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Ho Visto Cose che Voi non Romani…

4 giugno, 2010 - 10:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest




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Io ne ho viste di cose che voi non romani non potete nemmeno immaginare.

Ho visto una ragazza, tifosa romanista dai grandi occhi scuri sempre lucidi per la tensione, ascoltare quotidianamente i rapporti radiofonici che parlavano di Totti, del suo gesto, dei due pollici rivolti verso il basso. Tutto questo noncurante del fatto che tutto il suo piccolo mondo stava precipitando nella medesima direzione. Un lavoro già precario che cominciava a scricchiolare e franare. Ma tant’è…

Ho sentito di una riappacificazione storica tra due eterni rivali, due voci autorevoli in perenne conflitto che si sono finalmente riunite per il bene comune, per la Causa. Rete Sport e Centro Suono Sport. Il tutto mentre i poteri forti, quelli veri, se la suonano di santa ragione davanti ai media ma soprattutto dietro.

Ho visto mille valorosi affrontare con coraggio una manifestazione “al limite della legalità” per sostenere i loro diritti, per denunciare i terribili soprusi ai quali sono sottoposti. Ingoiano tutto quotidianamente, poi arriva il fine settimana e giustamente devono rivomitare tutto.

Ho visto un uomo lavorare sul pavimento di una stazione della metropolitana e altri cinque intorno che controllavano, constatavano, consideravano. Ne ho visti tanti. Operai (pochi) al lavoro e operai (tanti) con la paletta e la bandierina a dirigere il traffico che non si può dirimere. Impiegati dietro al banco e impiegati fuori a fumare. Però parlanti e constatanti sulle questioni vitali (vedi sopra)

uno lavora, 5 stanno a guardare

Ho visto zingari bistrattati e insultati ma solo quando non devono attacchinare i manifesti.

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Comments

6 Risposte a “Ho Visto Cose che Voi non Romani…”
  1. Gunnar scrive:

    Mi dispiace, mi dispiace tantitssimo contraddirti. Sono estremamente afflitto dala sindrome del contradditorio, ma,giuro!, non è per polemica, non è per gratuita critica e neppure per disinvolta antiromanità. Anzi. Credimi. hai tutta la mia simpatia. Ma non è solo a Roma che si vedono tali elementari sintomi di disfacimento e strafottenza civile.
    Accade ovunque. Diciamolo meglio: in Italia accade ovunque con misura diversa di preccupante degrado culturale e antropologico.
    Nella Milano “europea”, danarosa, alla moda e piena di expo in costruzione si vedono uomini di colore stazionare davanti al sagrato del Duomo che vendono di nascosto bustine di grano per piccioni. Ma contengono anche altre cose le bustine e il tutto sottol’attenta sorveglianza di bianchissimi e irreprensibili ometti dislocati strategicamente per un discreto controllo. Alcuni vagoni della metropolitana sembrano essere diventati un ghetto semovente perché i bianchi padani non ci salgono se ci sono già seduti più di tre africani. In alcuni quartieri di Ferrara si vedono cartelli di affitto con precise limitazioni… Lungo il camminamento del algo di Como (quello che un sindaco poco accorto voleva chiudere con un muro di cemento fino alla rivolta popolare che l’ha impedito (doppia spesa per il contribuente e un sostanzioso presente ai funzionari che comunque hanno fatto il loro lavoro…) lungo il camminamento, dicevo, i venditori di zucchero filato son diventati extracomunitari, e anche i venditori di collanine, di braccialetti, di ritratti fatti amtita dal vivo, i venditori di palloncini… e tutti spuntano fuori durante la passeggiata domenicale. Ma la gente ormai accuratamente li evita e, a volte li sbeffeggia.
    Ho visto al semaforo di una centralissima piazza bergamasca un simaptico ometto sporgersi dal finestrino del suo mastododntico SUV e schiaffeggiare una zingara, con bambino al seguito, per averlo importunato con troppa insistenza. Nessuno ha alzato ciglio, nessuno ha detto qualcosa, nessuno si è sognato di guardare la zingara rimasta dapprima incredula e poi scoppiata in una serie “doverosa” d’improperi sputati a semaforo ormai verde.
    Che dire?
    La fine è vicina.

