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	<title>Commenti a: I Funerali di Eluana Englaro</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Di: lauretta</title>
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		<dc:creator>lauretta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 21:29:43 +0000</pubDate>
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		<description>ma insomma io o tre figli e spero che io non debba mai trovarmi in una situazione del genere cmnq per quanto sia duro e giusto quello che a fatto il papa di eluana perche vedere una figlia in quello stato non e vita almeno lassu eluana e serena  ciao eluana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma insomma io o tre figli e spero che io non debba mai trovarmi in una situazione del genere cmnq per quanto sia duro e giusto quello che a fatto il papa di eluana perche vedere una figlia in quello stato non e vita almeno lassu eluana e serena  ciao eluana</p>
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		<title>Di: Nerella</title>
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		<dc:creator>Nerella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 15:48:28 +0000</pubDate>
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		<description>Niente filosofia.
Fatti.
Moira come Eluana è viva, beve attraverso un sondino, mangia il pollo che sua madre frulla, certo non è più la bella e solare parrucchiera che aspettava una bambina, un embolia placentare l&#039;ha resa in coma vegetativo e le ha ucciso la sua bambina. Ma io non posso dire che non sia viva, io non posso dire che la sua vita sia inutile, non è come la vorremmo noi è la sua vita... e leggete il racconto di Depuis che parla della sua esperienza su wwww.ilsussidiario.net come un figlio &quot;inutile&quot; possa educare e dare vita a molte cose incredibili 
Nerella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Niente filosofia.<br />
Fatti.<br />
Moira come Eluana è viva, beve attraverso un sondino, mangia il pollo che sua madre frulla, certo non è più la bella e solare parrucchiera che aspettava una bambina, un embolia placentare l&#8217;ha resa in coma vegetativo e le ha ucciso la sua bambina. Ma io non posso dire che non sia viva, io non posso dire che la sua vita sia inutile, non è come la vorremmo noi è la sua vita&#8230; e leggete il racconto di Depuis che parla della sua esperienza su wwww.ilsussidiario.net come un figlio &#8220;inutile&#8221; possa educare e dare vita a molte cose incredibili<br />
Nerella</p>
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		<title>Di: Mary</title>
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		<dc:creator>Mary</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:30:02 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Roberto,
parole sante le tue. Sono pienamente daccordo. 
E&#039; disumano far soffrire sia animali sia persone umane e questo anche
la Chiesa dovrebbe approvarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto,<br />
parole sante le tue. Sono pienamente daccordo.<br />
E&#8217; disumano far soffrire sia animali sia persone umane e questo anche<br />
la Chiesa dovrebbe approvarlo.</p>
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		<title>Di: simona_rm</title>
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		<dc:creator>simona_rm</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 16:38:18 +0000</pubDate>
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		<description>-1</description>
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		<title>Di: federica</title>
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		<dc:creator>federica</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:43:25 +0000</pubDate>
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		<description>viva, sei sicuro di poterla definire viva? In virtù di cosa... di speculazioni filosofiche??, non è una buona ragione. Come puoi giudicare parenti e genitori che si vedono una figlia in coma da 17 anni??? Hai figli in coma?? hai mai visto soffrire qualcuno dei tuoi cari per esempio di un cancro allo stadio terminale? Lo so, rispetto alle tue speculazioni  sullo &quot;Spirito&quot; la mia è cultura nazional-popolare, ma per me lo spirito è dignità e libero arbitrio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>viva, sei sicuro di poterla definire viva? In virtù di cosa&#8230; di speculazioni filosofiche??, non è una buona ragione. Come puoi giudicare parenti e genitori che si vedono una figlia in coma da 17 anni??? Hai figli in coma?? hai mai visto soffrire qualcuno dei tuoi cari per esempio di un cancro allo stadio terminale? Lo so, rispetto alle tue speculazioni  sullo &#8220;Spirito&#8221; la mia è cultura nazional-popolare, ma per me lo spirito è dignità e libero arbitrio.</p>
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		<title>Di: michelangelo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-9028</link>
		<dc:creator>michelangelo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 20:12:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ai  lettori di M.C. e in risposta ai commenti su Eluana Englaro e il suo funerale. 
 
IL DIVINO RAGIONATO 
 
Arrabbiatevi quanto volete, ma io sono, in questo momento che leggete, in rispettoso silenzio accanto a Eluana, e quel che scrivo non &#232;  per lei, che gi&#224; sa,  ma  per me e per voi: 
 
&quot;piccola Eluana, indifesa, persa nell&#039;oscuro labirinto della sorte, l&#224; dove sono i confini della vita terrena, e dove l&#039;oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo &#232; reso, non figlia ma Sorella, nella Luce&quot;.   
 
Rammenta: &quot;QUANDO IL TEMPO E&#039; RESO&quot; E vale anche per l&#039;ateo che  crede di essere senza Dio. 
 
Tutte Le mie riflessioni sono legate al concetto  della immensa ed infinita capacit&#224; della &quot; mente dell&#039;uomo&quot; che io definisco mente profonda, laddove in uno spazio infinitesimale si colloca la mente cosciente &#8211; punta dell&#039;icerbeg -, mai esente da condizionamenti che quasi sempre turbano e inficiano l&#039;uso del libero arbitrio. Da una parte quindi convinzioni filosofiche &#8211; esoteriche &#8211; animistiche che si contrappongono con concetti di rigorismi analitici - metodiche scientifiche &#8211; risultati di laboratorio, e dall&#039;altra una istanza profonda di un incontro per una profusione d&#039;intenti.  
 
L&#039;umanit&#224;, con la sua fatica evolutiva, &#232; un serpente che si morde la coda. Se invece rinunciasse l&#039;uomo, per un istante, se ne trovasse la forza, alla propria fatica, se si FERMASSE a meditare in nuova guisa, esterna at corollario di mansioni da lui e per lui confezionati nel &quot;laboratorio delle discriminazioni&quot;, separato dai s&#233; delle oscure tradizioni, in quell&#039;istante - congelata ogni &quot;esperienza&quot; - gli apparirebbe chiaro tutto ci&#242; che ora sta aldil&#224; dei proprio orizzonte, aldil&#224; di tutto. Allora scoprirebbe di essere egli stesso aldil&#224;.  
 
Ed ora la mia lunga riflessione con la presunzione di ragionare sul &quot;Divino&#8221;.    
Il Divino ragionato &#232; la  premessa al successivo  saggio sul &quot; travaglio dello Spirito nel periodo pre e post- mortem&quot;, che vorrei portare in discussione.  
  
