Gli Effetti del Piano Paulson
1 ottobre, 2008 di Carmine F.
Archiviato in Chiamiamola Economia
Quando ho cominciato a sentire che le banche USA crollavano una dopo l’altra, ho compreso che forse la crisi, scatenata da una frenetica corsa al rischio e dai mutui senza garanzie, era più grave del previsto. Quando ho sentito che l’amministrazione statunitense stava per varare un piano da 700 miliardi di dollari per salvare Wall Street, la preoccupazione è diventata paura. Paura per il contribuente americano, paura per l’economia americana e per l’economia europea.

Già, perché se da un lato tale manovra si propone di ridonare fiducia al mercato, togliendo di mezzo tutti gli asset malsani delle banche (aziende) d’investimento, molto probabilmente dall’altro flato ci sarà un aggravio per le famiglie, un maggior esborso, traducibile con un aumento della pressione fiscale. Lo scenario, pur essendo completamente immaginario, potrebbe realizzarsi quanto prima.

Lo stop della Camera dei Rappresentanti, infatti, non impedisce affatto al piano Paulson di essere attuato. A rimettere in gioco il tutto potrebbe essere il voto del Senato. Aldilà delle considerazioni politiche, è necessario comprendere quali sono gli effetti del piano in questione, poiché, a mio avviso è da qui che è possibile comprendere le ragioni del diniego della camera bassa degli Stati Uniti.
Un esborso da 700 miliardi di dollari, significherebbe un consistente aumento del deficit di bilancio. Operare costantemente in deficit, significa basarsi sull’immissione di liquidità che la banca centrale dà al governo a copertura del debito (ciò accadeva anche in Italia prima dell’Euro e della BCE). In situazioni normali, queste condizioni sono programmate, dunque sono gestibili. In condizioni di crisi, operare in deficit di bilancio diventa un arma a doppio taglio.

Prendiamo il caso del piano Paulson. Lo stato in questo caso si accollerebbe il costo di 700 miliardi di dollari, coperti in parte con i finanziamenti della FED ed in parte con gli introiti presenti nelle casse dell’amministrazione federale. L’esborso, tuttavia, graverebbe sul bilancio dello stato, per cui, vi sarà un debito di 700 miliardi, senza contare gli arretrati. A questo debito è possibile far fronte soltanto in due modi.
Il primo è aumentare la pressione fiscale ed il secondo è chiedere prestiti alla Fed. Nel primo caso, questo potrebbe ad effetti deleteri sui consumi. Infatti, se si aumentano le tasse i “liquidi per i consumi” diminuiscono, di conseguenza diminuiscono i consumi stessi. Diminuendo la spesa delle famiglie, la produzione crolla, crollano gli investimenti privati determinando un’ulteriore situazione di crisi che non farebbe altro che peggiorare le cose.
Nel secondo caso, la procedura è diversa, ma il risultato è lo stesso. Finanziando il deficit del bilancio, la banca centrale immette liquidità nel sistema economico. Ora, visto che anche quando si tratta di immissioni programmate l’inflazione segna qualche piccolo aumento, proviamo a pensare cosa potrebbe provocare un’immissione di 700 miliardi di dollari. L’inflazione aumenterebbe e di tanto. In questo modo, i consumi comincerebbero a diminuire e si innescherebbe di nuovo il circolo vizioso descritto in precedenza.

Basandosi su questa superficiale analisi, possono essere proposte due riflessioni. Il piano Paulson, è necessario e vitale per l’economia statunitense e va messo in pratica al più presto. Lasciare i mercati finanziari in balia della frenesia degli ultimi tempi, significherebbe essere corresponsabili dello sgretolamento del sistema liberista, un sistema che pur con molte zone d’ombra riesce a garantire ricchezza per le nazioni. E’ abbastanza palese, tuttavia, che tale sistema ha bisogno di regolamentazioni più rigide, capaci di lasciare sempre meno spazio alla speculazione ed al rischio, oltre una determinata soglia. Al fianco della manovra di salvataggio, però, vanno previsti degli aiuti alle famiglie ed alle aziende, vanno introdotti sgravi fiscali per chi vuole investire e bisogna impegnarsi affinché tutto possa ritornare come prima.
E’ mia personale convinzione che le manovre “sussidiare” alle famiglie ed alle imprese, siano l’unico mezzo per rendere il piano Paulson un successo.
