Lo ammetto, l’automatismo di gioire perché una donna rischia di diventare presidentessa della repubblica non ce l’ho e anzi, la cosa rischia di provocarmi di solito una fastidiosa orticaria, la stessa che provo quando bisogna essere buoni e buonisti per forza.

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Ogni volta che sento gridolini di goduria all’idea che la signora avvocatessa Hillary Clinton o la dottoressa Condoleezza Rice diventino le prime presidentesse degli Stati Uniti e magari la Giovanna Melandri o la Santanchè qualcosa di simile in Italia, anche se la vedo decisamente più dura, mi trovo a pensare quanto sia ahimé assolutamente falsa quest’idea che siccome un politico è donna governerà meglio degli uomini.

Se per “meglio” intendiamo più umanamente, con un occhio di riguardo ai poveri e con una sana ripugnanza della guerra mi sa che gli esempi passati non ci aiutano molto.
Quando governava Golda Meir in Israele hanno per caso taciuto le armi in Medio Oriente? La grande donna politica affermava, in una intervista al Sunday Times del 15 giugno 1969: “Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono.

Uhm, non male.
Ricordate gli effetti nefasti sul welfare della politica ultraliberista della madre di tutte le domine, Margaret Thatcher, che pure piace ancora tanto dalle parti degli amanti del bondage estremo economico? Giusto per nominare alcune sue imprese: la guerra delle Falklands, il braccio di ferro con i minatori, i tagli alle mense scolastiche ovvero il famoso “togliere il latte ai bambini”. Insuperabile.
Facciamo altri esempi. Indira Gandhi governò l’India più come una dea Kalì dal pugno di ferro che come una buona mamma affettuosa e, per limitare le nascite, iniziò una campagna di sterilizzazione coatta delle classi più povere.
La signora Ceausescu fu altrettanto spietata se non di più del marito e così la vedova di Mao, Jiang Qing con la sua famigerata Banda dei Quattro.

Le regine della storia hanno combattuto, eliminato nemici e affamato popoli, esattamente come i loro colleghi maschi.
Se proprio vogliamo trovare un esempio di donna che si sfinì fino all’ultimo per aiutare i poveri del suo popolo dobbiamo citare Eva Peron, la quale tuttavia non si faceva problemi a frequentare torturatori e a maneggiare denaro proveniente da bottini nazisti.

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Voglio essere ottimista e pensare che Hillary e compagne saranno molto diverse, ma ho paura che il problema non stia nel sesso del politico ma nella politica, che corromperebbe anche le persone migliori.
Inoltre trovo stucchevole definire una conquista del femminismo la donna al potere perché se è vero che ogni grande uomo ha una grande donna alle spalle, ogni grande donna ha alle sue spalle una piccola donna che gli spupazza i figli, gli pulisce la casa, gli bada ai vecchi e gli fa insomma da serva.
Il potere di una donna, oggi, presuppone purtroppo la sottomissione di un’altra donna di status economico inferiore. Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Per giunta, guardando bene, si scopre che queste grandi donne sono quasi sempre o figlie, o mogli, o conviventi o amanti di qualche uomo importante nel senso del conto in banca.

Domanda: il risultato di anni di emancipazione femminile consiste nel fatto che una classe di donne si è emancipata grazie a vincoli di sangue e letto e l’altra continua a sbattersi come prima e in più deve anche servire le signore emancipate? Quella che chiamiamo emancipazione non sarà piuttosto nepotismo e attaccamento al posto di comando, che deve essere occupato comunque da “uno di noi” e anche se è donna non importa?

A me piacerebbe vedere una presidentessa nella sala di comando, ma che fosse una vera donna, una che sa smacchiare un pantalone, sfeltrire il maglioncino, attaccare un bottone, cucinare l’impepata di cozze e badare ad una nidiata di marmocchi.
Una insomma che, magari dopo aver lavorato duramente per meno di mille euro al mese, si facesse un culo così anche in casa e conoscesse quindi la vita reale di milioni di donne. Poi magari la politica guasterebbe anche lei ma almeno io e le altre milionesse di elettrici del “Club del Mazzo Tanto” ci sentiremmo un po’ più rappresentate.