Chi si pone all&#039;ascolto o alla lettura di un saggio, sa  a priori che dovr&#224; prestare la massima attenzione per poter comprendere e recepire, quali che siano le opinioni ed i giudizi,  un  vasto numero di concetti, di teorie e persino di nuovi valori, che a volte sfiorano, a volte sembrano esulare anche dal tema proposto, ma che sono necessarie al completamento di quel quadro d&#039;insieme che l&#039;autore intende esporre.  
Di contro, l&#039;autore sa che ogni singolo punto, per essere pienamente inteso, dovrebbe venire ampliato fino a costituire un intero capitolo di un trattato.  Pur tuttavia, l&#039;interesse dei lettori, e per il tema, e per la conoscenza pi&#249; o meno profonda del problema, fa si  che i ristretti confini della sintesi espositiva dell&#039;autore, vengano massimamente superati, anche perch&#233; difficilmente l&#039;autore si esime dall&#039;avvalersi di presupposti scientifici, di documenti, leggi, conoscenze e realt&#224; inconfutabili.  
Affrontare il problema della morte, ed ancor pi&#249;, esaminare dall&#039;interno il processo psichico e spirituale del pre e post-mortem &#232; impresa estremamente difficile, in quanto venendo a mancare tutti i su citati presupposti scientifici, non potendo avvalersi di dogmatiche religiose, ne di disquisizioni filosofiche, si rischia facilmente di essere fraintesi, derisi o nella migliore delle ipotesi, tollerati.  
Un  discorso sulla problematica della morte, tenuto in un centro di studi esoterici, ad un gruppo di persone interessate alla fenomenologia paranormale, per quanto negli ascoltatori ci possa essere una certa disponibilit&#224; ai problemi dello spirito, risulta anche in quella sede difficile per via delle divergenze di base degli studiosi stessi che credono o non credono alla sopravvivenza dello spirito, che ammettono o non ammettono la possibilit&#224; dello spirito di dare testimonianza di se.  
Scrivere, infine, della certezza di un post-mortem e del travaglio dello spirito, ad un pi&#249; vasto pubblico, che si accosta per la prima volta, timoroso e diffidente, affascinato ed incuriosito, a questa irreversibile e misteriosa realt&#224;, si &#232; certi di non venire, in nessuna misura, compresi. Ci&#242; nonostante, &#232; proprio questi lettori che intendo sensibilizzare, allo studio ed alla accettazione dello spirito e dei suoi alti valori. 
    
Riconoscere  allo spirito origine divina, eterna vibrazione, qualit&#224; spirituali in assoluto sono le premesse che mi propongo di dimostrare, per linee generali, al fine di costruire delle solide fondamenta per l&#039;accettazione, poi, del discorso sulla morte.  
Dimostrare l&#039;origine divina dello spirito, vuol dire, anzitutto, riconoscerne l&#039;esistenza stessa. Posto, per&#242;, che ogni esistenza ha una causa, &#232; proprio questa causa prima, allora, che ha diritto di priorit&#224; di esame.  
Esame sostenuto da una ferrea logica, spero, al di fuori, comunque, da qualsiasi apodittica prolusione fideistica.  
Ragione e fede oggi pi&#249; che mai, non possono pi&#249; coesistere. L&#039;uomo maturo al passo con il suo progresso e con la sua evoluzione, sia tecnologica che spirituale, non &#232; pi&#249; disposto ad accettare supinamente per fede, nulla. La fede &#232; un limite alla ragione, &#232; una violazione di quel diritto di valutazione e di giudizio che l&#039;uomo intelligente con propri mezzi, razionali o empirici, intuitivi o paranormali, intende ed ha il dovere di dare.  
Anche l&#039;idea e l&#039;esistenza di Dio, l&#039;uomo ha il dovere di spiegarsi - e l&#039;ha fatto - con la ragione. Infatti ritornando alla tesi dell&#039;origine, l&#039;effetto uomo, terra, universo, cosmo non pu&#242; non scaturire che da una causa prima esistente, preesistente e coesistente.  
E questa causa assoluta, principio di tutti i principi, &#232; Dio, al quale vi si riscontrano tutti gli attributi immaginabili ed inimmaginabili. Se invece, questa causa prima volessimo indicarla come &quot;caos&quot;, o ancor pi&#249;, &quot;nulla&quot; pur esasperando questi termini in assoluto, non potremmo ad essi riconoscere gli attributi di somma intelligenza, di infinita bont&#224;, n&#232; tanto meno di esistenza, di preesistenza e di coesistenza.  
Ancora, dal caos &#232; impossibile poter immaginare la scaturigine di un universo infinito e strutturato, dal macrocosmo al microcosmo, da elementi in perfetto equilibrio ed assoluta armonia. Ne &#232; possibile immaginare sempre dal caos la nascita di un essere vivente dotato di facolt&#224; spirituali ove risiedono le pi&#249; alte spiritualit&#224;.  
Ma, anche se, per assurdo, concedessimo al &quot;caos&quot; la possibilit&#224; di quanto sopra gli abbiamo negato, non avremmo, infine, risolto il problema della origine o perch&#233; se per caos intendiamo l&#039;infinito costituito da elementi scomposti, avremmo sempre l&#039;interrogativo della causa prima, in quanto il caos stesso sarebbe  sempre un effetto.  
N&#232; la causa prima pu&#242; essere il nulla&quot;. Questo termine in assoluto non esiste.  Dal nulla niente pu&#242; scaturire, niente pu&#242; essere creato. Per il fatto che noi esistiamo, che tutto &#232;, non pu&#242; assolutamente essere stato generato dal nulla.  
Ecco dunque, che la ragione ci riporta alla matrice, al creatore della creazione, al principio intelligente e coordinatore di tutte le cose, a Dio causa prima.  
E prima di Dio? Non esiste un prima di Dio. Dio preesiste perch&#233; &#232; infinito passato, esiste come infinito presente e infinito futuro e coesiste in quanto &#232; in tutte le Sue manifestazioni.  
Una volta accettata, o per questa o per altra via, l&#039;esistenza di una causa prima, che noi chiamiamo Dio, il discorso diventa consequenziale e prosegue diritto su un unico binario.  
La parola creare, considerata in assoluto, &#232; anch&#039;essa un termine improprio. Creare dal nulla &#232; una illogicit&#224;. Dio non poteva prendere alcunch&#233; dal nulla, poich&#233; il nulla non esiste. Per creare doveva per forza attingere da Se stesso. Dunque, non pi&#249; creazione, ma pi&#249; propriamente emanazione.  E da qui l&#039;emanazione del cosmo, dello spirito, dell&#039;universo, della vita nei mondi materiali. Il tutto in un infinito senza tempo, in uno spazio di infinite dimensioni.  
Qual &#232; in sintesi la risultanza logica di questo discorso? La immanenza divina in tutte le Sue emanazioni. Da un Ente infinito, non pu&#242; scaturire alcun elemento finito, in quanto la fine &#232; sempre una limitazione, in questo caso della potenza divina. Dunque da un Dio infinito, un universo infinito, da un Dio eterno, uno spirito eterno, eterna vibrazione divina.  
Per dimostrare le qualit&#224; spirituali in assoluto, occorrerebbe obbligatoriamente una lunghissima trattazione sul problema del bene e del male, valori questi che, nella contingenza della nostra vita sulla terra, presentano infinite sfumature di non facile interpretazione, in quanto facilmente si sovrappongono, si intrecciano e persino si sostituiscono tra di loro, ma che a livello di Spirito, libero dalla carne e quindi dalla materialit&#224;, questi valori, ripeto, esaminati in assoluto non  si  presentano pi&#249; come  elementi  in  lotta, ma  come  necessarie esperienze spirituali tutte rivolte ad acquisire conoscenze e conoscenze che portano a capire la Legge di Dio.  
 
