I Giorni dei Topi 22


E’ da qualche tempo che si percepisce un’aria diversa in giro. Una specie di senso di liberazione che segue un lungo periodo di repressione. Certe cose non sembrano più “ignobili”, ma si possono dire, oltre che pensare come si è sempre fatto.
Proprio ieri sentivo in radio che, secondo un ascoltatore, basta andare in un ospedale di Bolzano ed in uno di Napoli per capire che la gente del Nord “è migliore” di quella della calabria, della puglia e della campania (in minuscolo per cercare di riprodurre graficamente il tono spregiativo). Il conduttore non ha avuto nulla da ridire.

Poi ci sono altri segnali: il modo spudorato con cui si approfitta di chi lavora con contratti a termine, la malcelata ansia con la quale si attende di vedere per strada le ronde (in divisa o no), la goduria nel maltrattare gli immigrati negandogli i posti in metropolitana, il compiacimento che caratterizza la discussione intorno alle meschine vicende di letto di vecchi viziosi.

Dopo un po’ la degenerazione culturale del palazzo, quel mix di razzismo, darwinismo sociale ed edonismo che tante volte è stato utile strumento elettorale, è straripata dalla televisione e dalle pagine dei giornali ed ha contaminato l’essenza della gente. O forse è successo il contrario. I ridicoli burattini in grisaglia grigia non hanno fatto altro che interpretare la semiotica delle viscere del paese e ne hanno dato trista rappresentazione diffondendola come una peste per le strade delle città

Sia l’una, sia l’altra, la conclusione è la stessa. Le fogne si sono aperte e il lezzo di putrido dilaga ovunque. Topi e vigliacchi, la gente di niente a cui certe cose sono sempre piaciute, ma prima non aveva il coraggio di dirle o di farle, ora sente che l’aria è cambiata, che la merda è al potere e che, finalmente, si può dire liberamente “sporco negro” o “sembri un napoletano”, approfittare del lavoro della gente e scopare le ragazzine che vengono dall’Est.

E di questo sono felice anch’io perché se c’è una cosa che odio è il compromesso silente e rancoroso. Preferisco di gran lunga un confronto aperto e diretto allo stillicidio della convivenza ipocrita.

A quanto pare il tempo delle chiacchiere si sta rapidamente esaurendo. Con i topi i discorsi valgono a poco. Loro capiscono solo mangiare, fottere e crepare.
Su una di queste posso essere di grandissimo aiuto.
Se e quando sarà necessario, qua sto.

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22 commenti su “I Giorni dei Topi

  • mario albrizio

    mangiare, fottere e crepare.
    Su una di queste posso essere di grandissimo aiuto.

    Mi chiedo quale delle tre…
    Ma poi la risposta mi pare troppo facile.

    Un aiutino?…:-)

  • cristiana

    Evito di uscire di casa e di frequentare vecchi amici che paiono essersi assuefatti a questo vomitevole olezzo.
    Preferisco stare al pc e frequentare, virtualmente, persone che condividono le mie idee,come voi.
    Cristiana

    • Oris

      Rimarresti stupita di quanto i due “insiemi” in realtà spesso contengano le stesse persone 😉

      (aoh, so criptico e pure criptomane)

        • Oris

          intendo dire che spesso lòa gente in rete si trasforma e si esprime come non fa nella vita, spesso esprime anch euna profondità di pensiero ch e”in strada” non traspare o (strano a dirsi) non è praticata:

          la stessa persona cambia atteggiamenti a seconda di come ti “interfacci” con lei…

          con il risultato che la gente che tu eviti per strada perchè li giudichi “assuefatti” in effetti hanno anche una seconda “vita”, quella virtuale, dove sono finalmente quello che pensano di essere.

          ora vado a casa, sono stanco, e si vede (anzi, si legge… 😉 )

  • holamotohd

    Mi piace molto questo articolo, perchè rispecchia anche la mia percezione, ed è scritto benissimo.
    Tutto sta degenerando, non c’è più etica, nè senso morale, nè compassione, nè solidarietà, neppure dignità, onore….
    Tutte parole ormai prive di significato, purtroppo obsolete, neanche più pronunciate.
    L’ignoranza sta generando violenza, verbale e fisica: hai ragione, non serve più parlare, non capirebbero.