  2. fma scrive:

    Che suggerite di fare con questi nostri concittadini, tanto al di sotto di uno standard decente?
    Che non si peritano di frequentare i nostri stessi luoghi: strade, piazze, lungolago, treni e metrò (ohibò).
    Che neppure impallidiscono al cospetto di certe occhiatacce, che pure vorrebbero incenerirli (come se niente fosse)
    Che preferiscono perdere la metropolitana, se sul vagone ci son già tre africani (Questo non l’ho mai visto. Giuro. Si vede che aspettano di farlo quando io non ci sono)
    Che ne facciamo di questi nostri concittadini così diversi da noi, oltre a deplorarli, li gasiamo?
    Riapriamo i gulag e i lager?
    Gli togliamo il diritto di voto?
    Perché qualcosa dovremo fare, prima o poi.
    O ci basta parlarne male?

  3. Gunnar scrive:

    E’ evidente che non si tratta di parlarne male. E nemmeno gasarli (?). Si tratta del fatto che prima o poi dovremo difenderci.
    Mi spiego meglio. Se posso.
    La linea temporale va in una sola direzione. Anche la linea evolutiva va in una sola direzione e quindi a meno che non si verifichino situazioni del tutto anormali e imprevedibili quei concittadini sono destinati ad essere minoranza.
    E le minoranze si difendono fino allo stremo per non sparire. E diventano cattive.
    Il terzo mondo avanza. Che piaccia o non piaccia alla celtica e padana stirpe. Si potranno fare leggi e si potrà fare secessioni a catena. Ma il numero sovrasta. La fame pure.
    L’universo culturale dell’occidente è destinato a diventare un miscuglio di elementi inestricabili, senza soluzione di continuità. I celtici padani saranno minoranza come i valdesi, come i sinti, come i rom… Essi dovranno arroccarsi autoghettizzarsi. Come hanno fatto alcune micro comunità in Valsesia che esistono solo per i turisti alla domenica e vendono taglieri di legno intagliato e carne seccata con il sale.
    Gli ariani non esistono più da quando furono annientati da un papa matto (uno dei tanti) e guerrafondaio (come molti) un millenio addietro. E poi ci sono gli emuli che vogliono far rivivere storie che solo loro conoscono perché se le sono cantate da soli.
    Il mito sopravvive sempre alla realtà ma non riesce mai a sovrapporglisi.
    Il mondo è dei meticci.

    • fma scrive:

      La linea evolutiva andrà pure in una sola direzione, peccato che nessuno sappia quale sia, tali e tante sono le variabile che l’influenzano.
      Neppure il buon Dio, se è vero che inizialmente l’escluse dalla creazione, preferendole l’uomo fatto e finito, come lo vediamo oggi. Magari perché lo sapeva già che, una volta introdotta, nessuno avrebbe potuto prevedere dove sarebbe andata a parare.
      Che l’universo culturale dell’occidente sia destinato a mutare non ci piove, come tutti gli altri universi del resto. Già lo diceva Eraclito, in tempi non sospetti.
      Che prevalga il numero e la fame ci può stare. Già il mondo romano ne fu spazzato via e ci vollero mille anni per tornare a riveder le stelle.
      Spengler, ne “Il tramonto dell’Occidente”, prevedeva che il duello finale sarebbe stato tra vichinghismo e prussianesimo. Non fu così. Il mondo continuò.
      Magari il vero dualismo prossimo venturo non sarà tra Europa (intesa come Occidente) e terzo mondo (inteso come Sud del Mediterraneo), una battaglia di retroguardia, ma tra America (intesa come ultima evoluzione dell’Occidente) e Cina, oppure India. O tutte e due insieme.
      Sicuramente non saranno i padani il centro del problema.
      Tuttavia sarei curioso di conoscere i motivi per cui l’evoluzione dovrebbe penalizzarli. Forse perché non conoscono l’uso del congiuntivo?

      • Gunnar scrive:

        Non conoscere il congiuntivo e il suo corretto uso sarebbe ragione sufficiente a decretarne l’estinzione. Il congiuntivo è importante non solo per la grammatica in sé ma soprattutto per la logica del ragionamento. E un ragionamento illogico alla lunga è autodistruttivo.
        Comunque non di congiuntivo si tratta ma della regola aurea del meticciato.
        I padani sono disperatamente attaccati ad un uso egoistico della loro pseudocultura. Questo ne fa soggetti pericolosi come il Ku Klux Klan né più e né meno. Sono facinorosi, bigotti e dimostrano tendenziali carenze di cognitive.
        Prima o poi si estingueranno come i Koala.

        • fma scrive:

          Mi sembra un giudizio più etico, che antropologico.
          Vuoi dire che i Panda si stanno estinguendo perché non conoscono il congiuntivo e sono facinorosi e bigotti?
          Io ho sempre sentito dire che la causa principale è da ricercarsi nel fatto che sono schizzinosi, dediti esclusivamente a una dieta a base di bambù.

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