Contrariamente per&#242;, la religione cristiana, vuol farci credere che il bene e il male, e dunque lo spirito buono e lo spirito cattivo, in eterno contrasto trovano soluzione, soltanto, alla presenza di Dio e nel Suo inderogabile giudizio universale.   Vale a dire che uno Spirito, o un&#039;anima, come vogliamo chiamarla per ora, al cospetto del creatore riceverebbe un premio o un castigo di valore eterno, in misura delle azioni liberamente scelte nel corso di una sola esistenza sulla terra.  
Esaminiamo il concetto dell&#039;eternit&#224;. L&#039;eternit&#224; &#232; infinita. Non esiste il tempo, anche perch&#233; tutto il tempo umanamente immaginabile, miliardi e miliardi di anni, costituirebbero appena un trattino della immaginaria ma interminabile linea della eternit&#224;.  
Ma che cos&#039;&#232; la vita di un uomo (settanta o cento anni) nei confronti della eternit&#224;? meno di un lampo. Pensate. Pu&#242; un uomo, per come ha vissuto l&#039;attimo della sua esistenza terrena, essere giudicato e quindi ricevere un premio o un castigo eterno? Se cos&#236; fosse, lo spirito dell&#039;uomo andrebbe inesorabilmente incontro alla sua fine o annullandosi in Dio per premio (siederai alla destra del padre) o dannandosi all&#039;inferno per castigo: comunque sarebbe la sua vera morte.  
Ecco dunque, che sfiorando appena il problema del bene e del male, ci induce a porre serie riserve sulla dogmatica asserzione di un giudizio universale, mentre altre ne scioglie sull&#039;&#039;accettazione di una possibilit&#224; reincarnativa dello spirito.                         
Riscoprire e credere nello spirito, invece, l&#039;attributo dell&#039;eternit&#224;, ridimensiona conseguentemente il concetto della morte, intendendolo, non pi&#249; come un terrificante traguardo di una breve corsa, ma una tappa obbligata di esperienze in una esistenza senza fine.  
  
Un breve cenno sul  libero arbitrio.  
Il libero arbitrio non &#232; la &quot;possibilit&#224; di scegliere&quot; della mente dell&#039;uomo, quasi sempre condizionata da giudizi e pregiudizi, da  situazioni  legati alla vita materiale,  ma &quot;LA SCELTA&quot; della mente profonda, di quell&#039;individualit&#224; nella quale risiedono attributi e qualit&#224; che nessuno potr&#224; mai giudicare e quindi punire o premiare, perch&#233;  gi&#224; programmate dallo  Spirito libero dalla carne, unico Arbitro in assoluto di tutte  le Scelte. E le scelte dello Spirito hanno un&#039;unica finalit&#224;: il ritorno alla matrice dalla  quale proviene e dalla quale &#232; stata emanata, attraverso una scala infinita di valori, di esperienze e quindi di EVOLUZIONE.  
Il calarsi nella materia per lo Spirito &#232; una delle infinite esperienze che dovr&#224; fare, per avvicinarsi alla  &quot;Luce&quot; dalla quale proviene.  
 Ma perch&#233; lo Spirito deve fare tutte queste esperienze?  
Perch&#233; emanazione divina ha tutti gli attributi divini, ma, in potenza. E&#039; come colui che possiede centomila libri e ne ha letti qualche decina.  
Non solo la biblioteca del sapere nel mondo, o meglio nella dimensione, dello Spirito ha infiniti volumi, ma l&#236; vi sono infinite biblioteche.  
 Solo un folle pu&#242; pensare di leggere infiniti libri per tutta l&#039;eternit&#224;. Me ne strafrego delle esperienze, dell&#039;evoluzione, di tutti questi stramaledetti attributi che non so che farmene e non voglio avere. Con i mille problemi e preoccupazioni che ho sarei un folle se dovessi aggiungere anche questi.  
Ecco, questa &#232; la condizione della mente cosciente.  
La mente profonda, ora &#232; il momento di chiamarla Spirito, sa invece che programmer&#224; di reincarnarsi anche mille volte se necessario, fino a quando non si sar&#224; impadronito, mangiato, fagocitato, sperimentato tutti gli aspetti e tutte le esperienze,  della e nella materia, nel bene e nel male, acquisendone piena conoscenza e potere.  
Spesso, in misura del suo grado di evoluzione, lo Spirito sceglie di reincarnarsi in una vita di sofferenza, di dolore, di miseria, di egoismo, di cattiveria, di vivere un giorno o cento anni, di fare solo l&#039;esperienza  del parto, del delinquente, dell&#039;assassino,o della vittima, ma anche del poeta, del medico, dello scienziato o del santo. Sceglie persino di essere ricchissimo e potentissimo.  
Ora nell&#039;attimo (uno o cento anni) di ogni sua  esistenza sulla terra, lo Spirito sa  
perfettamente il grado di evoluzione raggiunta o i libri che ha letto, o i gradini che ha salito di quella infinita scala di valori che l&#039;avvicinano alla matrice, alla luce, a Dio.  
 ( Fuori testo - Mi chiedo: quanti &quot;gradini&quot; avr&#224; salito Piergiorgio Welby, e quanti ne salir&#224; l&#039;uomo pi&#249; ricco della terra?) 
Superata l&#039;esperienza della materia nella terra, lo Spirito, magari si avventurer&#224; nell&#039;esperienza della materia dell&#039;universo, e poi altre esperienze, altre evoluzioni e poi ancora e ancora.  
E&#039; come una legge divina.  
Lo Spirito non subisce, ma SCEGLIE,  e non pu&#242; sottrarsi. 
Come la vita non pu&#242; sottrarsi dalla morte, la contrazione dall&#039;espansione, la notte dal giorno, il macrocosmo dal microcosmo, il caldo dal freddo, il bene dal male, il caos dall&#039;ordine, l&#039;esplosione ( il big ben) dall&#039;implosione ( i buchi neri) e cos&#236; all&#039;infinito e per l&#039;eternit&#224; nell&#039;armonia, nel sostentamento, nell&#039;equilibrio e per l&#039;equilibrio, nella potenza e per la potenza, nel divino e per il divino, tutto ci conduce ineluttabilmente a DIO.      
Cari lettori questo &#232; il mio pensiero e anche se la verit&#224; &#232; ... sempre oltre, spero tanto di non  essermi allontanato troppo. 
  
