Guidi Veloce? Ce l’hai Piccolo!
19 luglio, 2007 - 9:00 di spes74
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
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Tranquillo classico italiota dall’ego ferito, non serve che disdici la prenotazione della Ferrari se temi di fare brutta figura con l’ultima pupa conquistata: questa frase non è rivolta a te ma agli australiani e, cosa ancora più importante, non è il risultato incontrovertibile di una ricerca scientifica ma soltanto . Si, puoi far rientrare l’allarme.

Questa campagna televisiva per la guida sicura ha lo scopo di ferire nell’orgoglio virile i giovani automobilisti diffondendo il messaggio che chi corre in strada ha un piccolo pene; infatti, in Australia come in altri paesi, sono i giovani le maggiori vittime degli incidenti stradali: oltre il 30% delle persone morte sulle strade dello stato del Nuova Galles australiano tra il 2002 e l’anno scorso sono ragazzi che avevano un’età tra i 17 e i 25 anni. Nel corso degli anni lo Stato ha cercato con campagne televisive e multe più salate di fermare questo stillicidio giovanile, ma tutto è stato inutile. Secondo John Whelan, portavoce dell’agenzia che ha prodotto il filmato, questa iniziativa sarà molto più efficace delle campagne choc del passato trasmesse dalle tv australiane che mostravano macchine distrutte e persone ferite: “i giovani di oggi non provano più orrore per queste immagini poiché ogni giorno giocando a computer e guardando la tv vedono scene molto simili, profondo invece sarà l’impatto che avrà la nuova pubblicità sull’orgoglio virile dei giovani australiani perchè il gesto che si vede nella rèclame è un segno che quotidianamente i giovani usano nel loro linguaggio ed è parte integrante della nostra cultura.”
E se fosse successo in Italia? O meglio, in Italia è possibile uno spot del genere?
Se sia possibile non lo so, l’ingerenza della chiesa in Italia è palpabile (si, avete letto bene: con la elle) e ce l’abbiamo praticamente su ogni argomento; probabilmente la frase “Ce l’hai piccolo” sarebbe ritenuta offensiva, il senso del pudore pare sia abbastanza sviluppato quando si tratta di argomenti che comportano una certa sessuofobia. Peccato invece che quando bisognerebbe averne è un po’ latitante! Ad ogni modo, dato che i religiosi hanno fatto voto di castità, non dovrebbe interessargli se uno ce l’ha piccolo o meno. E poi non dimentichiamoci dell’orgoglio del maschio latino di cui parlavamo all’inizio: non possiamo mica offenderlo!

Intanto la situazione italiana non è molto diversa da quella australiana: ogni domenica ci aspettiamo tutti il bollettino di guerra riguardo le cosiddette ““, in cui sono coinvolti giovani automobilisti. Secondo le statistiche di notte il rischio è elevatissimo, così come il venerdì e il sabato; nella fascia oraria che va dalle 22 alle 6 del mattino nel 2005 (eh si, questi sono i dati disponibili) si sono verificati 35.098 incidenti stradali, pari al 15,6%del totale che hanno causato il decesso di 1.529 persone pari al 28,1% del totale e il ferimento di 54.873 persone pari al 17,5% del numero complessivo di quanti sono dovuti ricorrere al pronto soccorso. Il dato più allarmante è quindi che gli incidenti della notte non sono in percentuale numerosissimi, ma sono estremamente pericolosi. Perchè? Sempre stando ai dati delle statistiche è evidente che il modello del divertimento, spinto fino al nomadismo fra province o regioni, è determinante. Alcol, sostanze, velocità e stanchezza sono sul banco degli imputati. C’è anche un altro fatto: nelle notti del fine settimana i controlli non sono adeguati; le pattuglie sono poche e in diminuzione, i controlli con l’etilometro ammontano a circa 200.000 l’anno: questo vuol dire che 200.000 controlli su 35 milioni circa di patentati rappresentano una probabilità di controllo ogni 175 anni! E laddove non arriva lo Stato con controlli su strada o in ambito legislativo ci pensa il Vaticano a sopperire (lo so cosa state pensando: si, c’entra sempre in qualche modo). Si è premurato di redigere un manualetto dal titolo “Orientamenti per la pastorale della strada“, che contiene indicazioni per il popolo della strada diviso dalla Santa Sede in 4 categorie: viaggiatori, prostitute, bambini senza famiglia e persone senza fissa dimora. Tra le chicche abbiamo che bisogna fare il segno della croce prima di partire e che recitare il rosario tutti insieme durante le lunghe percorrenze serve a sentirsi immersi nella presenza di Dio e a rimanere sotto la sua protezione. Inoltre la Chiesa si impegna nell’educazione stradale con cappelle lungo le autostrade, preti negli autogrill e nei luoghi di sosta, sacerdoti ai raduni di auto e moto. E con tutte queste infallibili armi di persuasione a nostra disposizione vogliamo far spendere inutilmente i soldi allo Stato, magari costretto a toglierli dal tesoretto, per uno spot che ci dice “Guidi veloce? Ce l’hai piccolo!”?
Guidi Veloce? Ce l’hai Piccolo! è di

