Davvero Google Rende Stupidi?

Nicolas Carr, giornalista statunitense, in questi giorni ha pubblicato un articolo che analizza il cambiamento che internet sta portando nel nostro modo di ragionare.

“Da qualche anno ho la brutta sensazione che qualcuno o qualcosa mi abbia manomesso il cervello, scombinando i miei circuiti neuronali e riprogrammando la mia memoria. [...] Un tempo non avevo difficoltà ad immergermi in un libro o in un lungo articolo: la mia mente si lasciava catturare dal racconto o dalla complessità di un ragionamento e trascorrevo ore a percorrere in lungo e in largo il testo. Oggi non ci riesco quasi più. Anzi, spesso la mia concentrazione comincia a calare dopo due o tre pagine. Non riesco a stare fermo, perdo il filo, cerco qualcos’altro da fare. Mi sembra di dover ricondurre a forza il mio cervello ribelle sul testo. L’immersione profonda che prima mi veniva naturale oggi è diventata faticosa. [...]
E non sono il solo. Quando parlo dei miei problemi di lettura con amici e conoscenti - per lo più scrittori e giornalisti - molti mi raccontano esperienze simili. Più usano internet e più fanno fatica a concentrarsi su testi di una certa lunghezza.
[...] E’ evidente che gli utenti leggono online in modo diverso.”

(Traduzione di Internazionale)

Per chi ha uno stretto rapporto con internet, questo equivale alla scoperta dell’acqua calda: internet è, per definizione, una rete di computer globale in cui i documenti sono connessi tra loro in maniera ipertestuale.
Come già saprete, u
n ipertesto è un insieme di documenti messi in relazione fra loro tramite parole chiave. È possibile leggere, all’interno di un ipertesto, tutti i documenti collegati dalla medesima parola chiave. Il sistema delle parole chiave permette di passare da un documento all’altro rendendo possibile una lettura non sequenziale dei contenuti.

In parole semplici, è come un flusso di pensieri: mentre parlo di pizza penso al pomodoro e mi viene in mente l’orto di mia nonna; così su un sito che parla di pizza, sulla parola pomodoro ci può essere un link che manda alle immagini di un orto sul sito di qualche coltivatore. Quindi, navigare su internet passando da un argomento all’altro, segue esattamente lo stesso processo di un ragionamento che passa da un pensiero all’altro.

Questa struttura - che sta alla base della rete - ha naturalmente portato gli utenti ad usufruirne in modo disordinato, veloce, immediato: se non troviamo quello che stiamo cercando entro pochi secondi, passiamo subito al sito successivo. In internet esigiamo inconsciamente l’immediatezza del pensiero. I programmatori questo lo sanno benissimo, tant’è che nel tempo si sono trovati vari escamotage per fare in modo di catturare l’attenzione del lettore occasionale: scrittura schematica e semplice, grassetto, immagini, colori, animazioni…

D’altra parte, c’è anche un altro elemento importante da tenere in considerazione: internet, un sistema dalla capacità di calcolo potenzialmente infinita, sta assorbendo buona parte delle tecnologie intellettuali di cui disponiamo. Sta diventando la nostra mappa e il nostro orologio, la nostra macchina tipografica e la nostra macchina da scrivere, la nostra calcolatrice e il nostro telefono, la nostra radio e la nostra tv. Ormai internet ci permette di unificare in un unico strumento la maggior parte delle funzioni che prima eravamo costretti a cercare in mezzi diversi.

Via la TV, c’è youtube e il peer-to-peer. Via la radio, ci sono le radio digitali. Via i giornali, in rete troviamo tutte le notizie che vogliamo e anche di più. Via le enciclopedie, basta la combinazione Google-Wikipedia. Via gli SMS, ci sono i messenger. Via il telefono, c’è Skype… E si potrebbe continuare: con un computer connesso in rete è possibile fare (quasi) tutto.

Quali conseguenze ci possono essere? Calo di attenzione? Forse - direi - più che altro un’enorme capacità di multi-tasking, non sempre positiva. Mentre leggiamo il giornale ci arriva una mail di un amico che ci segnala un video, vicino al video c’è un link ad un altro video interessante dove parla un certo personaggio che ci viene in mente di cercare su google, troviamo una foto carina che decidiamo di segnalare ad un amico connesso su MSN… e nel frattempo ci siamo dimenticati della notizia che stavamo leggendo. Mi rendo conto che capita spesso, ma sinceramente non ci trovo niente di diverso da quando, studiando per un esame, leggevo e la mente andava per fatti suoi pensando ad altro.