In rispetto al mio nome io sono l&#8217;Arcangelo di quell&#8217;angelo indifeso che sta aspettando, con ansia credetei?  No, con terrore, dico io, la sua esecuzione.  
Eluana da quindici anni  ferma e immobile  certamente lo &#232;, ma sorda, cieca e priva di mente non possiamo saperlo e nessun medico, scienziato pu&#242; confermarlo. 
Una cosa &#232; certa: &#232; viva. Ti rendi  conto?  E&#8217; VIVA  per  Dio!   
L&#8217;uomo ha il sacrosanto dovere di tenerla in vita, con ogni mezzo. Senza considerare il dolore o la piet&#224; che reca, a chi? Ai familiari, agli altri? Non certamente a lei che interiormente potrebbe avere (io dico ha) tanta vitalit&#224; nella mente quando gliene manca nel fisico, e tanta lucidit&#224;  da riempire e travasare  le menti di tutti coloro che per incolpevole motivo son convinti del contrario. 
E non ho finito. Se non mi fermate scriver&#242; ancora. 
Un saluto affettuoso </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ai  lettori di M.C. e in risposta ai commenti su Eluana Englaro e il suo funerale.</p>
<p>IL DIVINO RAGIONATO</p>
<p>Arrabbiatevi quanto volete, ma io sono, in questo momento che leggete, in rispettoso silenzio accanto a Eluana, e quel che scrivo non &egrave;  per lei, che gi&agrave; sa,  ma  per me e per voi:</p>
<p>&quot;piccola Eluana, indifesa, persa nell&#039;oscuro labirinto della sorte, l&agrave; dove sono i confini della vita terrena, e dove l&#039;oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo &egrave; reso, non figlia ma Sorella, nella Luce&quot;.  </p>
<p>Rammenta: &quot;QUANDO IL TEMPO E&#039; RESO&quot; E vale anche per l&#039;ateo che  crede di essere senza Dio.</p>
<p>Tutte Le mie riflessioni sono legate al concetto  della immensa ed infinita capacit&agrave; della &quot; mente dell&#039;uomo&quot; che io definisco mente profonda, laddove in uno spazio infinitesimale si colloca la mente cosciente &ndash; punta dell&#039;icerbeg -, mai esente da condizionamenti che quasi sempre turbano e inficiano l&#039;uso del libero arbitrio. Da una parte quindi convinzioni filosofiche &ndash; esoteriche &ndash; animistiche che si contrappongono con concetti di rigorismi analitici &#8211; metodiche scientifiche &ndash; risultati di laboratorio, e dall&#039;altra una istanza profonda di un incontro per una profusione d&#039;intenti. </p>
<p>L&#039;umanit&agrave;, con la sua fatica evolutiva, &egrave; un serpente che si morde la coda. Se invece rinunciasse l&#039;uomo, per un istante, se ne trovasse la forza, alla propria fatica, se si FERMASSE a meditare in nuova guisa, esterna at corollario di mansioni da lui e per lui confezionati nel &quot;laboratorio delle discriminazioni&quot;, separato dai s&eacute; delle oscure tradizioni, in quell&#039;istante &#8211; congelata ogni &quot;esperienza&quot; &#8211; gli apparirebbe chiaro tutto ci&ograve; che ora sta aldil&agrave; dei proprio orizzonte, aldil&agrave; di tutto. Allora scoprirebbe di essere egli stesso aldil&agrave;. </p>
<p>Ed ora la mia lunga riflessione con la presunzione di ragionare sul &quot;Divino&rdquo;.   </p>
<p>Il Divino ragionato &egrave; la  premessa al successivo  saggio sul &quot; travaglio dello Spirito nel periodo pre e post- mortem&quot;, che vorrei portare in discussione. </p>
<p>Chi si pone all&#039;ascolto o alla lettura di un saggio, sa  a priori che dovr&agrave; prestare la massima attenzione per poter comprendere e recepire, quali che siano le opinioni ed i giudizi,  un  vasto numero di concetti, di teorie e persino di nuovi valori, che a volte sfiorano, a volte sembrano esulare anche dal tema proposto, ma che sono necessarie al completamento di quel quadro d&#039;insieme che l&#039;autore intende esporre. </p>
<p>Di contro, l&#039;autore sa che ogni singolo punto, per essere pienamente inteso, dovrebbe venire ampliato fino a costituire un intero capitolo di un trattato.  Pur tuttavia, l&#039;interesse dei lettori, e per il tema, e per la conoscenza pi&ugrave; o meno profonda del problema, fa si  che i ristretti confini della sintesi espositiva dell&#039;autore, vengano massimamente superati, anche perch&eacute; difficilmente l&#039;autore si esime dall&#039;avvalersi di presupposti scientifici, di documenti, leggi, conoscenze e realt&agrave; inconfutabili. </p>
<p>Affrontare il problema della morte, ed ancor pi&ugrave;, esaminare dall&#039;interno il processo psichico e spirituale del pre e post-mortem &egrave; impresa estremamente difficile, in quanto venendo a mancare tutti i su citati presupposti scientifici, non potendo avvalersi di dogmatiche religiose, ne di disquisizioni filosofiche, si rischia facilmente di essere fraintesi, derisi o nella migliore delle ipotesi, tollerati. </p>
<p>Un  discorso sulla problematica della morte, tenuto in un centro di studi esoterici, ad un gruppo di persone interessate alla fenomenologia paranormale, per quanto negli ascoltatori ci possa essere una certa disponibilit&agrave; ai problemi dello spirito, risulta anche in quella sede difficile per via delle divergenze di base degli studiosi stessi che credono o non credono alla sopravvivenza dello spirito, che ammettono o non ammettono la possibilit&agrave; dello spirito di dare testimonianza di se. </p>
<p>Scrivere, infine, della certezza di un post-mortem e del travaglio dello spirito, ad un pi&ugrave; vasto pubblico, che si accosta per la prima volta, timoroso e diffidente, affascinato ed incuriosito, a questa irreversibile e misteriosa realt&agrave;, si &egrave; certi di non venire, in nessuna misura, compresi. Ci&ograve; nonostante, &egrave; proprio questi lettori che intendo sensibilizzare, allo studio ed alla accettazione dello spirito e dei suoi alti valori.</p>
<p>Riconoscere  allo spirito origine divina, eterna vibrazione, qualit&agrave; spirituali in assoluto sono le premesse che mi propongo di dimostrare, per linee generali, al fine di costruire delle solide fondamenta per l&#039;accettazione, poi, del discorso sulla morte. </p>
<p>Dimostrare l&#039;origine divina dello spirito, vuol dire, anzitutto, riconoscerne l&#039;esistenza stessa. Posto, per&ograve;, che ogni esistenza ha una causa, &egrave; proprio questa causa prima, allora, che ha diritto di priorit&agrave; di esame. </p>
<p>Esame sostenuto da una ferrea logica, spero, al di fuori, comunque, da qualsiasi apodittica prolusione fideistica. </p>
<p>Ragione e fede oggi pi&ugrave; che mai, non possono pi&ugrave; coesistere. L&#039;uomo maturo al passo con il suo progresso e con la sua evoluzione, sia tecnologica che spirituale, non &egrave; pi&ugrave; disposto ad accettare supinamente per fede, nulla. La fede &egrave; un limite alla ragione, &egrave; una violazione di quel diritto di valutazione e di giudizio che l&#039;uomo intelligente con propri mezzi, razionali o empirici, intuitivi o paranormali, intende ed ha il dovere di dare. </p>
<p>Anche l&#039;idea e l&#039;esistenza di Dio, l&#039;uomo ha il dovere di spiegarsi &#8211; e l&#039;ha fatto &#8211; con la ragione. Infatti ritornando alla tesi dell&#039;origine, l&#039;effetto uomo, terra, universo, cosmo non pu&ograve; non scaturire che da una causa prima esistente, preesistente e coesistente. </p>
<p>E questa causa assoluta, principio di tutti i principi, &egrave; Dio, al quale vi si riscontrano tutti gli attributi immaginabili ed inimmaginabili. Se invece, questa causa prima volessimo indicarla come &quot;caos&quot;, o ancor pi&ugrave;, &quot;nulla&quot; pur esasperando questi termini in assoluto, non potremmo ad essi riconoscere gli attributi di somma intelligenza, di infinita bont&agrave;, n&egrave; tanto meno di esistenza, di preesistenza e di coesistenza. </p>
<p>Ancora, dal caos &egrave; impossibile poter immaginare la scaturigine di un universo infinito e strutturato, dal macrocosmo al microcosmo, da elementi in perfetto equilibrio ed assoluta armonia. Ne &egrave; possibile immaginare sempre dal caos la nascita di un essere vivente dotato di facolt&agrave; spirituali ove risiedono le pi&ugrave; alte spiritualit&agrave;. </p>
<p>Ma, anche se, per assurdo, concedessimo al &quot;caos&quot; la possibilit&agrave; di quanto sopra gli abbiamo negato, non avremmo, infine, risolto il problema della origine o perch&eacute; se per caos intendiamo l&#039;infinito costituito da elementi scomposti, avremmo sempre l&#039;interrogativo della causa prima, in quanto il caos stesso sarebbe  sempre un effetto. </p>
<p>N&egrave; la causa prima pu&ograve; essere il nulla&quot;. Questo termine in assoluto non esiste.  Dal nulla niente pu&ograve; scaturire, niente pu&ograve; essere creato. Per il fatto che noi esistiamo, che tutto &egrave;, non pu&ograve; assolutamente essere stato generato dal nulla. </p>
<p>Ecco dunque, che la ragione ci riporta alla matrice, al creatore della creazione, al principio intelligente e coordinatore di tutte le cose, a Dio causa prima. </p>
<p>E prima di Dio? Non esiste un prima di Dio. Dio preesiste perch&eacute; &egrave; infinito passato, esiste come infinito presente e infinito futuro e coesiste in quanto &egrave; in tutte le Sue manifestazioni. </p>
