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I Giorni delle Parole Vuote

4 giugno, 2009 - 9:45 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Vere Donne




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Qualche giorno fa la redazione di Radio Radicale ha contattato MC per chiedere sostegno per un’iniziativa civile e meritoria come tantissime iniziative del Partito Radicale la cui principale colpa era e rimane quella di essere un partito piuttosto che un movimento, ma questo non c’entra. Vi propongo il testo integrale dell’appello:




Gentile redazione di Mentecritica,

vi scrivo per segnalarvi un’iniziativa online che stiamo curando qui, al sito di Radio Radicale.

Si avvicinano le elezioni e le nostre città e comuni cominciano già ad essere imbrattate dai manifesti elettorali abusivi. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità di fronte alla quale le istituzioni si apprestano a divenire complici dei partiti e dei boss politici locali.

Fermali con una foto

In un servizio mandato in onda da Le Iene, si sente dalla viva voce del rappresentante della maggiore agenzia di affissioni di Milano come vengono gestite le campagne elettorali sulle strade della Capitale.

«Il mio consiglio spassionato da tecnico è andare in abusiva, solo in abusiva!»

«Il Comune non riesce a starci dietro. Chiude un occhio. Poi magari te li coprono, però dopo 4-5 giorni. Il Comune lo sa che siamo noi a devastare la città».

Come saprete per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna. Ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso.

«Noi prendiamo multe per 58mila euro – prosegue l’intervista delle Iene – ma paghiamo 1.000 euro ed è finito. Nessuno ha mai pagato una multa da quel punto di vista lì. Aspettano tutti i condoni. Invece quest’anno non devi nemmeno aspettarlo, perché c’è già».

Quest’anno la sanatoria è stata approvata per decreto dal governo Berlusconi, e prevede il condono per tutte le affissioni abusive di manifesti politici commesse dal 2005.

«Giro tutta la notte per controllare che non ci siano sovrapposizioni delle squadre e per risolvere, eventualmente, controversie sul territorio. Come vedi ho una pistola a portata di mano».

Sono le parole letterali del boss dell’organizzazione di attacchinaggio elettorale a Roma riportate dal Corriere della sera in un articolo dell’11 aprile 2008.

RadioRadicale è impegnata in questa campagna e vi chiediamo di unirci a noi.

Tutti possono partecipare alla nostra campagna, anche solo segnalandola con un post, un comunicato o un articolo sul proprio sito: più utenti raggiungiamo, più foto saranno scattate e postate, meno manifesti abusivi infesteranno le nostre città. Noi ci impegniamo a inviare le immagini al sindaco, al prefetto e alla procura della vostra città. A intentare cause legali contro i partiti, e se necessario contro il comune.

Fermali con una foto

Fatemi avere un riscontro, se vi va, e buon lavoro!

Alessandra Maffei
Radio Radicale

Spero che questo, come riscontro, sia sufficiente.

Per quanto mi riguarda direttamente, invece, credo di non aver più spirto guerrier a ruggermi entro e lascio queste belle e giovanili iniziative a chi ha la forze e l’entusiasmo per portarle avanti.
In questo periodo mi sento più predisposto ad osservare e riflettere ed è questo che voglio mettere a disposizione di chi legge.

Ho già parlato delle facce dei manifesti elettorali, ma stamattina, mentre raggiungevo il luogo dove mi viene comminato il supplizio per il tristo comportamento che ho tenuto nelle mie precedenti incarnazioni, ho preso nota delle parole che ci sono scritte vicino alle facce. Quelle che i pubblicitari chiamano “slogan”.

Sotto la faccia di un omone baffuto, una specie di Stalin ‘ca pummarola ‘ncoppa che da quando mi ricordo è sempre stato nel consiglio provinciale c’è scritto “A difesa dei diritti“. Credo che lo Stalin negli ultimi dieci anni abbia avuto altro da fare perché i miei diritti mi comunicano che le difese sono state abbattute da un bel po’.

Ecco un altro che con il maglione rosso a collo alto (di questi tempi sai che caldo) mi dice “… è il momento giusto“. Per cosa? E soprattutto per chi? E poi che significano quei puntini sospensivi? Forse il vero messaggio è contenuto in quei puntini. Una sorta di comunicazione in codice che io mi sono perso perché, anche se l’ho studiato, l’alfabeto Morse mi è ostico.

Al fascino dei puntini cede anche un altro candidato che, anche lui in maglioncino di cotone, ci fa sapere di essere “…uno di voi“. Immagino che questo non voglia dire automaticamente che parteciperemo alla divisione dei profitti successiva all’elezione.

Sempre sull’amicizia la butta un tizio pelato con gli occhi chiari che somiglia vagamente a Montalbano. “Un amico alla provincia” recita il suo slogan che è tutto una promessa per chi ha un progettino da farsi approvare o un figlio ciuco da piazzare in qualche call center.