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a poche nazioni e a discapito di tutte le altre.
credo che sia questo uno dei problemi dell’ingranaggio
Tutte le nazioni capitaliste, pure, sono abbastanza ricche e sviluppate. Lo sfruttamento è certamente un problema molto serio, ma non credo sia il solo fattore che possa determinare la povertà di una nazione.
anche l’Argentina, il Sudafrica, la Romania, l’Albania, l’India, il Pakistan, ecc. ecc.?
Argentina, Sudafrica, Romania, India e Pakistan sono tutte nazioni che hanno subito lunghi periodi (tranne l’India che è stata non democratica sotto Indira Ghandi per meno di un decennio) di dttatura e di regimi autoritari, che soffocavano lo sviluppo. Le nazioni ricche, hanno quasi due secoli di industrializazione alle spalle.
la Spagna e la Grecia sono ricche però.
Non vorrei fare il puntiglioso, secondo me la democrazia non c’entra niente, vedi la Cina.
Va avanti a botte di 10% di aumento del pil.
Il liberismo, per definizione, funziona se uno prende le risorse di altri e le usa per se.
Tanto per fare il puntiglioso (spero di essere perdonato per questo
): la Grecia non è propriamente ricca.
Non è una questione di democrazia. Semmai è questione di autoritaritarismo. Nel senso che molti tendevano a soffocare l’iniziativa privata, duque gli investimenti, dunque l’industria. In USA, Gran Bretagna, Francia, anche in Italia dopo la Costituzione questo non è successo.
P.S: Comandante, mi scusi. Esiste un modo per comunicare con voi della redazione? Ho scritto più volte nella sezione apposita, ma non ho ricevuto risposte. La ringrazio molto per l’eventuale risposta.
non rispondiamo a tutte le mail, ma solo a quelle a cui è indispensabile rispondere e con tempi lunghissimi.
non c’è tempo e arrivano decine di comunicazioni.
mi spiace.
Va bene, grazie lo stesso!!!
mi sembrano le classiche argomentazioni dei liberisti Carmine, ma, mi sembra che i fatti degli ultimi tempi dovrebbero imporre alcune riflessioni su alcuni punti sui quali troppo spesso si sorvola:
1- liberismo non deve voler dire “homohominilupismo”, ci vogliono regole ed etica da parte degli operatori
2- le risorse del pianeta sono finite (non nel senso di esaurite, ci manca poco però, ma di insieme non illimitato) e se si mette alla base di un sistema economico l’assioma produrre sempre di più è evidente che non si può che andare al disastro sul lungo periodo (ed è probabile che noi siamo il lungo periodo dei 2 secoli di industrializzazione che abbiamo alle spalle).
3- se le risorse sono finite (nel senso di cui sopra) e se si vuole produrre sempre di più…humm dove ci approvvigioneremo, se non depredando le risorse altrui?
Le risorse sono finite, ma da ormai 50 anni a questa parte la finanza e la produzione industriale sono due cose separate, la ricchezza aumenta “magicamente” ed é questo il problema, IMHO, del liberismo finanziario
Allora: sul punto uno sono d’accordo, e l’ho scritto nell’articolo. Il punto due ha del vero, ed qè proprio questo il motivo che spinge alla ricerca di fonti energetiche alternative (o rinnovabili).Purtroppo, bisogna aumentare la produzione, altrimenti non si cresce.
Il punto tre è un po contraddittorio. Se al punto uno si afferma che le risorse sono finite, quali sono le risorse degli altri da depredare?
purtroppo non è contradditorio; vuol dire che ci si fa la guerra per le scarseggianti risorse.
Ricerca e fonti di energia alternative sono bellissime cose, ma se non si cambia l’assioma tumorale che sta alla base del nostro sistema economico (produrre sempre di più) servono solo a posporre il problema.
Per me, si deve prima di tutto prendere coscienza che le risorse non sono infinite, poi dedurne che serve un sistema che cerchi un equilibrio (perchè diavolo devo aumentare la produzione una volta che ho raggiunto quel magico punto in cui dò a tutti secondo i loro bisogni?)…
Probabilmente perchè i bisogni mutano nel tempo, e gli abitanti del pianeta continuano ad aumentare. Di conseguenza aumentare la produzione diventa necessario, poichè aumenta la stessa domanda.
