Gradi di Verità. Quello che Sai non è Vero. Quello che Sai è Vero. Questo titolo è falso 12


L’idea che mi gira in testa di mentecritica è quella di una piazza affollata, dove ci sono diversi crocicchi che parlano e discutono di questioni e di concetti che variano in maniera vertiginosa. Si hanno discussioni su Filosofia, si hanno costruzioni di Probabili futuri, si hanno argomenti sulla Fisica, si parla di Politica e di Costume e Società, si manda a fanculo un po’ tutti con grazia. (Grazia, scusa)

Tuttavia non è di questo che voglio parlare e quindi cambiamo argomento. E’ interessante il punto portato all’attenzione da Cruman in questo post circa il concetto di verità e la seguente discussioni nei commenti. (Perché leggi anche i commenti? Si leggo anche i commenti… Quanto sei old school….. Vabbè su il pezzo parlava d’altro… 🙂 )

Vorrei riportare alcuni pezzi da quella discussione prima di buttarla in caciara col relativismo come al solito.

Voglio discutere del concetto della verità. Questa viene agganciata alla religione in più di una posizione che riporto sotto, quindi voglio chiarire subito che non parleremo di religione.

Le religioni le conosco per sentito dire e non le pratico. Sarebbe interessante avere dei pezzi scritti da persone che le praticano, in maniera da avere una visione un pochino più ampia e ricca della scena.

La religione è una scelta di fede, più complicata ma del tipo: a me piace il rosso. A me no, a me piace il blu. E vabbè.. pace…

Quello invece di cui voglio parlare è il concetto di verità.

Sara nei commenti afferma:

Una cosa penso fermamente in questo momento: che per come sono costruite adesso le religioni nessuna di esse porti il praticante alla verità.

cruman risponde:

io non ho mai creduto molto nel fatto che qualcuno possa portarti alla verità. O ci si arriva da soli (magari “usando” qualcuno, ma non seguendolo) o è come se non esistesse alcuna verità o come ce ne fosse un numero infinito, che poi è equipollente.

Un pochino più in giù abbiamo Gilgamesh che dichiara:

…e mi sono formato la convinzione che, sebbene nessuna religione possa portare il praticante alla verità, come sostiene Sara, abbandonando la ricerca razionale di una “verità” oggettiva, essa possa arrivare a noi, in forma di illuminazione, satori, consapevolezza o comunque si voglia chiamarla.

Il problema è che essa è inesprimibile.

E, in qualche misura, inconoscibile.

E’ estremamente interessante che tutti sono intrigati dalla verità. Anche se questa propone diversi problemi. Il primo problema della verità è che non possiede una definizione chiara. E’ vero tutto ciò che non è falso. E’ falso tutto ciò che non è vero. Tra l’altro quello che è vero oggi deve essere vero anche domani.

Complimenti signora, è un cerchio.

Ora il discorso che già sembra abbastanza ingarbugliato salta ad un maggior grado di complicazione. (Lo so, lo so… la vita fa schifo… è mattina presto e quseti post non se reggono.. ma non t’abbattere caro lettore che non sei un albero.)

Il grado di verità. La verità oggettiva. L’obiettività. L’oggettività. In italiano abbiamo un sacco di parole che finiscono con l’accento sulla a. (Che scrivere con la tastiera inglese è un macello, ma abbiamo trovato 78 soluzioni intercambiabili).

Lo scienziato vi dirà che lui misura, interpreta i dati e dà una spiegazione plausibile ai dati. Poiché la scienza aborre il dogmatismo e vive di cambiamento (splendidamente eraclitea in questo senso) la spiegazione che viene data alle misurazione è la migliore o la più elegante disponibile al momento.

Ora la domanda è: quella spiegazione è vera? Beh falsa non è perché è la migliore teoria che abbiamo a disposizione, che non è stata ancora confutata e che permette di calcolare con la migliore precisione gli effetti di una data azione. (Epistemologicamente parlando Popper annuisce).

Ed è qui che sta il bandolo della matassa.

C’è un comune senso di accordo su quella spiegazione. Le persone si trovano d’accordo, per il momento, ed affermano che quella è la spiegazione.

Facciamo un esempio perché è diventato pomeriggio ed è tempo di radicare questa discussione sul reale.

Non è la terra che gira intorno al sole, ma il contrario.

Questo perché la teoria copernicana è meno incasinata di quella di quella geocentrica, è più immediata e di più semplice utilizzo (meno conti ed i fuochi delle ellissi sono più facile da maneggiare che fancy traiettorie kepleriane).

Il fatto di dove poni il centro per iniziare i calcoli è semplicemente un fatto tecnico. Non è che una è vera e l’altra è falsa. Il punto è che per adesso sembra girare tutto. (Vabbè, In Italia coi vari governi che ci ritroviamo come fanno a non girarti…).

Quindi possiamo concordare che la scienza dà una mano a sparare shuttle sulla luna e far arrivare l’acqua ai piani alti ed altre amenità, ma se sia più vera la teoria delle stringhe (sempre 11 dimensioni o sono aumentate?) o la teoria gravitazionale a loop è ancora un bel dibattito.

Il tentativo di dare una spiegazione ogni volta che cade un fulmine con una parte di elettricità statica e due parti di conduttività elettrica invece di dichiarare che Zeus s’è imbufalito e spara fulmini e saette perché Apollo ha sfasciato il carro ancora una volta sembra più vero(simile). Ovviamente una rappresentazione si presta meglio per fare i cartoni di Pollon ed una invece meglio per scrivere la biografia di Benjamin Franklin.

Siccome è sera e oramai è tempo di chiudere baracca e burattini possiamo affermare che:

  • la verità è abbastanza complicato come concetto.
  • ci piacciono i cerchi e le ellissi.
  • l’interpretazione scientifica della realtà viene comoda per spiegare diversi fenomeni e si caratterizza per una chiara accettazione da parte di abbastanza ma non è la verità perché è sempre sotto una revisione continua.