Guerra alla Libia: l’Ennesima Figura Tricolore 5


Nei confronti della questione libica gli atteggiamenti possibili erano solo due, diametralmente opposti, ma due:

  1. Tener fede al trattato di partenariato sottoscritto solo qualche mese prima e cercare di assumere un ruolo privilegiato di mediazione tra la comunità internazionale e Gheddafi per raggiungere una soluzione pacifica. Gheddafi era già Gheddafi quando Berlusconi gli baciava la mano e gli faceva fare campeggio a villa Pamphili, quindi non ‘cera nessuna motivazione per violare il trattato se non le cazzate sulle fosse comuni che fanno presumere che in Italia i servizi segreti non fanno un cazzo come tutti i dipendenti pubblici.
  2. Fare la parte della moglie tradita che scopre all’improvviso che il marito è un grandissimo figlio di puttana e, “anche in virtù degli innegabili legami storici con il popolo libico”  porsi a capo di un corpo di spedizione internazionale per bombardare Gheddafi e tutti i suoi accoliti a tappeto e senza pietà. Portaerei, Tornado, Eurofighter, missili, quello che serviva. Fino a che morte non sopravvenga.

Invece si è preferito nell’ordine:

  1. baciare la manina per farsi perdonare
  2. costruire l’autostrada per farsi perdonare
  3. diventare amichetti di bunga bunga
  4. organizzare un campeggio nel pieno centro di Roma
  5. non telefonare per non disturbare
  6. prestare le basi, ma rimanere a guardare
  7. prestare le basi, ma se serve intervenire
  8. prestare le basi, ma se serve intervenire, ma non servirà

Mentre noi scongelavamo Frattini, il maestro di sci ministro degli esteri per hobby, i Galli che non c’entrano un cazzo con la Libia e con i libici, si sono messi di mezzo e ora fanno il bello e il cattivo tempo in un paese che dista trenta chilometri da casa nostra e in una zona di mare che era controllata dall’Italia da quando Asterix & Co. si mangiavano ancora tra di loro e a Roma si costruivano acquedotti e strade lunghe mille miglia. Chissà come mai gli è bruciato il culo di andare a bombardare i libici ai mangiatori di foie gras. Non c’entrerà per caso il desiderio di gestire da padroni il dopo Gheddafi e aprire e chiudere il rubinetto del gas e del petrolio a seconda dei capricci della bella signora Sarkozy?

Non si sa. Noi stiamo ancora qui a baloccarci chiedendoci se Gheddafi può lanciare o no un missile su Lampedusa o Pantelleria, confermando una volta e per sempre che i servizi segreti, essendo statali, non fanno un cazzo. Bisognerebbe dare queste cose in outsourcing a MI6 o Mossad che sicuramente potrebbero dirci anche il numero di serie dei missili di Gheddafi e la misura in millimetri dell’erezione del rais dopo la terza pillola blu.

Gli italiani e il loro grandissimo leader, il salvatore della pace tra Georgia e Russia, non sono fatti per la guerra e per la politica internazionale. Rincretiniti gli italiani da cinquant’anni di campionato di calcio e sfiancato il leader da venti anni ininterrotti di figa, il massimo che possono fare è mettere le bandierine su facebook o i cerottoni sulla faccia per fa finta di avere maluccio al dentino.

La guerra, loro, la fanno sulle pagine di Corriere e Repubblica, guardando le stesse fotografie e seguendo la diretta TV. Poi, oggi è domenica, c’è il ragù di mammà. Nel frattempo i cugini di oltralpe si fanno i cazzi loro e dopo essersi trombati la Carlà ora si apprestano a trombare tutti noi.
E Berlusconi? Stanotte ,alla faccia nostra,  si fa tre negre e una polacca con la faccia da cavalla con due zizze come cocomeri e chi si è visto si è visto.

Viva l’Italia, Viva il tricolore, Viva i 150 anni dell’unità d’Italia.