Cacchio chissà come ce l'ha piccolo il vicepresidente della regione veneto.
Piccolo ma duro, da buon leghista…
Andare ai 200 non lo chiamano tentato omicidio come guidare ubriachi?
Io trovo campagne come queste abbastanza ridicole … secondo me non servono a niente poi magari verrò smentito. Le soluzioni ci sono e anche semplici, installare limitatori elettronici di velocità sulle auto e permetterne lo sbloccaggio solo per gare su circuito privato. Eh ma poi che senso avrebbe comperarsi il macchinone superpauer se va come una panda … Da buon informatico mi vengono in mente altre cosette … magari ci farò la tesi
Per quanto riguarda la guida sotto l'effetto di sostanze alteranti, non c'è nulla di meglio che aumentare le pattuglie e inasprire le pene per i recidivi. Può capitare a tutti di bere un po'troppo una volta e di essere pizzicati, ma non si può trattare allo stesso modo chi ha superato (entro un certo limite) il tasso massimo consentito con chi è regolarmente fermato ubriaco al volante. Vieni beccato due volte nel giro di tot tempo? Allora ti ritiro la patente e non te la ridò più indietro per, mettiamo, 3 anni. Secondo me la gente ci penserebbe due volte prima di fare una cazzata. Che poi, se si è sbronzi, si può sempre dormire in macchina finchè non passa
una dormita non è sufficiente a far passare una sbronza. il day after è quasi peggio per ciò che riguarda riflessi e attenzione.
se l'essere beccati ubriachi al volante mettesse in pericolo il posto di lavoro probabilmente qualcuno verrebbe scoraggiato.
soluzione drastica senza dubbio ma dal risultato quasi garantito.
Non è sufficiente ma è sempre meglio che guidare con la testa che gira e la sensazione di essere indistruttibili
Gli incidenti vedono coinvolti soprattutto i giovani e questo aspetto effettivamente non è da sottovalutare.
Da giovani è normale, fisiologico, amare lo sballo e la velocità, non rendersi conto dei pericoli, vivere esclusivamente del momento.
Oggi poi si definiscono "giovani" individui dai 16 ai 30 e passa anni, senza che si faccia (perché effettivamente spesso non c'è) particolare differenza. Dunque i "giovani" al volante sono veramente tanti.
Si aggiunga che oggigiorno si producono auto di straordinaria potenza che sembra uno spreco non lanciare almeno a 180 Km/h; che il benessere diffuso più che in passato fa aumentare costantemente il numero di auto in circolazione; che procurarsi alcool è semplicissimo anche per i minorenni e che a quanto pare ormai vale lo stesso anche per la cocaina.
Dunque tutto congiura ai danni della incolumità pubblica.
Per risolvere davvero il problema bisognerebbe quindi dare una bella scossa a tutto un sistema. Altrimenti le campagne di prevenzione e di informazione risulteranno semplicemente ridicole.
Nel frattempo non bisogna restare mani in mano. Penso, come hanno scritto anche altri, che siano necessari controlli molto più numerosi e molto più accurati e una pressoché assoluta certezza della pena.
Sulle pene ognuno dice la sua: personalmente credo che le multe in denaro, anche salatissime, servano a poco; troverei più efficaci un ritiro a lunghissimo termine della patente e magari anche, come proponeva qualche giorno fa un lettore di Repubblica – lettera di Sergio Pisati), l'obbligo ad un lungo periodo di servizio di assistenza alle vittime di incidenti.
Qualche tempo fa, in una trasmissione televisiva che non ricordo, uno psicologo di cui mi sfugge il nome disse qualcosa che invece mi è rimasto molto impresso e che mi trova del tutto d'accordo: gli educatori (famiglia, scuola, io vorrei aggiungerci anche lo Stato) non devono mai rinunciare a stabilire delle regole (poche, ma chiare e inequivocabili) e, quando necessario, a punire; solo così i giovani diventeranno adulti: non si può certo pretendere che divengano maturi e coscienziosi da soli! Diversamente rischiamo di trovarci davanti a uomini e donne tali solo anagraficamente.
chi guida veloce non ha piccolo il pisello, bensi' il cervello.
Come numero di morti, sulle strade italiane crollano circa due coppie (due coppie!) di Torri Gemelle ogni anno (ogni anno!). Eppure nessuno grida al terrorismo, nessuno bandisce crociate, nessuno scatena l'esercito.
Chissà perché.
In Finlandia fanno contravvenzioni proporzionate al reddito. In Norvegia tolgono la patente per eccessi di velocità che qui sono considerati una distrazione. In Gran Bretagna sputtanano pubblicamente chi va troppo forte. In Francia è stato addirittura inserito nel codice penale il reato di "messa in pericolo di terze persone". In Svizzera ho assistito alla denuncia di un automobilista per sorpasso imprudente. Negli Stati Uniti applicano limiti molto più stringenti dei nostri malgrado le strade siano molto più ampie.
E in Italia? Chissenefrega, tanto c'è la buona stella. Sennò, come si usa dire in maniera pilatesca, sfiga.
Mitica la mise en dangér, c'è una cosa simile nel Regno Unito che si chiama responsabilità per recklessness. Qui invece bisogna ammazzare qualcuno per non vedere applicato solo il 2043 (che, tra l'altro, ha un po' rotto
).
De gustibus, silvio…ma almeno noi stiamo a dimostrare che qualcosa si muove
Grazie a tutti per i contributi.
Penso anche io che bisognerebbe partire da altre cose (controlli su strada, diversa distribuzione dell'alcool, produzione di auto meno potenti…) e non pensare che possa risolversi tutto aumentando le multe.
Bisogna vedere però se c'è effettiva volontà di fare certe scelte da parte di chi di dovere.
A mio avviso no, quando ci sono di mezzo certi interessi (economici ovviamente) passa tutto in secondo piano.