I 10 saggi del villaggio dei puffi 61


Adesso, dai seggi alle Camere racimolati dopo assidua campagna elettorale, si è arrivati ai saggi nominati direttamente per clemenza del re, con tanto di benedizione con la spada e incoronazione fiduciaria dei cavalieri. Siccome all’europa non sono piaciuti i risultati delle ultime elezioni italiane, e siccome gli apparenti vincitori non vogliono farsi da parte, e siccome Napolitano-re non accetta ancora che la plebaglia abbia sbaragliato la tranquilla corte trentennale italiana (forse che vuole arrivare alla ghigliottina?), e siccome tanto abbiamo milioni da sprecare in elezioni inutili i cui risultati vengono bellamente ignorati anno dopo anno, ecco che nel villaggio-italia spuntano i nomi dei dieci-rigorosamente-uomini-più-saggi-della-nazione che – come il governo ancora in carica – dovrebbero riuscire a garantire la governabilità auspicata dall’europa e dal mondo intero. Ma chi sono questi dieci illustri personaggi designati dal Presidente in uscita? Vediamoli uno per uno, nell’ordine in cui vengono riportati sul Corriere.

prof. Valerio Onida: su di lui in realtà non c’è molto da dire, se non altro perché a quanto pare quando si è candidato non è mai stato scelto dalla plebaglia. Plebaglia che, a quanto pare, per il suddetto Presidente-re non deve essere dotata di grande spirito cognitivo per non aver mai deciso di eleggere un saggio in tutti questi anni. Della serie: non ha vinto le primarie? Non vi preoccupate, Napolitano può scegliere al posto degli italiani. Lui ci vede lungo, lo abbiamo notato nell’ultimo anno. Senza contare che il signor Onida è stato un convinto sostenitore dell’eleggibilità di Silvio Berlusconi, lo stesso che Napolitano ha ritenuto opportuno sostituire con Monti. C’è da chiedersi, alla luce di ciò, come possa essere considerato saggio dallo stesso Presidente della Repubblica.

sen. Mario Mauro: oltre a ricordare maledettamente il nome di Mario Monti, ha un grande passato tra Forza Italia e Pdl. Che il Pdl non sia propriamente tra i vincitori delle ultime elezioni poco importa, così come non importa che tra i vincitori non ci sia neanche Scelta Civica con cui si era candidato il mese scorso, che ha preso il suo misero 9% di voti oltretutto arrivati dopo un anno di osservazione forzata del lavoro fatto dai tanto-cari-all-europa tecnici. Mario Mauro si distingue inoltre per un appassionato appello a Pd e Pdl che li invita a mettere da parte le divergenze per far fronte all’emergenza che il neo-nemico Grillo ha creato nei palazzi del potere. Possiamo stare certi che farà del suo meglio.

sen. Gaetano Quagliariello: anche lui con un passato in Forza Italia e Pdl (senza farsi mancare i precedenti radicali) è famoso per aver firmato solo pochi anni fa una lettera aperta ai cattolici italiani che li invitava a non giudicare i comportamenti morali di Silvio Berlusconi, lo stesso stra-giudicato dall’europa e lo stesso per cui la democrazia italiana è stata momentaneamente messa da parte per far spazio al fantomatico Monti-salva-italia. Anche in questo caso c’è da chiedersi dove Napolitano veda questa tanto decantata saggezza.

prof. Luciano Violante: forse l’unico nome illustre fra i dieci presentati dal nostro amato Presidente, negli ultimi anni ha deciso di non ricandidarsi come Parlamentare per favorire il ricambio generazionale richiesto da molti. Purtroppo per lui e per le nuove generazioni, Napolitano lo ha richiamato ai suoi doveri. Su youtube gira un grazioso filmato che lo vede intento a discorrere delle televisioni del nostro ex-nano preferito.

prof. Enrico Giovannini: presidente dell’Istat, è autore di una ricerca a livello mondiale sull’evoluzione del benessere nelle nostre società, oltre che membro del Comitato strategico per l’introduzione dell’euro in italia. Considerate le conseguenze delle modalità con cui siamo entrati nell’euro, c’è da aver paura.

prof. Giovanni Pitruzzella: presidente dell’Antitrust per nomina diretta di Camera e Senato da novembre 2011 (strana data, per gli italiani) è circondato da un alone di mistero circa alcune nomine alla stessa Antitrust. Non ha mai avuto il disonore di essere stato eletto dalla plebaglia, il ragionamento è: tra i tre litiganti, il quarto gode.

dottor Salvatore Rossi: entrato a far parte – anche lui nel 2011 – del Consiglio di Presidenza della Società Italiana degli Economisti (e verrebbe da dire: che economisti!) fa parte anche del Consiglio di Amministrazione del Centro Internazionale di Studi Monetari e Bancari di Ginevra, oltre che essere membro del Fondo Strategico (?) Italiano ed essere stato Direttore Centrale – negli anni che ci hanno portati proprio alla crisi estrema – per la Ricerca economica e le relazioni internazionali. Dopo l’apice della crisi, diviene Segretario Generale e Consigliere del Direttorio per i problemi della politica economica. Se questi problemi siano in fase di risoluzione, lo vediamo nella vita di tutti i giorni. Ha rappresentato la Banca d’Italia in numerosi consessi ufficiali ed è un convinto sostenitore dell’austerity. I risultati – anche questi – li possiamo osservare.

il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi: ministro per gli Affari Europei durante il governo Monti di cui è una specie di alter ego (anche qui, i risultati si vedono quanto l’opinione del popolo) è un discendente della famiglia Bocconi di cui Napolitano ultimamente sembra essere grande estimatore. Candidato alle ultime elezioni, non è stato eletto al Parlamento. Napolitano è però uomo di grande bontà e ha presto posto rimedio alla questione: un ruolo è garantito anche a lui, alla faccia degli italiani, del diritto di voto e dei milioni di euro buttati nel cesso durante queste inutili elezioni.

l’on. Giancarlo Giorgietti: privato del vero nome dal Corriere (che ha voluto donargli una i di troppo) Giorgetti ha una lunga carriera tra Lega Lombarda e Lega Nord come presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione – anche qui, ottimi risultati. Anche lui laureato alla Bocconi, è l’autore della manovra economica del 2011 che ci ha poi portati al seguente governo dei tecnici. E’ stato primo firmatario delle disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio sancito lo scorso anno. Nel 2008 era convinto che per la Lega Nord e la Padania si stesse prospettando un futuro di federalismo, indipendenza e libertà. Possiamo notarne le doti profetiche.

il sen. Filippo Bubbico: con un passato di Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico del fallimentare governo Prodi e aperto sostenitore dello pseudo-africano Walter Veltroni, è tra i pochi ad avere il disonore di essere fra gli eletti dell’ultima tornata elettorale che, a quanto pare, era meglio se non si faceva. Di lui si può notare, come ampiamente illustrato qui, che è stato contrario praticamente ad ogni cosa fino all’arrivo del tecnico Monti – finanziamento per la missione in Afghanistan a parte, per cui si è espresso favorevole. Poi, come tutti, si è rimesso in riga davanti ai professori. Saggia posizione, c’è da riconoscerlo. Dovremmo sapere cosa aspettarci.

titolo originale: “i saggi del villaggio” modificato dalla redazione


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

61 commenti su “I 10 saggi del villaggio dei puffi

I commenti sono chiusi.