<p>Una volta accettata, o per questa o per altra via, l&#039;esistenza di una causa prima, che noi chiamiamo Dio, il discorso diventa consequenziale e prosegue diritto su un unico binario. </p>
<p>La parola creare, considerata in assoluto, &egrave; anch&#039;essa un termine improprio. Creare dal nulla &egrave; una illogicit&agrave;. Dio non poteva prendere alcunch&eacute; dal nulla, poich&eacute; il nulla non esiste. Per creare doveva per forza attingere da Se stesso. Dunque, non pi&ugrave; creazione, ma pi&ugrave; propriamente emanazione.  E da qui l&#039;emanazione del cosmo, dello spirito, dell&#039;universo, della vita nei mondi materiali. Il tutto in un infinito senza tempo, in uno spazio di infinite dimensioni. </p>
<p>Qual &egrave; in sintesi la risultanza logica di questo discorso? La immanenza divina in tutte le Sue emanazioni. Da un Ente infinito, non pu&ograve; scaturire alcun elemento finito, in quanto la fine &egrave; sempre una limitazione, in questo caso della potenza divina. Dunque da un Dio infinito, un universo infinito, da un Dio eterno, uno spirito eterno, eterna vibrazione divina. </p>
<p>Per dimostrare le qualit&agrave; spirituali in assoluto, occorrerebbe obbligatoriamente una lunghissima trattazione sul problema del bene e del male, valori questi che, nella contingenza della nostra vita sulla terra, presentano infinite sfumature di non facile interpretazione, in quanto facilmente si sovrappongono, si intrecciano e persino si sostituiscono tra di loro, ma che a livello di Spirito, libero dalla carne e quindi dalla materialit&agrave;, questi valori, ripeto, esaminati in assoluto non  si  presentano pi&ugrave; come  elementi  in  lotta, ma  come  necessarie esperienze spirituali tutte rivolte ad acquisire conoscenze e conoscenze che portano a capire la Legge di Dio. </p>
<p>Contrariamente per&ograve;, la religione cristiana, vuol farci credere che il bene e il male, e dunque lo spirito buono e lo spirito cattivo, in eterno contrasto trovano soluzione, soltanto, alla presenza di Dio e nel Suo inderogabile giudizio universale.   Vale a dire che uno Spirito, o un&#039;anima, come vogliamo chiamarla per ora, al cospetto del creatore riceverebbe un premio o un castigo di valore eterno, in misura delle azioni liberamente scelte nel corso di una sola esistenza sulla terra. </p>
<p>Esaminiamo il concetto dell&#039;eternit&agrave;. L&#039;eternit&agrave; &egrave; infinita. Non esiste il tempo, anche perch&eacute; tutto il tempo umanamente immaginabile, miliardi e miliardi di anni, costituirebbero appena un trattino della immaginaria ma interminabile linea della eternit&agrave;. </p>
<p>Ma che cos&#039;&egrave; la vita di un uomo (settanta o cento anni) nei confronti della eternit&agrave;? meno di un lampo. Pensate. Pu&ograve; un uomo, per come ha vissuto l&#039;attimo della sua esistenza terrena, essere giudicato e quindi ricevere un premio o un castigo eterno? Se cos&igrave; fosse, lo spirito dell&#039;uomo andrebbe inesorabilmente incontro alla sua fine o annullandosi in Dio per premio (siederai alla destra del padre) o dannandosi all&#039;inferno per castigo: comunque sarebbe la sua vera morte. </p>
<p>Ecco dunque, che sfiorando appena il problema del bene e del male, ci induce a porre serie riserve sulla dogmatica asserzione di un giudizio universale, mentre altre ne scioglie sull&#039;&#039;accettazione di una possibilit&agrave; reincarnativa dello spirito.                        </p>
<p>Riscoprire e credere nello spirito, invece, l&#039;attributo dell&#039;eternit&agrave;, ridimensiona conseguentemente il concetto della morte, intendendolo, non pi&ugrave; come un terrificante traguardo di una breve corsa, ma una tappa obbligata di esperienze in una esistenza senza fine. </p>
<p>Un breve cenno sul  libero arbitrio. </p>
<p>Il libero arbitrio non &egrave; la &quot;possibilit&agrave; di scegliere&quot; della mente dell&#039;uomo, quasi sempre condizionata da giudizi e pregiudizi, da  situazioni  legati alla vita materiale,  ma &quot;LA SCELTA&quot; della mente profonda, di quell&#039;individualit&agrave; nella quale risiedono attributi e qualit&agrave; che nessuno potr&agrave; mai giudicare e quindi punire o premiare, perch&eacute;  gi&agrave; programmate dallo  Spirito libero dalla carne, unico Arbitro in assoluto di tutte  le Scelte. E le scelte dello Spirito hanno un&#039;unica finalit&agrave;: il ritorno alla matrice dalla  quale proviene e dalla quale &egrave; stata emanata, attraverso una scala infinita di valori, di esperienze e quindi di EVOLUZIONE. </p>
<p>Il calarsi nella materia per lo Spirito &egrave; una delle infinite esperienze che dovr&agrave; fare, per avvicinarsi alla  &quot;Luce&quot; dalla quale proviene. </p>
<p> Ma perch&eacute; lo Spirito deve fare tutte queste esperienze? </p>
<p>Perch&eacute; emanazione divina ha tutti gli attributi divini, ma, in potenza. E&#039; come colui che possiede centomila libri e ne ha letti qualche decina. </p>
<p>Non solo la biblioteca del sapere nel mondo, o meglio nella dimensione, dello Spirito ha infiniti volumi, ma l&igrave; vi sono infinite biblioteche. </p>
<p> Solo un folle pu&ograve; pensare di leggere infiniti libri per tutta l&#039;eternit&agrave;. Me ne strafrego delle esperienze, dell&#039;evoluzione, di tutti questi stramaledetti attributi che non so che farmene e non voglio avere. Con i mille problemi e preoccupazioni che ho sarei un folle se dovessi aggiungere anche questi. </p>
<p>Ecco, questa &egrave; la condizione della mente cosciente. </p>
<p>La mente profonda, ora &egrave; il momento di chiamarla Spirito, sa invece che programmer&agrave; di reincarnarsi anche mille volte se necessario, fino a quando non si sar&agrave; impadronito, mangiato, fagocitato, sperimentato tutti gli aspetti e tutte le esperienze,  della e nella materia, nel bene e nel male, acquisendone piena conoscenza e potere. </p>
<p>Spesso, in misura del suo grado di evoluzione, lo Spirito sceglie di reincarnarsi in una vita di sofferenza, di dolore, di miseria, di egoismo, di cattiveria, di vivere un giorno o cento anni, di fare solo l&#039;esperienza  del parto, del delinquente, dell&#039;assassino,o della vittima, ma anche del poeta, del medico, dello scienziato o del santo. Sceglie persino di essere ricchissimo e potentissimo. </p>
<p>Ora nell&#039;attimo (uno o cento anni) di ogni sua  esistenza sulla terra, lo Spirito sa </p>
<p>perfettamente il grado di evoluzione raggiunta o i libri che ha letto, o i gradini che ha salito di quella infinita scala di valori che l&#039;avvicinano alla matrice, alla luce, a Dio. </p>
<p> ( Fuori testo &#8211; Mi chiedo: quanti &quot;gradini&quot; avr&agrave; salito Piergiorgio Welby, e quanti ne salir&agrave; l&#039;uomo pi&ugrave; ricco della terra?)</p>
<p>Superata l&#039;esperienza della materia nella terra, lo Spirito, magari si avventurer&agrave; nell&#039;esperienza della materia dell&#039;universo, e poi altre esperienze, altre evoluzioni e poi ancora e ancora. </p>
<p>E&#039; come una legge divina. </p>
<p>Lo Spirito non subisce, ma SCEGLIE,  e non pu&ograve; sottrarsi.</p>
<p>Come la vita non pu&ograve; sottrarsi dalla morte, la contrazione dall&#039;espansione, la notte dal giorno, il macrocosmo dal microcosmo, il caldo dal freddo, il bene dal male, il caos dall&#039;ordine, l&#039;esplosione ( il big ben) dall&#039;implosione ( i buchi neri) e cos&igrave; all&#039;infinito e per l&#039;eternit&agrave; nell&#039;armonia, nel sostentamento, nell&#039;equilibrio e per l&#039;equilibrio, nella potenza e per la potenza, nel divino e per il divino, tutto ci conduce ineluttabilmente a DIO.     </p>
<p>Cari lettori questo &egrave; il mio pensiero e anche se la verit&agrave; &egrave; &#8230; sempre oltre, spero tanto di non  essermi allontanato troppo.</p>
<p>In rispetto al mio nome io sono l&rsquo;Arcangelo di quell&rsquo;angelo indifeso che sta aspettando, con ansia credetei?  No, con terrore, dico io, la sua esecuzione. </p>
<p>Eluana da quindici anni  ferma e immobile  certamente lo &egrave;, ma sorda, cieca e priva di mente non possiamo saperlo e nessun medico, scienziato pu&ograve; confermarlo.</p>
<p>Una cosa &egrave; certa: &egrave; viva. Ti rendi  conto?  E&rsquo; VIVA  per  Dio!  </p>
<p>L&rsquo;uomo ha il sacrosanto dovere di tenerla in vita, con ogni mezzo. Senza considerare il dolore o la piet&agrave; che reca, a chi? Ai familiari, agli altri? Non certamente a lei che interiormente potrebbe avere (io dico ha) tanta vitalit&agrave; nella mente quando gliene manca nel fisico, e tanta lucidit&agrave;  da riempire e travasare  le menti di tutti coloro che per incolpevole motivo son convinti del contrario.</p>
<p>E non ho finito. Se non mi fermate scriver&ograve; ancora.</p>
<p>Un saluto affettuoso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GdA</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-9011</link>
		<dc:creator>GdA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 15:36:54 +0000</pubDate>
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		<description>DiabolicoMarco? 
Va bene!! :) 
 
