Gli 8 Punti di Bersani 51


Avevamo promesso di non utilizzare più parolacce nei titoli, ma “Gli 8 punti di bersani aumentano la motilità intestinale” suonavano troppo come la pubblicità di un lassativo e nessuno ci paga per fare la pubblicità ai lassativi.

ROMA – Pier Luigi Bersani presenta in Tv a ‘Che tempo che fa’, intervistato da Fabio Fazio, gli 8 punti con i quali si presenterà in Parlamento. Otto punti, avverte, di “un programma di governo preciso, esigibile e limitato sul quale chiedere la fiducia”, che aveva annunciato già nei giorni scorsi senza però scendere nei dettagli.

Eccoli: prima di tutto, avverte, proporrà una legge contro la corruzione e contro la mafia; una sul conflitto d’interessi; misure per una politica più sobria e meno cara; una riforma dei partiti; interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti, come quello di cittadinanza e delle coppie omosessuali, sulla scuola e il diritto allo studio.

Si tratta per Bersani di “un insieme di punti urgenti dal lato democratico e da quello sociale”. “Se non si parte così – ha aggiunto – credo che difficilmente aggiusteremo le cose”. da repubblica.it

Venendo al punto. Stamattina ho ascoltato in radio il signor Piero Ostellino raccontare che il Movimento Cinque Stelle è un fenomeno ascrivibile quelli manifestatisi nella repubblica di Weimar ed anticipatore di grandi cicloni sociali quali, allacciate la cintura di sicurezza, “il nazismo”. Si tratterebbe di un pre illuminismo, post industrialismo, naturismo e tutta un’altra spremuta di filosofia che vi risparmio perché, onestamente, non ho capito un cazzo.

Io credo che sia solo la fiera delle chiacchiere. Il Movimento Cinque Stelle deve il suo successo un po’ al suo programma, c’è molta gente che crede davvero che si possa vivere del proprio orto producendo l’elettricità con una dinamo collegata alla bicicletta, ma anche, e mi spingo a dire, soprattutto, alla totale inanità dell’attuale classe politica italiana.

 

Tu sei Bersani, un uomo politico praticamente distrutto, vai in televisione dopo una sconfitta prima personale e poi di partito, ti presenti e sfidi il M5S su otto punti che letto il secondo già si dorme?
Allora è una questione genetica. La selezione naturale degli ultimi 70 anni ha prodotto uomini del calibro di Bersani incapaci di dire un sì o un no netto, del tutto impossibilitati a fare una proposta forte, decisa. Bersani vuole sconfiggere il cancro (per il PD) M5S con la camomilla della “politica più sobria e meno cara” o con l’impacchino tiepido di “interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti“, locuzioni così siderali da non significare un cazzo e dietro le quali si nascondono mesi e mesi di discussioni bizantine il cui risultato sarà il nulla assoluto.

Alcuni vincono perché sono dei fuoriclasse, altri perché l’avversario non esiste. Il problema oggi è trovare un’opposizione seria e credibile al M5S. Una proposta valida che sappia riappropriarsi della politica e del cuore dei cittadini creando un paese nuovo dove, per esempio, i treni funzionino bene, ma siano valorizzate le ricchezze del territorio. Insomma, ci vuole gente seria che sia capace di fare proposte nette, precise, comprensibili, verificabili a breve, medio termine.
Il PDL è una proprietà personale di Silvio Berlusconi nel quale si sono sedimentate le aspettative nazionali più volgari ed egoiste, quindi non è utilizzabile a questo scopo. Il PD, viceversa, è un patrimonio storico di questo paese lasciato dai suoi sostenitori, non so se per affetto o per semplice ignavia, nelle mani di inetti affaristi mediocri e fancazzisti.

Gli lettori del PD non possono pretendere che il M5S salvi il loro partito. Se lo devono salvare da soli. Altrimenti scompaiano e che arcadia sia. Quindi mandate affanculo Bersani o alle prossime elezioni il messaggio che il PD ancora custodisce sarà perso per sempre. Vincerà Grillo e entreremo nel vortice, quello vero. Almeno ci divertiremo con le forche issate lungo via dei Fori Imperiali.


51 commenti su “Gli 8 Punti di Bersani

  • VIttorio Mori

    Vabbeh, lo dico, la penso come Cacciari: sono delle teste di cazzo. Emerite. D’alema dovrebbe essere spedito su Marte nella prossima missione della NASA, per levarcelo di torno. Ha ragione Grillo: non sono partiti, sono comitati d’affari, non hanno niente da dire se non mantenere lo status quo a carico della popolazione italiana. Il giocattolino, dagli e dagli, si è rotto, e il M5S ha catalizzato l’enorme malcontento in un qualcosa che si potesse scrivere sulla scheda elettorale, invece che scarabocchiarla di vaffanculi come al solito. Ci terrei a precisare che è a causa della vomitevole, orrenda, disgustosa legge elettorale – partorita dal nanaccio, calderoli e benedetta da quell’omuncolo di fini – che ci troviamo in questo stallo. Ha ragione Grillo, come la solito: hanno avuto come minimo 10000 occasioni di mettere mano al porcellum, alla corruzione, etc etc – non hanno fatto un cazzo di niente (e ci metto pure il rag. monti, tassatore feroce). Si arrangino ora, la “responsabilità nazionale” CE L’HANNO AVUTA LORO PER ANNI E ANNI. No che adesso ce l’ha tutta il neonato, piccolo, M5S sulle spalle. Grillo si difende come può, e fa bene.

