Giusy Buscemi: Intervista Esclusiva a Mentecritica 12


La vedo venirmi incontro sorridente, con gli occhi luccicanti di gioia che splendono sotto la cascata di capelli dorati. E’ alta, bella, ma non in maniera aggressiva. Dolce e gentile con tutti. Si ferma a fare un autografo al ragazzo che la guarda adorante e dopo aver scambiato qualche parola con lui lo saluta con un bacetto sulla guancia. Quando arriva al tavolo mi alzo e la accolgo con un leggero inchino. Lei mi sembra stupita per la piccola orchidea che le ho fatto preparare. Forse non è abituata a certe forme di attenzione tipiche del galateo di una generazione dimenticata.

MenteCrtitica: Buona sera Giusy, complimenti per la splendida vittoria.

Giusy Buscemi: Grazie, in effetti è una soddisfazione estrema che voglio godermi appieno. Si tratta sicuramente di un’evenienza transiente che segnerà profondamente la mia vita, ma che si esaurisce rapidamente nel ratto evolversi delle cose. Non vorrei citare Eraclito, ma sono fermamente convinta che l’essenza di un’esperienza vada vissuta nel suo climax in modo da poterne serbare le sensazioni per il resto della vita.

MC: Non posso che essere d’accordo con lei. Ed ora, quali sono i suoi programmi?

GB: Sarà difficile conciliare le esigenze di rappresentanza di questa carica con il mio desiderio di proseguire proficuamente gli studi, ma dovrò fare di tutto per riuscirci. Sono convinta che l’esteriorità abbia senso solo se sottende un’essenza interiore non debole. Ho una proficiente attitudine allo studio della filosofia e della letteratura che non vorrei trascurare. Sono certa che essa rappresenti il necessario complemento alla mia personalità.

MC: Molto interessante. Cosa ne pensa della cultura scientifica?

GB: Il mio approccio alle scienze naturali è probabilmente condizionato dalla mia personalità. Nel corso degli ultimi due anni ho cercato di appassionarmi ad alcune delle più stimolanti discussioni in ambito fisico/astronomico. Sono partita da un interessante saggio sulla Teoria dello Stato Stazionario per arrivare, con una certa fatica, alla Teoria delle Stringhe. Le confesso che, nonostante l’eccezionale esercizio mentale che certi passaggi richiedono, non riesco a percepire pienamente il fascino di questi studi. Rimango dell’idea che l’approccio filosofico alla cosmologia rappresenti una sfida intellettuale di livello superiore. E’ una mia opinione personale che non pretende di rappresentare una realtà oggettiva.

MC: Parliamo di altro. Cosa ne pensa del quadro finanziario internazionale?

GB: Sull’argomento ho un’opinione molto precisa. A mio parere, l’occidente non è riuscito a modificare la tipologia di contributo che fornisce nell’ambito economico planetario. La sfida sulla produzione che ha lanciato ai paesi emergenti è persa in partenza. Il liberismo richiede una produzione di qualità accettabile a prezzi sempre più competitivi e in questo le grandi società proletarie del terzo mondo si sono dimostrate imbattibili. 12 ore di lavoro al giorno senza ferie e assistenza sanitaria sono inaccettabili in occidente, ma rappresentano comunque un’evoluzione nella condizione di chi, fino a qualche anno fa, era destinato a scomparire nel silenzio. L’Occidente e soprattutto l’Europa che ne rimane la mente direttiva hanno commesso due errori sostanziali. Da una parte hanno consentito che la forbice di tenore di vita si dilatasse fino al punto che la sola sopravvivenza divenisse un elemento di retribuzione in alcune zone del mondo, dall’altra non hanno specializzato in termini realmente innovativi la loro produzione industriale. Ora abbiamo una situazione che vede paesi poverissimi riuscire a produrre le stesse cose che si producono in Italia a costi nettamente inferiori. La conclusione è inevitabile.

MC: Non è la sola a pensarla così. E della situazione politica italiana cosa ci dice?

GB: A mio parere il movimento di Beppe Grillo poteva rappresentare un interessante elemento di destabilizzazione in un quadro politico cristallizzato da decenni e disinnescato con un larvato colpo di stato della presidenza della repubblica. Il caso Favia mi appare la dimostrazione pratica di una sorta di “eiaculazione precoce” del movimento cinque stelle che non ha saputo organizzare le sue energie fino alle elezioni ed implodendo nelle mani dei suoi stessi sostenitori. Tutto sommato in una moderna democrazia certe cose ci possono stare. peccato che il tutto sia passato attraverso un “fuori onda”. Mi sarebbe piaciuto che il dibattito evolvesse in maniera più trasparente. Anche se non posso fare a meno di notare che il “fuori onda” è diventato una specie di barriera tra verità percepita e realtà.

MC: Nel Senso?

GB: Un po’ come l’elettrone segna il confine tra massa e energia, particella e forma d’onda,  così il “fuori onda” mette in contatto due mondi: quello che la gente pensa che accada e quello che, effettivamente, succede davvero.

MC: Capisco. Vorrei ringraziarla Giusy. Chiacchierare con lei è stato un piacevole intermezzo in questa manifestazione così squallidamente ipocrita.

GB: Ha ragione Comandante, ma è imperativo condurre se stessi 1 in maniera dignitosa anche nelle contingenze più difficili. La fedeltà alle proprie convinzioni è il metro tramite il quale misuriamo tutte le cose e non può essere alterato. Se permette, ora rientrerei nel personaggio. Mi sono concessa una pausa che mi ha ristorato, ma la mia carica mi impone dei doveri non derogabili.

Si alza, quasi luccicante nel suo morbido abito bianco e mi sorride porgendomi la mano. Io la guardo allontanarsi, fra i flash dei fotografi mentre la sua risata argentina risuona nella sala.  Prima di uscire si volge un’ultima volta a guardarmi. Io alzo la mano e i suoi occhi si incrociano con i miei, ma solo per un attimo che, stranamente, dura inaspettatamente a lungo.

Notes:

  1. mi raccomando senza accento sul “se” quando precede “stesso”

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