Grecia. Il vento del cambiamento continua a soffiare 5


E così Syriza non ce l’ha fatta. Nelle elezioni greche di domenica scorsa, pur raggiungendo un risultato straordinario (oltre il 26% dei voti e il 40% dei consensi insieme alle altre forze della sinistra antiliberista), è stata superata anche se solo di qualche punto percentuale da Nuova Democrazia, il partito della destra che insieme ai socialisti del Pasok è il responsabile principale della situazione economicamente e socialmente disastrosa il cui si trova oggi la popolazione greca. Lo scontro era impari. Da una parte un fronte di partiti e movimenti di sinistra (non di centro sinistra, sia ben chiaro) che si è battuto come un leone da solo per ridare dignità alla nazione greca, per dare una speranza di cambiamento ai ceti popolari, per farla finita con il colonialismo finanziario tedesco. Dall’altra i due partiti della speculazione, del malaffare e della continuità del massacro sociale sotto i dettami dei mercati e della Ue a dominanza liberista: Nuova Democrazia e Pasok. E insieme a loro molti autorevoli opinion maker in tutta Europa. In Italia, Ezio Mauro, direttore di Repubblica, che pure in altre occasioni ha sostenuto posizioni condivisibili, è arrivato a parlare a proposito dei risultati elettorali di Syriza di sconfitta del populismo. Esempio da manuale di come l’ideologia, la cattiva ideologia, possa prevalere sulla onesta lettura e analisi dei fatti.

Le destre di tutta Europa hanno tirato un sospiro di sollievo. Tutte le risorse della disinformazione di massa sono state usate pur di raggiungere il risultato: Tv, radio, giornali, mobilitazione dei più affermati commentatori politici, dichiarazioni di capi di stato. Un coro unico che non ammetteva repliche e obiezioni. E’ stato detto che la sinistra greca voleva uscire dalla moneta unica. Falso. Ma si è continuato a dirlo. E’ stato detto che Syriza voleva uscire addirittura dall’Europa. Ancora più falso. Ma si è continuato a dirlo. A nulla sono valse le ripetute dichiarazioni di Syriza che l’obiettivo – più che legittimo e addirittura di buon senso – era unicamente quello di ricontrattare le condizioni del debito per salvaguardare un minimo le condizioni di vita dei greci. Fiato sprecato. L’obiettivo di Syriza non era compatibile con il progetto neoliberista. E così, sulla base di una vera e propria campagna di terrorismo psicologico, la santa alleanza ha prevalso e hanno prevalso le forze che stanno distruggendo l’Europa con le politiche di austerità e antisociali. Hanno prevalso i cosiddetti mercati, cioè quelle non più di mille persone che si incontrano ogni anno a Davos e che fanno parte della Commissione Trilateral e del gruppo Bildenberg. Monti, non è superfluo ricordarlo, fa parte di questa supercasta che sta facendo in Europa il bello e il cattivo tempo sulla pelle dei cittadini europei. Non ha vinto l’euro, come è stato detto. Hanno vinto la Bce, il Fmi, gli speculatori internazionali, la Merkel e i tecnocrati al loro servizio

di Valerio Marini

Anche in Grecia verrà fatto un “governo Monti” che vedrà insieme conservatori e centro sinistra, con un centro sinistra in posizione assolutamente ininfluente, visto che il Pasok non è andato oltre un misero 13%. Ma costoro hanno poco da festeggiare, perché l’affermazione di Syriza rappresenta un fatto storico per l’Europa e, credo, non reversibile. Si può ben dire che da domani niente sarà più come prima. Innanzi tutto perché in Grecia la sinistra di alternativa non è più confinata in percentuali di consenso trascurabili ma diventa credibile alternativa di massa. Come opportunamente ricorda Gennaro Carotenuto, Syriza passa dal 4,6% del 2009 al 16,7% dello scorso maggio al 26 e oltre per cento di oggi. E poi, soprattutto, perché viene rotto il bipolarismo e l’alternanza di governo fra conservatori e socialdemocratici nel quadro delle compatibilità attuali, e si afferma invece un nuovo bipolarismo: quello fra le forze che sostengono l’Europa attuale e le nuove forze che propongono un’alternativa economica, sociale e di governo al liberismo.

La Grecia ha dimostrato che un’alternativa è possibile. Sta ai popoli europei, alle forze di sinistra, a tutti coloro che non si vogliono rassegnare alla ferocia del liberismo, far sì che questa possibilità diventi reale.