  • cerbi

    Temo che gli elettori del Pd (et alia) non pretendano che si salvi il partito (loro, non loro, dipende), pretendono che si salvi l’Italia!
    Elettori 5 stelle, degni tanto quanto gli altri elettori, invece di focalizzare il problema esclusivamente sulla classe politica (da riformare certo, e in fretta) perchè non date uno sguardo concreto alla situazione nazionale e internazionale? quand’è che ci rendiamo conto che se non si prendono provvedimenti SUBITO rischiamo io, tu, i tuoi amici e i tuoi nemici di affondare?
    è questione di focus, solo questione di focus.

  • paolo 2

    come sai la penso esattamente come te, sostengo m5s come unica alternativa alla ruberia organizzata dei maiali al potere e godo , stavolta io come un maiale, nel vedere lo smarrimento sulle loro facce e nel leggere che in previsione della calata dei barbari sono state levate porcellane in stile impero dalle vetrine e persino le targhette con scritto “riservato agli onorevoli” sugli ascensori di montecitorio.
    nonostante questo sono costretto a notare le molte similitudini tra il post-weimar e la situazione attuale. Unica differenza, da bravi italiani vorremmo fare le cose senza soffrire troppo e quindi senza quel catartico fallimento totale che ci costringerebbe ad abbandonare la tastiera ed a utilizzare il tempo in maniera più proficua al riempimento della gavetta. il sig.Adolfo è andato al potere dopo avere preso il 30% con un programma che prevedeva la distruzione dei vecchi partiti, ma dopo essersi coerentemente rifiutato di fare un governo con gli altri, ha perso consenso alle urne in una seconda votazione, è stato tuttavia ugualmente incaricato da un vecchio presidente ormai diafano rappresentante di poteri obsoleti legati a concetti del secolo precedente, di formare un governo di unità nazionale. ha dato solo due ministeri (chiave) a suoi uomini, ha catalizzato il sentimento nazionale verso un paio di nemici comuni interni ed esterni etc etc..

  • ilBuonPeppe

    Ieri sera ho ascoltato per qualche minuto Bersani da Fazio, poi non ce l’ho fatta più.
    Abbiamo problemi enormi in campo economico e lui tutto quello che è riuscito a dire sul tema è stato… “economia”. Nel senso che l’ha solo nominata senza proporre alcun intervento, neanche una vaga ipotesi. Nulla.
    Il “lavoro” invece non l’ha neanche nominato. Non sia mai, qualcuno potrebbe ricordare che una volta questo era il partito dei lavoratori.
    Qualcuno dovrebbe spiegargli il significato di “priorità”, ma temo che sia una fatica inutile.

    • fiocco rosa

      Ho l’impressione che si stia perdendo il senso delle cose.
      Le funzioni istituzionali hanno le loro regole, la regola fondamentale è la carta costituzionale ; la nostra carta è considerata la più bella del mondo, c’è solo il problema di controllare che vada bene ed integralmente applicata. Le cose hanno cominciato a funzionare male in italia quando si decise di modificare alla fine degli anni ’90 il suo titolo V: in nome del federalismo sono saltati i controlli ed è stata avviata l’italia dei nominati in politica e nella burocrazia. Oggi dovremmo rifare un passo indietro ed ammodernare l’applicazione della carta con i moderni mezzi informatici.
      La democrazia è fatta di numeri ed al di là delle polemiche, con l’attuale sistema elettorale il PD è maggioranza alla camera, ma non al senato. Il parlamento dovrà funzionare nel rispetto della volontà di voto dei cittadni: i programmi ed i provvedimenti assunti dal partito maggioritario saranno valutati dal senato con facoltà di approvarli o modificarli con la maggioranza dei voti dei senatori. Se M5s intende veramente migliorare da subito questa società alla deriva, deve esercitare il mandato ricevuto dai cittadini da subito consentendo l’insediamento di un governo che possa realizzare alcune riforme significative ed urgenti da tempo attesi: legge elettorale, sul conflitto di interessi e sulla corruzione in primis; perchè è urgente correggere le storture più gravi di questa società per renderla competitiva ed attirare benessere per tutti. Ma temo chee ancora una volta si faranno solo chiacchere e sarà lecito pensare che an qusto schieramento prevalgono gli individualismi che fregano i cittadini comuni.

  • compasso

    non è facile capire…. usciamo dall’euro, torniamo alla lira e disconosciamo questo ipotetico “debito” (se lo addossino i responsabili, non certo noi cittadini)

  • @actilius

    Melina..melina..melina. Non sono in grado di cambiare, per quanto sono compromessi nel sistema (es. MPS). Dirigenti e maggiorenti giustificano le più grosse porcate nella convinzione (fasulla) di essere, a prescindere, migliori degli altri. Così, purtroppo, si faranno spazzar via dalla tempesta perfetta..