5 commenti su “Guerra alla Libia: l’Ennesima Figura Tricolore

  • mattions

    L’ Italia ha offerto l’uso di sette basi militari: le basi aeree USA a Sigonella in Sicilia e di Aviano in Friuli, le basi aeree italiane ad Amendola in Puglia, Decimomannu in Sardegna, di Gioia del Colle vicino a Bari, la base dell’ isola di Pantelleria e l’aeroporto militare di Trapani.

    Il governo ha anche proposto l’utilizzo della base NATO di Napoli come punto di coordinamento per le operazioni militari, che sembra essere utilizzato a quanto dice la Russa.

    Sono stati messi a disposizione otto aerei: quattro Tornado e quattro aerei da combattimento, sotto il comando delle forse di coalizione.

    La portaerei Garibaldi, con gli otto aeromobili a bordo, ha condotto missioni di sorveglianza aerea e marina per diversi giorni.

    Il cacciatorpediniere Andrea Doria, che possiede un equipaggiamento contraereo e anti-missile, protegge il territorio italiano da un’eventuale ritorsione libica.

    Inoltre, La Russa ha dichiarato che se altre richieste venissero avanzata, sempre sotto l’idea della no-fly zone dell’ONU, l’Italia sarebe disposta a fornire altri mezzi.

    Inoltre, investimenti di Gheddaffi per 6-7 milioni sono stati congelati.

    Credo che si è scelta la 2.

  • rita

    Ebbene seppure ogni qual volta veda La russa in tv più che le forze armate mi vengono in mente i campi erbosi della jamaica,c’è da dire che la titubanza italiana in questo caso sia stata legittima.La crisi della dittatura libica ha radici ben profonde che superano la facciata della schiavitù e miseria legati alla parola dittatura.I libici non hanno mai perdonato a Gheddafi il fatto di aver aperto il mercato energetico alle multinazionali e nelle loro intenzioni rivoluzionarie era sottointesa l’intenzione di riappropriarsi dell’oro nero.Non avevano fatto i conti con l’eventuale missione di buonismo che la politica dell’intero pianeta aspettava da tempo per potersi aggiuducare quel piccolo pezzettino di terra.Difatti i colpi di stato negli altri continenti sono passati inosservati, chi ne perderà è proprio l’Italia che se alla fine della crisi dovrà rinegoziare gli affari con la libia tramite gli usa o tramite gheddafi e nessuno dei due concederà i privilegi di ora, chiunque sarà il vincitore l’italia ne uscirà sconfitta.

  • Roberta

    L’Italia è sempre stata un disastro in politica internazionale, vedi fallimento campagna colonialista, Somalia, e credo ci sarebbero altri esempi da menzionare. Il fatto che non intervenga militarmente mi dà più sollievo che dispiacere, anche se evidentemente è “complice” dell’intervento armato appoggiandolo con le proprie basi militari (siamo pur sempre alleati NATO). Ciò non cancella il terribile errore di fare trattati amichevoli con un pazzo martoriatore di diritti civili e umani come Gheddafi. Questo discorso non vale solo per il nostro Paese ma anche per GB e FR che ora si affannano a salvare il popolo libico da quello stesso aguzzino con il quale, un mese prima che tutto ciò cominciasse, come dicono qua in Inghilterra, si grattavano la schiena a vicenda (vedi interessi petroliferi BP in Libia).

  • fma

    Il peggio non è avergli baciato la mano, promesso un’autostrada, o permesso di campeggiare nel parco di Villa Pamphili.
    Il tragico è averlo fatto per niente.
    Solo per scoprire, di lì a poco, che qualcuno, Francia e Regno Unito, stava trescando per prendere il nostro posto nei favori della Libia, per amore dei quali ci eravamo resi ridicoli agli occhi del mondo.
    Da qui la risibile rincorsa (non ci basta la parte degli affittacamere, ha detto l’altro ieri il nostro ministro della difesa), per non esserne estromessi del tutto.
    Anzi per non averne il danno e le beffe.
    A loro il petrolio, a noi i libici.

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