I Dolci Occhi di Silvio #Backusconi 6


Mamme, mandate i bambini a guardare i cartoni e voi, giovincelli, aprite una tab del browser su youporn, sezione horse fucking shemale e tenetevi pronti a switchare se entra la mamma mentre state leggendo questo articolo. Si parla di berlusconi e scusate se poco.

“Il Pdl è finito, guiderò io il nuovo partito”. Berlusconi tentato di tornare in campo.

Apre così La Repubblica di oggi che, non paga di scegliere le leadership del centrosinistra, si è messa in testa di governare pure il centrodestra in un delirante sogno pandebenedettiano di dominio del mondo.

Schadenfreude. Il sottile piacere che deriva dal vedere un uomo degradarsi fino a questo livello è eccezionale. Leggendo questa cosa ho perso 10 chili e sono ringiovanito di 15 anni in un colpo solo, avvertendo all’improvviso una turgidità alle zone subequatoriali che all’inizio mi ha preoccupato, ma che poi, dopo aver ricordato, mi ha messo veramente di buon umore.

Il PDL è finito, lui no. Eccezionale. Venti anni di dimostrazione matematica di incapacità totale, venti anni che hanno raccontato meglio di qualsiasi giornalista servo e lecchino come e perché una mediocre complessata mezza pugnetta abbia potuto arricchirsi e raggiungere tanto potere in un paese di quarti, ottavi, sedicesimi e trentaduesimi di pugnetta. Venti anni che hanno portato l’orologio culturale di questa nazione ai tempi del basso medioevo, quando solo qualche monaco disperato ricopiava testi di cui non capiva il contenuto. Venti anni che hanno fatto rimpiangere il ventennio fascista, seconda guerra mondiale, alleanza con i nazisti,  Starace e leggi razziali comprese. Venti anni di merda dai quali non si uscirà fino a quando chiunque li abbia vissuti consciamente o inconsciamente non sarà morto da decenni e le pagine su cui sono raccontati non ingialliranno e cadranno a pezzi.

Eccolo riaffacciarsi, con i suoi occhi liquidi e vuoti, con la statuetta col cazzone da succhiare in una mano e l’altra sulle zizze di Nicole. Come se nulla fosse successo, come se essere arrivati a ingoiare merda come se fosse cioccolata dopo anni e anni di “rivoluzione liberista” fosse un semplice incidente, una specie di tamponamento dove si è rotto uno stop e si rimette tutto a posto con una cinquantina di euro, una stretta di mano e un caffè.

Ma questo è il minimo, schadenfreude appunto. Tutto sommato, nelle sere disperate nelle quali sto lì a fare i conti per cercare di farli quadrare o giro come un pazzo in rete per cercare un sistema per fare in modo che la mia mente possa darmi da mangiare dopo anni che sono stato capace di usare solo calci e pugni posso pensare a lui e sentirmi migliore. Il problema non è lui, infatti, perché quando si superano certi limiti, oppure non li si possiede affatto, si può fare di tutto come se fosse normale, minuto dieci e seguenti compreso.

Il problema sono i mille lecchini che gli si metteranno subito alle spalle cercando di beccare qualche briciola o di suggere qualche goccia di umore vaginale e i milioni di idioti che, impossibile da capire come un oscuro fenomeno naturale, ancora una volta metteranno una croce sulla sua faccia di cazzo, non per cancellarla dalla faccia della terra, ma per asserire con quel tratto di penna, per iscritto, che Lui è il migliore di tutti loro.

Si può provare una vergogna di appartenenza? Sì. Credo di sì. Lui decide, gli altri gli si mettono appresso, in milioni lo votano e io, che non c’entro nulla, mi sento una merda. Ci sono gli estremi per prendere misure drastiche e se non avessi avuto una figlia a cui devo la mia vita, ora da tempo non stareste più qui a leggermi. Me ne sarei andato per un’altra strada perché è vero che ho una bella mente, ma fino ad oggi sono stati i miei pugni e i miei calci a darmi da mangiare e mentre scrivo queste quattro cazzate, stanno seduti lì a parlottare tra di loro e li vedo sorridere perché sanno che, prima o poi, torneremo insieme per le vie del mondo e allora sarà come se il tempo non fosse mai passato.


6 commenti su “I Dolci Occhi di Silvio #Backusconi

  • Gianalessio Ridolfi Pacifici

    Il PDL è finito, lui no. Eccezionale. Venti anni di dimostrazione matematica di incapacità totale, venti anni che hanno raccontato meglio di qualsiasi giornalista servo e lecchino come e perché una mediocre complessata mezza pugnetta abbia potuto arricchirsi e raggiungere tanto potere in un paese di quarti, ottavi, sedicesimi e trentaduesimi di pugnetta. Venti anni che hanno portato l’orologio culturale di questa nazione ai tempi del basso medioevo, quando solo qualche monaco disperato ricopiava testi di cui non capiva il contenuto.

    onanismo letterario

  • maria

    Già, hai detto bene… non è lui a far paura, ma sono quelli che per qualche briciola saranno disposti a continuare come se nulla fosse accaduto…
    Questo vale anche per molti altri di politici…
    Mi viene da pensare che loro mi fanno incavolare, ma chi mi rende davvero cattiva, non sono loro in quanto tali esseri viscidi e facciaculisti, ma tutti quelli che saranno disposti ad osannarli… questi mi fanno incattivire di più!

      • maria

        Avrei voluto fosse mio… ma, ora, appena fatta una ricerca con google (malefico e meraviglioso google) scopro che, seppur mai letto prima, qualcuno è arrivato prima di me! 🙂
        Però, almeno, ora, ci sono anche io, tu e mentecritica… 😉

  • silvio

    Dire che hai una bella mente mi sembra approssimativo per difetto sul piano quantitativo e riduttivo sul piano qualitativo.
    Se io fossi un imprenditore ti assumerei innanzitutto per il valore di averti in squadra, poi stabiliremmo quali mansioni assegnarti (al limite anche il guardiano di notte ;-)).

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