Luna </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DiabolicoMarco?</p>
<p>Va bene!! <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Luna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-9004</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 14:59:03 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Michelangelo, mi chiamo Roberto, sono un quasi medico, sicuramente ignorante, probabilmente arrogante e rivendico il mio e altrui diritto a morire. 
Sostiene che l&#039;uomo del XXI secolo &quot;per continuare il suo atavico istinto s&#8217;&#232; inventato il diritto di morire, la morte dignitosa,il testamento biologico, dando diritto di uccidere ai medici, quanto prima alle istituzioni e persino ai familiari&quot;, io dico era ora. 
Ad un tale di nome Ippocrate che a naso non mi pare essere nostro coetaneo fu attribuito tale precetto &quot;non dar&#242; a nessuno farmaci mortali, neppure se richiesto, n&#233; mai suggerir&#242; di prenderne&quot;; evidentemente la richiesta di eutanasia esiste e viene disattesa da qualche millennio. Tuttavia fino a poco tempo fa la rianimazione non esisteva e non vi era una dissociazione temporale tra morte e causa di morte. 
Oggi invece miliardi di persone riescono a nascere, vivere e riprodursi grazie al progresso tecnologico senza il quale non sarebbero neppure esistite (non parlo di fecondazione assistita ma di vaccini antibiotici etc) ci sono moltissime persone che grazie a questo stesso progresso hanno allungato la propria aspettativa di vita.  
Anche questo pu&#242; essere ci&#242; che lei definisce follia della razza sana? 
Esistono per&#242; persone che vivono solo grazie ed esclusivamente a dei macchinari senza i quali sarebbero morte da tempo e persone costrette a subire sofferenze indicibili senza alcun motivo poich&#233; destinate a morire. 
In virt&#249; di questo io rivendico il mio e altrui diritto a morire, cos&#236; come Giovanni Paolo II ha rivendicato il suo diritto a morire. 
Detto questo la saluto con un pensiero del Prof. Umberto Veronesi: 
 
