Gli Scaffali Vuoti 4


L’importante è continuare a far girare le cose al contrario, in modo che noi, centrifugati, non si possa ritrovare l’orizzonte. “La merce scarseggia nei supermercati del sud” ed è panico e follia. Ho visto una signora anziana aggirarsi per la Lidl, aggirarsi tra gli scaffali vuoti e risolversi a comprare un collutorio, per ripagare la fatica, forse per pacificarsi col gesto di comprare. Comprare per certificare una sorta di esistenza in vita.
La merce scarseggia nei supermercati, e in giro se ne parla. Tra le bancarelle del mercato i venditori son quasi eroi per essere riusciti ad arrivare a venderti qualcosa: “Che nei supermercati non c’è nulla”. In compenso abbonda la spazzatura, tra le buste colorate se sei fortunato, riesci a scorgere ancora il cassonetto. Ma questo non è un problema.

Non c’è la benzina, ed è panico e follia. Ore di coda davanti al distributore, il passaparola che spia la presenza di carburante sull’autostrada, e le macchine rimaste a secco ferme e abbandonate, come nei più classici degli scenari da film apocalittico.
Si torna dalla spesa con l’aria afflitta di chi ha perso qualcosa, oppure con l’aria soddisfatta; la stessa che aveva la signora del collutorio, per aver trovato il Sidol lucida ottoni. E chi se ne frega se non hai ottoni da lucidare? Acquistare qualcosa è un valore, e poi magari domani il Sidol lo si potrà barattare con qualcos’altro al mercato nero.

In principio si discusse sui blocchi autostradali, c’era chi era pro e chi era contro, così come ci ha insegnato l’induzione alla tifoseria da parte dell’ex non governo berlusconiano; oggi si attende solo che i camionisti la smettano di “rompere i coglioni” che tanto non succede nulla.

E non è vero che non succede nulla: succede eccome. Succede che anziché aprire tavoli di trattativa si aprano le galere per chi ha protestato, prima in Val di Susa e poi chissà, magari al casello autostradale di Salerno, o a Palermo. E noi saremo favorevoli o contrari? Già, la nostra opinione, anche quella sembra essere fondamentale. Ieri alla radio la domanda veniva posta ai radioascoltatori in merito al governo Monti: siete favorevoli o contrari? E giù con telefonate più o meno dotte sull’argomento, proprio come se fosse una questione politica. Lo difendeva un nervoso Zucconi, lo attaccava un ascoltatore di Bari. E io pensavo: “Perché fanno finta di non sapere?”

Non sanno che gli arresti di chi protesta è un atto dimostrativo? È un modo per dire a chi a breve si ritroverà a comprendere che bloccare il paese è atto sacrosanto, che non c’è nulla da decidere, non c’è più nulla da contrattare, perché a questi uomini e donne di governo tecnico è stata data licenza d’uccidere. Con l’alibi della crisi economica e globale loro possono tutto, anche sospendere quel minimo di democrazia che ci era rimasta, e così sarà quando metteranno mano agli ammortizzatori sociali, dopo aver già ucciso la possibilità di campare lavorando.

Quindi mentre continuiamo ad aggirarci tra i banchi vuoti del supermercato, scoprendo che in fondo si può vivere anche senza uova, per tornare a sentirci in pace con noi stessi e con questo mondo che gira al contrario, ci accontentiamo di leggere del tizio che ricusa i giudici del processo Mills, che in Regione a Milano son tutti ladri, che il Vaticano ha licenziato un prelato che aveva denunciato pratiche malavitose e ruberie … Un inquisito al giorno per tranquillizzarci, per dirci che in fondo nonostante la crisi le cose non vanno poi così male. È tutto a posto, quando tutto è come sempre.


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