“Nel senso che molti tendevano a soffocare l’iniziativa privata, duque gli investimenti, dunque l’industria. In USA, Gran Bretagna, Francia, anche in Italia dopo la Costituzione questo non è successo.”
Cosa significa “dopo la Costituzione”? Perchè prima non c’erano le industrie? Non c’era la Fiat? Non c’era la Breda? La Magneti Marelli?La Piaggio fondata nel 1884?
E parlando d’autoritarismo, la Germania era una delle Nazioni più avanzate dal punto di vista industriale e mica erano rose e fiori dal punto di vista della democrazia…
C’è una diffusa tendenza a confondere liberismo economico con democrazia, sono cose diverse e per di più spesso non complementari.
a.y.s Bibi
Infatti; gli amerindi sterminati avevano un sistema sociale molto piu’ democratico di quelli dei loro sterminatori… industrializzati.
Con democrazia intendo il sistema politico, non quello sociale.
Tu associ Politica —> Democrazia allo stesso modo in cui prima associavi Democrazia—> Industrializzazione?
Allora: Politica—> Industrializzazione
Strane associazioni fai tu…
Che la Forza sia con te!
Pur non confondendo liberismo economico con democrazie, è innegabile che lo sviluppo dell’uno è correlato allo sviluppo dell’altra. Almeno in maniera indiretta. Basti pensare all’URSS.
Quando lei parla di Germania industriale sotto il periodo nazista, dimentica un particolare, dal mio punto di vista. Quando io parlo di industria, intendo una serie di comparti che vanno a formare il settore secondario dell’economia, dunque non un singolo comparto. La Germania cui si riferisce mi par di ricordare che avesse punti di eccellenza soprattutto nell’industria militare (funzionali agli scopi del regime) e non certo in quella manifatturiera. La sviluppo cui alludo io é simultaneo dei vari comparti.
Mah..secondo il mio modesto parere, tu fai un pochino di confusione tra teorie economiche e sistemi sociali. Le teorie economiche sono varie: liberismo, monetarismo..ect ect (vedi caso mai qualche pubblicazione in merito, se ho tempo tiro fuori qualche vecchio testo universitario e te lo indico) e tutte non hanno relazioni provate e dimostrate con i sistemi sociali. I sistemi sociali sono i modi in cui si struttura una società e quindi comprendono anche la parte economica certamente ma non sono dipendenti da questa.
Riguardo alla crescita “simultanea” dei vari comparti industriali..beh non mi pare che l’Italia da te citata sia mai stata in tale situazione se non quando il settore pubblico (IRI) ha pompato ingenti risorse finanziarie.
Ma queste son tutte ciaccole…
a.y.s Bibi
Infatti mi riferivo all’Italia del boom. Sistemi sociali e sistemi economici, secondo il mio punto di vista sono molto correlati. Posso chiederle perché è dell’opiione contraria?
“tornare tutto come prima” è una follia. Caso mai tornare ad una situazione di prima del “prima” e cioè a quando le banche facevano le banche e non altro. A quando c’erano dei controlli, a prima di un liberismo sfrenato, a prima del “mercato curatore di ogni male”.
Poi ok agli aiuti alle famiglie ma basterebbe che la piantassero di sparare un cruise ogni due minuti e vedi che il bilancio torna subito più roseo.
a.y.s Bibi
Tornare tutto come prima era una sora di modo di dire. Nel senso che è auspicabile che la crisi finisca. Per quanto riguarda le banche, in realtà sono sempre esiste banche commerciali e banche di investimento. Poi in Germania ebbero la felice idea di invetarsi il sistema misto che ha garantito solidità all’Italia ad esempio.
Se ci fai caso, in tutti i paesi anglosassoni le banche sono sempre divie in “commerciali” e “d’investimento”. Quindi quello che fanno lo hanno sempre fatto, purtroppo hanno voluto osare con i mutui subprime e questo è il risultato.
Concordo con bibiebibo.
L’economia del debito va combattuta, a tutti i livelli.