    • silvio

      L’ignoranza genera violenza sia direttamente sia indirettamente tramite l’anello intermedio della paura: il Medioevo reincarnato.
      Ho l’impressione che i luoghi dove le cose girano un po’ meglio si fondino, al contrario, sulla catena cultura-ragione-fiducia.

      P.S. agiografico: tutti gli articoli di CN sono scritti benissimo 😉

      • holamotohd

        Non posso far altro che concordare……. anche sul post scriptum 🙂

        Penso, però, che un complimento, anche banale o scontato, non sia mai sgradito, non credi? 😉

      • Sofia

        é il mio mouse che non funziona ed ancora mi scuso!
        comunque ecco le parole di Piero Gobetti
        Combattevamo Mussolini come corruttore, prima che come come tiranno; il fascismo come tutela paterna prima che come dittatura; non insistevamo sui lamenti per mancanza della libertà e per la violenza, ma rivolgemmo la nostra polemica contro gli italiani che non resistevano, che si lasciavano addomesticare

  • vanda

    Non facciamo l’errore di chiuderci in casa, il pc va bene ma se rinunciamo alla libertà di uscire per non incontrare certa gente è fatta.
    Anche secondo me i tempi sono pessimi, ma è importante non barricarci in una specie di illusione come può essere la rete, è necessario anzi fondamentale creare legami concreti, sapere su chi si può contare e continuare a percepire il polso dell’attuale situazione. Mai farsi trovare impreparati, c’è chi in passato l’ha fatto e sono morti in tanti.

    Grazie Vanda

  • Sofia

    l’indifferenza é la malattia del nostro tempo.
    Provo sgomento ed immenso dolore per quel povero romeno morto tra l’indifferenza, appunto, dei passanti.
    Si esce poco lasera, compreso quando é festa, cantava Dalla pochi anni or sono.
    NON accontentiamoci della rete , ALZIAMO LA TESTA!!!!

  • Heeledjim

    Come controllare le masse nei sistemi democratici – approfondimenti

    Quando le proposte della maggioranza dei cittadini, verso le soluzioni alle necessità che sentono più urgenti avranno un peso minore di quelle diffuse da pochi con i media, di fatto, non si vivrà più in uno stato democratico.

    Un leader scaltro, che ha come obiettivo il controllo di una nazione democratica moderna, non compie mai azioni che non sono utili, in un certo modo, ai cittadini.

    Abbiamo già esaminato, nelle tecniche di persuasione di massa per i sistemi democratici, quali sono i punti cardine da controllare per accentrare tutti i poteri sul leader e limitare i dissensi (Televisione, Forze dell’ordine, Manifestazioni, Scioperi, Giornalisti, Magistrati, Scuola, Leggi elettorali ecc..). Più ogni singolo fattore viene conquistato, più si acquisisce consenso, e di conseguenza, potere di rafforzare esponenzialmente tutti gli altri ancora deboli, fino a poter cambiare le leggi in maniera autonoma e tagliare fuori dalle decisioni dirette l’intelligenza dei cittadini.

    L’articolo completo si trova qui:

    http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/06/proporre-invece-di-reagire.html

  • Marco

    Concordo e sottoscrivo: ed è una deriva della società che non porterà nulla di buono, in quanto difficilmente recuperabile, ammesso che lo si voglia fare.
    Del resto basta vedere come si esprimono alcuni ministri e una delle maggiori cariche dello stato e subito si capisce quale è la direzione. Le stesse cose dette qualche anno fà potevano anche portare a qualche incriminazione, ora è tutto lecito, anzi è giustificata come aspetto positivo: avvicina alla gente.