  • GirFalk

    “il signor Piero Ostellino raccontare che il Movimento Cinque Stelle è un fenomeno ascrivibile quelli manifestatisi nella repubblica di Weimar ed anticipatore di grandi cicloni sociali quali, allacciate la cintura di sicurezza, “il nazismo”.”

    un po’ in ritardo, e’ almeno un mese che questa discussione si aggira nella rete 😉
    secondo me le persone non hanno capito che populismo non e’ sinonimo ne’ di fascismo ne’ di nazismo, ma solo un atteggiamento che si e’ accompagnato a determinate ideologie (e non solo queste).

    Bersani non l’ho manco ascoltato… dovrei farlo? Nah, sono già stata male di stomaco 🙂

  • Marco

    forse se Bersani la smettesse di dire “facciamo un po’ di questo, un po’ di quello” , e dicesse esattamente cosa e come lo vuole fare, insomma finalmente spiegasse che idee ha, forse, ma dico forse, il m5s l’appoggerebbe. Dove, resta da capire.

  • Adriana

    Adesso che ha (hanno) perso voti, e tanti, gli viene in mente qualche parolina che non è, almeno non sembra, il liberismo alla Ichino.
    Ma le paroline dette ora, proprio in quanto dette ora, sono opportunistiche e superficiali.
    A proposito di economia, di lavoro e di società: ricordo a tutti che il Pd ha appoggiato l’estate scorsa il voto al Fiscal Compact facendo finta di opporsi, cioè si è astenuto anziché fracamente e apertamente votare contro. Cioè NON l’ha rifiutato, in ossequio a dettami sia stranieri (è la famosa voce dell’Europa che chiede, “ce lo chiede l’Europa”, dal novembre 2011 ad oggi) sia interni, del tutto nemici allo stato sociale.

    A proposito del famoso debito: si tratta di debito privato estero, non di debito pubblico come invece continuano a mentire, interessatamente, i sostenitori della privatizzazione dei servizi e dell’economia e della vita, anzi, della privazione della vita, compresa la sinistra classica e non. Dove arriva la mala fede e dove la disinformazione? e anche la disinformazione per mala fede?
    Per debito pubblico deve intendersi quello che veramente è, stipendi pubblici e pensioni e questo non costituisce deficit: ciò che lo stato dà in questa forma viene massicciamente speso dai percettori di stipendi e pensioni per acquistare merci e servizi prodotti da privati per la vita quotidiana, a cominciare dal cibo. Il taglio di tali spese produce e ha prodotto una maggiore crisi, come logico ed evidente pure.
    Continuare a parlare di debito pubblico come causa di deficit ha il solo scopo o effetto di preparare ad accettare privatizzazione su tutto e altri tagli. A proposito: non c’era anche il Pd a sostenere la politica dei tagli, dal novembre 2011? Eh, sì, e può darsi che molti suoi ex eletttori se ne siano ricordati e siano diventati, per questo, ex elettori.
    Il deficit è quello delle partite correnti con l’estero, conti con l’estero. Per questo motivo, anche il mantra protestatario “non pagare il debito”, caro a certa altra sinistra, è errato nei fondamenti, se si riferisce al debito pubblico, non responsabile del deficit. E’ errato anche identificare i costi della politica-casta-corruzione come causa di deficit, in quanto il deficit, ripeto, è quello del debito privato con l’estero, come in tutti gli attuali PIIGS, forzati a divenire debitori con paesi ad inflazione inferiore, e forzati da questi stessi paesi che hanno speculato grazie alla moneta unica. In virtù di tale procedimento, paesi che prima avevano il loro nome ora sono omaggiati dell’acronimo PIIGS, vicino al suono-significato di “maiali”. (Al riguardo, la delicatezza delle istituzioni europee e di certi governi a cui dovremmo “dare” perché “chiedono” è assai indicativa dei rapporti umani che essi sono in grado di stablire, come anche è indicativa del livello di molti connazionali ben contenti di venire fustigati ingiustamente: si vede che loro godono così).
    Se non si esce da questo giro, è inutile e menzognero parlare di economia, di lavoro, di ripresa, chiunque ne parli.
    A proposito: in paesi condividenti con altri una moneta unica, i paesi più deboli diventano competitivi con l’estero svalutando i salari, poiché, appunto, non si può svalutare la moneta. Non lo sanno Bersani, Grillo e C? Ultimamente l’ha detto in Tv anche il bersaniano Fassina: “O si svaluta la moneta o si svalutano i salari”. Video su youtube: volendo lo si trova.
    Ci arrivano ora, gli economisti di sinistra e i loro compagni di partito? (Quanto ho ricordato in sintesi venne esposto nel 1961 da Robert Mundell nel breve saggio “Una teoria delle aree valutarie ottimali”, uno non proprio qualunque, se ebbe nel 1999 ebbe il Nobel per l’economia).
    Se Fassina ci arriva ora – poiché ciascuno fa quello che può…(ironia) – potrebbe suggerire qualcosina a Bersani, per esempio, di dire la verità.

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