Quindi no bot e cct
rimangono solo gli immobili
non l’ho detto io.
sempre che poi qualcuno abbia i soldi per comprarli.
nel senso che se ora compro un immobile per investimento e tra cinque anni le banche non faranno mutui e la gente non avrà soldi per comprarlo, inevitabilmente i prezzi si abbasseranno.
meglio investire in una partita di ak47 afgani …
Compralo zona università che lo affitti
come no
gli studenti sono ottimi pagatori
Soldi sotto al materasso. ho imparato da mia nonna
ahaha grande nonnina
tempo fa ho letto dell’idea controcorrente secondo cui al denaro accumulato andrebbe corrisposto non un interesse ma un debito per indurre alla quanto piu veloce traduzione in bene e impedire speculazioni. Si parlava anche della banca del tempo et similia. Non so se faccia parte della corrente che invita alla decrescita perche’ non mi ci sono mai documentato seriamente. Un’idea curiosa…
Credo anche io che il discorso alla nazione di Bush sia stato puro “terrorismo”.
beh…se non è esperto lui!
Suvvia Fra’… anche tu con ’sti complotti.
Ti pare Bush uno in grado di mettere su un ambaradan del genere solo per aver il pretesto di mandare l’esercito in Iraq ad occupare i pozzi petroliferi?
Lui ovviamente no…ma i suoi “amichetti” di sicuro sì.
Anche tu… facinoroso
Lo sai che se ti legge Facci e’ capace di contraddirti sul suo blog?
Distinta Chiara,
“Lo sai che se ti legge Facci e’ capace di contraddirti sul suo blog? ”
Qual è il blog di Facci???
Ciao
Da qualche parte c’e’ di sicuro. Fidati
la penso come Cambiamo Pianeta qui sotto.
…e i pozzi erano solo uno degli scopi.
non dimentichiamo che oltre a spendere i soldi degli americani per i finanziamenti (depredando i fondi), l’allegra combriccola degli amichetti s’è arricchita un bel pò.
E, cosa più importante, il mondo è cambiato dopo l’11/9.
Però è vero, io sono una complottista e pure un pò facinorosa!
mmmmmhh, cominciamo a complicarci….i titoli di stato sono elementi importanti per il risparmio. Se poi investiamo tutto in case, aumentano i prezzi delle case e chi puo’ se le compra chi non puo’….va in affitto e butta i soldi. Ci sarebbero i fondi di investimento delle banche, ma anche li rischia di essere una giungla. Ti ci infilano un’azione sfigata o un bond e il patatrack e’ fatto. Il problema di questo liberismo e’ anche etico, piu’ che strutturale. Troppo profitto e troppo in fretta.
Concordo…
Io credo che la casa non dovrebbe essere un investimento, semmai la soddisfazione di una esigenza abitativa.
In soldoi, che palle sti investimenti….
Ma come si può sperare di continuare a lucrare sul debito?
è che pensiamo alla vecchiaia Oris.
tu sei giovane e bello e non ci pensi, ma io …
non mi riferivo agli affitti ne al nrmale aumento di capitale che di solito alungo termine l’immobile ha reso.
MI riferivo a fenomeni speculativi che mi stanno sulle balle… e sono un agente immobiliare…
lo credo anch’io Oris.
ma c’è chi appena c’ha due soldi da parte, li vuole investire in qualcosa…e ormai l’immobile è rimasto l’unica cosa sicura a meno che poi non ci costruiscano un inceneritore o una discarica di fianco!
Mica come me..nel conto c’ho sempre 1000 euri fissi.
…sono un ingenuo?…
Io sono fermamente contrario al piano di salvataggio proposto da Paulson!!
Abbiamo sempre vissuto martellati dalla bellezza e perfezione del sistema liberista in cui ci troviamo, che personalmente trovo inumano e crudele, quindi dobbiamo necessariamente vedere ogni intervento da parte dell’amministrazione centrale come un fallimento del meccanismo. Se tutto ciò che sta accadendo è il preludio ad un cambiamento, ad una evoluzione…BEN VENGA!! Quanto sta avvenendo mi indigna per un’enormità di motivi. Perchè fare leva sulla paura della massa allo scopo di parare le natiche degli affaristi e trafficoni senza scrupoli che hanno generato tutto questo disastro?
Quoto.
secondo me il lato positivo è che questa crisi ha dimostrato le vere basi del capitalismo a cui molti hanno aggiunto gli aggettivi neo-liberale e selvaggio.
Quoto anche io. Il sistema liberista con cui ci hanno fracassato i cosidetti è anche quello dell’istruzione e sanità a pagamento. Mi chiedo una cosa, quelli vanno bene? E’ un po’ comico pensare che gli Americani debbano pagare per far sopravvivere dei grossi uomini e non per permettere il miglioramento del loro sistema sanitario e scolastico. A questo punto il liberismo non sembra il miglior metodo per il benessere dell’uomo ma serve solo per far perdere la massa. Il liberismo va riadattato e forse il nostro vecchio adattamento sarebbe stato anche il migliore se noi non fossimo italiani.