Per il lavoro” campeggia sullo stemma di una lista, ma nessun candidato se l’è sentita di associarsi a questa frase vetero comunista e palesemente mendace.
Uno dei candidati alla presidenza della provincia promette “una rivoluzione moderata“. Attenzione, non una rivoluzione vera e propria, quella con il casino, le vetrine rotte e i palazzi in fiamme, ma una rivoluzione moderata, fatta senza dare fastidio a nessuno, silenziosamente e, soprattutto, senza cambiare molto. Una rivoluzione per pensionati, insomma, niente roba per giovinastri fracassoni.

L’altro candidato alla presidenza annuncia “La mia idea per la provincia: tornare grandi“. A parte il fatto che per tornare da qualche parte bisogna esserci stati e, questo, per la mia provincia, non mi risulta, mi colpisce il piglio del candidato presidente che è già calato nel suo ruolo che sarà quello di indicare obiettivi vaghi e roboanti lasciando ad altri (chi?) il compito di trovare il sistema per raggiungerli.

Non manca il velinismo locale. Una bella mora, giovane e molto appetitosa, si propone come “un volto nuovo alla provincia“, quasi come se invece di una consultazione elettorale si trattasse di un concorso di bellezza, ma forse ha ragione lei.

Quello che m i colpisce veramente in tutto questo bailamme non è la menzogna, quella fa parte della natura umana ed è un parametro da tenere sempre in considerazione quando si valutano le vicende quotidiane. La cosa veramente brutta è lo squallore intellettuale ed il vuoto pneumatico che queste frasi di circostanza pompano nello spazio che le circonda. Non è la cartaccia ad appestare ed inquinare le città, ci penserà il vento e la pioggia a portarla via, ma le parole che ci sono scritte sopra che svuotano e avviliscono lo spirito di chi le legge.

Però, oggi, è successa anche un’altra cosa e, per onestà intellettuale, ve la devo raccontare.

ingrids-eyes

Maria

Un po’ di tempo fa, ogni mattina alle cinque e mezza circa, sul mio stesso autobus saliva Maria. Non è stata lei a dirmi il suo nome, l’ho sentita chiamare da qualcuno. Maria ha circa vent’anni, è snella, bionda, ha due occhi chiari immersi in un viso dagli zigomi alti e larghi, vagamente slavo. Porta i capelli raccolti sulla nuca il che mette in mostra due graziosissime orecchie leggermente a sventola.
Maria lavorava in un bar e, appena l’autobus arrivava alla sua fermata, correva verso l’ingresso con le sue gambe lunghissime e la mano stretta intorno al collo per tenere la giacca chiusa. Per un po’ non l’ho più incontrata, ma stamattina ho capito che i suoi orari sono cambiati perché l’ho vista già al lavoro mentre puliva i tavolini e preparava la macchina del caffè.

A Maria non manca nulla per fare la velina. E’ già bellissima alle cinque di mattina senza trucco e con una lunga giornata di lavoro che incombe davanti a lei. Oppure potrebbe fare la escort, che sarebbe un modo ipocrita di dire puttana. Sono sicuro che non mancherebbero i senza palle disposti a spendere un capitale per una così.
Eppure, ogni mattina, che piova, faccia freddo o soffi quel maledetto vento salmastro che spazza le strade della mia città marina, Maria si alza e va a fare il suo lavoro correndo come una gazzella.

E questo, per quanto incomprensibile vi possa sembrare l’associazione, mi risuona dentro come una oscura, ma tenera promessa.

Ingrid’s Eyes è di Dream-on

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I Giorni delle Parole Vuote è di Comandante Nebbia

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Comments

19 Risposte a “I Giorni delle Parole Vuote”
  1. diabolicomarco scrive:

    Il personaggio più squallido ed inquietante della mia circoscrizione elettorale è senza dubbio Roberto Carlino, palazzinaro romano che si presenta con l’UDC.
    Come casini gioca con l’acronimo “UDC=Uno Di Casa” (sic!)
    Pare che si sia fotoscioppato una fede sul dito per sembrare più cattolico.
    Secondo alcuni Carlino cerca di fare quello che con successo fece Silvio I altri evidenziano i suoi rapporti con il neo-suocero di Casini, Caltagirone. Il suo slogan (come palazzinaro) è sempre stato “immobildream non vende sogni ma solide realtà” il suo slogan politico è lo stesso “anche il tuo sogno saprò trasformare in realtà, parola di roberto carlino” (che suona molto come parola di francesco amadori!)

    Dalle mie parti la maggior parte dei manifesti sono del PD. Quasi tutti.

    • Oris scrive:

      La politica in italia è sempre più spesso e a tutti i livelli vissuta come un alternativa occupazionale o come una possibilità di fare “affari” e avere potere.

      Non stupisce affatto quindi la scelta del RC che ricordo è già stato scartato dagli elettori, e visto i prezzi di Roma e come sta andando il mercato immobiliare da quelle parti… ;)

  2. Vincent Vega scrive:

    Dalle mie parti c’è uno che sul manifesto ha scritto: “Europa, andiamoci assieme”. Vorrà forse dire che mi paga il viaggio e l’alloggio e magari mi farà anche visitare il Parlamento Europeo, tutto a sue spese?
    Questi slogan sono vaccate e non esiste una sola persona su cui possano fare presa. Sono spese fatte senza motivo, i voti (purtroppo) si acquisiscono in altri modi.