Io penso che tante smanie per una donna che adesso corre per la presidenza americana nasconda la consapevolezza che alla fine vincerà comunque un uomo. Ci divertiamo un po’ a fingere che il potere sarà femmina tanto non corriamo rischi.

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Del resto recentemente abbiamo assistito alla sonora sconfitta (non dirò trombata) della signora Ségolène Royal in Francia da parte del presidente “trombeur de femmes”. Tanto per ribadire il concetto di cui sopra, la signora fu condannata in una causa giudiziaria perché non aveva retribuito alcune collaboratrici durante una campagna elettorale. Ogni grande donna ha piccole donne alle sue spalle.
Politicamente in fondo non era un granché: molto puritana al punto di voler censurare alcuni poster pubblicitari, si era distinta per una campagna in favore della difesa del formaggio chabichou, si era dichiarata contraria ai matrimoni gay e minacciava di mandare a lavorare gli insegnanti anche il pomeriggio perché secondo lei non fanno una cippa tutto il giorno.

Chissà come andrà a finire a novembre negli States. Hanno già detto che è vecchia, che è antipatica, che è lesbica, che è tirchia. Non la vedo bene per Hillary, anche se i concorrenti non sono dei fulmini di guerra. Una vera Cima Coppi sotto la neve e il ghiaccio per terra, con i gregari che arrancano.

Paradossalmente però potremmo veramente avere una donna alla Casa Bianca quest’anno. Guardate il filmato. Macchè Hillary Clinton o Condoleezza Rice, donne in fondo cazzute e con il frustino in mano, babbione petulanti e castranti.
In quanto a charme e femminilità Rudolph Giuliani, qui in versione drag queen in uno sconcertante duetto con Donald Trump, mostra di fare sul serio.

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Guardate che pezzo di gnocca. Se vincerà in novembre, per la prima volta un essere umano potrebbe trovarsi ad impersonare allo stesso tempo il Presidente e Marilyn, diventare l’amante di se stesso e cantarsi “Happy Birthday, mister president” da solo.
Dimenticheremo presto le scemenze di Bush. L’impero quest’anno farà il salto in avanti.
E che nessuno parli di elezioni truccate, per favore!

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Lameduck Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Nel quadretto manca la Merkel, un vero angelo del focolare (per ora).

Comunque lo sanno tutti che dopo i 55-60 anni certe donne diventano particolarmente “dure” (entrano nella parte della suocera) e di certo possono essere spietate, e` nota la vendetta chiesta dalla Meir dopo la strage di Monaco.

Su Giuliani concordo, e` bravo ma con lui starei molto ma molto in guardia (diffido dei doppi ruoli).

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Non ne farei un discorso post-menopausale. Elizabeth Báthory, la più prolifica e sadica serial-killer della storia, cominciò la sua carriera a 25 anni.

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Pienamente d’accordo.
Sicuramente “il problema non sta nel sesso del politico”. Non credo invece che la politica corrompa anche le persone migliori; credo invece che le persone migliori non riescono ad emergere in politica perchè sono schiacciate da quelle peggiori. Ergo, chi emerge in politica (uomo o donna che sia), probabilmente è già “peggio” di suo.

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Credo che un politico emerga veramente solo se serve determinati interessi, altrimenti si fa di tutto per bloccarlo prima; quelli che si possono scegliere nei vari schieramenti al 90% sono stati approvati dagli interessi corporativi; oltre a questo credo che una bella differenza la possono fare anche le persone che circondano i candidati, il cosiddetto “entourage”; spesso sono sottovalutate e alla fine emergono delle sorprese (spesso sgradite, qualche volta piacevoli).

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