Esatto…quello che hai evidenziato è uno dei tanti paradossi di quel paese assurdo!!
Gli Usa secondo me sono il paese con il maggior numero di contraddizioni.
Secondo me il siatema liberista ha raggiunto il suo massimo splendore nel non produrre nulla.
Oggi gira una tale mole di denaro virtuale che se tutti volessero verifcare la sua reale consistenza, sarebbe lo sfascio totale.
Oggi produciamo tanti beni di consumo e siccome dobbiamo produrre sempre di più, tali beni vengono costruiti in modo da durare pochissimo e così alimentare un meccanismo distorto che divora risorse, inquina l’ambiente e ci distrugge moralmente.
Oggi il consiglio di stato “italiano” ha bloccato il referendum consultivo sulla nuova base americana a Vicenza.
Spero che “il tutto non venga solo per nuocere”, spero che i debiti dell’America li induca a risparmiare.
State facendo un mare di casino! Confondete il liberismo/capitalismo con quello che è diametralmente il suo opposto: cioè l’intervenzionismo del governo.
In una economia di libero mercato (anche in ambito monetario, cioè senza banche centrali) tutta questa crisi non si sarebbe mai generata. Datevi una letta a questo per capire come si genera una crisi:
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&task=view&id=269&Itemid=51
Intervenzionismo?
What?
Vorrei semplicemente farti notare che l’amministrazione centrale degli USA non ha rotto i coglioni alle banche d’affari/investimento/finanziarie per decenni…e questo è il risultato!! Dopo aver generato mostri abnormi dai piedi di mollica…qualcuno da qualche parte ha fatto un peto ed il castello di carte è crollato…i nodi sono venuti al pettine…e chi più ne ha più ne metta.
il tuo “intervenzionismo” si è reso necessario perchè altrimenti Bush e i suoi fottuti amichetti si devono vendere pure le mutande!! Che poi i soldi siano quelli dei contribuenti a costoro sinceramente non interessa.
In sostanza si è palesato il fallimento del sistema liberista statunitense, al quale noi (seppur con scaglie di grana e fetuccine caserecce a contorno) aspiriamo e dal quale traiamo esempio!!
Dall’articolo sembrerebbe quasi che le banche centrali sono in sostanza un grumo di sadici che passano le loro giornate a drogare il mercato, insinuando elementi di disturbo (il che potrebbe anche essere)…ma cosa vogliamo dire di quei generosi simpaticoni che.
- hanno fatto credito a gente che mai avrebbe potuto ripagarlo;
- hanno impacchettato questi crediti assieme ad altre frattaglie e ci hanno creato un “prodotto finanziario”;
- hanno valutato ultrasicuro il “prodotto finanziario”;
- hanno venduto la mina vagante qua e là sparpagliandola ovunque e rendendola praticamente invisibile;
- hanno accumulato profitti nel breve termine da far rizzare i capelli senza più la preoccupazione di ciò che ne sarebbe potuto derivare.
Che belle persone!!
Questa volta il credito facile (avviatao dalle banche centrali) ha portato le banche a intraprendere business che si sono rivelati non profittevoli (mutui subprimes). Ma lo stesso discorso vale non solo per le banche, ma x ogni forma di attività imprenditoriale. Un costo del denaro artificialmente controllato e imposto centralmente (non liberamente determinato sul mercato, da domanda e offerta) altera gli equilibri che si instaurerebbero automaticamente (vedi prezzo degli immobili cresciuto esageratamete, ad esempio) e porta gli investitori ad attività falsamente profittevoli (malinvestimento).
Non sto giustificando le banche. Come qualsiasi imprenditore che sbaglia, le banche, nel libero mercato incorreranno in perdite, anche fino alla bancarotta. Ma non posso curare solo i sintomi di una malattia. Per guarire c’è bisogno di andare alla radice. C’è bisogno che i tassi di interesse, vengano determinati dal libero mercato. Non da banche centrali.
