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Ha due Ecoballe Grosse Così: Fenomenologia di Vincenzo De Luca




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Vincenzo De Luca è il sindaco, o meglio, il Re di Salerno, questo per quei pochi che non lo sapessero ancora. Vincenzo De Luca, causa la latitanza di buona amministrazione politica in Italia e grande successo popolare, viene esibito in ogni show televisivo come una specie di deviazione nella linea evolutiva della fauna degenerata dei politici nazionali.

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Vincenzo De Luca è diventato sindaco contro la volontà del suo stesso partito e presiede un consiglio comunale praticamente senza opposizione.
Vincenzo De Luca ha una voce sfottente, un’espressione da sfinge. Quando viene intervistato fissa la telecamera con uno strano sorriso appena accennato. Non solo quando parla, ma anche quando l’interlocutore gli formula le domande. Chi guarda ha l’impressione che Vincenzo De Luca gli voglia dire “Ma chi è sto fesso con queste domande? Che vuole? Sono cose che riguardano me e te” e la fascinazione parte automatica ed irreversibile.

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Vincenzo De Luca è un decisionista che avrebbe potuto fare da donatore a Craxi. Per uno strano mistero si dice uomo di sinistra, ma ha metodi ed atteggiamenti da uomo di destra europea. Quella destra sana che manca in Italia affogata tra il razzismo della Lega, l’opportunismo di Alleanza Nazionale, il nullismo di Forza Italia e la ridicolaggine degli altri.

Vincenzo De Luca non ama dibattere. Preferisce imporre. Quando dice che lui dei filosofi se ne fotte e bada a quello che c’è da fare e poi lo fa veramente, un brivido di piacevole sorpresa attraversa la spina dorsale di chi ascolta e vede. Abituato alle eterne diatribe, alle disquisizioni in punta di forchetta ed ai dibattiti filosofici di altissimo spessore ma di eterea consistenza, l’elettore medio italiano non è preparato ad una così breve distanza tra pensiero e azione. Ed ecco che Vincenzo De Luca conquista come l’amante espertissima e senza inibizioni dopo una sequenza insipida di rapporti scialbi e consumati senza fantasia. Con Vincenzo De Luca si ha l’impressione di poter fare cose porche, di raggiungere veramente la “vetta del piacere” se solo quel rompiballe di Bassolino si togliesse dalle scatole una volta e per sempre.

Vincenzo De Luca è anche un populista. Sa che i salernitani odiano essere accomunati ai napoletani di cui disprezzano lo sfascio urbanistico e morale e cavalca l’onda facendo della epica battaglia con Bassolino una sorta di lotta di Davide contro Golia, con la differenza che Bassolino è un Golia con l’elmetto e Davide non è fesso e sa quando riporre la fionda.

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Vincenzo De Luca porta anche bene, almeno così pensa la gente. Appena tornato in carica, la Salernitana ha vinto il campionato ed è tornata in serie B. Vincenzo de Luca, che prima dell’ultima partita ha reso agibile un altro settore dello stadio in 15 giorni di lavori alla cinese, nella giornata del trionfo a fine partita ha fatto una passeggiata sul terreno da gioco, circondato dai suoi pretoriani col manganello. I salernitani dietro suo ordine esplicito, per differenziarsi dalla plebaglia partenopea, non hanno invaso il campo e sono rimasti diligentemente negli spalti ad acclamarlo come un Cesare di ritorno dalle Gallie. Lui con la maglietta granata col suo nome poggiata sulle spalle, ha osservato il tutto con il suo solito sorriso. Non un gesto, non una parola. Un vero condottiero.

Vincenzo De Luca ha impresso un marchio perenne su Salerno e sui salernitani. La città è segnata ovunque dalla sua azione. Sventrata, riasfaltata, ricostruita, cementata, stravolta ed ebbra di potenza. Sente di essere una piccola Sparta a cui manca solo un po’ per sopraffare la vasta e degenerata Atene che il destino le ha posto a sole 30 miglia di distanza. A Salerno è quasi impossibile trovare lavoro.

