, da soli o in compagnia, non importa. E’ importante scegliere in maniera consapevole.
      Non ho mai fatto politica attiva e pochissima “passiva”, ma ho cominciato a preoccuparmi quando ho capito che si era diffuso quel virus egoico “di cui sopra”……e da allora non sto più zitta! Non riesco neanche più ad andare in stand-by…peccato! Era riposante.

      “Tanto si sbraita e basta…”

      MC è il 1° luogo del web in cui mi sono introdotta proprio perchè non si sbraita e per questo Vi ringrazio tutti.

      • Francesca

        Concordo in pieno con Simona.
        Come si fa a ripartire senza guardare il passato?
        E’ normale cercare di capire èperchè la sinistra sia scomparsa nel ns.Paese ed anche capire perchè la maggior patrte degli italiani abbia votato B.
        Non si cerca di giudicare nessuno, si vogliono solo capire le motivazioni ma…pare così difficile avere spiegazioni razionali e concrete che verrebbe voglia di rinunciarvi sul serio…ma fare il gioco di B. mai e poi mai!

  • vinkor

    ma dove sta scritto che se uno viene eletto
    poi può fare quello che gli pare?
    la legge è uguale per tutti!
    e l’esempio dovrebbe venire dall’alto
    le regole e le leggi vanno rispettate
    chi attacca i magistrati è fuori dalla legalità
    Berlusconi oramai è fuori da tutto, anche di testa!
    e pure quelli che continuano a giustificare il suo operato!
    che non la più pallida idea di cosa significa una democrazia!

  • mauro

    democrazia:
    quella situazione social politica in cui il popolo viene preso a calci dal popolo su mandato del popolo.

  • Vortexmind

    Io ormai per evitare ogni fastidio evito accuratamente di informarmi di politica. Tanto è inutile. Deve solo pregare che la sua strada non incroci mai la mia ghgh

    • simona_rm

      Luigi, ha ragione Nebbia. Fa uno sforzo.
      Prendi esempio:

      “……ma il suo tempo rimane finito. E questo, per quel che mi risulta, è un problema che soldi e potere non possono risolvere.”

      No dico, se questa non è CLASSE, cos’è?

  • Luigi

    Gli auguro una morte “naturale” ma veloce. Per il bene di tutti.
    Dopo di che ricominceremo a sperare e a respirare. Non se ne può più!

    Scusate la brutalità ma sono convinto di non essere l’unico a pensarlo. Troppa diplomazia con questo ignobile verme.

    E poi non c’è niente di male a sperare e ad augurarsi che un mafioso corrotto e corruttore sparisca al più presto dalla circolazione.
    Dai, proviamoci tutti. Concentriamoci, con la forza del pensiero.
    Pacatamente, serenamente.

    Yes, we can.

    • Comandante Nebbia

      Va un po’ meglio, ma la prima regola quando si scrive è che l’emozione deve scaturire dal contesto e non dagli aggettivi. Mi spiego:
      mai scrivere “è una giornata triste e lunga”, ma adottare una narrazione per la quale il lettore ricavi l’impressione che la giornata è triste e lunga.
      Nel caso particolare, eviterei l’adozione di termini quali “verme” e aggettivazioni quali “ignobile”.

      Basta raccontare quello che fa e la gente si fa subito il quadretto giusto.
      Brutalità scusata, sempre che non diventi la tua cifra espressiva standard.
      benvenuto a bordo.

    • simona_rm

      Vero Luigi, non sei l’unico a pensarla così.

      Io ho desideri più complessi quando si tratta di B: più che vederlo schiattare mi piacerebbe tanto, ma proprio tanto, vederlo processare.
      Come un cittadino, uno qualunque.

      Se questo discutibile “capo” dovesse morire da qui a poco, corriamo il rischio di ritrovarcelo proclamato -oltre che GRANDE STATISTA- pure MARTIRE!(hai presente CRAXI?) Il suo MITO rischia di fare più danni della sua persona.
      Paese perverso……

  • Oris

    Io non ritengo il berlusconi la causa dei nostri problemi, quella siamo noi.

    Semmai lui è uno che sa approfittane.

    Ce ne sarà sempre un altro, lui è solo più avido e non lascia agli altri molto da spolpare, per questo stanno incavolati 🙂

    Senza il b. e i suoi eccessi ci sarebbe comunque una situazione di sfruttamento, solo che sarebbe perpretrata da molti non da pochi, e tutti saremmo felici (inc…ti) e contenti.

  • Il Gobb

    In realtà Silvio ha detto:
    I giudici e pm politicizzati sono una metastasi della nostra democrazia

    Una metastasi è l’espansione di un cancro.
    Ne consegue che per Berlusconi la democrazia è un cancro.
    Non commento oltre, più chiaro di così…

  • vinkor

    il cancro di questo paese da almeno 15 anni è Berlusconi e se lo dovremo sorbire per altri 5 anni, sarà un altro ventennio dopo quello di Mussolini al quale somiglia tanto
    e sono convinto che se si presentasse l’occasione, ci trascinerebbe anche in una guerra distruttiva come la seconda guerra mondiale
    del resto nel suo “piccolo” ci ha già portati nell’avventura dell’Iraq dal quale fortunatamente il governo Prodi ci ha fatto uscire
    se dovesse vincere Mc Cain si va in guerra contro contro l’Iran oltre a mantenere quella in Iraq
    e l’Italia sarà in prima fila!

  • vinkor

    ecco cosa scrive Antonio Di Pietro a Beppe Grillo sulla grave situazione della democrazia italiana.
    Gli italiani dormono e continuano ad appoggiare un dittatore che li sta affondando

    “Caro Beppe,
    ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.

    Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualità di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese.

    Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.

    Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna è insufficiente. E’ più corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.

    La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica.

    Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.

    L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.” Antonio Di Pietro

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