Se sai l’inglese leggi qualcosa su http://www.mises.org
Ciao
Non ho letto tutti i commenti, ma di questi temi si parlava giorni fa tra amici, mettendo a confronto la crisi del ‘29 con quella attuale. Il terrore si e’ dipinto nei nostri occhi quando abbiamo realizzato, studi storici alla mano, che il sistema per uscire dalla tremenda empasse produttiva e di ristagno economico seguita al crollo di Wall Street fu… la Seconda Guerra Mondiale
…se non c’è un nemico, s’inventa.
E’ vero.
‘Sti rom si stanno espandendo un po’ troppo
eheheh sei davvero terribile!
La roulotte corrazzata da battaglia e’ la loro “arma finale”.
Non balzare subito alle conclusioni, cerca di leggere bene. La democrazia non è solo politica, ma ha una dimensione politica alla quale mi riferisco. Non c’è congruenza tra democrazia (in senso politico) e industrializzazione, bensì quella che in statistica si chiama correlazione. Questo vuol dire che non sono due cose uguali, quindi l’associazione che fai tu non esiste nel mio ragionamento, ma sono due cose che viaggiano di pari passo.
Spero di essere stato chiaro.
Perchè i sistemi sociali si sviluppano indipendemente dai sistemi economici che sono solo strumenti di “politica economica” che vengono di volta in volta impiegati a seconda delle necessità.
Tornando all’Italia del boom economico, in quel periodo c’era tutto che il liberismo economico ma un rigido controllo statale che partiva dalle banche ai principali “comparti” (se ti piace lo uso..) dei vari settori. L’unico settore dove il “liberismo” era ai massimi livelli era quello dei controlli sulla legalità delle varie operazioni poste in essere (abusi edilizi, ambientali, tangenti ect ect); in questo effettivamente c’era del reganismo primordiale.
a.y.s Bibi
P.S. il “lei” è di cortesia o perchè pensi che sia appartenente all’altra metà del cielo? e sottolineo il “pensi”…..
Interessante.
Allora perche’ alla mia obiezione sugli Amerindi lei risaponde: “Con democrazia intendo il sistema politico, non quello sociale.”?
Rispondo prima a Chiara:
Ma che c’etra con la democrazia? La democrazia tutto è tranne che un sistema economico. Nel mio discorso intendevo democrazia limitandomi a considerare il sistema politico. Non capisco quale correlazione ci sia tra la sua domanda e quello che ho affermato io. Bah, forse sarà solo la mia impressione o vule sempre cercare di darmi addosso? Guardi come divertimenti ce ne sono di migliori…
Rispondo qui a bibi:
A mio avviso bisogna mettersi d’accordo su cosa si intenda per sistema sociale. Se con questa locuzione ci si riferisce al sistema di distribuzione della ricchezza allora non è possibile pensare che ci possa essere una scissione dal sistema economico. Sinceramente non so come altro intendere un sistema sociale.
P.S: Io part sempre dando del tu, poi mi rendo conto che molti mi danno del lei (non so se per cortesia o per distanziarsi ulteriormente dalle mie posizioni) e quindi mi adeguo pensando di ricambaire la cortesia ricevuta. Comunque è pura cortesia, ma se permette le do del tu.
Rispondendo a Bibi che scriveva:
Io avallavo le sue parole con un altro esempio storico:
Sei tu che hai iniziato ad arrampicarti sugli specchi facendo strani panegirici.
E qui chiudo la discussione che per me si e’ esaurita.
Che la Forza sia con te.
Ah ho capito. Allora è proprio un vizio. Mi limito a dire che non c’entra assolutamente niente la sua domanda con quanto da me scritto. Discussione chiusa anche per me…
Sistema sociale= sistema di distribuzione della ricchezza= democrazia= sistema economico..
ripeto..secondo il mio modesto parere hai le idee un pò confuse. Giusto per far felice Chiara vediamo se così ci capiamo. “Matriarcato” è un sistema sociale, si parla di società matriarcale ma da nessuna parte si è mai parlato degli aspetti economici della società matriarcale o degli effetti sulla distribuzione della ricchezza che tale sistema ha avuto.Ecco cos’è un “sistema sociale”.
“democrazia” forma di governo e stop..nessun riferimento alla distribuzione della ricchezza.