Sicuramente una persona che è già soggetta a deficit di attenzione trova nella rete un terreno fertile. Non dobbiamo però dimenticarci le enormi potenzialità che questo nuovo mezzo ci mette a disposizione, potenzialità che non ci rendono stupidi, ma, al contrario, ci permettono di accedere ad una sorta di “intelligenza condivisa“: un sapere globale e raggiungibile in tempo reale, una connessione continua con gli altri utenti che permette comunicazioni immediate.

Questo enorme sviluppo della rete ha già portato dei grossi cambiamenti nella nostra società, cambiamenti che difficilmente possono essere accettati da chi fino ad ora ha avuto il controllo dell’informazione e della distribuzione della cultura. Perdere il controllo a causa di un nemico invisibile, una massa di cervelli interconnessi che condivide per puro spirito di condivisione (cosa che nella realtà non si è mai riusciti a realizzare), è per loro una follia, qualcosa a cui solo un visionario appassionato di fantascienza potrebbe credere. Invece è realtà, assurdamente utopica, ma realtà.

Come tutti i cambiamenti sociali, certamente anche questo può avere dei risvolti negativi come quelli già citati. Per superarli non è serve rinnegare la tecnologia e additarla censurandola con terrore: è sufficiente prenderne coscienza e educare le nuove generazioni a gestirla.

Al contrario di quello che dice Carr, io sono cresciuta con internet, eppure riesco ancora a leggere. Come mai? Perchè sono stata educata alla concentrazione. Riesco a distinguere la lettura su web da quella di un libro e so che devo concentrarmi in maniera diversa. Adoro la lettura “cartacea” e mai rinuncerei ad essa per una virtuale, so per esperienza che leggere un libro al computer mi spinge ad un tipo di lettura differente e meno concentrata.

Allora, educhiamo i giovani a distinguere tra i due sistemi, educhiamoli a focalizzare l’attenzione. Istituiamo dei corsi obbligatori nelle scuole dove esperti della rete siano in grado di guidarli alla ricerca critica. Avere tante informazioni a disposizione, vedere i diversi punti di vista su un argomento, può spingere maggiormente a formarsi una propria opinione.

Come dice Carr stesso, Socrate si lamenta dell’invenzione della scrittura, osservando che gli uomini useranno sempre più la parola scritta come sostituto delle conoscenze custodite un tempo nella mente. “Ascoltando molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano”[...] Socrate non aveva torto [...]“.

Ma Socrate aveva anche la vista corta. Cerchiamo di non fare lo stesso nel XXI secolo.

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didychan Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Un gran bel pezzo.
I miei personali complimenti a Dany, almeno credo.
In ogni caso, il blog è questo

“Allora, educhiamo i giovani a distinguere tra i due sistemi, educhiamoli a focalizzare l’attenzione”

Complimenti!
E’ la prospettiva che tanto anelavo: l’educazione, prima di tutto, del “Fruitore” di un servizio di comunicazione.

Aspetta, non ho capito, dalla decima riga in poi non so perchè ma non ero più concentrata, cos’è che hai detto dopo?!? :mrgreen: Comunque non so come sia possibile leggere un libro al computer, è ottimo il proposito di cui parli tu, complimenti per il pezzo!

Comandante Nebbia’s avatar

Comandante Nebbia reply on Luglio 18th, 2008 14:44:

che spiritosona :-)

nicholas carr? che sapore di vecchio. si lamenta perché non riesce più a leggere testi lunghi senza interrogarsi se riuscire a leggere testi lunghi sia in effetti un valore o solo una perdita di tempo. fintanto che non c’era alternativa, passi, ma ora…
la lettura sequenziale è una violenza, il cervello naturalmente non lavora a righe, ma a link(sinapsi), come hai giustamente evidenziato. ora che è tecnologicamente possibile, la lettura e scrittura sequenziale è bene che finiscano nel loro posto naturale: il museo.

grick’s avatar

grick reply on Luglio 18th, 2008 15:12:

Non esagerare.

Io credo che sia giusto migliorare l’efficienza nello svolgere compiti che hanno un obiettivo pratico (come un lavoro) mentre non vorrei dover svolgere con massima efficienza anche tutti gli altri momenti.

Per andare sul pratico: l’invenzione dei mezzi di trasporto (come le auto) ha sicuramente diminuito il fastidio di spostarsi legato, ad esempio, al raggiungimento del posto di lavoro. Ma di certo non voglio per forza dover andare in auto per godermi una paesaggio di campagna. Preferisco fare una lenta e salutare camminata.