Informazioni su Bruno Carchedi

Mi chiamo Bruno Carchedi. Sono nato ad Alessandria, città piemontese un po’ ligure. Mi sono laureato in ingegneria e ho sempre lavorato in grandi aziende dell’informatica. Mi sono buttato a capofitto nelle grandi lotte operaie e democratiche degli anni '70. Ho sempre fatto il sindacalista di base. In quanto sindacalista non ho mai fatto carriera in azienda. In quanto di base non ho mai fatto carriera nel sindacato. Il risultato è che adesso ho una pensione di sopravvivenza, anche se mi ritengo abbastanza un privilegiato. Cosa farei se potessi tornare indietro? Esattamente quello che ho già fatto. Ho due grandi passioni. Il buon vino (degustato in modiche quantità) anche se costa parecchio e la musica, che invece è alla portata delle mie tasche. Mi piacciono le danze etniche e popolari, e la musica classica (tutta). Ah, dimenticavo. Credevo che la Lega Nord fosse la più grande disgrazia capitata dopo il fascismo ... ma poi è arrivato Monti. Arrivato su MenteCritica grazie a questa opportunità

5 commenti su “Grecia. Il vento del cambiamento continua a soffiare

  • fma

    Sostiene l’autore:

    Tutte le risorse della disinformazione di massa sono state impiegate pur di raggiungere il risultato

    Aggiungendo, se qualcuno non avesse capito, che il popolo è stato indotto a sbagliare da

    quelle non più di mille persone che si incontrano ogni anno a Davos e che fanno parte della Commissione Trilateral e del gruppo Bildenberg.

    Ma siccome:

    Syriza passa dal 4,6% del 2009 al 16,7% dello scorso maggio al 26 e oltre per cento di oggi… La Grecia ha dimostrato che un’alternativa è possibile

    Benissimo. Tuttavia, se quel 74% che non ha votato Syriza l’avesse fatto sapendo e volendo, cosa che non si può escludere a priori, qualcuno potrebbe tranquillamente sostenere che le elezioni greche hanno dimostrato l’esatto contrario.
    E’ questo il bello delle opinioni, che non servono a niente.

    • ilBuonPeppe

      Falso. Le opinioni servono. Non certo come verità, ma come strumento di confronto.
      Diverso il discorso sui fatti.
      Fatto: Syriza passa in tre anni dal 4.6 al 26%.
      Fatto: ND e Pasok sono costretti, per mantenere il loro potere, ad una alleanza innaturale.
      Fatto: Tutta la stampa e la politica conservatrice d’Europa ha ripetutamente mentito su quelle che erano le intenzioni di Syriza.
      Premesso che io sono allergico (come ho più volte scritto) ai concetti di destra e sinistra, la conclusione dell’articolo è assolutamente condivisibile ed è basata su fatti, non su opinioni: un’alternativa è possibile.

      • fma

        Amico mio, che le opinioni servano oppure no non è né vero né falso, è solo un’altra opinione. Che a seconda dei casi può corrispondere al vero, oppure no.
        Venendo ai fatti, io non ne ho negato alcuno di quelli che tu riporti, ne ho solo aggiunto un altro, che il restante 74% dei greci non ha votato per Syriza.
        Su questo hai un’opinione? Oppure sposi quella dell’autore, secondo cui è tutta colpa di Bildenberg e della Trilateral?

        • ilBuonPeppe

          Non mi pare che l’autore abbia voluto attribuire tutta la “colpa” delle mancata vittoria di Syriza a Bildenberg e soci. Ma su questo lui potrà essere più chiaro.
          La mia opinione è che dinamiche di così ampia portata non hanno mai una sola causa; resta il fatto, innegabile, che da mezzo mondo i media mainstream e la classe politica dominante hanno sistematicamente usato la menzogna per spingere verso il risultato che si è poi concretizzato. C’è dietro Bildenberg? Probabile, ma vado oltre: dietro c’è un insieme di soggetti, più o meno conosciuti, che ha interesse a mantenere questo stato di cose.

          Quanto alle opinioni, hai ragione sul fatto che anche la mia lo sia, ma contesto l’affermazione successiva secondo cui possono “corrispondere al vero, oppure no”.
          Le opinioni esprimono ciò che il soggetto pensa e quindi sono sempre vere, nel senso che esprimono un pensiero che è autentico. Il pensiero può essere corretto oppure no, a seconda se sia aderente ai fatti, ma l’opinione che ne deriva è sempre vera. L’opinione falsa è una contraddizione in termini; infatti quando si pensa una cosa e se ne dice un’altra si parla di menzogna. Che non è un’opinione.

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