&#8220;Si, forse &#232; vero che si pu&#242; dare un valore spirituale alla sofferenza, e perfino concepire una sorta di eroismo del dolore, ma come uomo e come medico io sento un solo dovere: quello di un appello alla piet&#224;. E la piet&#224; non &#232; ideologica, &#232; un sentimento che appartiene a tutti e che fa parte dell&#8217;onore di dirsi uomo.&#8221; </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Michelangelo, mi chiamo Roberto, sono un quasi medico, sicuramente ignorante, probabilmente arrogante e rivendico il mio e altrui diritto a morire.</p>
<p>Sostiene che l&#039;uomo del XXI secolo &quot;per continuare il suo atavico istinto s&rsquo;&egrave; inventato il diritto di morire, la morte dignitosa,il testamento biologico, dando diritto di uccidere ai medici, quanto prima alle istituzioni e persino ai familiari&quot;, io dico era ora.</p>
<p>Ad un tale di nome Ippocrate che a naso non mi pare essere nostro coetaneo fu attribuito tale precetto &quot;non dar&ograve; a nessuno farmaci mortali, neppure se richiesto, n&eacute; mai suggerir&ograve; di prenderne&quot;; evidentemente la richiesta di eutanasia esiste e viene disattesa da qualche millennio. Tuttavia fino a poco tempo fa la rianimazione non esisteva e non vi era una dissociazione temporale tra morte e causa di morte.</p>
<p>Oggi invece miliardi di persone riescono a nascere, vivere e riprodursi grazie al progresso tecnologico senza il quale non sarebbero neppure esistite (non parlo di fecondazione assistita ma di vaccini antibiotici etc) ci sono moltissime persone che grazie a questo stesso progresso hanno allungato la propria aspettativa di vita. </p>
<p>Anche questo pu&ograve; essere ci&ograve; che lei definisce follia della razza sana?</p>
<p>Esistono per&ograve; persone che vivono solo grazie ed esclusivamente a dei macchinari senza i quali sarebbero morte da tempo e persone costrette a subire sofferenze indicibili senza alcun motivo poich&eacute; destinate a morire.</p>
<p>In virt&ugrave; di questo io rivendico il mio e altrui diritto a morire, cos&igrave; come Giovanni Paolo II ha rivendicato il suo diritto a morire.</p>
<p>Detto questo la saluto con un pensiero del Prof. Umberto Veronesi:</p>
<p>&ldquo;Si, forse &egrave; vero che si pu&ograve; dare un valore spirituale alla sofferenza, e perfino concepire una sorta di eroismo del dolore, ma come uomo e come medico io sento un solo dovere: quello di un appello alla piet&agrave;. E la piet&agrave; non &egrave; ideologica, &egrave; un sentimento che appartiene a tutti e che fa parte dell&rsquo;onore di dirsi uomo.&rdquo;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: teknux</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-8974</link>
		<dc:creator>teknux</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 09:01:58 +0000</pubDate>
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		<description>scusa diabolicomarco, forse interpreto male io i due concetti, ma quando si parla di Chiesa, non riesco ad affiancare &quot;regole&quot; con &quot;etica&quot;. normalmente associo le regole con una morale stabilita esternamente, e l&#039;etica con un sentimento personale. 
ad ogni modo, concordo perfettamente con quanto dici. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusa diabolicomarco, forse interpreto male io i due concetti, ma quando si parla di Chiesa, non riesco ad affiancare &quot;regole&quot; con &quot;etica&quot;. normalmente associo le regole con una morale stabilita esternamente, e l&#039;etica con un sentimento personale.</p>
<p>ad ogni modo, concordo perfettamente con quanto dici.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: diabolicomarco</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-8964</link>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 23:19:45 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi sembra di aver usato il termine etica a sproposito, ma forse mi sbaglio.   
La morale cattolica impone delle sacrosante regole di condotta agli aderenti a questa religione. In uno Stato laico e libero devono essere rispettate e tutelate.  
Fondare le regole di uno stato laico basandosi su un&#039;etica cattolica che impone una morale cattolica anche a chi cattolico non &#232; mi sembra scorretto. Non si pu&#242; dire che l&#039;Italia sia una repubblica teocratica cattolica, ma poco ci manca.  
Se guardiamo solo ad un palmo dal nostro naso rischiamo di dimenticare la storia di questo Paese.  
Roma, la mia citt&#224;, &#232; in mano all&#039;Italia da alcuni decenni. In mano al Papa da secoli. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sembra di aver usato il termine etica a sproposito, ma forse mi sbaglio.  </p>
<p>La morale cattolica impone delle sacrosante regole di condotta agli aderenti a questa religione. In uno Stato laico e libero devono essere rispettate e tutelate. </p>
<p>Fondare le regole di uno stato laico basandosi su un&#039;etica cattolica che impone una morale cattolica anche a chi cattolico non &egrave; mi sembra scorretto. Non si pu&ograve; dire che l&#039;Italia sia una repubblica teocratica cattolica, ma poco ci manca. </p>
<p>Se guardiamo solo ad un palmo dal nostro naso rischiamo di dimenticare la storia di questo Paese. </p>
<p>Roma, la mia citt&agrave;, &egrave; in mano all&#039;Italia da alcuni decenni. In mano al Papa da secoli.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Silent Enigma</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-8931</link>
		<dc:creator>Silent Enigma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 12:58:09 +0000</pubDate>
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		<description>Altro punto essenziale. C&#039;&#232; confusione, come dice teknux, e la confusione &#232; data anche, imho, dal fatto che la CCAR si autoelegge portatrice di valori universali e morale assoluta. Viva il relativismo </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Altro punto essenziale. C&#039;&egrave; confusione, come dice teknux, e la confusione &egrave; data anche, imho, dal fatto che la CCAR si autoelegge portatrice di valori universali e morale assoluta. Viva il relativismo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: teknux</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-8926</link>
		<dc:creator>teknux</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 11:55:24 +0000</pubDate>
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		<description>credo che ci sia una bella differenza tra &quot;uccidere&quot; e &quot;decidere di morire&quot;, &#232; una di quelle faccende personali che non possono essere stabilite a tavolino da una legge. ci sono troppi fattori in gioco, dal diritto di autodeterminazione  all&#039;analisi delle condizioni di salute. 
Non posso che quotare tusachi, nino e gli altri. 
 
