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I Funerali di Eluana Englaro



Si Invita la S.V. a partecipare ai miei funerali che si svolgeranno, mi auguro il più tardi possibile, per volontà di mio padre il giorno , bontà sua, che lui sceglierà. Ne’ fiori e ne’ opere di bene.

Ma che bravi questi Radicali!
Se un Radicale è l’uomo che sostiene tutte le libertà e lotta contro tutte le ingiustizie, io sono un Radicale.
Se un Radicale è colui che lotta contro la pena di morte, io sono un Radicale. Se il Radicale dice non uccidete Saddam, io sono Radicale. Ma se un Radicale sostiene il diritto di morire, io non lo condivido pur rimanendo sempre un Radicale che sostiene un suo diritto.
Sempre secondo me i Radicali hanno mille ragioni ed un solo torto: di avere inventato il diritto di morire.
E solo in questo hanno vinto.
Licenza di uccidere; chiedila alla cassazione.

Ciò che l’uomo non conosce è la cosa più preziosa che ha: la mente profonda.
In quella “domus magna” non esiste il suicidio, nè l’eutanasia e men che meno la licenza di uccidere concessa ai genitori dalla cassazione.
La morte è un evento naturale e sacro come la vita.
L’arroganza dell’uomo – figlia dell’ignoranza – ne ha fatto un diritto.

Il diritto di morire – l’eutanasia.
Il diritto di uccidere – la pena di morte.
Il diritto della morte dignitosa – sofferenza e pietà.
Il diritto del farsi suicidare – Welby.
Ora il diritto della volontà dei congiunti – per non soffrire loro.
Il diritto di vivere è inconciliabile col diritto di morire.
Il primo è sacro il secondo un delitto.
E la Chiesa non c’entra niente con queste riflessioni.
Su 100 commenti 99 sono a favore della la “cassazione”, così come su 100 persone 99 disconoscono la cosa più preziosa che hanno.
Come può un cieco guidare altri ciechi?
Diritto o delitto che l’uomo rifletta.

IL DIRITTO DI UCCIDERE

Si spara al cavallo azzoppato – tanto non serve più.
Si prendono i polipi con le mani – tanto al mercato ce ne sono a quintali.
Si avvelenano gli orsi – forse perché azzannano qualche pecora.
Il cacciatore spara con tanto di licenza – per scaricare le sue “tensioni”
Ora l’uomo per continuare il suo atavico istinto s’è inventato il diritto di morire, la morte dignitosa,il testamento biologico, dando diritto di uccidere ai medici, quanto prima alle istituzioni e persino ai familiari.
Siamo passati dalla fobia della razza ariana (Hitler) alla follia della “razza sana”.
Ma che bravo quest’uomo del 21° secolo

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Michelangelo
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Comments

19 Risposte a “I Funerali di Eluana Englaro”
  1. diabolicomarco scrive:

    Per Eluana è scorretto parlare di eutanasia. Mi sembra, piuttosto, che l’uomo voglia giocare a fare Dio mantenendola in vita, contro la sua volontà.

    Non sei d’accordo? Pazienza. Nessuno vuole istituire l’eutanasia obbligatoria! Invece, oggi, è obbligatorio sottostare a delle regole etiche che sono proprie della Chiesa Cattolica (in primis ma non solo).
    E questo non mi sembra affatto giusto.
    Il diritto di sulla vita degli altri è una cosa. Il diritto di disporre della propria vita è un altro.

    Se dovessi trovarmi in una situazione del genere vorrei essere libero di decidere, se permetti.
    E’ come se, domani, il mio dentista dovesse dirmi:”ti trapano una gengiva senza anestesia, perché il dio Manitù pensa che sia peccato. Devi soffrire. ”
    Ma che stiamo scherzando?

    Come mai si passa, poi, dall’eutanasia all’eugenetica? (l’ultima frase ammicca in quella direzione, o no?).
    Io, uomo del 21mo secolo, che pretende di vivere finalmente in un’Italia laica devo essere paragonato nientemeno che a Hitler?

  2. Silent Enigma scrive:

    Appunto, non ho mica capito

  3. tusaichi scrive:

    Dovresti domandarti, caro Michelangelo, che vita sia quella di una persona ridotta in stato vegetativo permanente.
    Immagino che chi vede l’eutanasia come una negazione del diritto alla vita, sia più che altro motivato dall’uso distorto che se ne farebbe una volta passato il “diritto a morire”.

    Penso tuttavia che come ogni cosa in questo mondo, nulla sia buono o cattivo a prescindere dall’uso che poi in pratica se ne fa.

    sic.

  4. GdA scrive:

    Diabolicomarco,
    premesso che sono d’accordo con le tue “due prime righe”…

    Mi piacerebbe tanto sapere se ci sono delle regole etiche proprie della chiesa cattolica (noto con piacere che usi la C maiuscola..in segno di rispetto immagino..:):)) che tu potresti condividere?

    Pour parler!

    Luna

  5. Silent Enigma scrive:

    Immagino il divieto di contraccezione :mrgreen:

    Quotone per tusaichi-san. Non è “diritto a morire”, è il diritto all’autodeterminazione che viene attaccato senza neanche una seria riflessione sulla condizione del malato (che evidentemente non è più “paziente”)

  6. Francesco scrive:

    La critica di Michelangelo è corretta.
    Sono con te Michelangelo.
    Non hai usato sofismi. Forse perchè, più di altri, alla morte ci pensi.

  7. nino scrive:

    Io credo che ci dovremmo attenere alla volontà di chi si trova in determinate condizioni, se un malato terminale nella sua coscienza decide di non voler più continuare a vivere in quel modo, nella sofferenza sua e di chi gli sta intorno, penso che c’è poco da ridire, quella persona e libera di fa fare quello che vuole della sua vita, è libera di dire credo di aver vissuto abbastanza, oppure non voglio continuare a vivere in questa condizioni magari per non essere un peso sui propri cari.

  8. teknux scrive:

    credo che ci sia una bella differenza tra “uccidere” e “decidere di morire”, è una di quelle faccende personali che non possono essere stabilite a tavolino da una legge. ci sono troppi fattori in gioco, dal diritto di autodeterminazione all’analisi delle condizioni di salute.
    Non posso che quotare tusachi, nino e gli altri.

    Quanto alla Chiesa, penso tratti di morale, più che di etica. meglio non confondere i due concetti.

  9. Silent Enigma scrive:

    Altro punto essenziale. C’è confusione, come dice teknux, e la confusione è data anche, imho, dal fatto che la CCAR si autoelegge portatrice di valori universali e morale assoluta. Viva il relativismo

  10. diabolicomarco scrive:

    Non mi sembra di aver usato il termine etica a sproposito, ma forse mi sbaglio.
    La morale cattolica impone delle sacrosante regole di condotta agli aderenti a questa religione. In uno Stato laico e libero devono essere rispettate e tutelate.
    Fondare le regole di uno stato laico basandosi su un’etica cattolica che impone una morale cattolica anche a chi cattolico non è mi sembra scorretto. Non si può dire che l’Italia sia una repubblica teocratica cattolica, ma poco ci manca.
    Se guardiamo solo ad un palmo dal nostro naso rischiamo di dimenticare la storia di questo Paese.
    Roma, la mia città, è in mano all’Italia da alcuni decenni. In mano al Papa da secoli.

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