Nei mesi dell’emergenza rifiuti, Vincendo De Luca si è fatto un punto di onore di ritirare la spazzatura ogni giorno. La città è rimasta pulita e netta come se nulla fosse successo. Walter Ganapini, da febbraio gentile e competente assessore all’ambiente della regione Campania, quando parla di Salerno ha gli occhi lucidi per la commozione. Mentre le provincie di Napoli e Caserta sono praticamente alla rivolta e, come sempre, si tira fuori il jolly della camorra, Salerno e il suo sindaco si sono imposti una disciplina germanica, l’adozione di isole ecologiche per la consegna di rifiuti speciali, il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti e tanto di stazione di trasferenza dei rifiuti con tettoia a energia solare. Quest’anno, la tassa sui rifiuti a Salerno è raddoppiata.

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In questi giorni è partita la campagna per la raccolta differenziata. Sembra di assistere ad un’operazione militare. Piccoli camioncini colorati girano per la città Si fermano sotto i palazzi e ne scendono dei giovani che indossano un allegro giubbotto arancione. I maschietti trasportano i bidoni. Le ragazzine, sempre carine, associano il numero stampigliato sui bidoncini ad ogni famiglia, spiegano per filo e per segno come fare e fanno capire che tra qualche settimana dei rifiuti non si dovranno vedere più nemmeno i cassonetti, perché Vincenzo De Luca ha deciso di dare l’ultimo schiaffo a Bassolino, dopo quello del termovalorizzatore.

Vincenzo De Luca è stato deputato e grande assenteista. Ora è senatore, ma resterà assenteista perché lui sa che non è Roma il posto dove si crea la fortuna politica, ma il territorio. Lui, come la Lega Nord, hanno capito che è finita l’epoca barocca della politica fine a se stessa, quella a base di coca, puttane, nomine e riunioni al vertice.

Immagine anteprima YouTube

Vincenzo De Luca indigna come una puntata di Report, il programma della Gabanelli. Indigna perché il suo modo di fare è uno spot per la monarchia, per la dittatura e per ogni forma di governo monocratico in un paese, come l’Italia, che sembra ancora immaturo per la democrazia.
Vincenzo De Luca ci dimostra che, se si volesse, si potrebbe fare, ma almeno per il momento, solo rinunciando all’opposizione ed affidandosi alla guida illuminata del monarca.
E questo ci fa capire, meglio di ogni cosa, quello che siamo.

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Comments

13 Risposte a “Ha due Ecoballe Grosse Così: Fenomenologia di Vincenzo De Luca”
  1. Cuore Granata scrive:

    grande Funtanella!!!

    Ti hanno fatto la fotografia

  2. Fully scrive:

    L’intelligenza dell’uomo, dell’amministratore e del politico sta tutta nell’intervista alla Stampa citata nell’articolo. Penso che i Salernitani abbiano un gran culo ad avere un Sindaco capace di fare cose concrete ed utili.
    Sono tra coloro che, votando Alemanno a Roma, si sono augurati di trovare in lui un secondo De Luca. Peccato che Alemanno parta in svantaggio rispetto al sindaco di Salerno (e di Bologna): quando si amministra in questo modo, venendo da sinistra si è “solo” sceriffi, se lo si fa nello stesso identico modo, ma venendo da destra si è immediatamente “fascisti”.

  3. lupoalburnino scrive:

    L’ho conosciuto di persona tanti anni fa in un incontro sulla refezione scolastica con il commissario prefettizio di Salerno subito dopo essere stato “trombato” dal consiglio comunale in qualità di sindaco. Allora era il consiglio ad eleggere il sindaco. Evidentemente capì la lezione e, dopo, con le nuove regole riuscì ad essere eletto direttamente dal popolo salernitano. Ne ha fatto di strada nel frattempo, ma io non condivido tutto quello che fa e soprattutto dice. Non si può essere di destra e di sinistra a seconda delle circostanze. Non voglio dire che è incoerente: insegue solo le percezioni!

  4. diabolicoMarco scrive:

    Certo che a De Luca, ma ai salernitani in genere, deve proprio rodere il culo quando si parla male (generalizzando) della Campania come terra de munnezza!