Allo stesso modo personalmente reputo molto piu’ efficiente il modo di reperire le informazioni che mi servono attraverso il web, piuttosto che da una lettura di un testo specializzato sull’argomento.

Ma come sopra, se devo rilassarmi, preferisco immergermi in una profonda e rilassata lettura.

I due tipi di approcci andrebbero utilizzati con scopi differenti.

Giacuomo Nuovocolle’s avatar

Giacuomo Nuovocolle reply on Luglio 18th, 2008 15:32:

questione di gusti. io continuo a preferire una veloce e salutare corsa.

faccio mie le parole del mio medico di base ‘rilassarsi vuol dire cambiar tipo di fatica’

ma che vuoi, anche a me piace tanto la lettura ‘tradizionale’ e non vi sto certo rinunciando, ma perlomeno mi pongo il problema se è così perché vi sono sempre stato abituato o se c’è anche un solo aspetto migliorativo rispetto alla trasmissione di informazione connettivista. immagina se un libro (come lo conosciamo) diventasse (chessò) di una pagina che ->bavoomm!<- ti lascia un migliaio di spunti su cui rifletti mentre fai la tua salutare passeggiata (o corsa) in campagna.

una cosa per me è certa e definitivamente relegata al passato: dalla diffusione sul mercato degli e-book reader non voglio più vedere carta. chi dice (come me prima) che difficilmente rinuncia al feticcio, alla libreria o all’odore è perché non ha ancora provato l’ebbrezza di tenersi un’intera libreria, tutti gli appunti del suo corso universitario, articoli scientifici o tutta la propria collezione di fumetti in una chiave usb in tasca.

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Francesca reply on Luglio 18th, 2008 16:09:

concordo a pieno: bisognerebbe sfruttare le due cose in modo diverso ma sfruttarle entrambe perchè entrambe importanti (almeno per me).

Comunque anch’io ogni tanto arrivo da un link ad un altro e poi un altro e poi un altro e alla fine non mi ricordo da dov’ero partita.
Starò diventando vecchia pure io?!Mah.. 8O

Chiara di Notte - Klára’s avatar

Chiara di Notte - Klára reply on Luglio 18th, 2008 18:23:

Mi sento vecchia, antiquata, obsoleta…

Che volete farci? Sono da sempre abituata a leggere il “cartaceo”, a sentirne la consistenza fra le dita, l’odore, mettere la pieghetta come segnalibro, chiuderlo senza dover fare “spegni computer”, riaprirlo senza dover riavviare windows… insomma sono la classica “secchiona da lettura sequenziale”, ove i fatti si svolgono pagina dopo pagina ed il link (eventuale) e’ dato dal flashback, oppure da una veloce scorsa alle pagine gia’ lette.

Sono cosi’ anche nella scrittura, Anzi diro’ di piu’. Prima di scrivere qualsiasi cosa con la tastiera (ovviamente non i commenti ai post, ma gli articoli), li scrivo “manualmente”, utilizzando carta e penna… anzi no: matita (cancellabile) e penna.

Vecchi metodi acquisiti in un Paese lontano, in un Sistema finito, in un’eta’ della mia vita che spesso ricordo con malinconia, ma che ancor oggi mi fanno gustare cio’ che molti hanno dimenticato :-)

vanda’s avatar

vanda reply on Luglio 18th, 2008 23:44:

Sono d’accordo, in passato si imparava ad amare i libri e la lettura perchè nessuno te li comprava ed erano un lusso, io a 10 anni avevo mio fratello maggiore che mi regalava i suoi e poi me li requisiva quando litigavamo e mia madre voleva che imparassi l’uncinetto e cose di questo genere, più utili, secondo lei, ad una brava ragazza, per cui leggevo di nascosto. Oggi con internet è un po’ la stessa cosa. L’importante è imparare tutto e sperimentare tutto, con senso critico certo, ma appunto il senso critico si acquisisce confrontandosi con le opinioni altrui.