La distribuzione della ricchezza è un problema di carattere economico. Che poi la distribuzione delle ricchezze abbia implicazioni politiche è un’altra questione. Poi…onestamente vedila un pò come vuoi … keynes però è già nato e morto pure.
a.y.s. Bibi
Quell’uguale che mette non mi convince. Lei parla a mio avviso confonde il “sistema sociale” con “l’organizzazione sociale”. Il Matriarcato tanto per rimanere in tema, e modo di organizzazione sociale, non un sistema sociale. Il sistema sociale comprende:
1) l’organizzazione sociale nelle sue varie componenti
2) sistemi di redistribuzione della ricchezza
3) economia
4) politica
Tutto questo forma una società nel suo complesso. Posso avere le idee confuse, ma mi pare che questi siano i principi basilari della sociologia. A meno che non mi sbagli pure su questo.
Anche io prima, erroneamente, ho confuso sistema sociale con una sua componente, cioè la distribuzione della ricchezza.
caro amico carmine, se non hai inteso che gli uguali li avevi messi tu..allora è meglio che lasciamo perdere. Dalle mie parti si usa dire che è “inutile cercare di cavar sangue dalle rape” e avendo una provenienza contadina, concordo con molti detti e modi di dire dei nostri vecchi saggi. Si usa anche dire che spesso in una discussione conviene dire “sì sì hai ragione..” per poi tornare a leggere il giornale in pace. Quindi caro carmine…sì sì hai ragione e auguri per il tuo prossimo libro di macro economia applicata alle forme di governo, attenderò impaziente la pubblicazione.
distinti saluti
a.y.s. Bibi
E’ evidente che chi è avvezzo a dare ragione non ha argomenti su cui poggiare il proprio pensiero. Io esprimo delle opinioni. Se non sono vere adduca degli elementi che la contraddiccono.
Probabilmente, però, non sono io a non aver capito di aver messo gli uguali. Al contrario credo sia lei a non aver inteso il mio discorso. E una conferma a ciò viene dal suo ultimo commento nel quale, non avendo argomenti per confutare quanto ho detto, si inventa la scusa del dare ragione per mostrarsi superiore. Credo che sia un espediente poco intelligente da parte sua. Mi sembrava un tipo con il qual poter discutere serenamente. Ma si è lasciato prendere dalla foga dell “aver sempre ragione”, per cui quando ha visto che non riesce a portare argomenti contrari ai miei rinuncia. Mi dispiace, discutere con lei è stata un’esperienza interessante.
discutere con chi? con chi non ha la minima idea di cosa sta dicendo?
bimbo.. stai sereno. io sono ignorante come una capra e non posso competere con le tue dotte argomentazioni..forse se tu riuscissi a metterle in ordine..con un senso compiuto..e dando a loro la parvenza di una qualsiasi logica .. o forse citando i luminari che ti ispirano..magari..ma in assenza di tali presupposti..aspetto la pubblicazione del tuo prossimo articolo… per poterlo saltare tranquillamente.
a.y.s. Bibi
Altra grande dimostrazione della mancazna di argomentazione ed aggiungerei della incapacità di formulare un’opinione che abbia un qualche minimo riscontro. Se saltasse il mio prossimo articolo non potrebbe farmi che piacere, visto che i suoi modi non aggiungono niente di nuovo a riflessioni (benchè superficiali) su gravi problemi. Non mi abbasso ad offenderla, caro bibiebibo!
Anche se stavolta mi sono limitato a rispondere agli insulti, credo che abbia ragione Comandante.
Certo. Infatti declinerò ogni provocazione.
comandante, mi scuso se i miei interventi possono aver creato problemi di qualche tipo al sito di cui siamo tutti ospiti. Non è mia abitudine creare problemi, è stata solo inesperienza da “matricola”.
a.y.s. Bibi
d’accordo, questo è vero, d’altra parte hai proprio toccato uno dei problemi principali e cioè l’incontrollabil esplosione demografica. Problema, sia detto en passant, aggravato dalle 2 principali religioni monoteiste che sono contro la contraccezione…
Ma il punto resta sempre uno:
il pianeta non ce la fa a sostentarci tutti, soprattutto un tutti che aumenta vertiginosamente ogni giorno…
ora smettiamola però.
e lo dico ad entrambi.
questo battibbeccare mi annoia ed è inutile.
se volete continuare scambiatevi le email o il numero di cellulare.
sì, ma non fatemi fare la maestrina. non posso mettermi a vedere chi ha cominciato e non mi sembra nemmeno corretto farlo con delle persone adulte.
ok