Gracias a la Vida!!
8 febbraio, 2009 - 7:00 di Luigi De Benedictis
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Ho sentito tanti commenti sulla vicenda di Eluana e mi rendo conto che ormai i valori dominanti dilagano anche nelle coscienze più elevate: la Vita è un valore se sussistono determinate condizioni, altrimenti non vale nulla, non ha senso.
Se passa il concetto, ed è passato, che la Vita non è un valore in sé, a prescindere dalle modalità in cui si sviluppa, siamo tutti noi che dobbiamo cominciare a preoccuparci seriamente.

Quello che sembra oggi una conquista, fra poco ci terrorizzerà. Già oggi in quasi tutti gli ospedali le cure non vengono somministrate a tutti nello stesso modo. Lo sto sperimentando con i miei genitori anziani.
In quasi tutti gli ospedali agli anziani vengono curati gli effetti, e non le cause del male. Questa oggi è la realtà.
Ovvero a mia madre di 86 anni non viene messo il pacemaker per ovviare alla formazione di liquido nei polmoni, ma viene eliminato il liquido farmacologicamente: fra tre mesi siamo punto e da capo, se ci arriva!
La Vita è una prova, serve a comprendere il senso della Vita stessa, e fino all’ultimo istante e necessario usufruire di quanto ci è stato regalato da chi ci ha creato.
Siamo stati creati per la pienezza della gioia, per trovare e scoprire e vivere questa pienezza che non si esplica in qualche specifica modalità, ma dentro ognuno di noi!

Le difficoltà servono proprio a guidarci verso questa consapevolezza, ad abbandonare quello che è vano ed inutile, e trovare dentro di noi tutte le risposte.
Questo è il senso della condizione di Eluana, per Eluana.
Questo è il senso di ogni prova, per ognuno di noi.
Gracias a la Vida!! è di

Se passasse invece il diritto di scelta, il tuo timore sarebbe escluso.
“Io sto male, voglio che mi curiate fino al possibile” e i medici fanno il loro dovere.
“io sto male e voi mi dite che non ho speranze elevate in % di non soffrire e basta, voglio farla finita” e i medici fanno il loro dovere.
Lo dici tu stesso che già oggi il concetto di “differenza di trattamento medico” è già radicato, eppure si fa della Englaro una guerra di religione…
Non è ipocrisia?
Le differenze di trattamento medico le si possono fare, sono battaglie di vita, visto che tua madre vuole vivere, ma per qualcuno che ha detto di voler essere lasciato andare piuttosto che essere “così”…. a me sembra solo un non voler accettare l’impegno che ci ha lasciato.
@ Oris:Concordo con te in tutto quello che hai scritto.
@L’autore del post:Ah per il caso di tua madre dovreste imporvi in modo che a tua madre siano date tutte le cure possibili.
Sono bellissime parole, che naturalmente non c’entrano nulla – ancora una volta- con il caso in questione.
Eluana è morta, e presentarla come una ragazza (donna) che deve “solo” farsi aiutare per mangiare e bere rispetto a me, te e qualunque altro essere senziente rifletta su questo caso, è un punto di vista che fa, oggettivamente, sorridere, e dà la misura della vostra capacità di comprensione. ‘Fanculo Voltaire, non morirò per difendere le vostre opinioni.
Perché il punto è, da tempo immemorabile, la libertà di scelta. LIBERTA’.DI.SCELTA. Provate a ripetere mentalmente il concetto, e se non potete condividerlo bé, decisamente abbiamo un problema, e non si risolverà senza spargimenti di sangue.
Si continua a parlare del problema sbagliato.
Non si deve parlare di vita, di morte, di prove difficili, di senso della sofferenza, di valori e altre menate simili. Sono discussioni accademiche, magari interessanti, ma inconcludenti. Perchè su questi argomenti ognuno ha la propria opinione (almeno chi pensa e non prende idee in prestito); e in quanto opinione indiscutibile. Per sè stessi, ovviamente.
E qui sta il punto (come ha giustamente detto Oris): la libertà di decidere per sè stessi. Libertà che porta alla scelta e che implica la responsabilità. Questo è l’unico percorso possibile per le persone mature: il resto sono chiacchiere.
Libertà di scelta. Invece sono tutti lì a straparlare di valori, a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, a cercare di imporre la propria visione agli altri.
Libertà di scelta. E basta.
Il problema nel mio ragionamento semmai è: cosa fare in caso di minori?
Decide chi ne ha la responsabilità legale. Quindi, in genere, i genitori.
Anch’io la vedo come Oris.
Alla base c’è la libertà di scelta e basta.
Il discorso può essere ampliato anche alle coppie di fatto (argomento decisamente più leggero di questo).
Ci fanno credere di vivere in democrazia e di avere il libero arbitrio ma è solo un film.
mi fa piacere che almeno qui qualcuno capisca quale è il problema…da quel che vedo è un concetto molto difficile da far capire alla maggioranza degli italiani che qui è in gioco la nostra possibilità di autodeterminarci.
Ma non credo sia un caso, agli italiani è sempre andato bene che qualcun altro decidesse per loro.
Ma su questo intendo lottare anch’io: se davvero fanno una legge che mi toglie questo diritto mi vado a cercare un buon avvocato e faccio ricorso alla corte di giustizia europea.
Poi resterà solo la lotta armata contro questo partito nazista sotto (neanche tanto) mentite spoglie…
mi piace molto questa foto, complimenti! ciao, Ro.