  5. Adetrax scrive:

    Meglio De Luca che la semi-anarchia.

    Se nella sua gestione ci fosse anche la trasparenza contabile allora sarebbe veramente apprezzabile.

    In ogni caso concordo sul fatto che se fossimo in una democrazia matura e responsabile non avremmo bisogno del protagonismo e del pensiero unico dei sindaci-sceriffi.

  6. Apprezzo l’operato del sindaco De Luca…ma lo sapete cosa mi fa incazzare mostruosamente? Che da una certa parte d’Italia in giù faccia scalpore che un comune funzioni!! Sono emiliano e, da che ho memoria, qui le cose funzionano da sempre…certo, alti e bassi, ma qui molto lo si da per scontato…guai a toccarcele!!

  7. lupoalburnino scrive:

    L’avete sentito il sindaco sceriffo? E’ andato in brodo di giuggiole dopo essere stato menzionato da Berlusconi durante la conferenza stampa di Napoli. Se l’avesse fatto Prodi sarebbe rimasto indifferente se non addirittura infastidito…A questo punto il salto è breve. Del resto se lo merita. Bravo De Luca Vincenzo!
    A Cambiamo Pianeta vorrei ricordare che Salerno è una delle città d’Italia con il reddito più basso dei cittadini. E’ un bene o un male?

  8. E’ andato in brodo di giuggiole dopo essere stato menzionato da Berlusconi durante la conferenza stampa di Napoli.

    Ciao V.. Hai qualche link alla storia?
    Grazie

  9. @lupoalburnio: non capisco cosa questo sottintenda…che funzioni l’amministrazione di una città come Salerno, dove apprendo esserci uno dei più bassi redditi pro capite d’Italia è sicuramente un bene…ma con ciò? Il basso reddito potrebbe essere un problema in uno stato federale (e questo per tuta una serie di motivi che sono causa e conseguenza di tale basso reddito: scarsa occupazione, scarse risorse, etc…), non certo in una nazione dove da decenni vengono versati a pioggia (meglio sarebbe dire, come un diluvio!!) su tutto il mezzogiorno miliardi e miliardi di finanziamenti che poi si dileguano in torrentelli e rigagnoli, seguendo le “ben note” vie sotterranee scavate da malavita organizzata e cattiva gestione pubblica, oltre che dal pericoloso e infausto mix delle due.

  10. lupoalburnino scrive:

    Caro Cambiamo Pianete, se tu pensi che facendo lo sceriffo tutto sia risolto, mi dispiace dirtelo io non la penso come te. Significa anche, a pere mio, che il rapporto con gli altri settori non è ottimale. Mettersi le pistole al fianco non basta!
    Caro Comamndente Nebbia, in quall’incontro sul Comune di Salerno il De Luca Vincenzo si presentò come sindaco trombato, dolpo essere stato funzionario di partito (PCI di allora). Il commissario prefettizio, di cui non ricordo il nome (potrei trovarlo, ma non serve) gli chiese a che titolo si trovasse lì. Rispose che era stato consigliere comunale e sindaco in pectore. Il commissario gli rispose che non bastava per la sua presenza in una riunione con i sindacati della scuola. Non voglio dire che mise la coda tra le zampe e andò via, ma essere forte con i deboli e deboli con i forti non mi “consola”.

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  1. [...] è più uomo di territorio che di partito. Ha fama di essere uomo di fatti e i fatti, è indubbio, parlano per lui. Eppure, il senso, attenzione umano e non politico, di questa candidatura sfugge. Ci si chiede [...]

  2. [...] la tessera del PD insieme ad una specie di dichiarazione d’amore per De Luca e per la sua efficienza nell’organizzazione della raccolta differenziata. Non manca l’irrisione per quella “capa e ligame”(5) candidata dal PDL, “o [...]

  3. [...] Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da Il Corriere del Mezzogiorno [↩] vedi nostro articolo a proposito [↩] AdnKronos [↩] vedi nota di Wikipedia [↩] presidente della regione Campania [...]



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