  • a67

    concordo con il “comandante” ! non c’e’ niente di “calato dall’alto” o “indotto” … si sono sdoganati gli “itagliani” … quelli che hanno banchettato durante il fascismo, hanno rosicchiato durante i 40 di “democrazia DC” e che adesso tornano alla grande a sedersi a tavola al posto d’onore !!

    berluz non e’ colpevole di questo, ne e’ solo il portavoce … la colpa vera e propria la vedo piu’ dall’altra parte, dove si riempiono la bocca di belle parole, ma alla fine non hanno fatto un benemerito ***** quando hanno potuto … e piagnucolano che nessuno li segue e che devono “prendere contatto con i probblemi veri della ggente” …

    insomma, siamo (in maggioranza) una vrangata di gentaglia 😉

    • Oris

      dall’altra parte…. ci sono tanti che si siedono a tavola pure di “la”…. 😀 e che hanno mangiato in questi 40 anni…. e continuano a farlo.

      Perchè dovrebbero fare qualcosa?

  • anna

    Esperienza di vita vissuta riguardo ai topi, anzi, alle pantegane:
    Le autorità fanno interventi solo di facciata, quindi i topi proliferano nelle fogne, diventano più grossi dei gatti che nel frattempo non hanno più palle essendo tutti o quasi castrati e non hanno più interesse a cacciare i topi, essendo alimentati a scatolette di Kit e Kat (come gli umani, ma drogati invece delle omonime barrette di cioccolata)
    Se avete la sventura di stare a pianterreno e di chiamare un idraulico che ha familiari in comune, con il nuovo impianto malfatto vi ritroverete le pantegane, ma scartate l’idea di chiamare l’ufficio igiene che al posto di prendere provvedimenti potrebbe farvi chiudere il locale per pericoli d’igiene.
    Se siete previdenti come me e mettete il veleno per topi aumentate il danno: le pantegane moriranno nelle tubature ostruendole, le carogne mandaranno un olezzo nausente e vi troverete il locale allagato essendo ostruiti i tubi di scarico.
    Dovrete chiamare un altro idraulico, rifare l’impianto, spendere soldi che nessuno rimborserà, e mentre cercherete di fare le vostre ragioni venite a sapere che l’idraulico in questione ha ottenuto fondi dalla Regione, agevolazioni che a voi hanno negato “perchè sono finiti i fondi”
    A questo punto le scelte si riducono a due:
    Rompere le bottiglie in testa all’incapace e a chi dà i fondi a lui al posto che a voi
    Rompere le bottiglie e impastarle col cemento all’inizio dei tubi come consiglia l’idraulico n. 2, così le prossime pantegane si tagliano, scappano o muoiono dissanguate e non entrano nei vostri tubi.
    Morale ci sono i topi perchè non ci sono più i gatti di una volta,
    Nessuno grida, per paura d’essere preso per uno che vive in una topaia,
    Un topo morto se non si vede fa più danni di un topo vivo, che almeno si può cacciare spaventandolo,
    Mettere una bomba e far saltare tutto sarebbe una soluzione radicale ma anche autolesionista
    L’astuzia, servendosi anche solo di semplici cose, alla fine è sempre quella che funziona .
    Scrivo qua il mio commento perchè “mi piace” l’immagine del topo per la sua cruda realtà, ma ho letto i due articoli seguenti che anche apprezzo
    Caro C.N. penso che nessuno gradisca convivere con i topi, ma tutti credono che i vecchi e semplici sistemi che hanno non funzionano più e aspettano l’uomo ragno (sic!) che dal sito ci dia il certificato di disinfestazione, e son contenta che ci risparmi questa menzogna anche se naturalmente, l’aspettiamo, ma vero. Ognuno deve guardarsi allo specchio, vedere quello che è ed agire secondo le sue conoscenze e le sue capacità. Va benissimo il gatto acchiappa topi, il bimbo spaventato che dà l’allarme, la vecchia che chiude la porta per non farne entrare altri, la casalinga che sposta per pulire e scopre le tracce di escrementi, ancor meglio l’idraulico che rifà l’impianto ad opera d’arte. e il comune che controlla le fogne. E ben venga anche qualche creativo come su: http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/?id=3.0.3440937483

    la mia parte? per ora quella che paga l’idraulico!

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