Quanto alla Chiesa, penso tratti di morale, pi&#249; che di etica. meglio non confondere i due concetti. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che ci sia una bella differenza tra &quot;uccidere&quot; e &quot;decidere di morire&quot;, &egrave; una di quelle faccende personali che non possono essere stabilite a tavolino da una legge. ci sono troppi fattori in gioco, dal diritto di autodeterminazione  all&#039;analisi delle condizioni di salute.</p>
<p>Non posso che quotare tusachi, nino e gli altri.</p>
<p>Quanto alla Chiesa, penso tratti di morale, pi&ugrave; che di etica. meglio non confondere i due concetti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: nino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-funerali-di-eluana-englaro/informazione/democrazia-e-diritti/michelangelo/1834/#comment-8913</link>
		<dc:creator>nino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 08:22:09 +0000</pubDate>
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		<description>Io credo che ci dovremmo attenere alla volont&#224; di chi si trova in determinate condizioni, se un malato terminale nella sua coscienza decide di non voler pi&#249; continuare a vivere in quel modo, nella sofferenza sua e di chi gli sta intorno, penso che c&#039;&#232; poco da ridire, quella persona e libera di fa fare quello che vuole della sua vita, &#232; libera di dire credo di aver vissuto abbastanza, oppure non voglio continuare a vivere in questa condizioni magari per non essere un peso sui propri cari. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che ci dovremmo attenere alla volont&agrave; di chi si trova in determinate condizioni, se un malato terminale nella sua coscienza decide di non voler pi&ugrave; continuare a vivere in quel modo, nella sofferenza sua e di chi gli sta intorno, penso che c&#039;&egrave; poco da ridire, quella persona e libera di fa fare quello che vuole della sua vita, &egrave; libera di dire credo di aver vissuto abbastanza, oppure non voglio continuare a vivere in questa condizioni magari per non essere un peso sui propri cari.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 04:11:34 +0000</pubDate>
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		<description>La critica di Michelangelo &#232; corretta.  
Sono con te Michelangelo. 
Non hai usato sofismi. Forse perch&#232;, pi&#249; di altri, alla morte ci pensi. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La critica di Michelangelo &egrave; corretta. </p>
<p>Sono con te Michelangelo.</p>
<p>Non hai usato sofismi. Forse perch&egrave;, pi&ugrave; di altri, alla morte ci pensi.</p>
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		<title>Di: Silent Enigma</title>
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		<dc:creator>Silent Enigma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 02:42:05 +0000</pubDate>
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		<description>Immagino il divieto di contraccezione :mrgreen:  
 
Quotone per tusaichi-san. Non &#232; &quot;diritto a morire&quot;, &#232; il diritto all&#039;autodeterminazione che viene attaccato senza neanche una seria riflessione sulla condizione del malato (che evidentemente non &#232; pi&#249; &quot;paziente&quot;) </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino il divieto di contraccezione <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />  </p>
<p>Quotone per tusaichi-san. Non &egrave; &quot;diritto a morire&quot;, &egrave; il diritto all&#039;autodeterminazione che viene attaccato senza neanche una seria riflessione sulla condizione del malato (che evidentemente non &egrave; pi&ugrave; &quot;paziente&quot;)</p>
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