Giacuomo Nuovocolle’s avatar

Giacuomo Nuovocolle reply on Luglio 19th, 2008 16:04:

> vecchia, antiquata, obsoleta…
eddai: solo un po’ pigra! oppure hai voglia di giocare il personaggio. ma dammi retta solo un secondo. prova un e-book reader e poi fammi sapere. di tutte le evoluzioni tecnologico culturali, questa per me è la più importante dei nostri tempi. solo prova e poi…

vanda’s avatar

vanda reply on Luglio 20th, 2008 9:17:

Vecchia e obsoleta, sì probabilmente secondo i tuoi parametri senz’altro, ma non pigra ……sono sicura che riderai di me e della mia ignoranza ma…….saresti così gentile da spiegarmi che cosa sono gli e-book e come posso fare a provarli? se ne hai voglia ti prego, fallo con un linguaggio semplice. Ti ringrazio.

tritumbani’s avatar

tritumbani reply on Luglio 21st, 2008 11:54:

Io leggo abitualmente gli ebook sul mio palmare ma pigiare continuamente col ditino per cambiare pagina (leggo solo poche righe) è un pò stressante, mi mncano le copertine, la possibilità di ficcare un segnalibro, di scrivere anche un appunto a margine, di sfogliare il libro, di tornare indietro facilmente. Ora come ora leggo gli ebook perchè mi permettono di leggere vecchi libri che non trovo più in libreria, ma su Internet si (vabbè anche con il mulo), ma quelli nuovi preferisco ancora comprarli

Giacuomo Nuovocolle’s avatar

Giacuomo Nuovocolle reply on Luglio 23rd, 2008 18:26:

la tecnologia progredisce. le copertine mancano… se non ci sono. gli ebook normalmente le hanno. l’iliad riapre l’elibro dove l’hai lasciato e puoi accedere alle pagine sequenzialmente o direttamente con un clicco; ti consente di prendere appunti e sottolineare o evidenziare. la tecnologia e-ink non stanca la vista come il monitor del computer o del palmare, devi leggere con luce naturale (comunque esterna) e la carica dura tranquillamente dodici ore. ciò che a me manca è uno schermo più grande (mi piacerebbe a4) e sfogliare più velocemente, ma non dubito che presto sarà possibile. ancora pochi anni e i libri su carta non hanno più senso di esistere con grande gioia dell’amazzonia, della schiena degli studenti e del portafoglio dei genitori. altro discorso è la scrittura creativa o il disegno: per me la carta continuerà ad avere questo senso. non altri.

Carlo Fronteddu

Carlo Fronteddu’s avatar

E’ una sorta di schizofrenia che trovo naturale, il passare da una cosa all’altra, il fare più cose contemporaneamente, ma credo sia una questione delle ultime generazioni di persone, sono ben poche le persone nate prima di questa era digitale ipertrofica a trovarsi a proprio agio, forse, parafrasando Gunther Anders, rispetto al passato ora ogni oggetto è più di quel che sembra. Ci ritroviamo Jago in ogni dove, ora gli oggetti hanno più funzioni contemporaneamente, e ciò comporta in noi un bisogno di adattamento e di adeguamento rispetto ad essi, esiste in effetti un “dislivello” tra noi e le macchine, che solo chi è cresciuto con loro(le macchine) come tutrici riesce in parte a superare, in parte perchè in ben pochi conoscono il funzionamento materiale di esse, che ci rimane nascosto e richiede conoscienze specifiche che non tutti hanno interesse, volontà, possibilità di venire a sapere.Internet ci rende multitasking, ufficialmente più vicini alle macchine che invidiamo in segreto. Ma non siamo macchine, la soluzione è rallentare, un respiro profondo ogni 10 secondi e muoversi mentalmente con più parsimonia, per digerire ciò che abbiamo visto/letto e comunque appreso, per poterlo falsificare.

Ottimo articolo, condivido pienamente l’analisi di dydychan. Aggiungo anche che secondo me il problema di Carr, come di molti altri, non è legato solamente all’uso di internet ma anche allo stile di vita frenetico, alla fretta di voler fare tutto e subito, all’impazienza tipica della nostra epoca. Tutte cose che con internet in realtà hanno poco a che fare.

Sara’s avatar

Sara reply on Luglio 18th, 2008 19:59:

…E che però ben si conciliano con lo spirito internettiano…
Diciamo che internet non è la causa ma la conseguenza delle cose che cerchiamo durante la nostra giornata…

Adoro la lettura “cartacea” e mai rinuncerei ad essa per una virtuale, so per esperienza che leggere un libro al computer mi spinge ad un tipo di lettura differente e meno concentrata.

ESATTO!! lo stesso accade per me ma anche per molti altri visto che gli e-book non sono mai decollati .

da questa mattina sto cercando di lavorare
ebbene ho cominciato da igoogle a leggere le home page di Repubblica, Punto Informatico e ebbene si MC ho cominciato a leggere qualche commento, ho seguito qualche link e contemporaneamente leggevo la posta, aprivo i miei file sul PC. Se qualche volta esagero, specie se ho fretta, mi ritrovo stordito e con la sensazione di non aver fatto nulla.
Per approfondire un argomento in maniera seria è ancora meglio un libro.

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