    • in realtà è proprio così

      ogni parlamentare europeo ha un piccolo budget per organizzare gite al parlamento europeo con i suoi elettori.
      la visita, in genere, dura tre giorni ed è tutto a carico di Bruxelles, cioè nostro.

      questo gadget è spesso utilizzato in fase di campagna elettorale durante la quale si raccolgono le prenotazioni per la futura gita.

      la realtà supera spesso l’immaginazione

  3. Mapomo scrive:

    Concordo con Vincent Vega… i manifesti elettorali sembrano veramente un residuo di un modo di intendere le campagne elettorali che probabilmente ha fatto il suo tempo. Forse si fa così, perché si è sempre fatto. Abito in un paesino… passo ogni giorno davanti agli appositi pannelli ai quali sono affissi i manifesti, e vedo che nemmeno la colla è abbastanza convinta della loro efficacia da sforzarsi a tenerli su. È quasi estate, da queste parti non piove da un po’, ma in quel punto sembra autunno, e i manifesti sono tutti tristi e spiegazzati. Mi chiedo quante persone possano convincere. Ancora ancora posso capire quelli per le provinciali… ché magari vedendoli uno scopre una faccia conosciuta, come mi è capitato.

  4. Alfonso Tulli scrive:

    Anche se sembrerà scontato, il nostro è un paese ancora pieno di persone come la tua Maria. Il problema è che sta emergendo un’onda lentissima, determinata a spazzare via questa illusione. E sempre più aspiranti veline o escort inizieranno a svuotare gli autobus o i treni al mattino.
    Si, perché questa del lavoro, in particolare di quel lavoro che migliora o peggiora a seconda della presunta pendenza di chi è in carica, è veramente un’illusione assurda. .
    C’è una nuova generazione di figure che già avanzano, e glie lo stiamo rendendo molto difficile.

  5. Charlie scrive:

    dalle mie parti invece campeggia lo slogan “per un’europa delle regioni”, dei leghisti.
    non riesco a trovare nulla di più anacronistico.

  6. ilBuonPeppe scrive:

    A proposito di messaggi elettorali, vi riporto la dichiarazione di un candidato presidente per la nostra provincia, a proposito del problema dello smaltimento rifiuti:

    Noi abbiamo la nostra soluzione, anche per l’emergenza, ma ci riserviamo di farla conoscere subito dopo le elezioni.

    Dopo, non prima! Prima tu mi voti, poi io ti dico cosa faccio. Cavoli!
    E la campagna elettorale allora a che serve?

  7. Mapomo scrive:

    Tra l’altro ieri ho notato che i leghisti (che pure dalle mie parti sono i più agguerriti – oltre che i più pacchiani) hanno rispolverato l’orrendo manifesto del pellerossa. Siamo addirittura al riciclo…

  8. anna m. caputano scrive:

    sul corriere mercantile di ieri a pag. 2 mi sembra cambiano i colori: “Brunetta, l’onda verde ci seguirà” non ce l’ho sotto mano, ma comunque l’onda da azzurra è diventata verde! pure il colore delle nostre tasche ci prendono!

  9. silvio scrive:

    La prima parte dell’articolo tratta di pubblicità applicata alla politica.
    Le campagne più recenti della Fiat, nonché l’attuale logo, mi dà lo spunto per ribaltare il collegamento: politica applicata alla pubblicità.
    Mi spiego: da un po’ di tempo a questa parte si fa un continuo accostamento più o meno velato – a torto o a ragione – tra il duce di ieri e quello di oggi, un continuo richiamo all’invasione – reale o presunta – di prodotti stranieri, un continuo appello a privilegiare il “made in Italy” (detto all’inglese sembra più alla moda?); ora, sarà una semplice coincidenza oppure una precisa scelta commerciale quella di promuovere i prodotti Fiat utilizzando un carattere che ricorda vagamente lo stile grafico del Ventennio?
    (Forse sono troppo malizioso, o forse no: ditemelo voi.)

    • Sì ci avevo fatto caso anch’io anche se la reputavo solo una scelta estetica tutto sommato condivisibile visto che il fascino dello stile fascista, aldilà dei contenuti politici, è particolare ed accattivante.

      Anche MC, se vogliamo, ha usato nei suoi banner un carattere che ricorda lontanamente quello stile.

      Può anche essere che il tuo sospetto sia fondato. I pubblicitari sanno meglio di noi quali meccanismi scatenano certe immagini su di noi.
      A sfavore della tua ipotesi gioca il fatto che lo stile è riconoscibile solo da parte di chi ha una certa età o si è preoccupato di studiare quel periodo.

      Credo che come target per le macchine fiat sia abbastanza ridotto.

  10. a67 scrive:

    nome candidato (tipo) Osvaldo Carta … slogan … indovinate ? “la tua Carta per l’Europa !” … non specifica il tipo di carta … e cosa farsene ;-)

    P.S. tra poco faro’ parte della maggioranza anche io !! quelli che NON vanno a votare … e a quel punto che faccio ?? vado a votare ? ;-)

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